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RAI: SILURO AL GOVERNO
In Commissione vigilanza passa la mozione dell’Udc con i
voti dell’opposizione. Il nuovo Cda entro settembre
La Commissione parlamentare di vigilanza ha approvato la mozione dell’Udc che prevede decadenza e rinnovo del Cda Rai entro il prossimo 30 settembre. I parlamentari dell’opposizione hanno rinunciato alla loro mozione e hanno votato quella dei centristi della maggioranza. Hanno votato contro i rappresentanti di Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale. Alla fine il conto è stato di 21 voti favorevoli alla mozione e 16 contrari. Lo scontro tra l’Udc e le altre forze della Casa delle libertà, acuitosi con l’interim di Silvio Berlusconi all’Economia dopo le dimissioni di Tremonti, adesso è diventato una frattura che mette in pericolo la stabilità del governo. Il voto in commissione esprime la sfiducia nel Cda della Rai dopo l’approvazione della legge Gasparri e ora i quattro consiglieri dovranno lasciare viale Mazzini entro la fine di settembre. Nella mozione si chiede anche che la Rai eviti “nel contesto di una fusione societaria e di un Consiglio di amministrazione privo del suo presidente, di promuovere nomine in reti, testate, dipartimenti e società”. All’interno della coalizione di governo le reazioni al voto sono state tutte di accusa nei confronti dell’Udc. La Lega ha parlato di una maggioranza che “non esiste più”, Forza Italia ha detto che la mozione costituisce “un atto grave”, mentre Alleanza Nazionale sostiene che si tratta di un “voto politico”. Ma il premier è ottimista: le cattive acque in cui naviga la sua maggioranza sono dovute a “difficoltà fisiologiche”.
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CONFLITTO DI INTERESSI: SI DEFINITIVO
Con 268 voti a favore, 221 contrari e due astenuti, il Parlamento ha dato via libera alla legge che permette al premier di essere anche proprietario di aziende
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La Camera ha approvato in via definitiva la legge sul conflitto di interessi, che prevede che chi ha responsabilità di governo possa essere proprietario di aziende, ma non gestirle in prima persona. La semplice proprietà non costituisce quindi incompatibilità. Silvio Berusconi potrà fare il premier ed essere il proprietario di Mediaset, delle altre aziende (tra cui Publitalia, Mondadori, Mediolanum Assicurazioni, Medusa, Rti) e del Milan calcio, anche se dovrà rinunciare a ogni carica operativa. L’Antitrust ha il compito di vigilare sull’operato dei ministri per controllare che non compiano atti in favore delle loro aziende, mentre il Parlamento può emanare un verdetto di censura politica. Il centrosinistra chiedeva altre: un regime di incompatibilità tra carica di governo e proprietà delle aziende, con l’obbligo di vendita delle imprese entro 90 giorni, e l’affidamento a un “blind trust” dei beni immobili.
Scarica il testo della legge >>
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