Numero 254 del 23 ottobre 2003 - Anno VIII
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POCA LIBERTA' PER I GIORNALISTI
Nella seconda classifica mondiale della libertà di stampa di Reporters sans frontières l'Italia è al cinquantatreesimo posto. Cuba è penultima seguita da Corea del Nord.

Nel nostro paese la libertà di stampa continua a essere a rischio. Secondo i dati dell'associazione Reporters sans frontières l'Italia si trova solo al cinquantatreesimo posto della classifica mondiale della libertà di stampa. Sulla situazione del nostro paese continua a pesare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, "allo stesso tempo capo dell'esecutivo e proprietario di un impero mediatico". Pollice verso anche nei confronti del Ddl Gasparri sulla riforma del sistema audiovisivo che, sottolinea una nota di Rsf, "sembra tagliato su misura per proteggere gli interessi di Silvio Berlusconi, rischia di aggravare le minacce che pesano sul pluralismo dell'informazione in questo paese". Anche la Spagna non può cantare vittoria: il quarantaduesimo posto è da imputare soprattutto alle difficoltà che devono affrontare i giornalisti nei Paesi baschi. Da un lato l'ETA ha moltiplicato le minacce nei confronti dei media e dall'altro la lotta delle autorità spagnole contro il terrorismo ha portato, fra l'altro, alla chiusura del giornale basco "Egunkaria". Al ventiseiesimo posto si classifica la Francia "a causa della sua legislazione arcaica sulla diffamazione" e per le sue esitazioni "nell'affrontare il fondamentale principio della protezione delle fonti giornalistiche e per gli arbitrari e ripetuti interrogatori di giornalisti a opera della polizia". La situazione è invece positiva negli altri paesi Ue che tengono alta la bandiera della libertà di stampa. I paesi scandinavi in particolare sono nelle prime dieci posizioni.

La situazione è invece drammatica in Asia dove ci sono otto tra i dieci paesi peggio classificati: Corea del Nord, Birmania, Laos, Cina, Iran, Vietnam, Turkmenistan e Bhutan. In queste nazioni è in atto una repressione ed è quasi impossibile trovare organi di stampa indipendenti. Cuba è tristemente penultima: nell'isola nella primavera del 2003 sono stati arrestati e condannati ventisei giornalisti indipendenti.

Un discorso a parte meritano Israele e Stati Uniti. All'interno dei due paesi, rispettivamente al trentunesimo e quarantaquattresimo posto, la situazione è piuttosto buona. Le cose invece cambiano appena si esce dai confini. Israele piomba al centoquarantaseiesimo posto per i suoi comportamenti nei confronti dei giornalisti che operavano nei territori occupati e gli Stati Uniti crollano alla centotrentacinquesima posizione a causa delle responsabilità dell'esercito americano nella morte di diversi professionisti dei media durante il conflitto in Iraq.

In netto peggioramento la situazione nel mondo arabo. Il conflitto in Iraq ha provocato un giro di vite nei confronti della stampa, la repressione è all'ordine del giorno e i giornalisti sono spesso costretti all'autocensura.

In Africa il primato negativo spetta all'Eritrea (162°), dove da due anni la stampa privata non ha più diritto di pubblicazione e quattordici giornalisti eritrei sono detenuti in località segrete. Tre paesi sono regrediti nella classifica rispetto al 2002: Costa d'Avorio (137°), Liberia (132°) e Guinea-Bissau (118°).

Nulla di nuovo nemmeno sul fronte di Russia (148°), Ukraina (132°) e Bielorussia (151°). In Russia non accenna a diminuire la censura relativa alle informazioni sulla guerra in Cecenia, diversi giornalisti sono stati assassinati, mentre un corrispondente dell'Agence France-Presse (AFP) è stato rapito in Inguscezia.

Una nota interessante: il rispetto della libertà di stampa non è necessariamente legato allo sviluppo economico. Si classificano in buona posizione, fra i primi cinquanta, alcuni dei paesi più poveri del mondo, come il Benin (29°), Timor-Est (30°) o il Madagascar (46°).

La classifica del 2003 è stata fatta chiedendo a giornalisti, ricercatori, giuristi o militanti dei diritti umani, di rispondere a un questionario per valutare lo stato della libertà di stampa nel paese preso in considerazione. In questo indice figurano 166 nazioni (contro le 139 dell'anno scorso).

La libertà di stampa nel mondo

 

1 - Finlandia

2 - Islanda

3 - Norvegia

4 - Paesi Bassi

5 - Danimarca

6 - Trinidad e Tobago

7 - Belgio

8 - Germania

9 -Svezia

10-Canada

11- Lettonia

12- Slovacchia

13- Estonia

14- Rep. Ceca

15- Svizzera

16- Austria

17- Nuova Zelanda

18- Irlanda

19- Lituania

20- Slovenia

• Simona Montella

QUELLI CHE... CI SONO ANCHE ALTRI SPORT
Il calcio è lo sport più seguito in Italia e i diritti televisivi delle squadre di A e B sono contesi tra Sky e Gioco Calcio. Per le altre discipline rimane poco spazio.

