Numero 215 del 31 ottobre 2002 - Anno VI
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CON LE SCOMMESSE ON LINE IL SITO E' UN AZZARDO
Numerosi i siti internet che offrono giochi con soldi e servizi di scommesse online
Secondo la legge italiana stanno tutti compiendo un reato, ma riescono a cavarsela lo stesso

La febbre da gioco si sta diffondendo dovunque e anche su questo tema internet sta diventando un media importante. Sono sempre di più i siti che offrono giochi d'azzardo oppure accettano scommesse online. Alcuni sembrano dei veri e propri casinò, con tanto di tavolo da gioco e croupier virtuale. L'offerta dei giochi è vasta, dalla roulette al black jack, il poker, le slot machine, il keno e il baccara. Ce n'è davvero per tutti i gusti. La posta in gioco è alta, o almeno può diventarlo, visto che non si tratta di soldi virtuali, ma di veri e reali quattrini. Si paga con carta di credito, e le vincite vengono accreditate sempre sulla carta di credito o trasferite direttamente sul conto corrente. Il tutto é assolutamente sicuro, o almeno così garantiscono gli ideatori di diversi siti. Nessun rischio, a parte quello di perdere. Come funziona? Basta collegarsi a uno dei siti, scaricare un software e iniziare a giocare. Al momento non abbiamo trovato software per gli utenti Macintosh che dovranno aspettare ancora un pò a farsi spennare. Come si legge sul sito 'www.grandhotelcasino.com', "presto il software sarà disponibile anche per il Mac". Questo sito è interessante perche dà la possibilità di giocare solo per divertimento. Basta aprire un "Guest account" e iniziare a puntare. Naturalmente bisogna rinunciare a eventuali vincite, perché in questo caso si gioca con soldi completamente virtuali.


La homepage del website
www.grandhotelcasino.com

Ma la legge cosa dice? " Nell' articolo 718, Capo II, sezione I si legge: " Esercizio di giuochi di azzardo - Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d'azzardo o lo agevola è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a lire quattrocentomila." Per "giuochi di azzardo" si intendono "quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria; sono "case da giuoco" i luoghi di convegno destinati al giuoco d'azzardo, anche se privati, e anche se lo scopo del giuoco è sotto qualsiasi forma dissimulato." (art. 721). Spiega il Magistrato Giuseppe Corasaniti: "Questo è ciò che dice la legge sul gioco d'azzardo. In materia di web è sempre problematico riuscire ad applicare la legislazione. La maggior parte dei siti che offrono questo tipo di servizio - sottolinea Corasaniti - ha sede all'estero e si trova quindi al di fuori dalla giurisdizione italiana. Finché i soldi in gioco non sono spartiti e gestiti in o dall'Italia, purtroppo si può fare ben poco." E i siti si attaccano proprio a questo cavillo, sbandierando sedi nei Paesi più fantasiosi del mondo. Tra i website più visitati dagli italiani spiccano: www.worldwinner.com, www.grandhotelcasino.com, www.netflip.com, www.virtualvegas.com, ma anche quello www.sisal.it,(dati Nielsen/NetRatings relativi al trimestre giugno/luglio/agosto 2002).

Chi sta cercando invece il brivido delle scommesse online, può visitare il sito www.betzone.com. Sul website, che si definisce "allibratore sportivo che opera legalmente oltreoceano" si possono effettuare scomesse sportive di tutti i tipi: golf, tennis, football americano, basket, baseball, hockey, ippica ecc.. La cifra minima per una scommessa via internet é di 6 dollari, via telefono di 50 dollari. L'iscrizione é gratuita e si possono inoltre ricevere via e-mail o fax. il dépliant e le informazioni per giocare.


