| IN QUESTO NUMERO |
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• COMMISSIONE UE NON RINUNCIA A CAUSA CONTRO MICROSOFT
• GB VINCE AGLI INTERNATIONAL EMMY AWARDS
• SUMMIT CONTRO L’AIDS
• CRESCE IL MERCATO TECNOLOGICO IN ASIA ED EUROPA DELL’EST
• ANES: MERCATO STAMPA SPECIALIZZATA IN CRESCITA
• BRITISH LIBRARY ADOTTA WI-FI
• CODICE DELLA RADIOTELEVISIONE: SI’ DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
• TV7, TG PARLAMENTO E GIORNI D’EUROPA CONTRO LA RAI
• GARANTE PRIVACY UE: NO A CONSERVAZIONE DATI INTERNET
• RADDOPPIANO LE VENDITE ONLINE IN GRAN BRETAGNA
• ITALIA APRE CANTIERE DIGITALE IN IRAQ PER AMMODERNAMENTO P.A.
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GIORNALISTI IN GABBIA
Il 24 novembre è la giornata dedicata ai giornalisti prigionieri nel mondo.
L’informazione paga un tributo altissimo con 207 professionisti incarcerati.
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| Centoventotto giornalisti, settanta cyberdissidenti e nove professionisti dei media. E’ il bilancio di Reporters Sans Frontières in occasione della quindicesima giornata a sostegno dei giornalisti prigionieri che quest’anno è dedicata ai due reporter francesi ostaggi in Iraq, Christian Chesnot e Georges Malbrunot. A guidare la triste classifica sono la Cina (26 giornalisti e 62 cyberdissidenti), Cuba (26 giornalisti), l’Iran (15), l’Eritrea(14), il Nepal (12) e la Birmania (11). Oltre l’80 % dei giornalisti e cyberdissidenti prigionieri nel mondo è incarcerato proprio in questi sei paesi. I giornalisti vengono incarcerati per aver affrontato argomenti considerati tabù: la corruzione in Cina, le violazioni delle libertà a Cuba, le lotte di influenza tra riformatori e conservatori in Iran, il conflitto con l’Etiopia in Eritrea, la guerriglia maoista in Nepal o le idee difese dal premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi in Birmania. Per dare voce a chi non può più esprimere il proprio pensiero, duecento redazioni hanno deciso di adottare un collega privato della libertà e di ricordare la sua situazione al mondo in occasione di questa giornata. A Parigi, sulla facciata del municipio è stato esposto un grande striscione che mostra la silhouette di un uomo che legge un giornale, realizzata con i 207 nomi dei professionisti dei media in carcere. |
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RATHER LASCIA IL TG CBS
L’anchorman lascerà la conduzione delle Evening News nella primavera del 2005 ma è già aperta la caccia al sostituto. |
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Il numero degli utenti di banda larga in Italia alla fine del 2003 era di 20,8 milioni con una crescita del 131% rispetto al 2002. E’ quanto emerge dal Rapporto Anfov, l’associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione. Le famiglie che nel 2003 avevano un accesso a banda larga erano il 7,65%, contro il 2,8% del 2002, mentre la penetrazione nelle imprese è passata dal 10,3% al 20%. La distribuzione sul territorio degli accessi è però disomogenea. Lo sottolinea Francesco Chirichigno, presidente della società Infratel Italia, che ha il compito di completare le infrastrutture esistenti sul territorio per colmare il digital divide fra Nord e Sud e tra piccoli e grandi centri. Il Cipe ha già stanziato 150 milioni di euro, ma secondo Chirichigno non sono sufficienti. Servono 900 milioni, visto che sono 5.951 i comuni italiani privi di accesso a larga banda, pari al 24% della popolazione e al 22% delle imprese.
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