Numero 217 del 14 novembre 2002 - Anno VI
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DTT: A CHE PUNTO E' LA NUOVA TV
A due anni dalla transizione gli operatori si preparano all'avvento del digitale terrestre avviando la sperimentazione e puntando su nuovi formati e contenuti.


L'Italia è il paese europeo che promette meglio per lo sviluppo del digitale terrestre. I dati parlano chiaro: nel Bel Paese si registra una netta prevalenza della piattaforma terrestre di tipo generalista, che raggiunge il 98% della popolazione, contro il 73% del Regno Unito e il ben più modesto 15% della Germania. L'implementazione del digitale terrestre è stata anche fortemente sostenuta da un incisivo intervento legislativo, che ha fissato il passaggio al sistema digitale entro il 2006. Tempi strettissimi, dunque, soprattutto se comparati a quelli fissati da Germania e Francia, che hanno fissato lo switch off rispettivamente entro il 2010 e il 2012. Insomma, non potrebbero esserci condizioni migliori per l'avvento del sistema DTT che, a detta l'Autorità garante per le comunicazioni, "costituisce la più importante innovazione tecnologica nella storia della televisione: ancor più del colore, della diffusione via satellite o del telecomando, la tecnologia digitale appare in grado di modificare i modi di consumo, i modelli economici e quindi, in definitiva, l'assetto sistematico della televisione. Con la sua scelta, che insieme accelera i tempi e generalizza i soggetti coinvolti, il legislatore italiano mostra di voler riorganizzare l'intero sistema televisivo per superare i blocchi che con il tempo si sono formati al suo interno."

La legge 66/01 che regola il passaggio dal sistema analogico a quello digitale stabilisce che il rilascio delle abilitazioni e per la possibilità di trading di frequenze fra concessionari analogici per permettere di liberare risorse utili all'avvio del digitale debbano concludersi entro il 30 marzo 2004. A partire da tale data si effettuerà la conversione delle abilitazioni in licenze. Le domande di conversione delle concessioni analogiche in licenze dovranno essere presentate entro marzo 2005. La legge 66/01 stabiliva inoltre l'avvio immediato della sperimentazione. Nella fase di sperimentazione, ciascun vecchio editore, titolare di più di una concessione, dovrà riservare una buona fetta di spazio ai nuovi soggetti: almeno il 40% della capacità trasmissiva di programmi e servizi, in un regime di pari opportunità.

L'ammiraglia Rai ha iniziato la trasmissione sperimentale di televisione digitale terrestre nel 1999, dalla stazione di Roma M.Mario. Secondo il disegno di legge presentato a settembre dal Ministro Gasparri la Rai dovrà creare due nuovi canali, entro il primo luglio 2003, per la trasmissione in digitale. Questi canali, solo sperimentali, dovranno raggiungere almeno il 50% della popolazione.

In casa Mediaset la sperimentazione partirà invece a metà 2003, tra la zona di Milano e di Varese: chi acquisterà un decoder (set top box) potrà vedere Canale 5 e Italia Uno con il nuovo sistema, che oltre a garantire una migliore definizione dell'immagine, consente di trasmettere fino a 4 canali sulla stessa frequenza e introduce l'interattività. Per sfruttare le maggiori potenzialità del digitale Mediaset ha previsto contenuti ad hoc, come il "Milionario Interattivo", già in auge in Inghilterra. Oltre a partecipare a giochi, scommesse e voting la nuova tv permetterà, utilizzando il telecomando, di acquistare prodotti o di interagire con la pubblicità, scegliendo per esempio il finale dello spot.

Mediaset scommetterà sul digitale, ma "con investimenti modulari, - ha dichiarato Franco Ricci, direttore generale operazioni di Mediaset - con un approccio da ricerca e sviluppo per controllare e guidare la transizione minimizzando i costi e i rischi, perché non sappiamo ancora rispondere alla domanda se la tv digitale terrestre sarà solo un'evoluzione tecnologica o anche un'opportunità di business".


