| L’Istituto italiano di tecnologia (IIT) vede ufficialmente la luce. Almeno sulla carta. Il 16 febbraio, nella sede della Regione Liguria a Genova, i ministri per l’Economia Giulio Tremonti e della Ricerca Letizia Moratti hanno firmato l’atto costitutivo del decreto che assegna al capoluogo ligure la sede dell’Iit. Approvato in tempi record, il progetto è stato presentato come la nuova speranza della ricerca scientifica italiana, che finalmente potrà diventare competitiva con l’estero.
Ma per farlo diventare una realtà operativa il percorso è tutto in salita. E alle difficoltà di carattere pratico e tecnico si aggiunge la diffidenza del Cnr – Centro nazionale di ricerca – nei confronti dell’Istituto. Luigi Donato direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, esprime tutte le sue perplessità legate al progetto: “Per ora non posso dire nulla sull’Istituto italiano di tecnologia, non c’è un programma – afferma – So solo che hanno a disposizione fondi sostanziosi. Lo guardo con sospetto. In Italia c’è già bisogno di soldi qui al Cnr e creare un altro istituto parallelo francamente mi sembra inutile. Quando vedrò il programma potrò dire qualcosa in più”.
L’IIT nasce come centro per la ricerca tecnologica e scientifica e si inserisce all’interno del processo di riforma che il Governo sta attuando per la modernizzazione e il potenziamento del sistema scientifico e tecnologico italiano. Obiettivo principale dell’istituto è di facilitare e accelerare la crescita di capacità scientifiche e tecnologiche all’interno del sistema della ricerca nazionale. Inoltre, punta a realizzare la transizione del sistema economico verso produzioni a più alto contenuto tecnologico e a promuovere la collaborazione tra gruppi di eccellenza che operano nelle università e nei centri pubblici di ricerca e il sistema produttivo del paese.
Proprio per favorire il rapporto pubblico-privato è stata data all’Iit la forma giuridica della Fondazione, che ne garantisce l’autonomia e l’indipendenza. “L’Istituto italiano delle Tecnologie avrà un basso tasso di burocrazia e sarà più flessibile il rapporto pubblico-privato”, ha spiegato il ministro Tremonti.
Il Governo ha stanziato come patrimonio iniziale la somma di 1.050 milioni di euro: 50 milioni per il 2004 e 100 milioni per ciascuno degli anni 2005-2014. La fondazione potrà inoltre contare su particolari incentivi statali messi a punto per favorire lo sviluppo della ricerca, come la neutralità fiscale per i finanziamenti di privati e le agevolazioni fiscali per i ricercatori che prendono la residenza in Italia.
L’attività dell’Iit è inizialmente prevista in due settori, quello dei sistemi di produzione e quello della salute e delle biotecnologie. Si tratta di due aree strategiche per l’Italia, come ha sottolineato il ministro Moratti. “L’Iit rappresenterà un raccordo tra scienza e mondo produttivo in settori di grande importanza per il Paese -ha detto la Moratti-. Questi settori compongono la parte più rilevante dell’esportazione del nostro paese nel campo dei sistemi di produzione: settori nei quali non c’è una leadership europea, per cui l’Italia potrebbe eccellere lavorando in una logica di sistema”.
Il settore dei sistemi di produzione è alla base della competitività del sistema manifatturiero italiano in molti settori del “made in Italy” e contribuisce in maniera rilevante alle esportazioni italiane di prodotti ad alta tecnologia. Infatti, si tratta di un campo fortemente interdisciplinare connesso alle aree tecnologiche della microelettronica, dei nuovi materiali, dell’ICT.
Il settore legato alla salute e alle biotecnologie è invece collegato alla sempre più crescente necessità di scoprire nuovi farmaci più efficaci, con meno effetti collaterali e allo sviluppo di nuove tecnologie biomediche per la diagnosi, la cura e la prevenzione delle malattie. Si tratta di un’area in forte espansione, nella quale l’Italia investe oltre 100 miliardi di euro all’anno attraverso il Sistema Sanitario Nazionale e il contributo privato dei cittadini, con un notevole passivo nella bilancia dei pagamenti. Del resto lo Stato ha sostanzialmente dismesso recentemente la società che si occupava della ricerca farmacologica.
