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Camminando tra i padiglioni della Fiera di Roma dove è in corso il Forum della pubblica amministrazione si comprende bene come la tecnologia sia al centro dei processi evolutivi dell’organizzazione dello Stato. Forse non potrebbe essere diversamente, ma in quindici anni lo scenario di questo evento è radicalmente cambiato. L’informatica copre praticamente tutto lo spazio espositivo che non è occupato dagli enti locali e nazionali, e anche questi ultimi solitamente presentano soluzioni tecnologiche studiate per stare più vicini ai cittadini. Soluzioni troppo spesso solo abbozzate, avveniristiche nel senso letterale del termine, annunciate ormai da anni e ancora incompiute. Forum P.A. è una sorta di fiera delle vanità in cui i desiderata sono assai più numerosi dei progetti concreti. Le istituzioni tracimano di buone intenzioni, come le carte elettroniche e i siti che dovrebbero azzerare le code agli sportelli, ma nella realtà di tangibile c’è poco. Colpa del ritardo del nostro Paese in cultura digitale e infrastrutture, come ci conferma il Ministro per l’innovazione tecnologica Lucio Stanca: “Per l’innovazione digitale l’Italia rimane sotto la media rispetto ai paesi europei dice Stanca. Quello che ci deve dare fiducia è che per molti aspetti il nostro tasso di crescita è superiore alla media, ad esempio per la penetrazione dei pc nelle famiglie o la larga banda. Stiamo recuperando lo svantaggio, dal tredicesimo posto su quindici siamo passati all’undicesimo”. Dunque l’Italia un poco migliora, ma ci vuole efficienza, ed è questo uno dei temi centrali trattati in questi giorni di convegni. Efficienza sta diventando sinonimo di innovazione tecnologica. Nulla di veramente nuovo però è emerso sotto questo profilo. La carta di identità elettronica e le tesserine fiscali o sanitarie sono il tormentone degli ultimi anni, ma quasi nessuno fino a oggi le ha potute usare. Una giustificazione c’è, ed è legata all’evoluzione troppo veloce delle tecnologie. Strutturare un sistema in grado di gestire i cinquanta milioni di italiani richiede molti mesi, dunque si lavora a livello locale ma manca un coordinamento, e le Regioni fanno come gli pare. Colpa anche della frammentazione di norme e della complessità delle leggi: Il Ministro per la funzione pubblica Luigi Mazzella afferma: “La massa delle norme che arriva dall’Europa, dallo Stato e dalle autonomie regionali è notevole. Bisogna semplificare, ridurre i processi amministrativi e la complessità delle leggi “.
Il ministro aggiunge:”E’ importante migliorare la qualità dei servizi erogati, introdurre tecnologie che rendano più veloci e trasparenti le relazioni tra amministrazioni e cittadini. Secondo un sondaggio condotto dall’Ipsos – dice il ministro - il 61% degli italiani preferisce i servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a quelli dei soggetti privati. Il bisogno di tutti è di ritrovare nelle amministrazioni pubbliche un soggetto vicino e pienamente affidabile”
A rendere tutto ancora più complicato si aggiungono le indecisioni di tipo politico. Società come Consip, nate come centro d’acquisto per far risparmiare lo Stato, hanno visto ridimensionato il loro ruolo in virtù del federalismo, e oggi vengono rimesse al centro della strategia del Governo come volano di un risparmio che dovrebbe finanziarie la riduzione della pressione fiscale. Un altro tema rilevante del Forum è la sanità. “La sanità pubblica sta facendo molto per migliorare la comunicazione, però c’è ancora molto da fare - ci dice il Ministro della salute Sirchia -. Soprattutto bisogna coinvolgere le famiglie, i cittadini e i pazienti”. Con questo obiettivo è nato il progetto della cartella clinica elettronica, anche questa una novità per modo di dire poiché se ne parla ormai da almeno tre anni. Il progetto prevede database nel quale confluiscono tutte le informazioni inserite dal personale sanitario. Mediante un collegamento in rete l’operatore può accedere in ogni momento alle informazioni desiderate. I dati visualizzabili dall’operatore sono esclusivamente quelli per i quali l’operatore stesso è stato autorizzato, in base al suo profilo professionale e personale. Il punto centrale di questo progetto risiede nella tecnologia utilizzata che permette di introdurre informazioni in un sistema di elaborazione dati utilizzando semplicemente carta e penna. Un sistema di questo tipo viene sperimentato in alcuni ospedali dell’Umbria per le anamnesi, il diario clinico e la consulenza di specialisti remoti.
L’obiettivo di mettere a disposizione anche dei comuni più piccoli servizi on line evoluti è un altro progetto in fase di sperimentazione presentato al forum. Il nodo in questo caso è rappresentato dalla firma digitale attraverso la quale, ottenuta un’autenticazione sicura, si possono fare richieste come i certificati anagrafici a domicilio, la dichiarazione Ici Tarsu e Tosap, le richieste di permessi per le zone a traffico limitato a quelle per aprire, ampliare o trasferire un esercizio commerciale. La sperimentazione si sta svolgendo in una trentina di comuni della provincia di Como e coinvolge circa 200 mila cittadini.
Gli altri temi caldi del forum sono le politiche della competitività, l’assetto istituzionale e le norme.
* Giorgio Tedeschi
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IN EMILIA ROMAGNA NASCE LA RETE INTEGRATA
L’Emilia Romagna ha annunciato il varo della rete Lepida, la rete regionale pubblica a fibre ottiche più grande d’Italia tra quelle ad oggi realizzate. Con 2568 km di rete in fibra ottica, più i collegamenti satellitari e in Xdsl collegherà tutti i 341 comuni, le 9 province e le 18 comunità montane dell’Emilia-Romagna. E poi anche le Università, le Aziende sanitarie e le scuole per un totale di 43 mila dipendenti pubblici che avranno i vantaggi delle nuove tecnologie della comunicazione in banda larga per realizzare efficienza e interattività di comunicazione tra la Pubblica amministrazione, cittadini e imprese e mettendo a disposizione servizi avanzati anche nel campo della videocomunicazione, teleformazione e telemedicina. Perché si chiama Lepida? Perché la via Emilia fu costruita dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a.c.
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ON LINE IL GIORNALE DEL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA
Annunciato a Forum PA il nuovo giornale del Ministero dell’agricoltura, che sarà accessibile on line. La rivista Agricoltura sarà consultabile sul sito www.agricolturaitalia
naonline.gov.it. Il nuovo organo di informazione, è stato presentato al Forum PA dal ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, come uno ‘’strumento che aumenta le potenzialità della comunicazione del ministero e, soprattutto, stabilisce un ponte tra produttori e consumatori delle filiere agroalimentari”. Si tratta di un progetto, ha aggiunto il ministro, che ‘’nasce dalla spinta data dalle continue richieste di informazioni che gli utenti riversavano sul sito internet del ministero’’. Soddisfazione anche da parte del direttore del giornale on line, il portavoce del ministro Cristiano Carocci. ‘’Una iniziativa unica in Europa’’, ha detto Carocci, che ‘’oltre ad essere un investimento è anche una sfida per promuovere l’agricoltura nel Paese”. Il ministero con questa scelta, aggiunge Carocci, “si mette a disposizione del Paese in maniera interattiva”, offrendo ‘’non solo trasparenza, ma anche completezza di informazione in entrambe le vie” dal dicastero e verso il dicastero.
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