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Il laboratorio si articola su diverse aree, prima fra tutte la Scuola di Televisione che avrà sede a Roma e sarà operativa fra fine gennaio e inizio febbraio del 2003. Il programma di studi prevede sei mesi di lezioni, circa 120 giornate, e sarà suddiviso in tre indirizzi: registi, sceneggiatori e autori di intrattenimento. L'inziativa ha già riscosso un notevole successo: i termini per l'iscrizione scadevano il 29 ottobre scorso e la direzione ha ricevuto circa 1800 curricula e le richieste continuano ad arrivare anche se ormai i giochi sono chiusi. Gli aspiranti studenti di televisione dovevano avere un'età compresa fra i 22 e 28 anni e preferibilmente, ma non necessariamente, una laurea a indirizzo umanistico, anche se, affermano dalla direzione "è stato privilegiato il potenziale dei candidati". In quattrocento saranno invitati alla prima prova che consiste nell'analisi di un prodotto televisivo. Seguirà una seconda prova con un elaborato scritto e infine un colloquio motivazionale. La selezione finale sarà effettuata prima di Natale. Nella scuola di televisione entreranno quindici persone per ogni indirizzo. La scorsa settimana Maurizio Costanzo ha presentato invece il Laboratorio tecnologico di sperimentazione rivolto agli studenti di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma e realizzato con la collaborazione di Telecom Italia. "Non vi si chiede di creare nuovi programmi tv ma solo di rinnovare i linguaggi per raccontare diversamente quelli già esistenti" ha detto Costanzo. Gli studenti interessati dovranno presentare un testo scritto con un progetto televisivo entro il 15 dicembre. Nei primi giorni di gennaio si riunirà una commissione esaminatrice composta da alcuni docenti della Sapienza, rappresentanti di Telecom e professionisti della televisione che selezioneranno i cinque progetti più interessanti. Su questi lavoreranno a partire da febbraio i cinquantaquattro ragazzi promossi al Laboratorio, divisi per gruppi. Le migliori realizzazioni potranno essere trasmesse sulle reti Mediaset, in fasce orarie particolari. Prima della messa in onda, il marketing di Mediaset potrebbe organizzare un focus. Nella prima metà di dicembre il patron dell'iniziativa dedicherà alla comunicazione una puntata del Maurizio Costanzo Show. La nuova direzione di RTI ha creato anche il Laboratorio sul linguaggio televisivo, una vera e propria bottega di ricerca che avrà il compito di studiare l'evoluzione e i cambiamenti del linguaggio televisivo rapportati all'avvento delle nuove tecnologie. Se il lavoro "venisse confortato da un accettabile risultato - spiegano da Rti - Sabrina Ferilli, Raul Bova, Nancy Brilli e Sergio Castellitto, hanno dato la loro adesione per "sperimentarsi" su nuovi linguaggi mentre le reti Mediaset si sono rese disponibili alla messa in onda delle sperimentazioni". Il casting del Laboratorio punta invece alla ricerca di possibili interpreti per fiction e intrattenimento, attraverso provini mirati e curati da professionisti del settore. Simona Montella ![]() Maurizio Costanzo
I
clienti sono sempre meno passivi, sono sempre
più esigenti e preparati: l'abbiamo sentito
dire in tutte le salse. Eppure, paradossalmente,
quello che sarebbe dovuto diventare un nuovo
assioma della comunicazione è rimasto
teoria: le imprese non si sono preparate al
cambiamento degli equilibri, gli operatori non
hanno calibrato il tiro e hanno continuato a
riproporre modelli e contenuti desueti. Internet,
oltre a rafforzare e accelerare questa evoluzione
del consumatore rappresenta un insostituibile
strumento per assecondare questa tendenza e per
ristabilire relazioni proficue e durature con i
potenziali clienti. Se
in tal senso, fino ad oggi, la rete ha fallito
