Numero 220 del 05 dicembre 2002 - Anno VI
Business & Mercato
Telecomunicazioni & Media
Audiovisivo & TV
Internet & Informatica
Servizio
GASPARRI VITTIMA DELL'ELETTROSMOG
Il decreto del Ministro sulle installazioni delle antenne fa scatenare le polemiche: volano insulti e denunce. Ma c'è chi frena sui rischi delle radiazioni..tanto rumore per nulla?

Ancora una volta l'elettrosmog si trova al centro delle polemiche in Italia. Ad accendere le discussioni è un nuovo decreto, il 198 dell'agosto 2002, voluto dal ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri teso a semplificare le installazioni di reti e antenne su tutto il territorio italiano. Il 'decreto Gasparri' indica tetti uniformi per le esposizioni all'elettrosmog, oltre alla formula di silenzio-assenso per le autorizzazioni alle installazioni: per impianti Umts "con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 watts" il decreto prevede che, se sono rispettati i limiti di esposizione, sia "sufficiente la denuncia di inizio attività". Fra gli altri obiettivi del provvedimento la "razionalizzazione delle procedure autorizzative" e la "certezza dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi".

Ma piovono i dissensi: diversi comuni e regioni, tra cui Toscana, Lombardia e Marche, hanno presentato istanza alla Corte Costituzionale. Le associazioni dei consumatori, Adusbef, Codacons e Federconsumatori dichiarano che la legge "viola l'autonomia delle Regioni e dei comuni in materia urbanistica sull'individuazione dei siti" e sperano di ottenere con il ricorso alla Corte Costituzionale che "tali strutture accedano alla concessione edilizia attraverso un procedimento amministrativo complesso e previa valutazione d'impatto ambientale che oggi, con questo decreto, viene completamente cancellato".

Lo scontro più duro è tra il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni e Maurizio Gasparri: un duello di parole che prende il via con un commento infelice di Gasparri sul ricorso della Lombardia "contro le installazioni indiscriminanti". Secondo il ministro un atto "miope, rozzo e ottuso". Formigoni replica definendo il suo avversario un "fascista, che difende gli affari poco chiari in cui è coinvolto." Gasparri si prepara alla querela. Dure critiche al decreto vengono anche dai Verdi. Il deputato della commissione ambiente Marco Lion, riferendosi ai risultati di una campagna di rivelazione svolta dal ministero in alcune regioni: "I dati sull'elettrosmog diffusi da Gasparri sono inattendibili...non hanno senso rilevazioni generiche come quelle effettuate dal ministero delle Comunicazioni: è necessario invece controllare costantemente sempre gli stessi punti." Intanto Gasparri tranquillizza i cittadini dicendo che i dati di 128 centraline di controllo dell'inquinamento elettromagnetico "sono rassicuranti rispetto ai livelli registrati", tutti al di sotto del limite di 6 volt/metro previsto dalla legge italiana, uno dei più bassi al mondo. Il ministro sostiene inoltre che sull'elettromagnetismo "c'è una vera e propria fobia" e che senza il decreto il rischio a livello locale é quello di "una paralisi degli investimenti nelle tlc".


Gasparri non è il solo a gettare acqua sul fuoco sminuendo il problema dell'elettrosmog. Già l'ex ministro, nonché oncologo, Veronesi aveva affermato che i campi elettromagnetici non fanno venire il cancro. Gli fa eco Franco Battaglia, professore di Chimica-fisica alla Terza Università di Roma, secondo cui "l'esposizione alle onde radio può essere pericolosa se sufficientemente intensa. Gli effetti biologici sono proporzionali alla quantità di energia assorbita (misurata in SAR). In particolare, nessun effetto potenzialmente pericoloso è stato individuato e riprodotto al di sotto di un SAR di 4 W/Kg. Nella peggiore delle ipotesi, il SAR in una zona accessibile al pubblico presso un'antenna per la telefonia mobile è dell'ordine do 0,01 W/Kg. Ecco perché il problema non esiste."

Anche secondo l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) l'evidenza scientifica corrente non conferma l'esistenza di alcuna conseguenza dall'esposizione a livelli di campo elettromagnetico inferiori ad un certo limite. I limiti sono fissati dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (Icnirp), che ha suggerito valori soglia per i campi elettromagnetici ponendoli 50 volte inferiori ai valori ai quali si cominciano a osservare i primi innocui effetti biologici: per il campo magnetico a 50 Hz la soglia suggerita è 100 microtesla. Anche chi vive in prossimità di elettrodotti è esposto a campi magnetici a 50 Hz inferiori a 1 microtesla.

• Sonia Sassella
• Katharina von Bruchhausen

LA SOLIDARIETA' E' SENZA FILI
Il telefono diventa uno strumento per portare a un pubblico vasto le iniziative di beneficenza. Parte la gara della solidarietà telefonica fra gli operatori.


