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Ancora una volta l'elettrosmog si trova al centro delle polemiche in Italia. Ad accendere le discussioni è un nuovo decreto, il 198 dell'agosto 2002, voluto dal ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri teso a semplificare le installazioni di reti e antenne su tutto il territorio italiano. Il 'decreto Gasparri' indica tetti uniformi per le esposizioni all'elettrosmog, oltre alla formula di silenzio-assenso per le autorizzazioni alle installazioni: per impianti Umts "con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 watts" il decreto prevede che, se sono rispettati i limiti di esposizione, sia "sufficiente la denuncia di inizio attività". Fra gli altri obiettivi del provvedimento la "razionalizzazione delle procedure autorizzative" e la "certezza dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi". Ma piovono i dissensi:
diversi comuni e regioni, tra cui Toscana, Lombardia e
Marche, hanno presentato istanza alla Corte Costituzionale.
Le associazioni dei consumatori, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori dichiarano che la legge "viola l'autonomia
delle Regioni e dei comuni in materia urbanistica
sull'individuazione dei siti" e sperano di ottenere con il
ricorso alla Corte Costituzionale che "tali strutture
accedano alla concessione edilizia attraverso un
procedimento amministrativo complesso e previa valutazione
d'impatto ambientale che oggi, con questo decreto, viene
completamente cancellato". Lo scontro
più duro è tra il presidente della
regione Lombardia Roberto Formigoni e Maurizio
Gasparri: un duello di parole che prende il via con
un commento infelice di Gasparri sul ricorso della
Lombardia "contro le installazioni
indiscriminanti". Secondo il ministro un atto
"miope, rozzo e ottuso". Formigoni replica
definendo il suo avversario un "fascista, che
difende gli affari poco chiari in cui è
coinvolto." Gasparri si prepara alla querela. Dure
critiche al decreto vengono anche dai Verdi. Il
deputato della commissione ambiente Marco Lion,
riferendosi ai risultati di una campagna di
rivelazione svolta dal ministero in alcune regioni:
"I dati sull'elettrosmog diffusi da Gasparri sono
inattendibili...non hanno senso rilevazioni
generiche come quelle effettuate dal ministero
delle Comunicazioni: è necessario invece
controllare costantemente sempre gli stessi punti."
Intanto Gasparri tranquillizza i cittadini dicendo
che i dati di 128 centraline di controllo
dell'inquinamento elettromagnetico "sono
rassicuranti rispetto ai livelli registrati", tutti
al di sotto del limite di 6 volt/metro previsto
dalla legge italiana, uno dei più bassi al
mondo. Il ministro sostiene inoltre che
sull'elettromagnetismo "c'è una vera e
propria fobia" e che senza il decreto il rischio a
livello locale é quello di "una paralisi
degli investimenti nelle tlc". Anche secondo l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) l'evidenza scientifica corrente non conferma l'esistenza di alcuna conseguenza dall'esposizione a livelli di campo elettromagnetico inferiori ad un certo limite. I limiti sono fissati dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (Icnirp), che ha suggerito valori soglia per i campi elettromagnetici ponendoli 50 volte inferiori ai valori ai quali si cominciano a osservare i primi innocui effetti biologici: per il campo magnetico a 50 Hz la soglia suggerita è 100 microtesla. Anche chi vive in prossimità di elettrodotti è esposto a campi magnetici a 50 Hz inferiori a 1 microtesla.
Sonia Sassella |
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La passione degli
italiani per gli Sms può anche avere dei
risvolti positivi, non solo per le relazioni
interpersonali o per i fatturati degli operatori,
ma anche per promuovere iniziative di beneficenza.
La scorsa primavera Vodafone Omnitel ha lanciato il
primo "Super Messaggio Solidale", uno strumento di
raccolta fondi via Sms. Nel caso specifico gli
utenti che inviavano un messaggio devolvevano un
euro al progetto "Fermiamo l'AIDS sul nascere" del
CESVI, nato per prevenire la trasmissione dell'HIV
dalle mamme ai bambini nell'Africa subsahariana.
"Abbiamo cominciato a immaginare questa iniziativa
un anno fa quando abbiamo contribuito a raccogliere
i fondi per Telethon &endash; spiega Carlo Fornaro,
direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di
Vodafone Omnitel -. Non abbiamo fatto in tempo,
però mi è venuta l'idea di usare gli
Sms come strumento di contribuzione
diretta". Il recente terremoto in Molise ha mosso gli animi anche degli altri operatori che hanno seguito l'esempio di Vodafone Omnitel lanciando a loro volta delle raccolte tramite i messaggini telefonici. Vodafone Omnitel e TIM hanno aderito all'iniziativa "Un aiuto subito" promossa dal TG5 e dal Corriere della Sera, Wind è entrata nella gara per la solidarietà con l'operazione "Una telefonata per ricostruire". "Abbiamo ricevuto un milione e trecentomila messaggi in cinque giorni &endash; afferma Fornaro -, segno che il nuovo canale è stato completamente accettato e che la credibilità degli operatori è fondamentale". I risultati dell'iniziativa sono stati piuttosto interessanti: oltre tre milioni di messaggi Sms da un euro inviati agli operatori. La raccolta fondi ha contribuito alla costruzione della nuova scuola di San Giuliano di Puglia, il paese che più ha sofferto per il terremoto. "C'è la tendenza a utilizzare gli SMS per molte applicazioni - spiega Alessandra Baldo dell'ufficio stampa TIM -. E' significativo il nuovo modo di utilizzarli, che va oltre la comunicazione personale o di servizio. Si tratta di un'affermazione di pensiero, della volontà di fare qualcosa". L'invio di un SMS, inoltre, è sicuro. "L'utente è più tranquillo rispetto all'utilizzo dei fondi perché ha la garanzia di tre gestori nazionali che hanno bilanci pubblici" prosegue la Baldo. Insomma, l'euro passa dalle tasche del cittadino ai progetti di beneficenza in modo trasparente e l'utente è rassicurato anche dal fatto che il telefono è uno strumento "che sente molto vicino". La passione degli
italiani per gli Sms può anche avere dei
risvolti positivi, non solo per le relazioni
interpersonali o per i fatturati degli operatori,
ma anche per promuovere iniziative di beneficenza.
La scorsa primavera Vodafone Omnitel ha lanciato il
primo "Super Messaggio Solidale", uno strumento di
raccolta fondi via Sms. Nel caso specifico gli
utenti che inviavano un messaggio devolvevano un
euro al progetto "Fermiamo l'AIDS sul nascere" del
CESVI, nato per prevenire la trasmissione dell'HIV
dalle mamme ai bambini nell'Africa subsahariana.
"Abbiamo cominciato a immaginare questa iniziativa
un anno fa quando abbiamo contribuito a raccogliere
i fondi per Telethon &endash; spiega Carlo Fornaro,
direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di
Vodafone Omnitel -. Non abbiamo fatto in tempo,
però mi è venuta l'idea di usare gli
Sms come strumento di contribuzione
diretta". Simona Montella |
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