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AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
COME E’ TRISTE VENEZIA.
“...non esiste una trasmissione decente di cinema su sette reti tv” (“Corriere della sera”, 4 settembre 2004). Da sempre tifosi del grande cinema in tv, riprendiamo la nostra rubrica citando uno stralcio di un’intervista rilasciata da Nanni Moretti (nella foto) durante le giornate dell’ultima Mostra di Venezia. Qualcosa sul lapidario e autorevole giudizio del grande regista di “Caro diario” ce l’avremmo da dire e, in conclusione, assolveremo al compito... ma prima crediamo sia utile ricordare anche l’infelice presenza della Rai nella kermesse veneziana. Partendo dall’ennesima mancata vittoria di un film italiano alla Mostra (sai che tragedia...) Giancarlo Leone, amministratore delegato di Rai Cinema, ha infatti consegnato alla stampa alcune riflessioni, tra le quali estrapoliamo: “...probabilmente non lo avremmo ritirato, per rispetto del film, di Gianni Amelio, dell’interprete Andrea Rossi”. Questo a conferma delle voci secondo le quali i produttori de “Le chiavi di casa” avrebbero rifiutato, in caso di vittoria, il “premio Mastroianni” in quanto “solo consolatorio” (“abbiamo tifato perché non avvenisse, per fortuna tutto è andato bene”, ha infine chiosato Leone). E ancora, alludendo all’edizione 2003 della Mostra e alla mancata affermazione del film di Marco Bellocchio: “la vittoria di un film russo, uno giapponese e uno libanese mi fece perdere la pazienza e la diplomazia che tutti mi riconoscono...”. Ecco, questo è il modo in cui importanti dirigenti nostrani vivono l’arte del cinema. Una vetrina come la Mostra non viene valutata come un appuntamento culturale, bensì come un contesto dove non ricevere la Coppa Volpi (o comunque uno dei massimi premi) equivale a una sconfitta, come se ci si riferisse al Campionato mondiale di calcio! Per non parlare dell’offesa alla memoria di Mastroianni... come può inoltre Giancarlo Leone arrogarsi il diritto di affermare che un film libanese non è meritevole di un premio? Sarebbe molto più onesto dire: “chissenefrega dei premi, a Rai Cinema interessano solo gli incassi al botteghino per i film che produce”. Obiettivo noto a tutti, di cui non bisogna vergognarsi. Tornando a Moretti, dunque, gli chiediamo garbatamente di non farsi infastidire troppo dalla “pagliuzza” (i palinsesti tv), ma di guardare alla “trave” (chi bazzica con fare fin troppo manageriale dentro a quello che una volta era uno degli eventi culturali più significativi del nostro paese). Perché andare oggi a Venezia, come ha fatto Moretti nel ruolo di produttore, significa dare credito all’imbarazzante situazione che abbiamo qui riassunto. I palinsesti tv “poco attenti al cinema” sono una diretta conseguenza di questa realtà.
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