Numero 221 del 12 dicembre 2002 - Anno VI
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AUDIOVISIVO & TV

TV PUBBLICA NELLA COSTITUZIONE? UNA PROPOSTA IN FRANCIA
La filosofa e scrittrice Catherine Clement, in un rapporto sull'offerta culturale delle tre reti pubbliche di France Televisions, ha avanzato una rivoluzionaria proposta: inserire il servizio televisivo pubblico nel preambolo della Costituzione, perché sia elevato ''allo stesso rango, alla stessa dignità dell'istruzione nazionale''. Il ministro della Cultura Jean Jacques Aillagon, tuttavia, non ha accolto con favore la proposta, innanzitutto perché modificare la costituzione è abbastanza complesso. La Clement ritiene inoltre che tra le misure più urgenti ci sia la presenza obbligatoria di una pagina culturale in ogni telegiornale.

FUTURE FILM FESTIVAL AI NASTRI DI PARTENZA
Si terrà a Bologna dal 15 al 19 gennaio il Future Film Festival, manifestazione dedicata alle nuove tecnologie del cinema di animazione. Nella serata inaugurale, il 14 dicembre, il pubblico potrà assistere all' anteprima nazionale di 'Le due torri', secondo episodio de 'Il signore degli anelli' di Peter Jackson. Il giorno successivo lo scenografo del film, John Howe, della neozelandese Weta Film, incontrerà il pubblico in occasione della presentazione del making of del 'Signore degli anelli', svelando tutti i trucchi e gli effetti digitali.

SANTORO DEVE TORNARE IN ONDA
Secondo il giudice del lavoro di Roma, Massimo Pagliarini, la Rai deve consentire a Michele Santoro di svolgere programmi di attualità e di approfondimento come previsto dal contratto firmato dal giornalista nel 1999. Il giudice, con un'ordinanza immediatamente esecutiva, ha accolto il ricorso d'urgenza presentato da Santoro contro la sospensione di "Sciuscià". Il tribunale ha però rigettato l'istanza contro Silvio Berlusconi. Ora la palla passa ai vertici Rai, o a quello che ne rimane. La tv pubblica, in una nota, ha precisato che il giudice "non ha imposto alla Rai che Santoro deve rifare il programma Sciuscià" e "ha quindi rimesso alla Rai l'individuazione delle trasmissioni da affidare a Santoro con l'unico limite della obbligatorietà del carattere informativo". Sempre secondo viale Mazzini, "l'ordinanza ha anche respinto le altre richieste principali avanzate da Santoro nel suo ricorso d'urgenza affermando al contrario che non è stato vittima di una discriminazione politica e che non ci sono responsabilità personali del Presidente del Consiglio, degli amministratori della Rai e del Direttore generale". Michele Santoro deve sì tornare in onda , ma, come aveva già proposto l'azienda con "la realizzazione di un nuovo programma di approfondimento giornalistico rispettoso dei principi dell'obiettività e del pluralismo, principi che il giornalista in passato non aveva rispettato, tanto da provocare un intervento sanzionatorio da parte dell'Authority competente". Inoltre, sottolineano i vertici di viale Mazzini, "l'ordinanza del giudice ha per sua natura carattere provvisorio ed è impugnabile davanti al Tribunale collegiale. Comunque, anche senza reclamo da parte della Rai, l'istanza di Santoro deve essere esaminata nel merito dal Tribunale".


Michele Santoro

BANDITA LA SECONDA EDIZIONE DEL REGGIO FILM FESTIVAL
Si terrà a Reggio Emilia dal 21 al 25 maggio la seconda edizione di Reggio Film Festival, concorso nazionale per i cortometraggi. L'evento è organizzato dal Comune di Reggio Emilia, dalla Fedic-Federazione italiana cineclub e dalla consulta regionale Fedic Emilia-Romagna. Potrà partecipare chi realizzerà entro il 12 aprile un cortometraggio sul tema del riciclaggio.

PREMIERE VENDE QUOTA DISCOVERY GERMANIA
Premiere Multichannel, la piattaforma televisiva digitale tedesca controllata da Kirch PayTV, ha venduto la propria quota della joint venture Discovery Channel Germany. La partecipazione è stata rilevata dalla statunitense Discovery Communications che ne diviene l'unico proprietario. Il canale, che trasmette in Germania dal lancio nell'ottobre del 1999, opera tramite abbonamento ma offre anche programmi a network in chiaro come la ZDF. Discovery Communications. prevede di effettuare ulteriori investimenti in operazioni locali in Europa, Africa e Medio Oriente.

NUOVO PRESIDENTE PER ROMA STUDIOS
E' il produttore cinematografico Tarak Ben Ammar il nuovo presidente di Roma Studios.La nomina sancisce la formalizzazione degli accordi fra i soci che meno di un anno fa avevano promosso l'acquisizione e il rilancio degli studi cinematografici realizzati da Dino De Laurentiis e ideati dall'architetto Pier Luigi Nervi negli anni sessanta.

