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15 Aprile 2004 pag. 11 numero 276

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
LUCARELLI: TANTA “PAURA” CON CLASSE
“…se lo avessero immaginato avrebbero avuto paura…perché questa è una storia di fantasmi…come in un film dell’orrore se ne stanno nascosti nel buio…sono fantasmi che non svaniscono, e che tornano…”. Questo “epitaffio”, pronunciato giovedì 1 aprile a conclusione della prima delle due puntate di “Blu notte” dedicate alla storia delle Brigate rosse, racchiude molte delle prerogative dello stile di Carlo Lucarelli: informare, fare riflettere e, da buon “giallista”, anche “spaventare”. La stessa frase suggerisce pure quei “tic” che hanno permesso al grande Fabio De Luigi di creare una delle più esilaranti imitazioni all’interno di “Mai dire domenica”, l’ormai storico show satirico di Italia 1. Certo, Lucarelli, grazie soprattutto al suo format per Raitre, è uno dei volti più interessanti in assoluto della televisione italiana; non crediamo dunque, più di tanto, all’effetto-traino dell’imitazione… anche se una vetrina come quella del programma della Gialappa’s non guasta (oltre tre milioni e mezzo di fans nel prime time domenicale). Così come quella di “Un posto al sole”, soap di Raitre che veleggia intorno ai 2 milioni e mezzo di appassionati, e nella quale, giovedì 8 aprile, giusto qualche minuto prima della puntata di “Blu notte”, Lucarelli è apparso come “guest star”. Ha interpretato se stesso e, in sogno, ha “profetizzato” cose terrificanti (sia pure con molta auto-ironia) a una delle belle protagoniste della serie. Per la cronaca, l’appuntamento con “Blu notte” contiguo a “Un posto al sole” ha raccolto poco meno di due milioni di spettatori (il giovedì precedente la prima parte del viaggio nella storia del terrorismo rosso aveva catalizzato l’attenzione di 2.257.000 utenti). Dati in linea con gli obiettivi di un programma di “nicchia”, coraggiosamente proposto da Raitre in prima serata. Di Lucarelli, in generale, piace lo stile a metà tra il “giornalistico” e la fiction, di cui egli fa buon uso durante la costruzione dell’iter narrativo in oggetto. La sua profonda cultura cinefila (con un occhio di riguardo verso il genere thriller e quello del “paranormale”) lo agevola nel rendere ogni frammento del “docu-drama” di “Blu notte” molto appetibile dal punto di vista della suspense. Quando poi si hanno a che fare con gli occhi “di ghiaccio” della brigatista Nadia Desdemona Lioce… paura!!! Fedele a un profilo volutamente freddo e distaccato, Lucarelli racconta e non esprime giudizi di natura morale. Di fronte all’efferatezza degli omicidi compiuti dalle Brigate rosse, inoltre, non può certo esistere una sia pur minima possibilità di comprensione. A modo suo Lucarelli riesce però a esprimere quel senso di “pietas” che tanto può far bene a una società che si vorrebbe dedita non solo alla punizione del crimine, ma anche al recupero di chi lo ha commesso.

GLI ASCOLTI DEL 8 APRILE ALLE ORE 21.00
RETE
A.M. SHARE
Raiuno: Don Matteo -serie
6549 24.56
Raidue: Coppa Uefa - sport 5188 19.73
Raitre: Blu notte - rot. 1848 7.03
Canale 5: Grande Fratello - rsh 7689 32.41
Italia 1: Tempesta di fuoco - film 1706 6.47
Retequattro: Padre Pio - scen. 1860 7.31
La7: Scent of a Woman - film 364 2.15
A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel

EXCALIBUR VINCE
IL “TELECANE 2004”

Antonio Socci si è aggiudicato l’edizione 2004 del “Telecane”, il premio assegnato al peggior programma televisivo dagli ascoltatori della trasmissione di Radiodue “La tv che balla”, in onda dal lunedì al venerdì alle 11.30. “Excalibur” ha ottenuto il 22% delle preferenze, superando “Uomini e donne “ di Maria De Filippi (14%), “Porta a porta” di Bruno Vespa (13,8%), “Grande Fratello” (11,8%) e “Buona Domenica” (7,5%). Oltre agli ascoltatori del programma condotto da Flavia Cercato e Giorgio Lauro, a votare sono stati anche alcuni giornalisti del settore.

UN “TG CULTURA” PER L’ANSA
L’Ansa lancia un nuovo servizio: si chiama “TG Cultura” e in due-tre minuti offrirà ogni settimana un panorama dei maggiori avvenimenti nel campo dei beni culturali, dell’arte e dello spettacolo. Il tg è nato grazie a una collaborazione con il ministero dei Beni culturali e sarà diffuso dai principali network televisivi locali. Il servizio sarà curato dalla redazione cultura e spettacoli dell’Ansa per quanto riguarda i testi e da Ansa Web per le immagini.