è a causa dell'errato approccio al mezzo, al
quale sono stati estesi strumenti e dinamiche dei
media tradizionali. Se si vuole fare marketing e
pubblicità sulla rete con successo occorre
invece dialogare con il pubblico, coinvolgerlo,
obiettivi che non si raggiungono certo attraverso
banner intrusivi o email spamming. Convinto della
necessità di un nuovo approccio alla rete e
alle sue potenzialità è Mimmo Cafari,
amministratore delegato di FormatiOriginali,
secondo il quale "Per favorire la trasformazione
degli utenti in audience è necessario dare
loro qualcosa di utile o di divertente in cambio,
che riesca a creare una familiarità con la
marca. Noi, per esempio, stiamo creando per un
nostro cliente delle simulazioni virtuali che
consentono di comunicare in modo forte e, nel
contempo, divertente e innovativo l'identità
del prodotto. Abbiamo inoltre creato la prima
campagna virale italiana, per CHL: i minifilm sono
stati scaricati, solo nella prima settimana, da 100
mila persone". Insomma,
se dopo la famigerata crisi della rete si attende
la ripresa (secondo una ricerca di eMarketer, nel
2003 gli investimenti arriveranno a 6,7 miliardi di
dollari, un incremento del 5% circa rispetto ai
6,38 del 2002) è presumibile che i futuri
budget destinati a internet saranno allocati con
più oculatezza, scandagliando le
opportunità della rete e soppesando i
risultati. "C'è sempre più attenzione
ai risultati da parte degli utenti - conferma
Maurizio Mazzanti, direttore creativo di E3 - Dal
canto suo internet permette di monitorare in modo
pressoché scientifico il ritorno sugli
investimenti. Credo che questo porterà a
spostare l'attenzione sui risultati anche per i
media tradizionali". Morto il banner, gli
investitori sono anche alla ricerca di alternative
più efficaci sulle quali puntare. Secondo
una ricerca condotta da IAB e
PriceWaterhouseCoopers, nel primo semestre del 2002
le vendite di spazi pubblicitari online negli Usa
sono calate del 22% rispetto allo scorso anno e
continua inesorabile il calo dei banner, la cui
incidenza sul mercato complessivo dell'advertising
on line è scesa dal 36% al 32%. Crescono
invece in maniera significativa (dal 3% del totale
del 2001 al 9% di quest'anno) i servizi
pubblicitari offerti dai motori di ricerca, quali
Overture e Google, che consistono nella vendita di
spazi pubblicitari legati alle parole chiave
ricercate dagli utenti. Un'opportunità
di business, questa, compresa da pochi in Italia:
E3, nata nel 2000, è stata precursore: la
società, che fornisce servizi di
posizionamento sui motori e di marketing on line
attraverso i motori di ricerca, nel 2001 è
stato il primo investitore italiano di Google.
"Oggi circa i tre quarti del traffico di un sito
arriva dai motori di ricerca e dalle directory di
siti come Yahoo! e Virgilio - dichiara Maurizio
Mazzanti - Per questo il posizionamento è un
fattore sempre più discriminante: noi
creiamo mini siti ottimizzati secondo i criteri di
indicizzazione dei motori di ricerca. Questo
consente ai nostri clienti di essere sempre ai
primi posti nei risultati. Inoltre E3 crea vere e
proprie campagne pubblicitarie per la rete
acquistando spazi pubblicitari dai motori e
studiando i contenuti per rendere i testi
più 'cliccabili'. Selezioniamo per esempio
le parole più ricercate sui motori, stiliamo
degli indici di efficacia, individuiamo e
acquistiamo le keyword che garantiscono più
visibilità al cliente". Insomma,
il futuro della comunicazione sulla rete è
promettente, ma non bisogna aspettarsi, come
è accaduto per il banner, soluzioni
'centralizzate' e univoche. Una comunicazione
efficace sarà sempre più frutto
dell'impiego dei diversi strumenti offerti dalla
rete e di un'integrazione di questa con i mezzi
tradizionali. Sonia
Sassella |
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