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AUDITEL - I NUMERI DELLA TV
(a cura di Giorgio Bellocci)
PUNTO E A CAPO PER UNA FALSA PARTENZA
Il secondo appuntamento con Punto e a capo, il nuovo approfondimento del TG2 in onda nella prima serata del giovedì, ha guadagnato qualche punto percentuale in più rispetto all’esordio: poco meno di due milioni di telespettatori, e il 7.21% di share, contro 1.793.000 (6.65%). Il dato è ancora basso per un rotocalco destinato al prime time. Del resto gli unici talk show politici che hanno funzionato benissimo in prima serata rimangono, fino a oggi, quelli proposti da Michele Santoro negli anni d’oro. Il format tira poco in Italia nella fascia d’ascolto più affollata. Molto meglio la seconda serata, e andando avanti di questo passo pure i responsabili di Raidue dovranno rendersene conto e decretare lo spostamento di Punto e a capo. Segnaliamo inoltre che anche la puntata di giovedì 11 novembre non ha certo brillato per equilibrio, mostrando già dall’avvio il suo lato “debole” (che qualche spettatore sia “scappato” infastidito?). Alludiamo all’agguato teso ad Antonio Di Pietro dai due conduttori, Giovanni Masotti e Daniela Vergara (nella foto). Il leader dell’Italia dei valori è stato incalzato su domande faziose, e anche obsolete come lui stesso ha prontamente replicato, del tipo “Mani pulite ha risparmiato i partiti della sinistra”. Oppure sollecitato sulla litigiosità del centro-sinistra (nel corso della puntata, naturalmente, sulla litigiosità del centro-destra è calato un velo pietoso). Per capire l’effettivo gradimento del programma, i curatori di Punto e a capo potrebbero però appellarsi all’associazione Intesa consumatori che, come riportato dagli organi di stampa, ha affidato alla società Astra-Demoskopea una specifica ricerca tesa a fotografare il reale stato di “salute” di Striscia la notizia. Questo perché il tg satirico di Antonio Ricci è considerato un garante dei consumatori. Realizzata su un campione di 5.300 famiglie, ”l’indagine ha un margine di errore dello 0,7% - come ha spiegato il presidente di Astra-Demoskopea, Enrico Finzi - e smentisce l’idea che siamo in presenza di un sorpasso gigantesco di Affari tuoi rispetto a Striscia la notizia”. “Da questa ricerca – ha sottolineato Antonio Ricci - viene fuori che non solo Striscia è più colta e intelligente, ma che non è morta come attualmente si dice. E’ un problema dell’Auditel. Anche il Tg2 risulta più alto dei dati Auditel. E’ impensabile che per l’arrivo di Affari tuoi si dimezzi il pubblico che segue l’informazione”. Sull’ottimismo riguardo all’audience delle news siamo molto scettici, così come sul fatto che Striscia sia più colta (!) di Affari tuoi. Ma la notizia assumerebbe tutto un altro valore se una personalità come Ricci, a prescindere dalla disputa con Bonolis, continuasse a spendersi in prima persona per una rivisitazione del rilevamento degli ascolti. Si attendono segnali concreti.
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