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23 Dicembre 2004 pag. 11 numero 304

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV
(a cura di Giorgio Bellocci)

ONORE A CANINO IL “VESPA DI NEVERLAND”
Anche i migliori possono “tradire”... prima di assegnare i nostri Oscar per l’anno televisivo conclusosi, c’interroghiamo perplessi sulla recensione di Aldo Grasso a “Teatro in Italia”, il rotocalco curato e interpretato da Giorgio Albertazzi e Dario Fo (Raidue, lunedì ore 22.45). In data 15 dicembre, nella sua rubrica sul Corriere della sera, Grasso ha mosso delle critiche piuttosto severe al programma. Che a noi invece è piaciuto (vedi “Broadcast&Video” della settimana scorsa), ma questo è ovviamente irrilevante, anche perché le osservazioni strutturali del critico del quotidiano di via Solferino sono sempre molto interessanti e stimolanti. A lasciarci interdetti è stato il passaggio in cui Grasso cita come una ”spia” segnaletica il basso ascolto ottenuto da “Teatro in Italia”. Ma come? Si sprecano fiumi d’inchiostro su come questo auditel debba essere rifondato e poi lo stesso viene elevato a termometro attendibile... si parla e si scrive di servizio pubblico che deve smarcarsi dalla televisione privata e proporre cultura, e nel momento in cui qualcuno ci prova arriva la mannaia dell’alibi degli ascolti... Passiamo ai nostri Oscar, dove per il settore “intrattenimento” troviamo i soliti, bravissimi, noti e i loro programmi targati Rai: Fiorello, Paolo Bonolis e Simona Ventura. Per la fiction indichiamo “I Soprano” (Canale 5) e “Angels in America” (La7). Per l’informazione non abbiamo dubbi nel premiare Giovanni Minoli e il suo rotocalco “La storia siamo noi” (Raitre). Un Oscar speciale, infine, a Fabio Canino, e non tanto per aver guidato con mano sicura “Cronache Marziane” verso una media d’ascolto molto interessante (15,8% di share). Il grande merito di Canino, somiglianza fisica con Bruno Vespa a parte, è quello di aver imposto la sua personalità nell’ambito di un format dove la conduzione è semplicemente fondamentale ai fini di una sopravvivenza in palinsesto. Alto è il rischio di confondersi con il grigiore derivante dalle forzature in circolo (vedi gli ospiti, fissi e non) quando si ha a che fare con un talk show dove bisogna a tutti i costi trasgredire e “scioccare”. Canino è il Re di questa singolare “Neverland” d’Italia Uno, ma è l’unico protagonista di “Cronache marziane” a non soffrire della sindrome di Peter Pan. In quale altro programma, in un ipotetico percorso di crescita, possono infatti finire gli improbabili opinionisti, specie ora che il “Maurizio Costanzo Show” chiude i battenti? Chi si può prendere sul groppone Roberto da Crema, Candida Morvillo, Sarah Cosmi e Marxiano Melotti? E che dire dell’attivissimo e sbraitante pubblico, “gassato” a dovere prima dell’inizio della trasmissione? Tutti vorrebbero rimanere lì in eterno, a ululare con spensieratezza ammirando Canino.


GLI ASCOLTI DI VENERDI’ 17 DICEMBRE ALLE ORE 23.00
RETE
A.M. SHARE
Raiuno: Tv7 (rotocalco)
1876 19.36
Raidue: Telethon 738 9.54
Raitre: Primo Piano (rotocalco) 1166 9.37
Canale 5: Maurizio Costanzo Show 1583 20.79
Italia 1: Cronache Marziane (best of) talk show 1401 11.68
Retequattro: Ufficiale e gentiluomo (film) 373 6.56
La7: Markette gold 157 2.69
A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel

NEI PRIMI MESI DEL 2005 PARTE CINEFUND, FONDO SOSTEGNO CINEMA
Alessandro Usai, direttore generale di Cinecittà Holding, ha annunciato che nei primi mesi del 2005 potrebbe partire il Cinefund, fondo di investimento per il cinema italiano. Il fondo raccoglie investimenti pubblici e privati e si impegna a reinvestirli in progetti filmici. Il gruppo pubblico, composto dalla Holding e dall’Istituto Luce, investirà una quota pari a 10/15 milioni di euro a fronte di un totale di 60 milioni.

CINEMA: 22 I TITOLI PER I FONDI DI
GARANZIA 2004

Sono ventidue i lungo­metraggi che hanno richiesto alla Direzione Generale per il Cinema il riconoscimento delle qualità artistiche e l’accesso ai fondi di garanzia, in scadenza il 30 novembre 2004. Tra i film che hanno presentato la richiesta ci sono ‘La donna di Madgala’ di Ermanno Olmi (Cinemaundici), ‘Le rose del deserto’ di Mario Monicelli (Luna Rossa), ‘La strada di Levi’ di Davide Ferrario (Rossofuoco). ‘Cuore sacro’ di Ferzan Ozpetek (R&C Produzioni) non ha chiesto finanziamenti, distribuzione o esportazione al film, ma solo il riconoscimento della qualifica.