Anno IX•  Numero 286 del 24 Giugno 2004   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• RCS MEDIAGROUP: COLAO NUOVO AD, I ROMITI LASCIANO
• ITUNES CONQUISTA L’EUROPA
• TELECINCO DEBUTTA IN BORSA
• VIVENDI: MESSIER SOTTO INCHIESTA PER MANIPOLAZIONE TITOLI
• CONFLITTO D’INTERESSI: GIOVEDI’ AL CONSIGLIO D’EUROPA
• IPO GOOGLE: RICHIESTA MINIMA E’ DI 5 AZIONI
• E-COMMERCE: +144% LE VENDITE CON CARTA VISA IN ITALIA
• GIAPPONESE NTT DOCOMO PUNTA AL SERVIZIO PUSH-TO-TALK
• IN CINA SUPERATI 300 MILIONI DI TELEFONINI
• RADIO DIGITALE: PER AERANTI-CORALLO NON VI SONO PROSPETTIVE
• NUOVE NORME IN RAI PER PUBBLICITA’ OCCULTA
• CACCIA A MINITELECAMERE CONTRO PIRATERIA NEL CINEMA
• TERZIARIO: IL 44% DELLE AZIENDE NAVIGA IN INTERNET
•FRANCIA: PC PER UNIVERSITARI A 1 EURO AL GIORNO

SERVIZIO

LA RADIO CRESCE
ED ESCE DI CASA

 
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INTERNET IN GABBIA
La libertà fatica a trovare spazio anche sul web. Parola di Reporters sans frontières nel rapporto 2004.
Il web si diffonde sempre più in tutto il mondo, ma i diritti degli internauti, degli editori di siti e dei giornalisti online continuano a soffrire, soprattutto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. In nome della lotta al terrorismo il controllo sull’utilizzo della rete si è inasprito con leggi spesso liberticide. Il grido di allarme è lanciato da Reporters sans frontières nel rapporto “Internet sotto stretta sorveglianza”, una dettagliata fotografia della libertà di espressione sul web in oltre sessanta paesi. La situazione diventa sempre più difficile non solo nei regimi autoritari, ma anche nelle democrazie occidentali. Le libertà individuali degli internauti vengono violate per motivi che in linea teorica sono lodevoli: lottare contro lo sviluppo di contenuti pedofili online, collaborare allo smantellamento delle reti terroristiche, proteggere le industrie culturali dalla pirateria, ecc. Secondo Rsf, però, i governi “faticano a trovare un equilibrio tra il diritto alla libertà di espressione degli internauti, il rispetto della privacy delle comunicazioni e gli standard di sicurezza e finanziari sempre più severi”. In alcuni paesi chi affronta argomenti ritenuti “sovversivi” finisce in carcere. Guidano la classifica dei cyberdissidenti dietro le sbarre la Cina (63), il Vietnam (7), le Maldive (3) e la Siria (2). La censura delle pubblicazioni online è in agguato, così come il blocco dell’accesso a molti siti in Arabia Saudita, Iran o Tunisia. Il regime cubano, birmano e nord-coreano invece preferiscono riservare l’uso del web a una ridottissima minoranza.

REQUISITI COMUNI PER TELEFONIA MOBILE
I principali operatori internazionali hanno fondato la Ompt Ltd, un’associazione che
punta all’identificazione di parametri per la creazione di interfacce standard aperte

E’ nata la Ompt Ltd, la nuova associazione fondata dai principali operatori internazionali di telefonia mobile che punta all’identificazione di parametri comuni per la nascita di una Open Mobile Terminal Platform (Ompt). Gli ideatori sono mmO2, NTT DoCoMo, Orange, Smart Communications, Telefonica Moviles, Tim, T-Mobile e Vodafone, che si sono dati come obiettivo la definizione di requisiti per la piattaforma necessari affinché i dispositivi di telefonia mobile possano fornire interfacce standard aperte. In questo modo gli utenti potranno usufruire di servizi maggiori e più ampi su differenti terminali e i singoli operatori e fornitori potranno personalizzare e differenziare la propria offerta. Il primo passo da compiere è identificare i requisiti comuni ai diversi operatori per stabilire un quadro di riferimento aperto che permetta ai produttori di terminali di telefonia mobile e ai fornitori di software e hardware di sviluppare prodotti che rispondano ai criteri Ompt.