GIUDICE ORDINA REINTEGRO CAPOREDATTORE TG PUGLIA
Lo scorso 15 ottobre Federico Pirro, responsabile della sede regionale pugliese della sede Rai di Bari, era stato rimosso dal suo incarico, ma il giudice del lavoro del Tribunale di Bari, Simonetta Rubino, ne ha ordinato il reintegro nelle sue mansioni o l'assegnazione di mansioni equivalenti. Il magistrato ha accolto il ricorso d'urgenza presentato da Pirro. Il giornalista dichiarava di essere stato rimosso dal suo ruolo in modo immotivato e collocato a disposizione del direttore senza alcun incarico e senza, di fatto, alcuna attività da svolgere. Il giudice ha accolto le ragioni di Pirro che nel ricorso aveva evidenziato che lo spostamento era stato motivato "dal modificato rapporto di forze politiche prima a livello locale e poi a livello nazionale, con conseguente avvicendamento ai vertici della Rai". La rimozione, inoltre, comportava una grave lesione alla sua immagine e alla sua professionalità.

ANCHE SU LA7 SEGNALETICA PER I PIU' PICCOLI
In ottemperanza al Codice di autoregolamentazione Tv e minori, firmato lo scorso 29 novembre da tutte le imprese tv, da domenica 8 dicembre anche La7 ha una nuova segnaletica per tutelare i piccoli spettatori. Si tratta di un rettangolino colorato posto sopra il logo della rete, che fornisce informazioni preventive sul contenuto dei programmi in onda, in base al colore: verde se la programmazione è adatta ai più piccoli, rosso se è per soli adulti, giallo per la famiglia. La segnaletica è prevista per tutto il palinsesto, 24 ore su 24, e viene ripetuta all'inizio di ciascun blocco di trasmissione.

ENDEMOL IN TRIBUNALE PER OPERAZIONE TRIONFO
Il produttore spagnolo Gestmusic-Endemol, filiale dell'olandese Endemol, ha deciso di portare in tribunale la tv messicana TV Azteca colpevole di aver copiato il format "Operazione Trionfo" ideato dagli spagnoli. L'emittente messicana ha infatti lanciato lo scorso giugno "La Academia", un programma sostanzialmente identico alla versione spagnola "Operacion Triunfo". Gestmusic-Endemol ha invece programmato la versione messicana sul network Televisa in agosto. Nella sua denuncia all'istituto messicano della proprietà industriale Gestmusic-Endemol accusa TV Azteca di concorrenza sleale e afferma che "La Academia" danneggia il suo format. Fra l'altro la società di Madrid aveva già registrato il marchio "La Academia" presso l'IMPI prima della messa in onda e inoltre "Operacion Triunfo" aveva già ottenuto un grande successo in Spagna e ne era stata fatta una versione per il Brasile. TV Azteca, non contenta di aver copiato il format, ha addirittura utilizzato alcune immagini tratte dall'originale "Operacion Triunfo" per promuovere il suo programma. "La Academia" è trasmesso anche negli Stati Uniti tramite il network Azteca America.

NO ALLA FUSIONE ECHOSTAR E HUGHES
Non ci sarà alcuna fusione tra Echostar e Hughes Electronics, società controllata dal produttore di auto, General Motors. Le due strutture si sono infatti accordate su una transazione economica per porre fine ai progetti, osteggiati dalla Commissione federale per le telecomunicazioni e dal Dipartimento di Giustizia, preoccupati per una possibile lesione della concorrenza sul mercato delle tlc satellitari. Le due aziende avrebbero infatti dato vita a una fusione da 19 miliardi di dollari. Ora è stato stabilito che Echostar pagherà a Hughes 600 milioni di dollari in contanti per avere interrotto le trattative, mentre la controllata di General Motors manterrà il suo 81% in PanAmSat.

LA TELEVISIONE CONTRO LA GUERRA
Dieci ore di trasmissione televisiva contro le guerre il 10 dicembre, anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e giornata della manifestazione "Fuori l'Italia dalla Guerra" promossa da Emergency, Rete Lilliput, Libera, Tavola della Pace e Social Forum. E' "No War Television", un progetto nato per coprire le diverse iniziative della giornata. La tv ha trasmesso su satellite (canale 150 del Goldbox, decoder Tele+ e Stream) e dalle 22 anche in analogico dalle emittenti del circuito Europa7. La programmazione si è sviluppata su tre fasce orarie: dalle 15 alle 18 filmati, documentari e testimonianze dai teatri di guerra; dalle 18 alle 21 collegamenti con le fiaccolate dalle piazze d'Italia, commenti e racconti in studio; dalle 21 all'1 di notte dallo studio di Roma con ospiti come Gino Strada, fondatore di Emergency, Giulietto Chiesa, Andrea Soldani, il regista di Sciuscià, Neri Marcorè, Fiorella Mannoia, Serena Dandini, Teresa De Sio e in collegamento Lella Costa e Michele Santoro.

