| IN QUESTO NUMERO |
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• DIRETTAMENTE ALL'INPGI IL 2% A CARICO DEGLI EDITORI
• VENDITA DI COMPUTER NEL MONDO +12%
• AT&T: 7000 LICENZIAMENTI ENTRO L’ANNO
• NEWS CORP RINVIA RIORGANIZZAZIONE INTERNA
• L’ANTITRUST FRANCESE MULTA FRANCE TELECOM E SFR
• ROMA E SKY: SIGLATO ACCORDO DA 102 MILIONI
• IL RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO ARRIVA VIA SMS
• RADDOPPIATI I COLLEGAMENTI A BANDA LARGA NEL 2004
• DIGITALE RAI: IN CORSO PROCEDURE INSERIMENTO PAY TV
• PUNTOGIOCO24 PRONTO A CONQUISTARE I GIOCATORI ITALIANI
• IN USA IL DVD SI USA E SI GETTA
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PLURALISMO DI CARTA
In commissione cultura un emendamento votato all’unanimità rimette i contribuiti per l’acquisto della carta. Ma il sottosegretario Bonaiuti avverte: forse solo per un anno. |
Nella legge finanziaria il Governo si era dimenticato di rimettere un contributo, in forma di crediti d’imposta, indispensabile per i giornali e i libri: quello sull’acquisto della carta. Ieri un emendamento dell’opposizione, primo firmatario Giuseppe Giulietti, è stato approvato da tutta la Commissione cultura della Camera per reintrodurre questo contributo perso per strada il cui valore è di circa 95 milioni di euro all’anno. Il nuovo testo prevede una proroga di tre anni del bonus, ma il sottosegretario alla presidenza del consiglio Bonaiuti invita “a fare i conti con la realtà”, cioè potrebbero non esserci i soldi. “Abbiamo vincoli finanziari che ci condizionano” dice Bonaiuti che ipotizza una riduzione della durata del provvedimento a un solo anno. “Gli emendamenti approvati - spiega Bonaiuti - hanno il valore della raccomandazione. La comprendiamo, ma non dobbiamo fare il passo più lungo della gamba”. Un emendamento di Enzo Carra della Margherita dice dove prendere i soldi: con l’aumento del 5% delle accise sugli alcolici. ‘’Ma si tratta - ha spiegato il parlamentare - solo di un possibile canale per il reperimento dei fondi’’. Un terzo emendamento, poi, consente alle piccole imprese editoriali, quelle con un fatturato inferiore ad un milione di euro, di ottenere il bonus con un procedimento burocratico semplificato, cioè con una autocertificazione. “Si tratta - ha commentato uno dei firmatari, l’onorevole Andrea Colasio della Margherita - di un segnale importante per la piccola editoria. |
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GOOGLE SALVA LA VITA
Un ostaggio australiano è stato rilasciato in Iraq perché i suoi rapitori hanno potuto verificarne l’identità su internet
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Il giornalista australiano John Martinkus è stato liberato in Iraq grazie a Google. Martinkus era stato rapito fuori dal suo hotel a Bagdad sabato scorso ed era sospettato di essere al soldo della Cia o di un’azienda statunitense. I suoi sequestratori hanno cercato il suo nome sul motore di ricerca più famoso del mondo e, dopo essersi resi conto che l’uomo diceva la verità, lo hanno liberato. Martinkus, in Iraq per la tv australiana Sbs, ha detto che i suoi rapitori “stanno combattendo una guerra ma non sono dei selvaggi. Non uccidono la gente a caso”. Il giornalista è stato minacciato di morte, ma è stato trattato bene quando ha detto di essere un reporter indipendente e di non avere alcun legame con la coalizione guidata dagli Stati Uniti in Iraq. Martinkus stava girando un servizio sul leader sciita ribelle Moqtada al-Sadr e sull’esercito del Mahdi per il programma “Dateline”. Il suo sequestro è durato una ventina di ore.
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