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AUDITEL - I NUMERI DELLA TV
(a cura di Giorgio Bellocci)
LO STATO DELL’AUDITEL
Nei giorni scorsi i media hanno dato ampio rilievo al dibattito sul sistema di rilevamento degli ascolti legato alla raccolta pubblicitaria. Lo spunto è arrivato dalle dichiarazioni rilasciate da Walter Pancini, direttore di Auditel, in uno degli eventi previsti dalla manifestazione le “Telegrolle” recentemente svoltasi a Saint Vincent. ”Lancio un appello - ha detto Pancini nel corso della trasmissione Il grande talk - Cominciamo a ragionare sui dati televisivi in modo meno definitivo di come accade con questa guerra improbabile a chi ha vinto e a chi ha perso la serata precedente. Io sarei per spegnere questa ‘cosa’, dando i dati quotidianamente solo al mondo della pubblicità, che poi è il nostro mondo di riferimento, mentre li renderei pubblici con tempi più lunghi, perché anche un programma di piccolo ascolto ma con una forte energia interna può avere un ottimo sviluppo, anche se in quella o quell’altra serata ha perso”. Questo appello, secondo le prime reazioni, è stato giudicato ancora più provocatorio perché arrivato all’indomani del boom di ascolti su Rai 2 de L’isola dei famosi (nella foto) e del conseguente stop del serial di Canale 5 Cuore contro cuore. In generale è arrivato in un momento di grande flessione negli ascolti di Mediaset, al punto che molti addetti ai lavori, giornalisti in testa, hanno maliziosamente pensato a una tutela di Pancini nei confronti dell’azienda di Silvio Berlusconi. Noi siamo invece più colpiti dalla reazione dei pubblicitari, i quali, attraverso le parole del presidente di Upa Felice Lioy, hanno accolto con freddezza la proposta partita da Saint Vincent. Anche se, interpretando le parole di Pancini, questa si presentava vantaggiosa per loro... senza inseguire facili dietrologie possiamo però affermare che Auditel vive un momento difficile! Del resto già il 9 ottobre scorso le agenzie avevano battuto una dura presa di posizione di Pancini in seguito a una relazione realizzata da tre tecnici dell’Istat incaricati dall’Authority. “Auditel è stanca di vedersi fucilata con leggende metropolitane - aveva protestato Pancini - chi la vuole criticare dia un’alternativa tecnica credibile”. Pancini ha ragione sull’assenza dal dibattito di un’alternativa plausibile, ma i tre “saggi” non avevano riportato leggende metropolitane, bensì reali carenze quali l’assenza di dati concreti sul gradimento dei programmi, a fronte invece delle informazioni sul numero dei telespettatori, o la scelta del campione di famiglie attraverso le liste telefoniche anziché quelle elettorali. Da parte nostra a Pancini chiediamo di non chiudersi a riccio per critiche realistiche come quelle avanzate dall’Istat, ma di insistere nel tentativo di aprire un “tavolo” di discussione, possibilmente senza offrire troppi privilegi al mondo della pubblicità
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