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24 Giugno 2004 pag. 15/16 n.286
LA RADIO CRESCE ED ESCE DI CASA
Oltre 35 milioni di ascoltatori al giorno e investimenti pubblicitari in crescita. Il convegno di Audiradio esplora il mezzo radiofonico
Felice Loy
LA RADIO NON SI ASCOLTA SOLO IN RADIO
L’ascolto della radio non avviene più solo tramite il tradizionale apparecchio che tutti conosciamo: anche in Italia si stanno facendo strada internet, lettori portatili Cd e Mp3, satellite e telefono cellulare. E’ quanto emerge da una ricerca di Ncp (società del Gruppo Finelco che controlla Radio105 e Radio MonteCarlo) illustrata da Maurizio Sina. Lo studio è stato realizzato su un campione di 1600 persone dagli 11 ai 54 anni. A livello di conoscenza spontanea in prima posizione c’è internet (20,6%) seguito da telefono cellulare (9,9%), lettore portatile cd (6%) e satellite (5,3%). Il 18,6% ha utilizzato effettivamente “almeno una volta” il lettore cd (18,6%, pari a 6.403 milioni di persone), internet (15,4%, 5.3030 milioni), satellite (10,7%, 3.686 milioni), telefono cellulare (9,8%, 3.385 milioni). In Italia l’utilizzo di questi mezzi è ancora basso rispetto ad altri paesi: negli Usa internet è utilizzato dal 39% degli ascoltatori mentre in Gran Bretagna il 27% ascolta la radio via satellite. A utilizzare le fonti alternative mobili (lettori portatili e cellulari) sono soprattutto i giovanissimi e gli studenti, mentre il satellite ha un profilo più elevato. Gli ascoltatori, comunque, privilegiano le emittente italiane (oltre il 60%) e oltre il 40% ascolta sul web o via satellite le stesse radio che può ricevere in Fm, nonostante l’ampia scelta disponibile. La preferenza, inoltre, va a emittenti che offrono una maggiore varietà di musica, bocciando il concetto di radio monotematiche. L’ascolto delle radio tramite fonti alternative avviene in momenti diversi rispetto a quelle tradizionali e raggiunge il massimo ascolto fra le 15.00 e le 18.00.
Maurizio Costanzo


Nel 1933 Guglielmo Marconi dalle terrazze del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita trasmise, per la prima volta nel mondo, segnali radio telegrafici e radio telefonici. E come ogni anno Audiradio ha rinnovato il consueto appuntamento proprio a Santa Margherita. A fare gli onori di casa dell’incontro “Sull’onda magica della radio” il presidente di Audiradio Felice Lioy che ha sottolineato come ormai l’ascolto radiofonico avvenga sempre più spesso fuori casa, soprattutto dall’auto (oltre il 51% pari a 18 milioni d’italiani circa). “La radio - dice Lioy - consente di mantenere un contatto con il mondo esterno alternando allettanti brani musicali con programmi di intrattentimento e di informazione”. Un’esigenza che si è accentuata dopo “i fatti clamorosi che hanno distolto molti cittadini dall’isolamento”. Oltre 35 milioni di persone vengono raggiunte ogni giorno (il 68,3% della popolazione nel giorno medio, l’82,3% nei sette giorni) dal mezzo radiofonico. Ma non sono tutte rose e fiori. La radio deve affrontare ancora problemi legati alla qualità di ricezione e la programmazione delle frequenze è una questione non risolta. Anche quello della radio digitale, che poco tempo fa sembrava una “corsa travolgente” in realtà si è rivelato secondo Lioy “un cammino pieno di ostacoli” ed è difficile fare previsioni sul suo sviluppo. Migliorano invece gli investimenti pubblicitari che nei primi sei mesi di quest’anno, hanno segnato un +15%. Sul totale della spesa pubblicitaria le aziende hanno destinato alla radio una quota pari al 5,7% contro il 4% di qualche anno fa.
