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28 Ottobre 2004 pag. 15/16 n.297
L’ORA DELLA “MEGLIO FICTION”
A Saint Vincent la consegna delle Telegrolle 2004. Attori e addetti ai lavori hanno celebrato lo stato di grazia della produzione italiana

“La tv di oggi è fiction, sfigati e...”. Per buona creanza tralasciamo il terzo oggetto del lapidario giudizio espresso da Gianfranco Funari, nel corso di una recente puntata di Markette su La7. Detto che la parte mancante riguarda l’iconografia della figura femminile, e che gli “sfigati” chiamati in causa sono, secondo Funari, soprattutto i protagonisti dei reality show, non possiamo che condividere l’enfasi posta dall’ex conduttore di A bocca aperta sull’odierno predominio della fiction. L’epitaffio-anatema di Funari ha idealmente accompagnato la quarta edizione delle Telegrolle, svoltasi a Saint Vincent dal 22 al 24 ottobre. La kermesse, organizzata dal settimanale Tv Sorrisi e Canzoni e dal Casino de la Vallée, ha infatti rappresentato la giusta occasione per celebrare la fiction italiana, oggi più che mai “core business” dell’industria televisiva nostrana, anche più dei reality show. Ed è forse per questo che i vertici di Rai e Mediaset hanno dato la loro disponibilità a presenziare a tavole rotonde e a incontri con la stampa, organizzati per fare il punto, in generale, sullo stato della produzione made in Italy. La maggior parte di questi mini-convegni ha però avuto la funzione di “superspottone” per i prodotti in arrivo sui due grandi network nel 2005.
In un contesto dove i dati dell’auditel hanno rappresentato uno scudo fin troppo protettivo per le reti, le sia pure interessanti dissertazioni semiologiche sulla differenza tra una “sitcom” e una “serie”, giusto per fare un esempio, nulla hanno aggiunto a quanto descritto in specifiche pubblicazioni o negli articoli di esperti quali Aldo Grasso. Del resto l’atmosfera che abbiamo respirato negli eleganti saloni dell’Hotel Billia di Saint Vincent era quella di una grande festa, una sorta di autocelebrazione della fiction italiana, soprattutto a livello di soap opera (Cento vetrine, Vivere, Un posto al sole). Questo a prescindere dalla consegna delle Telegrolle, evento per il quale Tv Sorrisi e Canzoni ha come da tradizione istituito le classiche categorie (migliore attore, migliore attrice, ecc.), ma con una chiara separazione tra “fiction” intesa come sceneggiato o serie, e “soap opera”. Senza contare poi la divisione, a livello di giuria, tra critici e lettori del settimanale, con i primi destinati a occuparsi dei prodotti “nobili”.
Abbiamo fatto troppe analisi in passato sul fenomeno-soap opera, partendo dal prototipo americano, per assumere un atteggiamento snobistico verso il genere. Segnaliamo, innanzitutto, che gli interpreti e i produttori delle soap hanno perfettamente lanciato da Saint Vincent un messaggio ai soliti detrattori, critici televisivi in testa, che può essere così riassunto: “noi lavoriamo sodo ogni giorno per conquistare l’affetto del pubblico e l’approvazione dei network”. E chi conosce i meccanismi di produzione delle soap non può che condividere... I telespettatori hanno già da tempo espresso il loro verdetto: nel daytime di Canale 5 Vivere conta, in media, 2 milioni e mezzo di fan, Cento vetrine quasi il doppio (!); Un posto al sole, coraggiosamente posizionato da Raitre nel pre-serale, veleggia intorno al dato di 2.800.000. Anche per questo abbiamo assistito con simpatia alla trasformazione di un raffinato hotel in una sorta di non-luogo a metà strada tra una “hollywood de noantri” e una fragile ed effimera Nashville immortalata dal film di Robert Altman: avvenenti e cotonatissime attrici e aitanti attori hanno vissuto ore e ore di celebrità, oltrepassando i parametri di Warhol, coccolati da una estemporanea corte dei miracoli (nella quale, onestamente, facevamo capolino pure noi, insieme ad altri colleghi... ). Ci siamo ritrovati in compagnia di un numero spropositato di fotoreporter, per i quali un rullino da dedicare a Daniela Fazzolari di Cento vetrine equivale a uno scatto destinato all’eventuale e fugacissima apparizione di Sabrina Ferilli. E ancora, agitatissimi addetti alle pubbliche relazioni, accompagnatori di ogni specie e fan abilmente sfuggiti alle maglie della security. Certo, tra i progonisti c’è sempre qualcuno che si prende un po’ troppo sul serio, ma si tratta di una minoranza, e in generale colpisce la cortesia e la disponibilità di questi neo-divi del piccolo schermo. Tra di loro, poi, trovi anche Marina Tagliaferri, Marina Giulia Cavalli e Patrizio Rispo, tutti con curriculum ricco di lavori teatrali ad alto livello. Ci piace pensare che il loro carisma rappresenti un modello per i colleghi più giovani.
