Numero 212 del 10 ottobre 2002 - Anno VI
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IN TV VINCE LO SPETTACOLO DELLA NATURA

I programmi scientifici guadagnano la prima serata. Una risposta a una nuova domanda del pubblico o un ritorno alla tv pedagogica? Ne abbiamo parlato con Gregorio Paolini e Licia Colò

Ulisse, Gaia - Il pianeta che vive, Il Meraviglioso mondo delle meraviglie, la macchina del tempo: continuano a crescere i programmi divulgativi dedicati alla natura e alla scienza ma soprattutto si guadagnano sempre più spesso un dignitoso spazio in palinsesto: la prima serata. Certo, non raggiungono ancora gli ascolti di Maria De Filippi, ma nella gara con i colossi dell'audience non se la cavano per nulla male: nell'ultima edizione, Gaia e Ulisse nella prima serata del sabato sono riusciti a guadagnare circa il 10% di share.

Sulle reti Rai, in particolare sul terzo canale, per gli appassionati della natura c'è solo l'imbarazzo della scelta: va in letargo Il pianeta delle meraviglie, ma torna il 20 ottobre, con trenta dirette televisive, 'Alle falde del Kilimangiaro', il programma di Licia Colò che mescola natura e viaggi. Continuano anche Piero Angela con il suo Superquark, lo storico Geo & Geo e Ulisse, condotto dal figlio d'arte Alberto Angela. Un impegno nel campo della divulgazione che è valso a mamma Rai un riconoscimento internazionale: il premio Jules Verne. L'Italia sarebbe uno dei pochi paesi dove la scienza va in onda nelle ore di massimo ascolto. Torna anche 'Gaia - il pianeta che vive", programma che oltre a svelarci i segreti della natura ci svela i pericoli. "Ci occuperemo dei temi che in questo periodo suscitano più domande nei telespettatori come il clima o i terremoti: ricostruiremo il terremoto di Messina con gli effetti speciali andremo in America a sondare le nuove tecniche che consentono di prevede i terremoti."

Se la Rai fa strada, Mediaset cerca di tenere il passo riproponendo in prima serata, a partire da giovedì 31 ottobre, 'La macchina del tempo', il cui consolidato successo ha fatto sì che alla trasmissione televisiva condotta da Alessandro Cecchi Paone si affiancassero un omonimo mensile, il canale satellitare tematico MtChannel e una collana di Dvd.

Anche La7 non si tira indietro e ripropone 'Sfera', il venerdì in prima serata. In sintonia con la sua impronta più informativa il terzo polo offre ai telespettatori anche pillole quotidiane di scienza e natura con 'Sfera news', in onda tutti i giorni alle h.19.20, e con National Geographic Adventure Zone', che va in onda anch'esso quotidianamente alle 18.25.

Insomma, c'è sempre più natura in tv. Un'ampia offerta che risponde a un'evoluzione del gusto dei telespettatori italiani? Una maggior sensibilizzazione ai temi della natura? O, più nobilmente, una mission pedagogica delle emittenti televisive?


Licia Colò

 

Le Audience dei programmi naturalistici di RaiTre

Alle falde del Kilimangiaro: nel periodo dall'1 al 31 maggio 2002, in onda la domenica alle 14.30, ha totalizzato una media di 2.254 milioni di telespettattori (1;230.000 donne contro 898.000 uomini). Share del 9,7%.

Gaia - Il pianeta che vive: tra l'1 e il 31 marzo 2002, il sabato alle 20.50, l'ascolto medio é stato di 2.447.000 telespettatori (1.108.000 uomini contro 996.000 donne). Share del 10,1%.

Geo & Geo: dall'1 al 31 maggio 2002, dal lunedì al venerdì alle 17.00, la audience media é stata di 1.248.000 telespettatori (616.000 donne contro 568.000 uomini). Share 1 del 3,4%.

Ulisse: dall'1 al 31 maggio, il sabato alle 20.50, si registra un dato di ascolto medio pari a 2.658.000 telespettatori (1.204.000 uomini contro 1.167.000 donne). Share dell'11,5%

fonte AGB

Secondo Gregorio Paolini, produttore di numerosi programmi televisivi tra cui Gaia, "la moltiplicazione di queste trasmissioni, soprattutto nei palinsesti Rai, più che da una missione è dettata dal buon senso, dalla volontà di assecondare una tendenza rintracciabile in tutti i paesi sviluppati: quella di una rinnovata attenzione ai temi dell'ambiente. Negli altri paesi questo genere televisivo è molto più presente. Credo che in Italia queste trasmissioni non trovino ancora sufficientemente spazio. Noi, per esempio, acquistiamo molti documentari all'esteo e ne produciamo ancora troppo pochi: potremmo concentrarci maggiormente sul nostro Paese cercando di raccontarlo di più dal punto di vista scientifico o naturalistico".


