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25 Marzo 2004 pag. 11 numero 273

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
SHARE E SEGGI ELETTORALI: L’ESEMPIO DI “MISS PADANIA” SHARE E SEGGI ELETTORALI: L’ESEMPIO DI “MISS PADANIA”
La coincidenza è delle più sfortunate. Acclamato dal suo “popolo” con cori e applausi, Umberto Bossi, causa la nota degenza in ospedale, non si è potuto godere l’elezione di “Miss Padania 2004”. Forse si sarà rifatto con la differita televisiva di Retequattro. A meno che la casa di cura non rientri nei nuclei auditel, l’eventuale visione del programma da parte del leader leghista non è stata registrata nei dati che indicano un ascolto di quasi 600.000 utenti (scarsino per una seconda serata). Con il 6,73% di share… e se questa fosse una percentuale vagamente indicativa per una delle prossime elezioni in cui la Lega si presenterà? Da quelle parti gongolerebbero! Noi speriamo sinceramente che Bossi si sia goduto la trasmissione televisiva, ma, detto questo, ci voleva un bel coraggio per seguire “Miss Padania 2004”... salvo considerare lo spettacolo alla stregua di un oggetto di studio per semiologi alla Omar Calabrese o per cultori del trash alla Marco Giusti e Enrico Ghezzi (anche se loro prediligono il trash “consapevole”). Chissà poi se i dirigenti e gli elettori leghisti, tra uno sguardo e l’altro al “decolleté” della conduttrice Emanuela Folliero, avranno pensato, anche solo per un attimo, all’inverno del 2000? Al momento, cioè, in cui Bossi e Berlusconi siglarono l’accordo che avrebbe consentito alla Lega e a Forza Italia di presentarsi alleati alle elezioni politiche della successiva primavera. All’epoca emersero indiscrezioni su aiuti economici di Berlusconi al quotidiano “La Padania” e agli altri organi di partito (radio e televisione). Dopo la programmazione di “Miss Padania 2004” si può ipotizzare che uno stralcio di quell’accordo sia stato rivelato in modo più trasparente. Ecco, l’arcano è svelato... un “patto” di natura politica siglato da Forza Italia. Cosa altro può infatti avere indotto Mediaset a trasformare Retequattro, per una sera, in una delle qualsiasi emittenti private che occupano l’etere? E nemmeno in una delle più brillanti (come Telelombardia). L’atmosfera era quella di una sagra di paese: battute grevi, balletti e musiche che manco nei matrimoni della Val Padana... Il tutto con una regia televisiva pronta a panoramiche e “stacchi” repentini sui volti estasiati dei politici leghisti presenti (Castelli, Maroni e Speroni, tra gli altri), o dei ministri e delle varie autorità (Sirchia, Formigoni, ect.). Giancarlo Scheri, direttore di Retequattro, poteva almeno impuntarsi sulla scelta del partner maschile della Folliero. Massimo Boldi, al quale va il nostro rispetto come attore di cinema, è ormai inesorabilmente tagliato fuori da tempi e modalità televisive. La sua imitazione di Emilio Fede ha avuto il potere di invaderci con un flusso di tristezza. Nemmeno Enrico Ghezzi riuscirebbe oggi a sublimare i suoi “sketch”.

GLI ASCOLTI DEL 21 MARZO ALLE ORE 23.00
RETE
A.M. SHARE
Raiuno: Speciale TG1
1.397 8.65
Raidue: La domenica Sportiva 4.606 23.38
Raitre: Report 1.948 7.14
Canale 5: Amici (seconda parte) 5.176 22.31
Italia 1: Controcampo 1.593 14.91
Retequattro: Miss Padania 593 6.73
La7: TG La 7.239 1.48
A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel

ARTE’: TUTTI LA VOGLIONO NESSUNO LA TRASMETTE
Ha già raccolto migliaia di adesioni l’appello lanciato dal maestro Claudio Abbado per la diffusione anche nel nostro paese del canale Arté che trasmette telegiornali, documentari, film, concerti, opere liriche e spettacoli inediti senza interruzioni pubblicitarie dalla sede di Strasburgo. “L’Italia - ha affermato Abbado - è l’unico paese della Comunità europea escluso dal canale televisivo Arté, che costituisce uno dei migliori strumenti di vita culturale in Europa”. L’appello di Abbado è stato ripreso dall’associazione Articolo 21 che ha in questi giorni presentato una nuova versione del sito. Il suo portavoce Giuseppe Giulietti ha inoltre proposto Ferrara come sede di un osservatorio sulla tv: è la città che maggiormente contribuisce al pagamento del canone televisivo e dalla quale è partito l’appello per Arté. Giovanna Melandri, componente Ds in commissione di Vigilanza sulla Rai, ha scritto alla presidente della Rai, Lucia Annunziata, “per segnalare l’opportunità che la Rai consenta di diffondere anche in Italia il canale televisivo europeo Arté”.