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RICHIAMATI GLI INVIATI
Polemica in RAI tra azienda e comitati di redazione per la decisione di fare rientrare dall’Iraq gli inviati.
Chissà se l’uccisione di Fabrizio Quattrocchi cambierà la decisione della Rai che ha richiamato dall’Iraq Lilli Gruber, Giovanna Botteri e Ferdinando Pellegrini. Normale avvicendamento di colleghi, dice la Rai. Decisione politica, ribattono i Comitati di redazione dei tg. Ma la Annunziata rivela: “Almeno due nostri giornalisti in Iraq rischiavano di essere oggetto di sequestro”. Nei giorni precedenti la decisione del Cda di Viale Mazzini di richiamare gli inviati di Tg1, Tg3 e Gr Rai, era scoppiata una polemica fra Marco Zacchera e Gustavo Selva, esponenti di Alleanza Nazionale, e Lilli Gruber. La giornalista di Raiuno era stata criticata per aver parlato di “resistenza irachena”. Da qui la provocazione dei Cdr dei giornali tv e radio, contrari a richiamare in Italia gli inviati: “Forse le loro corrispondenze non sono gradite alla direzione generale della Rai?”. Anche la Fnsi giudica “incomprensibile” la decisione della Rai di ritirare i giornalisti e i telecineoperatori inviati a Bagdad: “La determinazione espressa dagli inviati a restare in Iraq e l’opinione favorevole espressa dai cdr del Tg1, del Tg3 e del Giornale Radio, avrebbero dovuto suggerire un diverso comportamento all’Azienda”, spiega il segretario Paolo Serventi Longhi. Secca la replica della Rai: “La rotazione degli inviati era già stata prevista in quanto si tratta di una normale prassi - si legge in una nota -. Le previsioni di rientro erano già conosciute dagli interessati, che conoscono benissimo le motivazioni che rispondono esclusivamente a ragioni estranee alla politica”. Il presidente, però, parla di decisione presa per motivi di sicurezza... |
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CELLULARI VULNERABILI AGLI HACKER
Una softwarehouse britannica ha dimostrato che è relativamente facile piratare tutti i dati dei cellulari bluetooth. Una scoperta che mette in difficoltà i produttori. |
| C’è una falla nel software di molti telefoni cellulari che consente a un hacker di scaricare tutti i dati, rubrica e foto. Basta un computer portatile e un programma adatto e il proprietario del telefonino non si accorge di nulla. Il furto di informazioni, denominato in gergo tecnico ‘Bluesnarfing’, riguarda i telefoni con tecnologia Bluetooth ed è stato provato con successo soprattutto su alcuni modelli di telefonini Nokia e Sony Ericsson. Secondo alcuni esperti interpellati dal Times, la falla potrebbe avere conseguenze ‘’devastanti’’ per i produttori poiché i dati ottenuti in questo modo potrebbero essere utilizzati per lo spionaggio industriale o addirittura da pedofili a caccia di vittime. Ai giornalisti è stata fatta anche una dimostrazione, ed effettivamente tutti i telefoni sono risultati facilmente accessibili. Durante la prova, eseguita nella zona del West End di Londra, scrive il giornale, centinaia di telefoni cellulari a rischio sono entrati nel raggio d’azione del software ogni ora. Il sistema ha identificato circa un telefonino vulnerabile al minuto. |
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