Fonte: Osservatorio ANFov sul digitale terrestre

Sonia Sassella

LA RETE LIBERA I LIBRI
Far circolare i libri liberamente, condividendo la passione per la lettura: è questa la filosofia di Bookcrossing.com, sito americano con adepti in tutto il mondo, Italia compresa.

Chi ama i libri, come ogni innamorato, adora parlare del proprio oggetto d'amore, in questo caso condividere con altre persone il piacere della lettura. A questo proposito internet offre al popolo dei lettori grandi opportunità con forum, newsletter, gruppi di discussione. Bookcrossing.com è tutto questo, ma anche qualcosa di più: i suoi sessantamila utenti in tutto il mondo (di cui 3730 in Italia) non si limitano a parlare di libri, ma attraverso il sito stampano delle etichette che inseriscono nei volumi per poi abbandonarli nei posti più strani, sui treni, alla fermata dell'autobus, nelle università, nei bar, persino nei vasi e nelle aiuole. Poi debitamente compilano sul sito una scheda per informare gli altri Bookcrosser i quali, se interessati al libro, possono precipitarsi nel punto indicato. Altrimenti il libro finirà nelle mani di qualche passante, che magari deciderà di tenerlo tutto per sé interrompendo la catena oppure scoprirà il mondo di Bookcrossing e, dopo aver letto il libro, lo libererà di nuovo. Proprio come un'enorme biblioteca. La filosofia è semplice: far circolare liberamente i libri e allo stesso tempo far scoprire la lettura a chi non vi si è mai avvicinato.

Ron Hornbaker
L'ideatore di Bookcrossing.com è Ron Hornbaker, americano, che ha avuto l'idea nel marzo 2001 e ha studiato il programma per il sito insieme ai suoi soci della software house Humankind Systems. In un anno e mezzo, complice il passaparola, la comunità è cresciuta e sono stati messi in circolazione ben 157.611 libri. Una curiosità: il libro che ha fatto più passaggi è italiano. Si tratta di "A ogni pié so-spinto. Diario intimo di un vero briccone" di Michele Pernozzoli, che è stato nelle mani di ben sedici bookcrosser nella zona di Roma. "The red tent" di Anita Diamant è invece il libro del quale sono state liberate nel mondo più copie: ben 117.

I Bookcrosser non rimangono sempre virtuali. In tutto il mondo è tradizione che il secondo martedì di ogni mese chi libera libri nella giungla urbana getti la maschera e si incontri in bar e locali per un "meet up". In Italia gli incontri si tengono regolarmente a Milano e Roma. La comunità comincia a prendere piede anche nel nostro paese con forum, chat e siti in italiano. Prossimamente anche il sito ufficiale di Bookcrossing potrebbe avere le traduzioni in altre lingue, italiano compreso.

L'idea dei libri che viaggiano da una persona all'altra è piaciuta anche a "Fahrenheit", trasmissione in onda su Radio Tre, che ha recentemente lanciato "PassaLibro", iniziativa liberamente ispirata a Bookcrossing. "PassaLibro" ha preso il via da Mantova il 6 settembre scorso, in occasione del Festivaletteratura. I primi cinque ascoltatori che si sono presentati presso la postazione di Radio3 a Mantova hanno ricevuto altrettante copie di "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury da lasciare nei luoghi da loro scelti. Anche sul sito della trasmissione radiofonica è possibile scaricare un'etichetta da incollare sul libro da "liberare". I libri in viaggio sono seguiti anche dalla radio: gli ascoltatori che trovano o lasciano un volume chiamano e aggiornano la redazione.

La Bookcrossing mania sta cominciando a contagiare tutto il mondo. Si hanno notizie di libri liberati nel Belize, in diverse isole caraibiche, ma anche sulle montagne del Nepal, negli Emirati Arabi Uniti, in Uzbekistan, in Cambogia, in Gambia, in Cina e nello Sri Lanka. La globalizzazione avanza, ma in questo caso, come avvertono i creatori del sito, si ottiene un "karma positivo senza prezzo". Anche noi siamo state colpite dal "morbo" e abbiamo liberato nei giorni scorsi due libri che risultano essere ancora in circolazione.

Laura Buraschi

Simona Montella

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