Giuseppe Corasaniti

Katharina v. Bruchhausen

IN ITALIA GLI INVESTIMENTI NELL'ICT SONO A RISCHIO
Gli investimenti in tecnologie aiutano le imprese a crescere, ma negli ultimi tempi si sono contratti e le linee della nuova legge finanziaria non sembrano essere di nessun aiuto

Sono Tecnologia, banda larga, computer, internet. Sono termini che ormai interessano tutti: dalla grande azienda alla piccola impresa fino al piccolo artigiano che potrebbe utilizzare il web per aggiornarsi o ordinare materiali particolari: nessuno può fare a meno di strumenti tecnologici. Anche in Italia, però, il settore ha subito una contrazione. Il dato è evidente e in linea con la generale crisi dell'economia mondiale e i budget sempre più risicati delle imprese. Secondo Assinform, Associazione nazionale produttori tecnologie e servizi per l'informazione e la comunicazione, nel primo semestre 2002 la domanda ICT nel nostro paese è risultata pari a 30.063 milioni di Euro, contro i 30.416 del primo semestre dello scorso anno, con un calo dell'1,2%. Gli investimenti languono e l'Italia rischia di rimanere indietro rispetto al resto dell'Europa e di non raggiungere gli obiettivi del piano e-Europe per il 2005. Il governo potrebbe fare la sua parte per stimolare la spesa nella Pubblica Amministrazione, ma per il prossimo anno tutto potrebbe rimanere al palo. La Finanziaria infatti ha limitato i fondi previsti. Lo stesso Ministro dell'innovazione Lucio Stanca aveva sottolineato il fatto che per il Fondo per l'innovazione fosse previsto uno stanziamento di solo 100 milioni di euro contro i 450 da lui precedentemente richiesti.

Assinform si è recentemente pronunciata proprio sulla Finanziaria che avrebbe disatteso gli impegni assunti con il DPEF del luglio scorso. L'associazione ha chiesto di reintrodurre nella legge gli impegni assunti e di lanciare un piano legislativo che sia coerente con le prospettive tracciate dalla Comunità Europea, per la diffusione delle tecnologie ICT (piano eEurope 2005). In particolare, nella finanziaria mancano riferimenti agli investimenti previsti per i progetti finalizzati all'eGovernment nella PA Centrale e Locale (500 + 500 milioni di Euro), e non vi è alcun accenno agli investimenti previsti per favorire l'accesso ai collegamenti a banda larga della PA, che il DPEF quantificava in 1,2 miliardi di euro, mentre l'articolo 43 comma 1 fa riferimento al "Contributo per l'acquisto o il noleggio di ricevitori-dedodificatori per i segnali radiotelevisivi, per la televisione digitale terrestre e per l'accesso a larga banda a internet", ma solo per utenti privati. Insomma: la Finanziaria in un certo senso afferma l'importanza della banda larga, ma non la ritiene sufficientemente rilevante per la Pubblica Amministrazione. Una soluzione penalizzante: secondo la rilevazione nazionale sulle dotazioni e strategie dell'ICT nelle aziende di servizi pubblici locali condotta da Confservizi a settembre 2002, oggi già il 60,5% di questa categoria di imprese ha accesso a internet a larga banda e il 49,5% di quelle che ancora non l'hanno sono intenzionate a attivare l'accesso nei prossimi 12 mesi.


Giulio Koch

Le critiche di Assinform alla Finanziaria non sono tanto sul suo impianto, ma "piuttosto sull'opportunità di applicare una logica meramente contabile anche agli investimenti in ICT - spiega Giulio Koch, presidente di Assinform - investimenti che sono proprio quelli utili a liberare risorse e a contenere la spesa. E quindi a far crescere il sistema, perché l'investimento ICT è essenziale per la performance del nostro Paese, e quindi anche per un incremento virtuoso delle entrate fiscali".

Gli investimenti ICT possono contribuire alla crescita del Pil. E' stato dimostrato negli Stati Uniti, dove la crescita è stata di un punto percentuale, e in Europa dove il contributo è stato superiore allo 0,5 per cento. "Si tratta di investimenti che rendono di più in termini di crescita e sviluppo - commenta Koch - e proprio per questo è assolutamente necessario ricuperare la logica già tracciata nel piano del Ministero per l'Innovazione e nel DPEF, mantenendo gli impegni di investimento allora assunti".

• Simona Montella

• Laura Buraschi

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