HomeB&V  
AUDIO & VIDEO
 
  SCARICA PDF
29 Aprile 2004 pag. 11 numero 278

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
IL CORAGGIO DI BONOLIS
A qualcuno può interessare, considerate le polemiche di questi giorni, quanto ha reso in termini di auditel la discussa intervista di Paolo Bonolis a Donato Bilancia? A noi relativamente, perché continuiamo a ritenere che il fenomeno degli ascolti debba essere funzionale a riflessioni di natura “costruttiva” e non “distruttiva”. In data 26 aprile l’ufficio stampa di Mediaset ha diffuso un comunicato incentrato sullo scontro diretto tra i due contenitori domenicali nel momento in cui andava in onda l’intervista a Bilancia: in definitiva, la terza parte di “Domenica in”, che di solito risulta vincente, il 25 aprile è stata superata dall’equivalente porzione di “Buona domenica” su Canale 5 (5.117.000 spettatori contro 4.529.000). Questo ci sembra uno stile di approccio agli ascolti un po’… riduttivo (per non dire altro), ma, giova qui ricordarlo, l’ufficio stampa di Costanzo ha svolto molto bene il proprio lavoro, considerato che i media hanno dato risalto alla segnalazione di Mediaset. Nella fattispecie, visto l’andazzo generale a sfavore di Bonolis, anche una simile focalizzazione sui dati ha fornito una sponda importante ai critici. Oltre all’atteggiamento strumentale di Mediaset, tra le cose che non ci sono piaciute potremmo citare gli interventi dei “soliti noti”: il Moige, i politici post-fascisti con qualche smania proibizionista, i politici di sinistra pronti a sparare su qualsiasi cosa faccia questa Rai. Ma la cosa più insopportabile risulta essere l’intervento violento di Lucia Annunziata. La Presidentessa Rai poteva, legittimamente, esprimere il suo dissenso verso Bonolis con toni pacati e civili, e invece l’aggressione dell’Annunziata ha assunto i contorni apocalittici che sappiamo. Vorremmo dirle che la vera “vergogna” non risiede in un tentativo di fare uscire il contenitore domenicale della Rai dai soliti e rituali schemi (varietà, giochi, sport, ect.), bensì nel non aver fatto proprio nulla per riportare sugli schermi Michele Santoro e Enzo Biagi. Ma questa è, ormai, una ferita non rimarginabile, e una realtà sulla quale un giorno Lucia Annunziata vorrà forse dire qualcosa. E pensando al tentativo di Bonolis di portare in scena, con coraggio, “il lato oscuro della mente” (esercizio che, evidentemente, in Italia suscita fastidio e irritazione), chiudiamo citando un passaggio dell’editoriale controcorrente di Mattia Feltri, pubblicato il 27 aprile su “Libero”: “…Bilancia è un uomo, è la dimostrazione vivente che l’orrore e l’abiezione ci camminano al fianco ogni giorno, non appartengono soltanto ai film o ai telegiornali… la domenica prima di cena i bambini guardano la tv coi genitori, possono chiedere e ricevere delucidazioni e insegnamenti, non sono abbandonati nelle loro camerette, ai programmi notturni di certe molto presunte fasce protette…”.

GLI ASCOLTI DEL 25 APRILE ALLE ORE 16.00
RETE
A.M. SHARE
Raiuno: Domenica In-1 pt.(var.)
3045 20.76
Raidue: Quelli che il calcio (var.) 2753 16.11
Raitre: Ciclismo-Liegi-Bastone-Liegi (sport) 1204 7.76
Canale 5: Buona Domenica (var.) 4098 28.37
Italia 1: Ghostbusters (film) 1529 10.39
Retequattro: I giorni dell’Ira (film) 1159 7.90
La 7: Alfred Hitchcock-La perla nera (Tfilm) 171 1.09
A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel

UE APPROVA
INTERPRETAZIONE SULLA PUBBLICITA’

Telepromozioni, minispot, split-screen e cartelloni virtuali sono il cuore della direttiva Ue 97/36 “Televisione senza frontiere” varata dalla Commissione di Bruxelles. Diverse le novità introdotte. Le telepromozioni devono essere “nettamente distinte dal resto del programma attraverso mezzi acustici e ottici” per permettere al telespettatore di riconoscere il messaggio pubblicitario. L’affollamento si calcola sull’arco della giornata e non sulla singola ora di programmazione. Anche i minispot devono essere riconoscibili e “costituire un’eccezione” all’interno di una trasmissione. Stessi principi per gli split-screen e la pubblicità virtuale. I singoli stati possono “richiedere alle emittenti televisive soggette alla loro giurisdizione di rispettare norme più particolareggiate o più rigorose”. La Ue tornerà a sentire il governo italiano sui minispot, dopo la messa in mora scattata per i passaggi troppo frequenti nelle partite di calcio. La normativa, già contestata perché permissiva soprattutto per il sistema italiano, è stata criticata anche da Articolo 21, che chiede modifiche alla direttiva.