Paradossalmente l’unica declassificazione verso i “soapparoli” si è registrata nella serata del 23 ottobre in occasione dell’evento clou della manifestazione: alludiamo alla consegna dei premi, scandita, come detto in precedenza, dalla divisione tra i riconoscimenti della critica e quelli dei lettori di Tv Sorrisi e Canzoni. Una dicotomia che ha però fotografato alla perfezione la forbice che separa la fiction daytime dalle ricche produzioni destinate alla prima serata. Lo show della premiazione, esente da interruzioni pubblicitarie, si è dipanato velocemente senza le lungaggini dei Telegatti (ma questa volta la cerimonia non è stata “pensata” per una differita televisiva come avvenuto nelle precedenti edizioni). Fabrizio Frizzi nel ruolo di conduttore, pure gigioneggiando in alcuni frangenti, è riuscito a garantire un buon ritmo alla manifestazione, contando anche sulla brillante e carismatica presenza di attori del calibro di Diego Abatantuono, Lando Buzzanca, Sabrina Ferilli (nella foto), Lino Banfi, Veronica Pivetti, Beppe Fiorello, presenti in veste di premiati o di cerimonieri. Tra le Telegrolle più importanti assegnate dalla critica ricordiamo quelle per Sabrina Ferilli e Alessio Boni, rispettivamente migliore attrice per lo sceneggiato Al di là delle frontiere e migliore attore per il film tv La meglio gioventù, clamorosamente impostosi anche al cinema; i lettori di Tv Sorrisi e Canzoni hanno indicato i vincitori in Vittoria Puccini e Alessandro Preziosi per la loro recitazione in Elisa di Rivombrosa, mentre le equivalenti categorie per le soap hanno visto il trionfo di Daniela Fazzolari di Centro vetrine e del suo collega di set Pietro Genuardi (nella foto), vale a dire il “malvagio Ivan” secondo la simpatica anedottica degli uffici stampa. La Fazzolari ha ricevuto il premio dalla coppia-mito di Sentieri, Robert Newman e Kim Zimmer, più noti come Reva & Josh. Detto del riconoscimento alla carriera per Lino Banfi e a Angelo Rizzoli come miglior produttore (Al di la delle frontiere, Marcinelle), segnaliamo la Telegrolla per la migliore regia a Marco Tullio Giordana per La meglio gioventù. Questo premio, coniugando qualità e successo, ci sembra rappresentare al meglio il solco tracciato dalle produzioni televisive, laddove l’impressione è che le scelte di Rai e Mediaset siano sempre più improntate alla collaborazione con professionisti di alto livello. Agostino Saccà, direttore di Raifiction, è stato accolto a Saint Vincent come vincitore sulla scia dei recenti successi degli sceneggiati della tv di stato. L’ex direttore generale della Rai ha però smorzato ogni facile entusiasmo lanciando se non qualche segnale di preoccupazione almeno un invito alla cautela: “mi dispiace, ma in questo momento non riusciamo più a permetterci grandi attori nati in Rai, come Castellitto, Bova e Rossi Stuart. Per i nostri budget costano troppo”. L’allusione ai compensi elargiti da Mediaset è realistica. La Rai ha presentato a Saint Vincent alcune fiction che nel 2005 potrebbero rivelarsi foriere di ottimi risultati, come Meucci, Il cuore nel pozzo, La caccia; ma è opinione diffusa tra gli addetti ai lavori che il rilancio di Mediaset, dopo l’attuale calo negli ascolti, partirà soprattutto dalle produzioni. Francesco Pincelli, direttore di Fiction RTI-Fininvest, ha orgogliosamente presentato alla stampa le prime immagini di Dalida con Sabrina Ferilli, Borsellino con Giorgio Tirabassi e Ennio Fantastichini, Il Giudice Mastrangelo con Diego Abatantuono, Ragazzi e ragazze con Silvio Orlando. Tutte mini-serie destinate al prime-time di Canale 5. La grande sfida incentrata sulla “meglio fiction” è già ripartita, e per conoscerne gli esiti non sarà certo necessario dover attendere la prossima edizione delle Telegrolle, considerata la frenetica comunicazione esercitata in materia dai network.

• Giorgio Bellocci