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Centinaia di persone lavorano nelle redazioni dei telegiornali, ma non sempre bastano per soddisfare il pubblico. Vi riveliamo quanto sono grandi le redazioni, chi vince negli ascolti e le novità del Tg2 La gara dell'Auditel, anche per i tg, è sempre aperta, e spesso raggiunge toni forti, anche polemici, soprattutto quando riguarda le due ammiraglie Rai e Mediaset: Tg1 contro Tg5. La scorsa settimana è sceso in campo persino il Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, a commentare i dati Auditel relativi al periodo tra maggio e settembre 2002, che evidenziano la vittoria del Tg1 114 volte contro 49 del Tg5. Pronta la risposta del direttore del Tg5, Enrico Mentana, che ha replicato: "Dall'inizio dell'anno il Tg5 ha battuto il Tg1 120 volte. Questo non era mai successo nella storia della televisione italiana, come tutti gli addetti ai lavori sanno". Al di là del numero di vittorie effettivamente registrate dall'uno o dall'altro Tg, il dato importante da sottolineare è che si tratta sempre di vittorie sul fil di lana. Abbiamo chiesto a Carat Expert, società del Gruppo Carat, di elaborare per noi i dati Auditel dei TG relativi alla settimana da domenica 6 a sabato 12 ottobre. Per quanto riguarda le edizioni serali, in media il Tg1 ha avuto 7.579.000 spettattori (share media 30,7%), contro i 7.308.000 (share 29,2%) del Tg5. Ad avvantaggiare il Tg1 c'è anche la programmazione della fascia preserale, il cosiddetto "traino": RaiUno schiera il nuovo format l'Eredità, condotto da Amadeus, che raccoglie circa 4,8 milioni di telespettatori battendo il sempreverde Passaparola di Gerry Scotti a quota 4,3, che invece aveva vita più semplice la scorsa primavera contro "La vita in diretta" di Michele Cucuzza. Ma l'efficacia del traino è ancora tutta da dimostrare e non sono mancati in passato dati contrastanti in proposito. Durante il giorno la situazione è diversa, anche perché cambiano gli scontri diretti tra i programmi delle sei emittenti considerate. Alle 13.30 il Tg1 deve vedersela con il Tg4, "rivale" più debole rispetto al tg di Mentana: la Rai infatti vince ampiamente la sfida con 5.660.000 telespettatori contro 1.639.000. Una vittoria netta anche se confrontata con il Tg5 delle 13.00, con "soli" 4.531.000 telespettatori, ma la redazione di Mentana si deve scontrare con il Tg2, un avversario di tutto rispetto che registra il boom di ascolti proprio in questa edizione, con una media di 3.731.000 telespettatori, oltre mezzo milione in più rispetto alle 20.30. ![]()
Proprio il Tg2 è protagonista in questi giorni di un importante rinnovamento. Dal 21 ottobre, la redazione ha un nuovo studio di 200 metri quadrati tutto bianco e grigio, con un grande mappamondo sul pavimento. Nell' edizione delle 13.00 i conduttori sono due, un uomo e una donna, mentre alla sera torna ad essere uno solo, che rimane in piedi. Inoltre, la fascia inferiore del video ospita un "rullo", dove passano le notizie più importanti o quelle che non hanno trovato spazio nei tempi del tg. Nuova anche la sigla, con il grande mappamondo reticolato e uno schermo con le immagini che accompagnano i titoli d'apertura. Nuovo anche il logo: un dado rosso con la scritta Tg2. "Qualcuno dice che abbiamo copiato-ci dice Mauro Mazza, direttore del Tg2-e non è del tutto falso: abbiamo fatto un'operazione di assemblaggio cercando di riprodurre gli aspetti migliori. Secondo noi l'importante è fare un prodotto di qualità e diverso dagli altri". Tornando alla questione degli ascolti a proposito delle edizioni serali, nella settimana dal 6 al 12 ottobre, per due volte, martedì e giovedì, il telegiornale di Mentana ha avuto la meglio, mentre il tg di Clemente Mimun ha vinto nei restanti giorni, ma raramente i dati di ascolti e le share dei due tg sono molto dissimili. Quello che è dissimile, invece, è il numero dei giornalisti che compongono le due redazioni: 133 al Tg1 contro gli 83 del Tg5. In media, ogni giornalista del tg1 "produce" circa 57.000 spettatori, contro gli 88.000 dei giornalisti del Tg5. Ma il Tg1 è in buona compagnia: anche gli altri telegiornali della Rai hanno redazioni imponenti: 125 sono i giornalisti in forza al Tg2 di Mauro Mazza, 105 quelli del Tg3 di Antonio Di Bella. Tuttavia i loro ascolti non raggiungono nemmeno la metà di quelli delle due ammiraglie: il Tg2 si assesta su una media di 3.180.000 telespettatori, il Tg3 è a quota 2.919.000. Ascolti ancora più modesti per il Tg4 di Emilio Fede (1.508.000) e per Studio Aperto di Mario Giordano (1.578.000) ma in entrambi i casi sono più modeste anche le redazioni. I giornalisti che compongono la squadra del Tg4 sono circa 50, mentre il tg di Italia 1 ne ha dieci di meno, cioé 40. ![]() A conti fatti, la redazione più produttiva è proprio quella di Enrico Mentana, seguita a lunga distanza, da quella del Tg1. Ma questo calcolo si basa esclusivamente sui dati di ascolto e prescinde totalmente da qualsiasi considerazione di carattere qualitativo. Al primo impatto colpisce che le redazioni di Mediaset siano mediamente più produttive di ascolti rispetto a quelle Rai. Ma gli aspetti da considerare sono diversi, soprattutto quando in ballo ci sono programmi di informazione e non di intrattenimento: "E' vero, siamo in tanti-spiega Mauro Mazza-ma ci sono molte cose da fare. Il Tg2 poi fa tantissime rubriche, a partire da Tg2 Dossier, i servizi per i sordomuti, il tg della notte che si sta arricchendo Quotidianamente produciamo tanti servizi e per fare bene tutte queste cose servono dei veri professionisti, e noi li abbiamo". La quantità delle rubriche e dei servizi sono dunque uno dei punti forti delle redazioni dei tg Rai, ma non solo: "La Rai ha una forte presenza in tutto il mondo che altri non hanno-prosegue Mazza-e che ci consente di fornire un autentico servizio al nostro pubblico". Un esempio di questi giorni: mercoledì sera all'inizio dell'edizione delle 20.30 il Tg2 ha aperto con un inviato al telefono da Mosca che raccontava il sequestro di 700 russi da parte di un gruppo di terroristi ceceni, avvenuto meno di mezz'ora prima. "E' in casi come questo che la Rai dimostra di essere un servizio pubblico migliore, un autentico patrimonio per il paese".
In quest'ottica, il restyiling del Tg2 non ha come primario obiettivo l'incremento dell'audience: "La nostra intenzione è quella di fare un telegiornale di qualità, che ci dia soddisfazione professionale e che sia riconosciuto dal pubblico per il suo valore. Se poi alla qualità farà seguito un aumento degli ascolti ne saremo ovviamente felici, ma è solo un aspetto secondario". Laura Buraschi |
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