Anno IX•  Numero 280 del 13 Maggio 2004   Una pubblicazione Diesis Group
bott_TELE.jpg bott_AUDIO.jpg bott_INTERNET.jpg NOT AVAIBLE IN THIS NUMBER
IN QUESTO NUMERO

 

• PROGRAMMI BBC IN ONDA SU JIMMY E PLANET
• SARTORI PRESIDENTE DI SECEMIE
• NEWS CORP: TRA GENNAIO E MARZO UTILI IN RIALZO DEL 69%
• MEDIASET: BENE I RISULTATI DEI PRIMI TRE MESI
• SORU, ADDIO ALLA PRESIDENZA DI TISCALI
• UE: A LUGLIO DECISIONE FUSIONE BMG-SONY
• PARTE LA BANDA LARGA NEL MEZZOGIORNO
• SOLO RADIOUNO TRASMESSA IN MODULAZIONE D’AMPIEZZA
• TELEFONINI JAVA: IL BOOM IN EUROPA PREVISTO NEL 2008
• RAIOT NON DIFFAMO’ MEDIASET.
• CONTINUA LA PROTESTA DEI GIORNALISTI DI LA7
• VITA CHANNEL DA’ VOCE AL NON PROFIT
• SONY RIDUCE PREZZO PLAYSTATION2
•CINA: MINISTRO CULTURA CHIUDE 8.600 INTERNET CAFE’

 

SERVIZIO:
LA FIERA DELLE VANITA’

 
  SCARICA PDF

FINCHE’ LA BARCA VA...
Tremonti invita i consiglieri a restare per il bene della Rai
Dure critiche del centrosinistra: “Ingerenza inaccettabile”

Il ministro dell’Economia tende una mano al Cda della Rai, bersagliato dalle critiche dopo le dimissioni del presidente Lucia Annunziata. In una lettera indirizzata ai consiglieri, GiulioTremonti li invita a rimanere in carica per il bene dell’azienda. E loro rispondono accogliendo “l’esortazione alla continuità”, anche se Giorgio Rumi avverte: “Dopo le elezioni mi dimetto, perchè il problema della legittimità di questo Cda esiste”. Ma l’obiettivo del ministro è raggiunto: si va avanti, almeno fino al 13 giugno. La lettera di Tremonti ha scatenato dure polemiche. Per Claudio Petruccioli, presidente della Commissione di Vigilanza, il suo intervento “è in contrasto con le leggi e con una consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale che escludono poteri del governo sulla concessionaria del servizio pubblico”. La stessa idea è sostenuta dal capogruppo della Margherita in Vigilanza Paolo Gentiloni: si tratta di una “invasione di campo non giustificata né dalla legge del 1993 né dalla Gasparri attualmente in vigore”, secondo la quale spetterà al ministro dell’Economia, azionista di riferimento della tv pubblica, indicare il nome del presidente e di un consigliere. L’Usigrai parla di una “azienda al laccio del governo”, mentre il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi inserisce la lettera di Tremonti nella categoria “teatro dell’assurdo politico e giuridico”. A favore del ministro si è schierato Maurizio Gasparri: “Non posso che esprimere compiacimento e condividere il suo appello. Auguro ai consiglieri di poter svolgere il oro lavoro magari in serenità”.

GIORNALISMO SENZA REGOLE D’ACCESSO
Secondo il rapporto del Censis, solo il 9% dei praticanti ha lavorato in grosse testate
e prima di arrivare all’esame di stato il 40% ha svolto l’attività per più di otto anni.

Il giornalismo sta cambiando faccia. In peggio. Il quadro che emerge dal “Terzo rapporto sulla comunicazione in Italia”, stilato dal Censis, è tutt’altro che rassicurante. Tanto da spingere il segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ad affermare che il giornalismo è “totalmente fuori dalle regole” dell’accesso ed “esposto a ricatti e pressioni di ogni tipo”. La ricerca è stata realizzata analizzando 380 questionari compilati da almeno uno su tre fra i 1.200 candidati alle due sessioni dell’esame di stato del 2003. Dai dati emerge che gli uomini sono in maggioranza (64%), ma le donne sono mediamente più giovani e più formate (solo il 56% degli uomini è laureato). E le regole deontologiche? Il 13,2% ha svolto corsi su questo tema e uno su cinque li giudica scarsi. Un altro dato allarmante è quello relativo ai diciotto mesi di pratica: il 9,1% li ha svolti nelle grandi testate, quelle con oltre cento giornalisti. Prima di arrivare a sostenere l’esame, il 40,8% ha lavorato per più di otto anni.