Anno IX•  Numero 293 del 30 Settembre 2004   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• ITUNES PRONTO A CONQUISTARE L’EUROPA IN OTTOBRE
• PRESIDENTE VENEZUELA PER IL SOFTWARE LIBERO
• RAI: COMMISSIONE VIGILANZA ESAMINA NUOVO STATUTO
• TELECOM ITALIA CEDE PARTECIPAZIONE IN SKY A NEWSCORP
• TISCALI: SERAFINO NUOVO PRESIDENTE AL POSTO DI SORU
• VALLARDI LASCIA RCS
• AERANTI-CORALLO: RADIO LOCALI MEZZO PIU’ DIFFUSO
• LA BANDA LARGA DECOLLA IN GRAN BRETAGNA
• AL MIPCOM SI PARLA DI CONTENUTI PER TELEFONIA MOBILE
• AUDITEL: PER SINISTRA E FNSI E’ NECESSARIA RIFORMA
• RICERCATORI STUDIANO DVD PER 472 ORE DI FILMATI
• SECONDAMANO IN AUDIWEB

SERVIZI
CITTA’ DIGITALI: IL NORD VINCE
IL VOICE OVER IP SCENDE IN CAMPO
 
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IN FUGA DALL’IRAQ
Molti organi di informazione occidentali hanno deciso di ritirare i propri giornalisti da Baghdad. A trarne vantaggio sono le grandi emittenti arabe, uniche fonti del conflitto.
Fuga dei giornalisti occidentali da Baghdad. Di fronte a condizioni umane e di lavoro sempre più difficili, i media stanno lentamente abbandonando l’Iraq. Il quotidiano spagnolo “El Pais” ha richiamato il suo inviato speciale e lo stesso ha fatto l’agenzia Efe. In Francia, dopo Tf1 anche France 3 lascia il Paese, mentre resta France 2 almeno fino alla liberazione, forse imminente, dei due ostaggi francesi. Le due reti televisive pubbliche tedesche, la Ard e la Zdf, hanno deciso di richiamare i loro corrispondenti. L’Italia, nonostante l’uccisione del giornalista di “Diario” Enzo Baldoni, ha deciso di non ritirare i suoi inviati, mentre Sky News britannica non ha mandato i suoi giornalisti in Iraq. Anche il Giappone ha preso misure di sicurezza: l’”Asahi Shimbun” ha ridotto i suoi effettivi a Baghdad e il governo ha invitato i suoi concittadini, giornalisti compresi, a lasciare il Paese. Molti dei giornalisti che hanno deciso di rimanere si sono trasferiti temporaneamente ad Amman, in Giordania, in attesa di vedere gli sviluppi della situazione. E quelli che restano a Baghdad devono lavorare barricati nei loro alberghi e si devono affidare agli assistenti locali per ottenere le informazioni. Le uniche a sorridere sono le grandi emittenti arabe, come Al-Arabiya e Al-Jazeera, che sono di fatto diventate le uniche fonti di informazione sul conflitto.
E-LEARNING A GONFIE VELE
Il settore sta vivendo una crescita a due cifre e le prospettive sono buone. Le aziende trainano la richiesta.

Nel 2003 il mercato italiano dell’e-learning valeva 256,3 milioni di euro, in crescita del 136,4% rispetto all’anno precedente. Le previsioni per la fine del 2004 sono di tutto rispetto: il fatturato previsto è di circa 428,8 milioni di euro (+67,3%). E’ quanto emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Anee-Assinform sull’E-learning realizzato con la collaborazione di alcune aziende, del Cnipa - Centro Nazionale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione e il patrocinio del Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Anche nel 2004 il settore delle aziende rappresenta la principale fonte della spesa di e-learning (87,4%). “Il mercato italiano dell’e-learning conferma la sua forte crescita per il terzo anno consecutivo nonostante il ciclo congiunturale negativo” afferma Roberto Liscia, presidente di Anee.
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