Gregorio Paolini

"In Italia - continua Paolini - i programmi sulla natura sono nati come un tipo di divulgazione un po' punitiva che caratterizzava il documentario all'italiana, il cui principale target era rappresentato dagli anziani. Da molti anni oramai Piero Angela ha rotto questo schema. Oggi questi programmi parlano sicuramente un linguaggio più moderno che consente di raggiungere un pubblico più giovane. La crescita di questo genere è infatti trainata soprattutto alle generazioni più giovani, non tanto dei ventenni quanto dai 30/40enni, dalle famiglie giovani e da una maggiore sensibilità ai temi dell'ambiente".

Non è altrettanto ottimista Licia Colò, che da anni, instancabile, dal piccolo schermo parla al grande pubblico di problemi ambientali, animali in via di estinzione, di rispetto per la natura: "Portare sullo schermo temi impegnativi come quello della natura il sabato sera in prima serata mi ha dato una grande soddisfazione. - ha dichiarato la Colò - Il pianeta delle meraviglie, che è andato in onda dalla fine di giugno fino a sabato scorso, ha avuto dei buoni ascolti, soprattutto nel periodo estivo. Abbiamo perso un po' nelle ultime puntate quando abbiamo dovuto fronteggiare i colossi dell'audience. E' un programma che negli anni è cresciuto gradualmente, rosicchiando sempre un po' più pubblico, ma sono realista: siamo molto lontani dall'avere un interesse globale per la natura. I programmi che trattano queste tematiche non si possono certo definire di successo. Il grande pubblico continua a preferire altri generi, come il varietà. In questa edizione de Il pianeta delle meraviglie abbiamo trattato tematiche estremamente interessanti, invitando in studio molti scienziati, come la più accreditata esperta nella comunicazione con gli animali. Abbiamo avuto un discreto seguito in termini di pubblico ma non appena è partito Gianni Morandi con lustrini e paillettes gli ascolti sono scesi".

Ma il fatto che l'impietoso Auditel dimostri che gli italiani continuano a prediligere trasmissioni più 'popolari' secondo la Colò non giustificherebbe una latitanza di temi più impegnati.

"Bisogna insistere a fare questi programmi perché è giusto farli - chiosa Licia - anche se continuano a non esserci i numeri. La televisione pubblica deve rappresentare un'alternativa per evitare un'omologazione dei palinsesti di tutte le reti dettata dall'imperativo degli ascolti".

Concorde sull''importanza di offrire un'alternativa al pubblico è Paolini : "Anche se il sabato sera ci dobbiamo scontrare con i giganti dell'audience dobbiamo continuare a offrire programmi che, oltre che essere interessanti, siano divertenti e appassionanti. E' quello che vuole e ci chiede una fetta di pubblico, alla ricerca di programmi che non siano vuoto pneumatico."

Per Licia Colò più che le trasmissioni che parlano di natura premierebbero quelle dedicate ai viaggi, poichè un incremento del business e dei viaggiatori ha fatto sì che i telespettatori sviluppassero maggior interesse per questa tematica.

Questo spiegherebbe il successo di una trasmissione come "Alle falde del Kilimangiaro", giunta alla quinta edizione, dove la natura fa solo da cornice ai reportage di viaggi presentati. " Credo che uno dei segreti del successo della trasmissione - ci spiega Licia Colò - sia la varietà dei viaggi che presentiamo: in tre ore e mezza cerchiamo di presentare sei o sette reportage molto diversi tra loro, dal viaggio culturale a quello naturalistico a quello on the road. In questo modo incontriamo il gusto di tutti e catturiamo un pubblico più vasto."

Turismo e natura restano, secondo la Colò, due temi strettamente connessi. Il rispetto e la salvaguardia dell'ambiente non possono infatti prescindere da un turismo responsabile. 'E' tutto strettamente collegato - conclude la Colò - E' importante lanciare il messaggio: quello del rispetto dell'altro, del diverso, sia esso un popolo, un animale, un luogo o una cultura".

•Sonia Sassella

 

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