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27 Maggio 2004 pag. 11 numero 282

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
“SFIDE” VINTE E TRACCE DI CLASSE IN TV
Tracce di classe nella televisione italiana. La classe di Fiorello, che sabato 22 maggio ha concluso la straordinaria avventura di “Stasera pago io – Revolution” incantando gli oltre 8 milioni di spettatori che lo hanno incoronato numero uno della televisione italiana. Da applausi, poi, la scelta di chiudere il programma cantando “A muso duro” di Pierangelo Bertoli, con dedica alla famiglia del cantautore scomparso. La classe della Rai, che in data 23 maggio ha anticipato le celebrazioni per gli ottant’anni di Mike Bongiorno (compiuti ieri), presentando uno speciale del TG1 curato da Vincenzo Mollica. L’intervista del giornalista a Mike, vista da 2.700.000 utenti, è stata accompagnata da memorabili spezzoni della “tv che fu”, e dai ricordi del festeggiato… una sorta di archivio vivente della tv di stato! Con onestà Bongiorno ha anche spiegato il motivo del suo passaggio all’emittenza privata, avvenuto verso la fine degli anni ’70: in Rai si sentiva sottopagato. La classe di Paola Cortellesi. In attesa di rivedere in video Sabina e Corrado Guzzanti, è lei l’unico volto televisivo, nell’intrattenimento, in grado di competere con Fiorello e Paolo Bonolis. La puntata di “Nessundorma” del 24 maggio (Raidue), in linea con la media di un programma di nicchia da tarda serata, ha coinvolto poco più di 600.000 utenti. Oltre alle straripanti interpretazioni della conduttrice, chi era “assente” si è perso soprattutto l’esibizione di Elio e le Storie Tese. La loro rilettura in chiave rock de “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini è una “perla” che va conservata con amore negli archivi Rai. In tema di programmi di nicchia, ricordiamo pure la classe di “Sfide”, rotocalco di storie di sport e da anni punto fermo del palinsesto di Raitre. La puntata trasmessa il 21 maggio, dedicata ai calciatori famosi impegnati nel campionato del Qatar, si è snodata su un percorso narrativo a metà tra lo stile di Osvaldo Soriano e quello di Oliver Stone. La simpatia e la semplicità di Gabriel Batistuta, campione anche “di vita”, hanno fatto il resto. Chiudiamo con un pensiero per “Excalibur-Lunedì Italia” (Raidue). L’auditel continua a bocciare il programma, ma a me il nuovo format convince. Antonio Socci, intelligentemente, si è ritagliato lo spazio di moderatore di una variegata “tavola rotonda” composta, in prevalenza, da opinionisti e politici di tutti gli schieramenti. Lunedì 24 maggio solo 1.300.000 anime hanno seguito una coraggiosa puntata dedicata al confronto-scontro tra Cristianesimo e Islam. Ritmo basso, poche urla, poche polemiche e tanta “filosofia” (è bello vedere, per esempio, una “testa” come Franco Cardini intervenire nella Rai del canone). E, almeno per una volta, al diavolo l’auditel e i “tempi televisivi”!

GLI ASCOLTI DELL’ 24 MAGGIO ALLE ORE 21:00
RETE
A.M. SHARE
Raiuno: Nerone - II parte (sceneggiato)
7660 28.06
Raidue: Excalibur - Lunedì Italia (talk show) 1313 4.98
Raitre: Chi l’ha visto (rot.) 3323 12.42
Canale 5: Amore a prima svista (film) 6531 25.44
Italia 1: Impatto imminente (film) 3666 13.90
Retequattro: Assassinio sull’Orient Express 1785 7.32
La7: L’Italia colpita al cuore (doc.) 546 2.08
A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel

DA SETTEMBRE UN OSSERVATORIO SULLA QUALITA’ DEI PROGRAMMI TV
A settembre partirà un osservatorio nazionale media-famiglia per vigilare sulla qualità della programmazione tv. “Mille quartieri” avrà sede a Roma ed è nata da un’idea dell’associazione di ispirazione cattolica Aiart e dell’Adiconsum e si avvarrà di un coordinamento scientifico a livello universitario. L’osservatorio funzionerà come punto di raccolta di segnalazioni provenienti dalle famiglie e come centro di indagine attraverso l’impiego di esperti e studenti universitari di comunicazione, che realizzeranno questionari relativi ai singoli programmi. L’osservatorio raccoglie le direttive espresse da Papa Giovanni Paolo II, che aveva parlato del “grave danno alla famiglia” che contenuti mediatici deviati possono portare e del “dovere” della famiglia di vigilare su quanto i figli vedono in tv. Secondo un sondaggio Aiart i bambini tra i 3 e i 10 anni guardano in media la televisione per 2 ore e 40 minuti al giorno, e un 20% di essi arriva a guardarla per oltre 4 ore; la tv rappresenta quindi una parte consistente dell’esperienza quotidiana dei minori.