PER LA CORTE DEI CONTI IL CDA RAI E' LEGITTIMO
Il Consiglio di Amministrazione della Rai, nonostante le dimissioni di tre consiglieri su cinque, non è viziato da illegittimità. E' quanto stabilito dalla sezione Controllo Enti della Corte dei Conti che ha però sottolineato che la "riduzione del numero degli amministratori in carica costituisce un grave vulnus alla funzionalità della gestione sia sotto il profilo aziendalistico (e alla luce della normativa civilistica) e sia, soprattutto, per gli importanti interessi pubblici". Inoltre, le "dimissioni del consigliere Staderini possono avere effetto soltanto dopo la sua sostituzione (con accettazione del sostituto)". Secondo la Corte, però, "la validità delle adunanze e la legittimazione a deliberare con la maggioranza dei presenti non esclude che i singoli provvedimenti possano essere viziati per altri motivi e specialmente per il grave vulnus funzionale dell'organo specialmente con riferimento al profilo di ufficio pubblico degli amministratori". La Rai ha espresso piena soddisfazione per la decisione della Corte dei Conti e, spiega una nota dell'azienda, auspica "che il vulnus alla propria funzionalità provocato dai consiglieri dimissionari sia al più presto sanato".

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
SE "GIOVANNA D'ARCO" SI SALVA DAL ROGO...

Individuare una scelta coraggiosa nello stagnante panorama televisivo è un esercizio sempre più difficile. Onore dunque a Canale 5 che nella prima serata di domenica 8 dicembre, in un punto del palinsesto generalmente presieduto dal campione d'ascolti "Chi vuole essere un milionario", ha programmato il film "Giovanna d'Arco" di Luc Besson. Un'opera lunga, connotata da un ritmo ben poco televisivo. Il coraggio di Canale 5 è stato premiato perché il film ha catalizzato l'attenzione di 5.364.000 spettatori, contenendo in termini dignitosi la "sconfitta" nei confronti di Raiuno (7.893.000 utenti per lo sceneggiato "Lo zio d'America"). La collocazione di "Giovanna d'Arco" in prima serata rappresenta un piccolo segnale a conclusione di una stagione difficile per quanto riguarda la programmazione dei film d'autore, quasi sempre relegati a notte fonda su Retequattro o Raitre. I travagli di Telepiù, inoltre, dimostrano che il "sogno" ipotizzato alla fine degli anni 80 (raccogliere i cinefili intorno a una pay tv) è fallito. Oggi il numero degli abbonati a Telepiù e Stream è piuttosto esiguo, se confrontato al numero di fruitori della televisione (e l'appeal maggiore delle pay tv viene dalle offerte di natura sportiva). Ma il problema dei film in televisione chiama in causa soprattutto le reti generaliste. A tale riguardo un ostacolo è individuabile nella censura e nell'eccessivo potere conferito, in tema di televisione, a politici e ad associazioni come il "Movimento genitori italiani". Il 20 novembre scorso, per esempio, Raidue ha annullato la messa in onda di "Tutto su mia madre" di Pedro Almodovar. Abbiamo assistito alle proteste di molti fans del regista spagnolo, ma questo ci è sembrato l'atteggiamento di chi è infastidito dalla "pagliuzza" ma ignora la "trave". La televisione, attraverso una programmazione mirata, dovrebbe offrire anche al cinema di spessore l'opportunità di contribuire alla formazione della cultura. Soprattutto in un paese come l'Italia dove la produzione cinematografica, in termini qualitativi, è ai minimi storici. Sarebbe allora opportuno protestare per il totale ostracismo verso film d'autore, giudicati come "scandalosi", se non "maledetti", e come tali condannati a non essere mai trasmessi dalla nostra televisione, o a un posizionamento in orari assurdi: ricordiamo solo "Ultimo tango a Parigi" di Bernardo Bertolucci, "Salò o le centoventi giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini, "Assassini nati" di Oliver Stone, "Crash" di David Cronenberg, "L'ultima tentazione di Cristo" di Martin Scorsese, "Lenny" di Bob Fosse, "SOS-Summer of Sam" di Spike Lee.


Una scena di "Giovanna d'Arco"

Gli ascolti di domenica 8 Dicembre (ore 21.00-23.00)

RETE

A.M.

SHARE

Raiuno ("Lo zio d'America"-sceneggiato)

7.893

29.87

Raidue ("Squali all'attacco" - film)

2.047

7.65

Raitre (Elisir - rotocalco)

2.836

10.88

Canale 5 ("Giovanna d'Arco" - film)

5.364

19.90

Italia 1 (Mai dire domenica - varietà

4.141

15.59

Retequattro ("Nessuna pietà" &endash; film)

1.711

6.28

La 7 ("Stargate" - telefilm)

764

3.01


Am= ascolto medio espresso in migliaia Fonte: AUDITEL
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