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•CARLO FUSCAGNI ALLA GUIDA DI CINECITTA’
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MOORE SEPPELISCE EISNER
La Palma d’oro vinta a Cannes dal regista significherà probabilmente la fine professionale del capo della Disney
Quando il capo della Disney, Michael Eisner, ha preso la decisione di bloccare il film di Michael Moore “Fahrenheit 9/11” non si era reso certamente conto che sarebbe stata la sua pietra tombale professionale. Dopo essere arrivato a un pelo dalla sfiducia degli azionisti all’ultima assemblea, Eisner ha saputo cavalcare l’azienda nonostante una serie di errori che sono costati moltissimo. Eisner è riuscito a mettere a segno altri due colpi perdenti in pochi mesi. Il primo è litigare con la Pixar, la casa cinematografica di Steve Jobs che ha realizzato film come “Alla ricerca di Nemo”, e successivamente con un atteggiamento censorio poco apprezzato anche negli Stati Uniti ha bloccato il film di Michael Moore che ora ha vinto la Palma d’oro al Festival Di Cannes. Il fermo a Moore ha una motivazione politica ed economica, legata anche agli investimenti e alle sovvenzioni che la Disney ha in Florida, stato di cui è governatore Jeff Bush, fratello del presidente degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dal New York Post, la pellicola di Moore dovrebbe raggiungere incassi pari a oltre 100 milioni di dollari, eguagliando quanto ottenuto da ‘Bowling for Columbine’, il precedente documentario di Moore, premiato, lo scorso anno, con l’Oscar. Tra incassi al botteghino - 22 milioni di dollari negli Stati Uniti e 40 milioni di dollari nel mondo - vendita di Dvd e diritti televisivi, il film sulla tragedia nella scuola di Denver ha fruttato 120 milioni di dollari: secondo le stime, ‘Fahrenheit 9/11’ non dovrebbe raccogliere di meno.
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LA CONVERGENZA DISTRUGGE LA PRIVACY
Il mensile californiano “Reason” utilizza il satellite per dimostrare come le nuove tecnologie consentano di sapere tutto di tutti.
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La testata diretta da Nick Gillespie presenta una versione particolare per il numero di giugno: ognuno dei quarantamila abbonati riceverà una copia del giornale con copertina personalizzata. In particolare, “The reason” sarà caratterizzato dalla foto satellitare del quartiere dell’abbonato, mentre la sua casa sarà evidenziata con un cirolo rosso. Molte pubblicità saranno personalizzate. Il direttore Nick Gillespie afferma che la testata, che si pone come linea editoriale la definizione “Free Minds, Free Markets” (menti libere, mercati liberi), ha utilizzato questo meccanismo per illustrare l’articolo principale sul potere e l’importanza dei database e sulla fine della privacy. Le informazioni e le immagini utilizzate per le copertine sono state scaricate gratuitamente da internet: è bastata una ricerca abbastanza accurata sul web utilizzando diversi siti governativi. Con un investimento in denaro sarebbe stato possibile ottenere anche molte altre informazioni sugli abbonati.
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