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TV
PUBBLICA NELLA COSTITUZIONE? UNA PROPOSTA IN FRANCIA
La
filosofa e scrittrice Catherine Clement, in un rapporto
sull'offerta culturale delle tre reti pubbliche di France
Televisions, ha avanzato una rivoluzionaria proposta:
inserire il servizio televisivo pubblico nel preambolo della
Costituzione, perché sia elevato ''allo stesso rango,
alla stessa dignità dell'istruzione nazionale''. Il
ministro della Cultura Jean Jacques Aillagon, tuttavia, non
ha accolto con favore la proposta, innanzitutto
perché modificare la costituzione è abbastanza
complesso. La Clement ritiene inoltre che tra le misure
più urgenti ci sia la presenza obbligatoria di una
pagina culturale in ogni telegiornale.
FUTURE
FILM FESTIVAL AI NASTRI DI PARTENZA
Si
terrà a Bologna dal 15 al 19 gennaio il Future Film
Festival, manifestazione dedicata alle nuove tecnologie del
cinema di animazione. Nella serata inaugurale, il 14
dicembre, il pubblico potrà assistere all' anteprima
nazionale di 'Le due torri', secondo episodio de 'Il signore
degli anelli' di Peter Jackson. Il giorno successivo lo
scenografo del film, John Howe, della neozelandese Weta
Film, incontrerà il pubblico in occasione della
presentazione del making of del 'Signore degli anelli',
svelando tutti i trucchi e gli effetti digitali.
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SANTORO
DEVE TORNARE IN ONDA
Secondo
il giudice del lavoro di Roma, Massimo Pagliarini,
la Rai deve consentire a Michele Santoro di
svolgere programmi di attualità e di
approfondimento come previsto dal contratto firmato
dal giornalista nel 1999. Il giudice, con
un'ordinanza immediatamente esecutiva, ha accolto
il ricorso d'urgenza presentato da Santoro contro
la sospensione di "Sciuscià". Il tribunale
ha però rigettato l'istanza contro Silvio
Berlusconi. Ora la palla passa ai vertici Rai, o a
quello che ne rimane. La tv pubblica, in una nota,
ha precisato che il giudice "non ha imposto alla
Rai che Santoro deve rifare il programma
Sciuscià" e "ha quindi rimesso alla Rai
l'individuazione delle trasmissioni da affidare a
Santoro con l'unico limite della
obbligatorietà del carattere informativo".
Sempre secondo viale Mazzini, "l'ordinanza ha anche
respinto le altre richieste principali avanzate da
Santoro nel suo ricorso d'urgenza affermando al
contrario che non è stato vittima di una
discriminazione politica e che non ci sono
responsabilità personali del Presidente del
Consiglio, degli amministratori della Rai e del
Direttore generale". Michele Santoro deve sì
tornare in onda , ma, come aveva già
proposto l'azienda con "la realizzazione di un
nuovo programma di approfondimento giornalistico
rispettoso dei principi dell'obiettività e
del pluralismo, principi che il giornalista in
passato non aveva rispettato, tanto da provocare un
intervento sanzionatorio da parte dell'Authority
competente". Inoltre, sottolineano i vertici di
viale Mazzini, "l'ordinanza del giudice ha per sua
natura carattere provvisorio ed è
impugnabile davanti al Tribunale collegiale.
Comunque, anche senza reclamo da parte della Rai,
l'istanza di Santoro deve essere esaminata nel
merito dal Tribunale".
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Michele Santoro
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BANDITA LA SECONDA EDIZIONE DEL REGGIO FILM FESTIVAL
Si
terrà a Reggio Emilia dal 21 al 25 maggio la seconda
edizione di Reggio Film Festival, concorso nazionale per i
cortometraggi. L'evento è organizzato dal Comune di
Reggio Emilia, dalla Fedic-Federazione italiana cineclub e
dalla consulta regionale Fedic Emilia-Romagna. Potrà
partecipare chi realizzerà entro il 12 aprile un
cortometraggio sul tema del riciclaggio.
