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25 Novembre 2004 pag. 11 numero 301

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV
(a cura di Giorgio Bellocci)

ANCHE NOI CON LOREDANA!
Tempi duri per chi si occupa di televisione: è esplosa la bomba-Loredana Lecciso, ben sostenuta, oltre che dagli esilaranti balletti della nostra a Domenica in, dal tormentone sull’andamento del matrimonio con Al Bano. Nelle redazioni ci si interroga sul da farsi. “Cosa facciamo ? – proviamo a immaginare un dialogo – Contribuiamo a questa fiera del trash parlandone, o ignoriamo il tutto?”. O ancora: “come facciamo a non parlarne quando marito e moglie fanno insieme il 50% di share, sia pure come somma di due trasmissioni”. Dannazione, sono veramente tempi duri... ci si può furbescamente affidare a una lettura sociologica e piazzare, di fianco al redazionale sulla cronaca di quanto sta avvenendo, l’intervento di uno a scelta tra il massmediologo, il sociologo, lo psicoterapeuta di turno. Così, per avere la coscienza a posto e affermare che agli italiani queste cose piacciono perché essi si rispecchiano in tutto ciò. L’imbarazzo, naturalmente, ha investito anche questa rubrica. Ed è proprio assolvendo al nostro compito settimanale, come in un ideale work in progress, che arriviamo a comprendere le scelte dei colleghi, soprattutto di quelli che lavorano in testate di grande prestigio. In attesa di tempi migliori è l’auditel che detta le regole. I quotidiani non avrebbero rivolto in modo così ampio il loro interesse allo scontro tra i coniugi litigarelli se Buona domenica, con l’ospitata di Al Bano, e Domenica in, dove la Lecciso si esibisce, non avessero raggiunto certe vette di ascolto. L’importante è essere onesti con i propri lettori: confessiamo il “piacere” di occuparci di Loredana Lecciso, e ci prendiamo la responsabilità di affermare che dietro il polverone sollevato si cela un gioco delle parti con agenti e addetti p.r. in piena attività. La Lecciso si è inventata una carriera sull’onda della richiesta che in Italia, oggettivamente, esiste in “materia”. E ha uno staff che la segue e la consiglia. Al Bano ha colto al volo l’occasione di riguadagnare una certa visibilità. Questo non ha nulla a che fare con le sue indubbie qualità artistiche, che però lo possono sostenere solo fino a un certo punto. Non si spiegherebbe in nessun altro modo la scelta di andare da Maurizio Costanzo a parlare dei fatti privati, subendo perfino la domanda: “perché non torni a cantare con Romina Power?”. Per la cronaca gli sfoghi di Al Bano da Costanzo hanno portato il cantante di Cellino San Marco a superare la moglie nel confronto diretto tra i due. Nei periodi di sovrapposizione, dalle 19.15 alle 19.30, Buona domenica ha ottenuto su Canale 5 il 25,78% di share contro il 22,35% di Domenica in dove la Lecciso teneva banco in un dibattito organizzato da Mara Venier con Alfonso Signorini, il professore Zecchi, Monica Setta e Silvia Rocca. Ma non chiedeteci, vi prego, di cosa dissertavano... non lo sappiamo!


GLI ASCOLTI DI GIOVEDI’ 19 NOVEMBRE ALLE ORE 21.00
RETE
A.M. SHARE
Raiuno: Don Matteo 4 (serie tv)
4165 14.26
Raidue: L’Isola dei Famosi (reality show) 10977 46.02
Raitre: Coppa Italia Atalanta - Juventus 2785 9.89
Canale 5: Stuart Little (film) 2772 9.76
Italia 1: CSI: Miami 3513 11.97
Retequattro: I due invincibili (film) 1574 6.00
La7: Flash and Bone (film) 390 1.71
A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel

ACCORDO TRA
GRUNDY E JAPINO PER NUOVI FORMAT TV

Grundy Italia Spa, società di produzioni televisive che fa capo a Bertelsmann, ed Eurovisione di Sergio Japino hanno siglato un accordo per sviluppare e commercializzare alcuni programmi di intrattenimento del catalogo Grundy. Fra le nuove proposte non saranno presi in considerazione i reality show. Nel frattempo il produttore è in contatto con la Rai per il nuovo programma “Milleluci” che dovrebbe riportare Raffaella Carrà sulla rete ammiraglia.

A TORINO LA PRIMA ASSEMBLEA DELL’AFIC
In coda al Torino Film Festival è stata convocata la prima assemblea dell’Afic (Associazione festival italiani di cinema). Obiettivo dell’associazione presieduta da Alberto Barbera (Museo del Cinema di Torino) è tutelare la qualità delle opere e la specificità dei festival rispetto alle iniziative locali, cercando di tenere aperto un confronto diretto sulle questioni dei finanziamenti e del riconoscimento culturale con l’amministrazione pubblica, la direzione generale per il cinema e gli enti locali. A breve l’Afic aprirà un sito con informazioni su date, programmi, bilanci e finanziamenti.