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I centristi hanno presentato in Commissione vigilanza Rai
una mozione: vogliono il Cda a casa entro il 30 settembre
La mozione dell’Udc sulla Rai si abbatte come un terremoto sulla maggioranza. I centristi Domenico Iervolino, Gino Moncada e Giuseppe Gianni hanno presentato in Commissione vigilanza una mozione nella quale chiedono che i vertici di viale Mazzini rassegnino le proprie dimissioni entro e non oltre il 30 settembre “in modo da consentire la formazione del nuovo vertice secondo i criteri della legge n.112/04”, ovvero la legge Gasparri. Inoltre, l’Udc invita i vertici della televisione pubblica (rimasta senza presidente in seguito alle dimissioni di Lucia Annunziata, in aperta polemica con il dg Flavio Cattaneo) a non procedere a nomine fino al completamento del processo di fusione tra Rai Holding e Rai spa. Processo che è stato votato all’unanimità dal Cda Rai proprio a poche ore di distanza dalla presentazione della mozione. Immediate le repliche alla mossa dei centristi. Gli alleati al governo, Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale, hanno definito il gesto “inutile, inaccettabile, inammissibile”. Cattaneo difende a spada tratta la sua tv: “Le prospettive della Rai sono buone: l’azienda è sana, sta incrementando la propria redditività e sta dando un prodotto sempre migliore ai cittadini che pagano il canone. Il resto è polemica politica”. L’opposizione ha colto la palla al balzo e si è detta pronta a votare, la prossima settimana, a favore della mozione, anche in considerazione del fatto che l’interim di Silvio Berlusconi all’Economia e al Tesoro concentra nelle mani del presidente del Consiglio il controllo sull’informazione televisiva.
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LINUX SBARCA ANCHE SUI TELEFONINI
Il CE Linux Forum ha rilasciato le prime specifiche per semplificare l’applicazione
dei processi della piattaforma open source ai dispositivi di elettronica di consumo
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Il CE Linux Forum (Celf) ha rilasciato i primi riferimenti tecnici per velocizzare e semplificare l’implementazione dell’open source in dispositivi di elettronica di consumo, come i telefoni cellulari. Il Celf è stato voluto da aziende del calibro di Sony, Panasonic, Philips, Sharp, Toshiba e di altre cinquanta aziende, che spingono per semplificare i processi di adozione della piattaforma Linux in soluzioni “embedded”. La Celf Specification and Reference Implementation racchiude in sé una serie di specifiche che dovrebbero semplificare e velocizzare i processi di accensione e spegnimento, ridurre il consumo delle batterie e minimizzare l’utilizzo di memoria. L’obiettivo è rendere disponibile un pacchetto, indirizzato soprattutto agli sviluppatori, che consenta di portare a termine in tempi decisamente più rapidi la fase di sviluppo di nuovi prodotti e che permetta di non dover partire sempre da zero. La specifica consente anche una più semplice interazione tra dispositivi di produttori differenti.
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