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AUDITEL - I NUMERI DELLA TV
(a cura di Giorgio Bellocci)
SOS: URGE VERO INTELLETTUALE DI DESTRA IN TV
Onore a John Forbes Kerry. Onore a un uomo che ha rappresentato la faccia migliore dell’”altra America”, quella della lotta per i diritti civili, per la libertà di scelta in materia di aborto, culto, stampa, sessualità; quella dell’intellighenzia che in campo artistico (cinema, musica, arti figurative) ha regalato all’umanità opere meravigliose. Onore dunque a un uomo carismatico, intelligente, preparato culturalmente, che è stato sconfitto dall’America più becera e oscurantista.Tante scuse a John Forbes Kerry, soprattutto, per essere stato maldestramente tirato per i capelli all’interno del dibattito politico italiano. Discutibili le prese di posizione del centro-sinistra il giorno dopo la sconfitta, peraltro assai onorevole, di Kerry. Piuttosto che fare le pulci a quello che Kerry poteva fare e non fare, i politici del centro-sinistra dovrebbero imparare guardando semplicemente i dibattiti televisivi dove il senatore ha parlato ai suoi elettori con lucidità e cuore in mano (per non parlare di una campagna elettorale massacrante e carica di pathos). Ma il peggio è arrivato dagli “impresentabili” del centro-destra. Abbiamo visto volti gioiosi tra deputati e addetti ai lavori, tipo i giornalisti filo-governativi. Ma cosa c’è da festeggiare? Forse il tentativo di farci colonizzare definitivamente imitando un modello che da un lato può fare felice il Vaticano, e dall’altro ci espone al pericolo del terrorismo internazionale come mai accaduto in precedenza. Puntuale come la maratona di New York è arrivato poi Punto a capo (Raidue, giovedì, ore 21.00). Fuori da ogni ipocrisia, il nuovo approfondimento del TG2 può tranquillamente essere valutato come un “programma di destra”. Poco male fino a qui... vedi il giornalista-professore Massimo Teodori e Arturo Diaconale, direttore de L’Opinione, e pensi per un attimo “finalmente, dopo anni di egemonia culturale della sinistra, anche la destra prova a lasciare un marchio significativo”. Ma è solo un attimo, perché quando senti che “la vittoria di Bush è una solenne lezione per la sinistra italiana” cominci automaticamente a rimpiangere l’egemonia radical-chic degli anni che furono. Oppure ti interroghi perché i più carismatici intellettuali di destra non vengono invitati in questi dibattiti in prima serata: buttiamo lì i nomi di Franco Cardini, Pierangelo Buttafuoco, Stelio Solinas, il Marcello Veneziani pre-poltrona Cda Rai, o anche un anticomunista come Massimo Fini. Il punto è che per loro sarebbe imbarazzante! I due conduttori, Giovanni Masotti e Daniela Vergara, sono stati a loro volta imbarazzanti per servilismo verso il centro-destra. Confidando in un cambio di stile, ci ripromettiamo di tornare su Punto e a capo. Per ora registriamo un dato auditel per la puntata del 4 novembre veramente basso: 1.793.000 spettatori e il 6,65% di share. Amen.
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