Un anno fa le prime gare di Coppa del Mondo di sci passarono sotto silenzio: la Rai infatti non aveva ancora raggiunto nessun accordo per l'acquisizione dei diritti di trasmissione con il gruppo Media Partners. La battaglia per riportare in tv il re degli sport invernali durò qualche settimana e vide anche il coinvolgimento delle forze politiche. Quest'anno fortunatamente la situazione sarà diversa: la Coppa del Mondo di sci Alpino riparte proprio questo fine settimana sulle piste di Solden, in Austria, con lo slalom gigante femminile sabato e quello maschile domenica. Silvia Sordelli, senior vice president media rights di Media Partners, conferma: "Gli appassionati dello sci quest'anno saranno più fortunati della scorsa stagione perché la Rai e Sky hanno già comprato tutto il pacchetto delle gare per le quali gestiamo i diritti, e ci saranno anche alcuni momenti su La7". La società cura anche i diritti di altri sport, e a questo proposito Sordelli spiega che "ultimamente c'è più attenzione nei confronti di discipline diverse dal calcio, che comunque ha la fetta principale delle trasmissioni in tv". Per esempio, recentemente sono andati molto bene i campionati europei di pallavolo femminile e maschile: "La Rai ha scelto di investire in questo sport e i risultati sono stati ottimi anche dal punto di vista degli ascolti". Una novità è rappresentata dal wrestling: da qualche settimana ogni domenica Italia 1 trasmette "Smack Down", mentre Sky ha altri due show, "Velocity" e "Row".

Denise Karbon e Karen Putzer della squadra italiana femminile di sci alpino

Complessivamente nelle tv generaliste si vede qualche volta il ciclismo, un po' di basket e rugby, ma gli altri sport solo in momenti particolari, per esempio per le Olimpiadi. La situazione è leggermente diversa per la pay tv: nell'offerta di Sport Sky (con i canali Eurosport, SKY Sport 1 e SKY Sport 2) gli utenti hanno un'ampia scelta calcistica ma non mancano basket, tennis, motori e ginnastica artistica. Ancora una volta il motivo è da ricercare nei dati Auditel: non tutte le discipline sono in grado di attirare tanti telespettatori per giustificare l'acquisto dei diritti e i costi di trasmissioni da parte delle reti. E spesso quello che manca sono i campioni: "Il pubblico ha bisogno di identificarsi con l'atleta - spiega Sordelli - ed è più difficile appassionarsi a uno sport se gli italiani non primeggiano. Di conseguenza, se mancano i campioni anche le emittenti hanno difficoltà a investire". La conferma viene dal mondo delle ruote, complici la Ferrari per le auto e Valentino Rossi per le moto. Per quanto riguarda le trasmissioni in chiaro, Rai e Mediaset si sono equamente ripartite i compiti: sulla tv di stato possiamo assistere alle corse di Formula 1, su Italia 1 c'è il Motomondiale.

Riassumendo, la situazione dello sport in televisione è questa: da una parte tante discipline che faticano a trovare spazio, dall'altra un unico sport conteso da tutti. Parliamo ovviamente del calcio, in particolare della situazione della pay tv. Calcio Sky consente di seguire la maggior parte delle squadre di serie A (Bologna, Inter, Juventus, Lazio, Lecce, Milan, Parma, Reggina, Roma, Sampdoria, Siena, Udinese) e alcune di Serie B (Atalanta, Cagliari, Catania, Como, Fiorentina, Genoa, Messina, Napoli, Salernitana, Ternana, Torino). L'alternativa è Gioco Calcio, la nuova piattaforma che può essere vista dai possessori di decoder e di smart card Seca o Nds. Attualmente trasmette tre canali in modalità pay tv e un canale libero. L'abbonamento (30 euro al mese) dà diritto alla visione delle partite casalinghe del campionato di serie A di Ancona, Brescia, Chievo, Empoli, Modena e Perugia, mentre per la serie B la società ha già comprato i diritti del Venezia e sta contrattando con Albinoleffe, Avellino, Ascoli, Bari, Pescara, Piacenza, Vicenza, Verona. Pay tv a parte, non si può negare che il calcio sia lo sport più amato dalla nostra televisione. Senza contare lo spazio che gli viene dedicato nei telegiornali e in altre trasmissioni, il calcio infatti è protagonista di un gran numero di programmi nei palinsesti italiani. Si va da "90° minuto", su Raiuno, a Raidue con "Dribbling", "Stadio 2 Sprint", "Quelli che... il calcio", ma anche Italia 1 con "Guida al campionato" e "Controcampo", per finire con l'inossidabile "Processo del Lunedì" su La7.

• Laura Buraschi

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