Numero 218 del 21 novembre 2002 - Anno VI
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LA TV SI RINNOVA CON COSTANZO
RTI ha lanciato il nuovo laboratorio di comunicazione e nuovi contenuti. Le richieste di partecipazione fioccano, ma ormai le iscrizioni sono chiuse


Le idee in tv cominciano a scarseggiare, i format acquistati dall'estero sono sempre più simili uno all'altro e il filone del reality show, che fino a un paio di anni fa sembrava la nuova frontiera, comincia a dare segni di stanchezza. La Rai ci aveva provato con Serra Creativa, il laboratorio diretto da Valeria Benatti che avrebbe dovuto creare nuove idee e format televisivi, ma l'esperienza è durata poco più di un anno ed è stata tutt'altro che vincente. Ora è la volta della tv commerciale che prova a inventare un nuovo linguaggio e a dare un po' di ossigeno alla scarsità di idee del panorama televisivo italiano. RTI ha dato vita a una nuova direzione, diretta da Maurizio Costanzo, che si chiama Laboratorio di Comunicazione e di Nuovi Contenuti. La struttura avrà come obiettivo la sperimentazione di nuove forme di ibridazione tra contenuti e linguaggi diversi. L'azienda ha investito nell'iniziativa un milione di euro.

Il laboratorio si articola su diverse aree, prima fra tutte la Scuola di Televisione che avrà sede a Roma e sarà operativa fra fine gennaio e inizio febbraio del 2003. Il programma di studi prevede sei mesi di lezioni, circa 120 giornate, e sarà suddiviso in tre indirizzi: registi, sceneggiatori e autori di intrattenimento. L'inziativa ha già riscosso un notevole successo: i termini per l'iscrizione scadevano il 29 ottobre scorso e la direzione ha ricevuto circa 1800 curricula e le richieste continuano ad arrivare anche se ormai i giochi sono chiusi. Gli aspiranti studenti di televisione dovevano avere un'età compresa fra i 22 e 28 anni e preferibilmente, ma non necessariamente, una laurea a indirizzo umanistico, anche se, affermano dalla direzione "è stato privilegiato il potenziale dei candidati". In quattrocento saranno invitati alla prima prova che consiste nell'analisi di un prodotto televisivo. Seguirà una seconda prova con un elaborato scritto e infine un colloquio motivazionale. La selezione finale sarà effettuata prima di Natale. Nella scuola di televisione entreranno quindici persone per ogni indirizzo.

La scorsa settimana Maurizio Costanzo ha presentato invece il Laboratorio tecnologico di sperimentazione rivolto agli studenti di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma e realizzato con la collaborazione di Telecom Italia. "Non vi si chiede di creare nuovi programmi tv ma solo di rinnovare i linguaggi per raccontare diversamente quelli già esistenti" ha detto Costanzo. Gli studenti interessati dovranno presentare un testo scritto con un progetto televisivo entro il 15 dicembre. Nei primi giorni di gennaio si riunirà una commissione esaminatrice composta da alcuni docenti della Sapienza, rappresentanti di Telecom e professionisti della televisione che selezioneranno i cinque progetti più interessanti. Su questi lavoreranno a partire da febbraio i cinquantaquattro ragazzi promossi al Laboratorio, divisi per gruppi. Le migliori realizzazioni potranno essere trasmesse sulle reti Mediaset, in fasce orarie particolari. Prima della messa in onda, il marketing di Mediaset potrebbe organizzare un focus. Nella prima metà di dicembre il patron dell'iniziativa dedicherà alla comunicazione una puntata del Maurizio Costanzo Show.

La nuova direzione di RTI ha creato anche il Laboratorio sul linguaggio televisivo, una vera e propria bottega di ricerca che avrà il compito di studiare l'evoluzione e i cambiamenti del linguaggio televisivo rapportati all'avvento delle nuove tecnologie. Se il lavoro "venisse confortato da un accettabile risultato - spiegano da Rti - Sabrina Ferilli, Raul Bova, Nancy Brilli e Sergio Castellitto, hanno dato la loro adesione per "sperimentarsi" su nuovi linguaggi mentre le reti Mediaset si sono rese disponibili alla messa in onda delle sperimentazioni". Il casting del Laboratorio punta invece alla ricerca di possibili interpreti per fiction e intrattenimento, attraverso provini mirati e curati da professionisti del settore.