Lioy ricorda inoltre come le emittenti regionali e locali siano particolarmente significative “perché rappresentano un fattore importante di pluralismo culturale e informativo con programmi legati alle esigenze del territorio”, ma che spesso “sono dimenticate dai pianificatori”. C’è inoltre una disattenzione a livello politico: i provvedimenti sulla radiofonia vengono fatti “senza pensare alle radio locali”. La disattenzione c’è stata anche da parte degli organizzatori del convegno di Audiradio, come ha evidenziato Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, in una lettera inviata al presidente Lioy in cui precisa che “l’iniziativa non prevede la partecipazione di alcun presentatore, artista ed editore espressione delle emittenti radiofoniche locali e delle syndication realizzate da emittenti radiofoniche locali”. Vista l’importanza che assumono le emittenti locali, che secondo i dati di ascolto della stessa Audiradio, totalizzano nel loro complesso 15.967.000 ascoltatori nel giorno medio ieri (dati 2003), “è evidente che celebrare un evento che vorrebbe essere rappresentativo del mondo radiofonico senza tener conto delle realtà locali è sicuramente riduttivo e parzializzante”. La scelta operata da Audiradio “finisce per penalizzare il mezzo radiofonico nel suo complesso in quanto le emittenti radiofoniche locali riscontrano un grande favore di pubblico e vi sono tra l’altro numerose imprese che, grazie anche alla capacità del mezzo locale di creare un contatto particolarmente intenso con i cittadini e con il territorio, fanno rilevare, nei rispettivi bacini di copertura, indici di ascolto anche superiori a quelli di molte emittenti radiofoniche nazionali”. Da ricordare, inoltre, che l’indagine Audiradio “opera anche in virtù del rilevante contributo economico derivante dalla partecipazione delle emittenti radiofoniche locali”.
Ma secondo Lioy “il futuro della radio è allettante”. E i dati lo dimostrano. Giovanna Maggioni, direttore Studi Upa, ha illustrato alcune delle caratteristiche dell’ascolto radiofonico evidenziate dalla ricerca Audiradio. Nel 2003 35.409.000 persone hanno ascoltato la radio nel giorno medio e oltre 42 milioni nella settimana. L’ascolto è ben distribuito fra tutte le fasce d’età, ma in particolare fra i giovani (86,5% nella fascia 18-24 e il 64% in quella 15-17). A guidare la classifica regionale degli ascolti è il Trentino Alto Adige (75,1%) seguito da Lombardia (74,1%) e Friuli Venezia Giulia (73,5%). Fanalino di coda è la Sicilia con il 62,7%, mentre la media nazionale si attesta sul 68,3%. La durata media dell’ascolto è di tre ore, cifra che cresce nelle fasce d’età di giovani e giovani adulti. Il picco di ascolto più alto nell’arco della giornata è tra le sette del mattino e le undici. Secondo la ricerca gli ascoltatori dimostrano una tendenza alla fedeltà alla propria emittente: il 43,7% ascolta una sola radio nel giorno medio e il 24,2% due radio. La ricerca di Audiradio presenta qualche novità legata alla pubblicazione dei dati che continuerà a essere trimestrale, ma vedrà accorpati due cicli a partire dai risultati del primo semestre 2004 (primo e secondo ciclo), disponibili a giorni. La seconda innovazione, invece, riguarda un maggior dettaglio del campione locale con interviste effettuate comune per comune.
L’onda magica della radio ha perso un po’ di magia a Santa Margherita durante i convegni: alcuni passaggi saranno ricordati senz’altro più per le sterili polemiche fra gli intervenuti e per gli auto-spot ai programmi degli ospiti che per un proficuo contributo al dibattito sul mondo della radio. La sessione sui linguaggi della radio con, fra gli altri, Aldo Forbice, Igor Righetti e Pierluigi Diaco, si è risolta in una lite con stizzito scambio di battute fra Diaco e Forbice e successivamente fra Diaco e Righetti. Un’occasione sprecata anche il dibattito con il “tavolo dei personaggi”: il moderatore Maurizio Costanzo ha regalato alla platea una versione breve del “Maurizio Costanzo Show” con aneddoti e qualche leggero episodio raccontato da personaggi che in radio sono arrivati più per la loro fama televisiva che forse per effettive capacità. Peccato, perché ospiti come Platinette o Marco Baldini avrebbero potuto senz’altro dare un contributo molto più interessante su un argomento, quello della radio, che secondo Costanzo “è una delle ultime cose che riece a suscitare ancora passione”. Il convegno di Audiradio si è occupato anche di creatività e dell’utilizzo che le aziende fanno del mezzo radiofonico come strumento pubblicitario e di marketing. Per Alessio Fronzoni, amministratore delegato dell’agenzia Leo Burnett, “non c’è niente che abbia una fruizione più personale e intima della radio. Questa è la creatività”. Emanuele Pirella, presidente di Lowe Pirella, sottolinea come “non esista medium più interattivo” della radio. Massimo Borio, direttore marketing di Citroen Italia, ha illustrato come per il lancio della C2 sia stato realizzato il primo progetto di “marketship” con radio DeeJay che ha coinvolto l’emittente sia a livello pubblicitario con Linus testimonial dello spot televisivo, sia a livello promozionale con un tour in venti tappe.

* Simona Montella