PREMIERE
VENDE QUOTA DISCOVERY GERMANIA
Premiere
Multichannel, la piattaforma televisiva digitale tedesca
controllata da Kirch PayTV, ha venduto la propria quota
della joint venture Discovery Channel Germany. La
partecipazione è stata rilevata dalla statunitense
Discovery Communications che ne diviene l'unico
proprietario. Il canale, che trasmette in Germania dal
lancio nell'ottobre del 1999, opera tramite abbonamento ma
offre anche programmi a network in chiaro come la ZDF.
Discovery Communications. prevede di effettuare ulteriori
investimenti in operazioni locali in Europa, Africa e Medio
Oriente.
NUOVO
PRESIDENTE PER ROMA STUDIOS
E' il produttore cinematografico Tarak Ben Ammar il nuovo
presidente di Roma Studios.La nomina sancisce la
formalizzazione degli accordi fra i soci che meno di un anno
fa avevano promosso l'acquisizione e il rilancio degli studi
cinematografici realizzati da Dino De Laurentiis e ideati
dall'architetto Pier Luigi Nervi negli anni
sessanta.
GIUDICE
ORDINA REINTEGRO CAPOREDATTORE TG PUGLIA
Lo
scorso 15 ottobre Federico Pirro, responsabile della sede
regionale pugliese della sede Rai di Bari, era stato rimosso
dal suo incarico, ma il giudice del lavoro del Tribunale di
Bari, Simonetta Rubino, ne ha ordinato il reintegro nelle
sue mansioni o l'assegnazione di mansioni equivalenti. Il
magistrato ha accolto il ricorso d'urgenza presentato da
Pirro. Il giornalista dichiarava di essere stato rimosso dal
suo ruolo in modo immotivato e collocato a disposizione del
direttore senza alcun incarico e senza, di fatto, alcuna
attività da svolgere. Il giudice ha accolto le
ragioni di Pirro che nel ricorso aveva evidenziato che lo
spostamento era stato motivato "dal modificato rapporto di
forze politiche prima a livello locale e poi a livello
nazionale, con conseguente avvicendamento ai vertici della
Rai". La rimozione, inoltre, comportava una grave lesione
alla sua immagine e alla sua
professionalità.
ANCHE
SU LA7 SEGNALETICA PER I PIU' PICCOLI
In
ottemperanza al Codice di autoregolamentazione Tv e minori,
firmato lo scorso 29 novembre da tutte le imprese tv, da
domenica 8 dicembre anche La7 ha una nuova segnaletica per
tutelare i piccoli spettatori. Si tratta di un rettangolino
colorato posto sopra il logo della rete, che fornisce
informazioni preventive sul contenuto dei programmi in onda,
in base al colore: verde se la programmazione è
adatta ai più piccoli, rosso se è per soli
adulti, giallo per la famiglia. La segnaletica è
prevista per tutto il palinsesto, 24 ore su 24, e viene
ripetuta all'inizio di ciascun blocco di trasmissione.
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ENDEMOL
IN TRIBUNALE PER OPERAZIONE TRIONFO
Il
produttore spagnolo Gestmusic-Endemol, filiale
dell'olandese Endemol, ha deciso di portare in
tribunale la tv messicana TV Azteca colpevole di
aver copiato il format "Operazione Trionfo" ideato
dagli spagnoli. L'emittente messicana ha infatti
lanciato lo scorso giugno "La Academia", un
programma sostanzialmente identico alla versione
spagnola "Operacion Triunfo". Gestmusic-Endemol ha
invece programmato la versione messicana sul
network Televisa in agosto. Nella sua denuncia
all'istituto messicano della proprietà
industriale Gestmusic-Endemol accusa TV Azteca di
concorrenza sleale e afferma che "La Academia"
danneggia il suo format. Fra l'altro la
società di Madrid aveva già
registrato il marchio "La Academia" presso l'IMPI
prima della messa in onda e inoltre "Operacion
Triunfo" aveva già ottenuto un grande
successo in Spagna e ne era stata fatta una
versione per il Brasile. TV Azteca, non contenta di
aver copiato il format, ha addirittura utilizzato
alcune immagini tratte dall'originale "Operacion
Triunfo" per promuovere il suo programma. "La
Academia" è trasmesso anche negli Stati
Uniti tramite il network Azteca America.