Per vedere operativi i due settori, però, bisognerà aspettare due anni. Il periodo di avvio delle attività dell’Iit è infatti di 24 mesi, nel l’arco dei quali saranno definiti l’organizzazione e il funzionamento a regime della fondazione.
La novità più importante dell’organizzazione dell’Iit è il board of trustee, il comitato di indirizzo e regolazione creato sul modello anglosassone. A comporlo sono 22 scienziati di alta fama appartenenti alla comunità scientifica, al settore finanziario e della consulenza, provenienti da tutto il mondo. Ad aggiungere valore al gruppo di “cervelloni”ci sono anche quattro premi nobel: Rita Levi Montalcini (medicina 1986), Riccardo Giacconi (fisica 2002), Paul Greencard (medicina, 2000) e Harold E. Varmus (medicina, 1989). Spetterà a loro stilare il programma della fondazione e anche stabilire i criteri di accesso all’Iit. Per ora si sa solamente che è previsto un numero di 1.000-1,500 scienziati che lavoreranno nella struttura, scelti tra l’eccellenza dei cervelli internazionali.
La fase di start up è gestita da un commissario unico, nominato contestualmente dai due ministri interessati. Si tratta di Vittorio Grilli, ragioniere generale dello stato, che ha rimarcato l’importanza dell’Iit nella competizione internazionale: “Non bisogna essere scienziati per credere nell’importanza della scienza e riconoscere il valore della catena scienza - conoscenza - innovazione - applicazione industriale. Sia Cina sia India, solo per fare due esempi, oramai stanno investendo da anni nel settore: i grandi laboratori statunitensi al di fuori del territorio americano sono proprio in India e in Cina. Bisogna reagire velocemente - ha detto Grilli - l’Iit da solo non può essere la ricetta che risolve tutto, ma è qualcosa che si affianca alla ricerca italiana”. Completa l’organizzazione dell’Istituto collegio dei revisori.
Città prescelta per ospitare la fondazione è Genova, che ha vinto la gara battendo rivali del calibro di Milano, Roma e Torino. Il capoluogo ligure si è dimostrato il più adatto per le sue caratteristiche, essendo una città che sta già investendo notevoli risorse per lo sviluppo della ricerca scientifica.
Entusiata della vittoria il sindaco Giuseppe Pericu: “L’Amministrazione comunale di Genova è da tempo impegnata perchè il futuro della città possa poggiare in sempre maggiore misura sullo sviluppo delle potenzialità nel campo scientifico, della formazione, della ricerca e della conoscenza. Si tratta di un risultato importante a cui abbiamo tutti lavorato - ha proseguito - Non è un caso che già nel 2003 si sia svolta un’edizione sperimentale del Festival della Scienza, che avrà nel 2004 la sua consacrazione e diventerà iniziativa permanente a Genova. E’ sotto questo segno che si sviluppa il progetto di una città che mantiene e qualifica attività industriali compatibili con l’ambiente. E’ in questa prospettiva che la città si attrezza, come con il progetto della costruzione di un villaggio tecnologico pensato da Renzo Piano sulla collina degli Erzelli, per il pieno sviluppo delle attività a tecnologia avanzata, per poter dare nuove possibilità ai giovani che approfondiscono queste tematiche e per fare di Genova un polo di attrazione e non di fuga di cervelli”.
È proprio il villaggio tecnologico di Renzo Piano la sede che ospiterà l’Iit. Per il momento siamo però solo alla fase iniziale di approvazione del progetto. La Regione Liguria e il Comune di Genova hanno quindi deciso di destinare alla fondazione una struttura da 19 mila metri quadri all’interno dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel levante della città. L’immobile sarà ceduto alla fondazione in uso gratuito per 99 anni, ma prima di poter essere utilizzato ha bisogno di essere ristrutturato. La somma necessaria per gli interventi di recupero si aggira attorno ai 25 milioni di euro, che entreranno nelle casse della fondazione grazie al comitato di sostegno appositamente costituito e composto da soggetti istituionali, industriali e di ricerca della città.
In attesa di vedere in concreto sede e programmi dell’Istituto, è possible visitare il sito della fondazione all’indirizzo www.iit.it. Sulla home page campeggia il simbolo dell’Iit, un fiore di dente di leone che disperde i semi, “a simboleggiare la disseminazione della conoscenza”, come ha spiegato il commissario unico Vittorio Grillo.
*Nicola Sodano
*Paola Giudiceandrea
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