| Il mercato dell’informatica e delle telecomunicazioni fatica a decollare in Italia. Nei primi sei mesi del 2004, la crescita complessiva non supera l’1,8% con un volume d’affari pari a 30.803 milioni di euro, dovuta soprattutto al buon andamento dei servizi per la telefonia mobile. L’informatica invece ristagna, mentre gli apparati e le infrastrutture sono in calo. Il quadro che emerge dal rapporto Assinform non è incoraggiante e il presidente dell’associazione, Pierfilippo Roggero, commenta i dati del primo semestre dell’anno senza mezzi termini: “La crescita complessiva del mercato Ict è debole, e l’informatica non dà segni di ripresa. Per il terzo anno consecutivo il nostro Paese investe poco in strumenti e servizi, essenziali per l’innovazione”. Dello stesso avviso anche Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting, la società di ricerca che collabora con Assinform al monitoraggio del mercato Ict: “Nel primo semestre dell’anno, il mercato italiano dell’Ict si è mosso con una dinamica conservativa. Il mercato delle telecomunicazioni è cresciuto al traino della sola domanda di servizi, soprattutto quelli su rete mobile. L’informatica ha invece accentuato tutte o quasi le criticità emerse sin dal 2002, con il prevalere di scelte di brevissimo periodo e con un calo dei prezzi, o un loro livellamento verso il basso, che tocca sia gli apparati che i servizi”.
Il settore trainante dell’Ict è quello delle telecomunicazioni, con particolare riferimento ai servizi di telefonia mobile. Complessivamente, il mercato delle tlc (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) ha generato un volume d’affari di 21.190 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La domanda legata alle infrastrutture è pari a 2.440 milioni, in calo del 7,2% rispetto al periodo corrispondente del 2003. Quest’anno è in calo anche la componente legata alle reti mobili (-3,4%). Sul fronte dei terminali si registra una ripresa delle vendite per rete fissa (1.060 milioni, +3,9%) e una diminuzione di quelle relative al settore mobile (-3,1%). I cellulari sono il motore trainante anche del settore dei servizi, a quota 16.420 milioni (+5,1%). I servizi su rete fissa, al di là di una lieve flessione, hanno sostanzialmente tenuto, con un mercato complessivo di 8.590 milioni, in calo dello 0,5% sul primo semestre del 2003, quando però aveva perso l’1,7%.
Il mercato dell’informatica, attestatosi a quota 9.613 milioni, è in diminuzione dello 0,5%, ma nel 2003 aveva registrato un -4,4%. “La domanda è debole perché tutto il sistema produttivo italiano sta alla finestra - ha commentato Capitani-. Le piccole e medie imprese continuano a rimandare investimenti essenziali, come quelli It, per innovare i processi. Le banche e le grandi imprese investono solo per avere ritorni di brevissimo periodo, in un’ottica di consolidamento e razionalizzazione dell’esistente”. Sul fronte dell’hardware si registra una ripresa delle vendite in volumi. Le vendite in unità sono cresciute del 21,2% per i personal computer (contro il +2,3 % dell’anno precedente) grazie all’incremento della domanda da parte delle imprese (1.362.921 unità, +20,9%) e delle famiglie (273.914, +22,6%). I portatili superano i computer fissi crescendo in volumi del 39,8%, contro l’11,9% dei desktop (921.125 unità) e guadagnando una quota di mercato del 41,1% dal 26% dell’anno prima.
Per uscire dalla crisi Roggero punta sugli interventi del governo: “Le incertezze del quadro economico non sono sufficienti a spiegare questi andamenti. Gli investimenti in Ict sono quelli che più possono permettere alle piccole e medie imprese di innovare i processi e fare sistema in modo nuovo, ricreando robusti margini di competitività. Se ancora mostrano una dinamica inferiore a quella degli investimenti in attrezzature e macchinari, è evidente che essi non sono percepiti in tutta la loro enorme potenzialità. E’ per questo - conclude - che sollecitiamo un impegno molto più consistente da parte del governo, alla luce del suo stesso programma di legislatura”.
• Paola Giudiceandrea
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