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NO ALLA
FUSIONE ECHOSTAR E HUGHES
Non
ci sarà alcuna fusione tra Echostar e Hughes
Electronics, società controllata dal produttore di
auto, General Motors. Le due strutture si sono infatti
accordate su una transazione economica per porre fine ai
progetti, osteggiati dalla Commissione federale per le
telecomunicazioni e dal Dipartimento di Giustizia,
preoccupati per una possibile lesione della concorrenza sul
mercato delle tlc satellitari. Le due aziende avrebbero
infatti dato vita a una fusione da 19 miliardi di dollari.
Ora è stato stabilito che Echostar pagherà a
Hughes 600 milioni di dollari in contanti per avere
interrotto le trattative, mentre la controllata di General
Motors manterrà il suo 81% in PanAmSat.
LA
TELEVISIONE CONTRO LA GUERRA
Dieci
ore di trasmissione televisiva contro le guerre il 10
dicembre, anniversario della dichiarazione universale dei
diritti dell'uomo e giornata della manifestazione "Fuori
l'Italia dalla Guerra" promossa da Emergency, Rete Lilliput,
Libera, Tavola della Pace e Social Forum. E' "No War
Television", un progetto nato per coprire le diverse
iniziative della giornata. La tv ha trasmesso su satellite
(canale 150 del Goldbox, decoder Tele+ e Stream) e dalle 22
anche in analogico dalle emittenti del circuito Europa7. La
programmazione si è sviluppata su tre fasce orarie:
dalle 15 alle 18 filmati, documentari e testimonianze dai
teatri di guerra; dalle 18 alle 21 collegamenti con le
fiaccolate dalle piazze d'Italia, commenti e racconti in
studio; dalle 21 all'1 di notte dallo studio di Roma con
ospiti come Gino Strada, fondatore di Emergency, Giulietto
Chiesa, Andrea Soldani, il regista di Sciuscià, Neri
Marcorè, Fiorella Mannoia, Serena Dandini, Teresa De
Sio e in collegamento Lella Costa e Michele Santoro.
PER LA
CORTE DEI CONTI IL CDA RAI E' LEGITTIMO
Il
Consiglio di Amministrazione della Rai, nonostante le
dimissioni di tre consiglieri su cinque, non è
viziato da illegittimità. E' quanto stabilito dalla
sezione Controllo Enti della Corte dei Conti che ha
però sottolineato che la "riduzione del numero degli
amministratori in carica costituisce un grave vulnus alla
funzionalità della gestione sia sotto il profilo
aziendalistico (e alla luce della normativa civilistica) e
sia, soprattutto, per gli importanti interessi pubblici".
Inoltre, le "dimissioni del consigliere Staderini possono
avere effetto soltanto dopo la sua sostituzione (con
accettazione del sostituto)". Secondo la Corte, però,
"la validità delle adunanze e la legittimazione a
deliberare con la maggioranza dei presenti non esclude che i
singoli provvedimenti possano essere viziati per altri
motivi e specialmente per il grave vulnus funzionale
dell'organo specialmente con riferimento al profilo di
ufficio pubblico degli amministratori". La Rai ha espresso
piena soddisfazione per la decisione della Corte dei Conti
e, spiega una nota dell'azienda, auspica "che il vulnus alla
propria funzionalità provocato dai consiglieri
dimissionari sia al più presto sanato".
