Stefano Rodotà mette in guardia dalle nuove tecnologie, che “creano vulnerabilità” e rilancia il valore della privacy, ”formidabile valore aggiunto per la democrazia”. Nella relazione annuale del presidente dell’Autorità per la tutela dei dati personali, il Garante fa il bilancio del settimo anno di attività, concentrandosi sulle nuove tecnologie. Un particolare richiamo viene fatto al corpo in sé, che “sta diventando una password dove la fisicità prende il posto delle astratte parole chiave, sostituite da impronte digitali, geometria della mano o delle dita o dell’orecchio, iride, retina, tratti del volto, odori, voce, firma, uso di una tastiera, andatura, dna”. Secondo Rodotà, il 2003 è stato un anno storico per la privacy per l’approvazione del Codice, che “segna il passaggio da una situazione di frammentazione legislativa ad un sistema unitario”, e per il volume delle attività svolte : quasi quai 44 mila tra ricorsi, segnalazioni e quesiti sono stati rivolti al Garante dai cittadini.
< scarica la relazione >
|
 |