La passione degli italiani per gli Sms può anche avere dei risvolti positivi, non solo per le relazioni interpersonali o per i fatturati degli operatori, ma anche per promuovere iniziative di beneficenza. La scorsa primavera Vodafone Omnitel ha lanciato il primo "Super Messaggio Solidale", uno strumento di raccolta fondi via Sms. Nel caso specifico gli utenti che inviavano un messaggio devolvevano un euro al progetto "Fermiamo l'AIDS sul nascere" del CESVI, nato per prevenire la trasmissione dell'HIV dalle mamme ai bambini nell'Africa subsahariana. "Abbiamo cominciato a immaginare questa iniziativa un anno fa quando abbiamo contribuito a raccogliere i fondi per Telethon &endash; spiega Carlo Fornaro, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Vodafone Omnitel -. Non abbiamo fatto in tempo, però mi è venuta l'idea di usare gli Sms come strumento di contribuzione diretta".


I messaggi diventano un modo per "coinvolgere i giovani nell'attitudine a contribuire anche con piccole cifre". Il Super Messaggio Solidale di Vodafone Omnitel è stato promosso durante l'estate nel corso del tour dello Zelig, il celebre locale milanese che ha sfornato molti comici italiani, e il risultato è stato davvero ottimo. "Il 50% dei clienti Omnitel presenti in sala ha inviato un messaggio" dice Fornaro. Fra i beneficiari della raccolta fondi tramite Sms c'è stata anche la Lega del Filo D'Oro, ONLUS che opera per l'assistenza, la riabilitazione e il reinserimento nella società dei portatori di handicap.

Il recente terremoto in Molise ha mosso gli animi anche degli altri operatori che hanno seguito l'esempio di Vodafone Omnitel lanciando a loro volta delle raccolte tramite i messaggini telefonici. Vodafone Omnitel e TIM hanno aderito all'iniziativa "Un aiuto subito" promossa dal TG5 e dal Corriere della Sera, Wind è entrata nella gara per la solidarietà con l'operazione "Una telefonata per ricostruire". "Abbiamo ricevuto un milione e trecentomila messaggi in cinque giorni &endash; afferma Fornaro -, segno che il nuovo canale è stato completamente accettato e che la credibilità degli operatori è fondamentale". I risultati dell'iniziativa sono stati piuttosto interessanti: oltre tre milioni di messaggi Sms da un euro inviati agli operatori.

La raccolta fondi ha contribuito alla costruzione della nuova scuola di San Giuliano di Puglia, il paese che più ha sofferto per il terremoto. "C'è la tendenza a utilizzare gli SMS per molte applicazioni - spiega Alessandra Baldo dell'ufficio stampa TIM -. E' significativo il nuovo modo di utilizzarli, che va oltre la comunicazione personale o di servizio. Si tratta di un'affermazione di pensiero, della volontà di fare qualcosa". L'invio di un SMS, inoltre, è sicuro. "L'utente è più tranquillo rispetto all'utilizzo dei fondi perché ha la garanzia di tre gestori nazionali che hanno bilanci pubblici" prosegue la Baldo. Insomma, l'euro passa dalle tasche del cittadino ai progetti di beneficenza in modo trasparente e l'utente è rassicurato anche dal fatto che il telefono è uno strumento "che sente molto vicino".

La passione degli italiani per gli Sms può anche avere dei risvolti positivi, non solo per le relazioni interpersonali o per i fatturati degli operatori, ma anche per promuovere iniziative di beneficenza. La scorsa primavera Vodafone Omnitel ha lanciato il primo "Super Messaggio Solidale", uno strumento di raccolta fondi via Sms. Nel caso specifico gli utenti che inviavano un messaggio devolvevano un euro al progetto "Fermiamo l'AIDS sul nascere" del CESVI, nato per prevenire la trasmissione dell'HIV dalle mamme ai bambini nell'Africa subsahariana. "Abbiamo cominciato a immaginare questa iniziativa un anno fa quando abbiamo contribuito a raccogliere i fondi per Telethon &endash; spiega Carlo Fornaro, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Vodafone Omnitel -. Non abbiamo fatto in tempo, però mi è venuta l'idea di usare gli Sms come strumento di contribuzione diretta".


La macchina della solidarietà telefonica non si è fermata: per aiutare gli alluvionati del Nord Italia è stato rilanciato il progetto "Un aiuto subito" al quale hanno aderito i tre operatori. Il primo dicembre, giornata mondiale della lotta contro l'Aids, Wind e Vodafone Omnitel erano in prima fila per raccogliere fondi a favore della Lila (Lega Italiana per la lotta contro l'AIDS) a sostegno di una campagna nata in collaborazione con MTV. TIM ha raccolto invece al sostegno per l'Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro e si mobiliterà ancora in occasione di Telethon, la maratona televisiva che si terrà il 13 e 14 dicembre. E il futuro? "Credo che questo tipo di iniziativa sia ormai radicata nella società, è stata una bella esperienza usare la tecnologia per due scopi principali: allargare la base donatori verso i giovani e aggiungere un canale nuovo" dice Fornaro. E una volta tanto l'emulazione da parte degli altri operatori è apprezzata. "Il sistema è interessante, ci abbiamo creduto molto e siamo contenti che ci abbiano seguito anche gli altri".

• Simona Montella

Business & Mercato
Telecomunicazioni & Media
Audiovisivo & TV
Internet & Informatica
Servizio