AUDITEL
- I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
SE "GIOVANNA D'ARCO" SI SALVA DAL
ROGO...
Individuare una scelta
coraggiosa nello stagnante panorama televisivo è un
esercizio sempre più difficile. Onore dunque a Canale
5 che nella prima serata di domenica 8 dicembre, in un punto
del palinsesto generalmente presieduto dal campione
d'ascolti "Chi vuole essere un milionario", ha programmato
il film "Giovanna d'Arco" di Luc Besson. Un'opera lunga,
connotata da un ritmo ben poco televisivo. Il coraggio di
Canale 5 è stato premiato perché il film ha
catalizzato l'attenzione di 5.364.000 spettatori, contenendo
in termini dignitosi la "sconfitta" nei confronti di Raiuno
(7.893.000 utenti per lo sceneggiato "Lo zio d'America"). La
collocazione di "Giovanna d'Arco" in prima serata
rappresenta un piccolo segnale a conclusione di una stagione
difficile per quanto riguarda la programmazione dei film
d'autore, quasi sempre relegati a notte fonda su Retequattro
o Raitre. I travagli di Telepiù, inoltre, dimostrano
che il "sogno" ipotizzato alla fine degli anni 80
(raccogliere i cinefili intorno a una pay tv) è
fallito. Oggi il numero degli abbonati a Telepiù e
Stream è piuttosto esiguo, se confrontato al numero
di fruitori della televisione (e l'appeal maggiore delle pay
tv viene dalle offerte di natura sportiva). Ma il problema
dei film in televisione chiama in causa soprattutto le reti
generaliste. A tale riguardo un ostacolo è
individuabile nella censura e nell'eccessivo potere
conferito, in tema di televisione, a politici e ad
associazioni come il "Movimento genitori italiani". Il 20
novembre scorso, per esempio, Raidue ha annullato la messa
in onda di "Tutto su mia madre" di Pedro Almodovar. Abbiamo
assistito alle proteste di molti fans del regista spagnolo,
ma questo ci è sembrato l'atteggiamento di chi
è infastidito dalla "pagliuzza" ma ignora la "trave".
La televisione, attraverso una programmazione mirata,
dovrebbe offrire anche al cinema di spessore
l'opportunità di contribuire alla formazione della
cultura. Soprattutto in un paese come l'Italia dove la
produzione cinematografica, in termini qualitativi, è
ai minimi storici. Sarebbe allora opportuno protestare per
il totale ostracismo verso film d'autore, giudicati come
"scandalosi", se non "maledetti", e come tali condannati a
non essere mai trasmessi dalla nostra televisione, o a un
posizionamento in orari assurdi: ricordiamo solo "Ultimo
tango a Parigi" di Bernardo Bertolucci, "Salò o le
centoventi giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini,
"Assassini nati" di Oliver Stone, "Crash" di David
Cronenberg, "L'ultima tentazione di Cristo" di Martin
Scorsese, "Lenny" di Bob Fosse, "SOS-Summer of Sam" di Spike
Lee.

Una scena di "Giovanna
d'Arco"
Gli
ascolti di domenica 8 Dicembre (ore 21.00-23.00)
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RETE
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A.M.
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SHARE
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Raiuno ("Lo zio
d'America"-sceneggiato)
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7.893
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29.87
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Raidue ("Squali
all'attacco" - film)
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2.047
|
7.65
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Raitre (Elisir -
rotocalco)
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2.836
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10.88
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Canale 5
("Giovanna d'Arco" - film)
|
5.364
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19.90
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Italia 1 (Mai
dire domenica - varietà
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4.141
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15.59
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Retequattro
("Nessuna pietà" &endash; film)
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1.711
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6.28
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La 7 ("Stargate"
- telefilm)
|
764
|
3.01
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Am= ascolto medio espresso in migliaia Fonte:
AUDITEL
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