• Simona Montella


Maurizio Costanzo

 

IL VIRUS CHE FA BENE ALLA RETE
Campagne virali, posizionamenento sui motori di ricerca, simulazioni virtuali Ecco gli strumenti di seconda generazione in grado di ottimizzare gli investimenti

 

I clienti sono sempre meno passivi, sono sempre più esigenti e preparati: l'abbiamo sentito dire in tutte le salse. Eppure, paradossalmente, quello che sarebbe dovuto diventare un nuovo assioma della comunicazione è rimasto teoria: le imprese non si sono preparate al cambiamento degli equilibri, gli operatori non hanno calibrato il tiro e hanno continuato a riproporre modelli e contenuti desueti. Internet, oltre a rafforzare e accelerare questa evoluzione del consumatore rappresenta un insostituibile strumento per assecondare questa tendenza e per ristabilire relazioni proficue e durature con i potenziali clienti.

Se in tal senso, fino ad oggi, la rete ha fallito è a causa dell'errato approccio al mezzo, al quale sono stati estesi strumenti e dinamiche dei media tradizionali. Se si vuole fare marketing e pubblicità sulla rete con successo occorre invece dialogare con il pubblico, coinvolgerlo, obiettivi che non si raggiungono certo attraverso banner intrusivi o email spamming. Convinto della necessità di un nuovo approccio alla rete e alle sue potenzialità è Mimmo Cafari, amministratore delegato di FormatiOriginali, secondo il quale "Per favorire la trasformazione degli utenti in audience è necessario dare loro qualcosa di utile o di divertente in cambio, che riesca a creare una familiarità con la marca. Noi, per esempio, stiamo creando per un nostro cliente delle simulazioni virtuali che consentono di comunicare in modo forte e, nel contempo, divertente e innovativo l'identità del prodotto. Abbiamo inoltre creato la prima campagna virale italiana, per CHL: i minifilm sono stati scaricati, solo nella prima settimana, da 100 mila persone".

Insomma, se dopo la famigerata crisi della rete si attende la ripresa (secondo una ricerca di eMarketer, nel 2003 gli investimenti arriveranno a 6,7 miliardi di dollari, un incremento del 5% circa rispetto ai 6,38 del 2002) è presumibile che i futuri budget destinati a internet saranno allocati con più oculatezza, scandagliando le opportunità della rete e soppesando i risultati. "C'è sempre più attenzione ai risultati da parte degli utenti - conferma Maurizio Mazzanti, direttore creativo di E3 - Dal canto suo internet permette di monitorare in modo pressoché scientifico il ritorno sugli investimenti. Credo che questo porterà a spostare l'attenzione sui risultati anche per i media tradizionali". Morto il banner, gli investitori sono anche alla ricerca di alternative più efficaci sulle quali puntare. Secondo una ricerca condotta da IAB e PriceWaterhouseCoopers, nel primo semestre del 2002 le vendite di spazi pubblicitari online negli Usa sono calate del 22% rispetto allo scorso anno e continua inesorabile il calo dei banner, la cui incidenza sul mercato complessivo dell'advertising on line è scesa dal 36% al 32%. Crescono invece in maniera significativa (dal 3% del totale del 2001 al 9% di quest'anno) i servizi pubblicitari offerti dai motori di ricerca, quali Overture e Google, che consistono nella vendita di spazi pubblicitari legati alle parole chiave ricercate dagli utenti.

Un'opportunità di business, questa, compresa da pochi in Italia: E3, nata nel 2000, è stata precursore: la società, che fornisce servizi di posizionamento sui motori e di marketing on line attraverso i motori di ricerca, nel 2001 è stato il primo investitore italiano di Google. "Oggi circa i tre quarti del traffico di un sito arriva dai motori di ricerca e dalle directory di siti come Yahoo! e Virgilio - dichiara Maurizio Mazzanti - Per questo il posizionamento è un fattore sempre più discriminante: noi creiamo mini siti ottimizzati secondo i criteri di indicizzazione dei motori di ricerca. Questo consente ai nostri clienti di essere sempre ai primi posti nei risultati. Inoltre E3 crea vere e proprie campagne pubblicitarie per la rete acquistando spazi pubblicitari dai motori e studiando i contenuti per rendere i testi più 'cliccabili'. Selezioniamo per esempio le parole più ricercate sui motori, stiliamo degli indici di efficacia, individuiamo e acquistiamo le keyword che garantiscono più visibilità al cliente".

Insomma, il futuro della comunicazione sulla rete è promettente, ma non bisogna aspettarsi, come è accaduto per il banner, soluzioni 'centralizzate' e univoche. Una comunicazione efficace sarà sempre più frutto dell'impiego dei diversi strumenti offerti dalla rete e di un'integrazione di questa con i mezzi tradizionali.


Maurizio Mazzanti

Sonia Sassella

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