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• DA CINGULAR OFFERTA FORMALE PER AT&T WIRELESS
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• EDITORIA: CALA PUBBLICITA’
• ANCHE GLI OBESI NEL REALITY SHOW
• USA: PENETRAZIONE INTERNET AL 70%
• SITI PEDOFILIA: ITALIA AL QUINTO POSTO
• YAHOO! DICE ADDIO A GOOGLE
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IGNORATE LE TELEPROMOZIONI
La Camera decide di discutere solo dei temi sollevati da Ciampi. Verranno ridotte le dimensioni del SIC probabilmente del 25%.
Riprende stamattina l’esame del disegno di legge Gasparri nelle commissioni Cultura e Trasporti. Il testo tornerà nell’aula di Montecitorio il 29 gennaio. E’ già stata esclusa la modifica del capitolo sulle telepromozioni, che nel nuovo ddl rimarranno ancora fuori dal conteggio degli affollamenti pubblicitari. Protestano l’opposizione e gli editori. L’assemblea della Camera ha discusso solo della nuova configurazione del SIC, il sistema integrato della comunicazione, dell’articolo con cui si abrogano gli attuali limiti antitrust del settore radio-tv e dei tre articoli che fanno riferimento al decreto legislativo 198 del 2002 già dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Il riesame riguarderà anche altri quattro articoli che contengono termini scaduti o in scadenza: il pagamento di sanzioni da parte di radio e tv locali; i compiti della Rai; la scadenza del CdA Rai; la fusione della Rai in Rai Holding e la privatizzazione della tv pubblica. Per il relatore del provvedimento, Paolo Romani (FI), ‘’la Camera ha confermato che il riesame della legge dovesse essere limitato esclusivamente agli articoli oggetto del messaggio del Capo dello Stato. Paolo Gentiloni della Margherita dice che ‘’la maggioranza ha scelto di ignorare uno dei tre rilievi contenuti nel messaggio di rinvio del Presidente Ciampi, quello sul peso eccessivo della pubblicità televisiva a scapito dei giornali’’. Ironizza Giuseppe Giulietti (Ds), convinto che nel imitare il riesame del ddl Gasparri ‘’la maggioranza ha fatto confusione: ha accolto l’appello di Confalonieri sulle telepromozioni, non quello di Ciampi’’. |
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APPROVATA LA LEGGE SULLE SPEDIZIONI DEI GIORNALI
Il requisito del numero minimo di abbonati paganti non consente l’accesso alle agevolazioni da parte delle riviste tecniche e business to business. |
| Approvata ieri alla Camera all’ unanimità la nuova legge sulle tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali. Ora passa al Senato. Il testo approvato contiene un emendamento che permette agli editori che pubblicano giornali sotto le ventimila copie di accedere alla tariffa agevolata più conveniente. Ma nel complesso la nuova norma è più restrittiva di quella in vigore fino al 2002 e penalizza l’editoria specializzate e del business to business, sostanzialmente esclusa dalle agevolazioni. In particolare permane il requisito che esige un numero di abbonati paganti non inferiore al 50%. L’aula, su indicazione del Governo e della commissione, ha respinto un emendamento che toglieva l’obbligo che fosse il destinatario dell’abbonamento a sottoscriverlo. In questo modo sarebbero rientrati nel computo gli abbonamenti pagati ma regalati. Il sottosegretario Bonaiuti ha sostenuto che l’onere sarebbe stato troppo grande per potergli dare una copertura finanziaria. (scarica il ddl). |
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