Numero 211 del 3 ottobre 2002 - Anno VI
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SORRIDE SOLO LA PAY TV

La Finanziaria 2003 non convince il settore dell' ICT: scarsa attenzione alle imprese.

Poche soddisfazioni per il settore Information e Communication Technology dalla legge finanziaria 2003 appena presentata. Anzi, la soddisfazione è una sola ed è nell'articolo 43 comma 1, che si riferisce al "Contributo per l'acquisto o il noleggio di ricevitori-dedodificatori per i degnali radiotelevisivi, per la televisione digitale terrestre e per l'accesso a larga banda a internet". In sostanza, è previsto un contributo di 75 euro per i decoder e di 150 euro per gli apparati che consentono la ricezione dei segnali televisivi in tecnica digitale terrestre. Ne abbiamo parlato con Federico Barilli, direttore di Assinform, Associazione nazionale produttori di tecnologie e servizi per l'informazione e per la comunicazione, che spiega: "Gli operatori coinvolti sono soddisfatti e lo siamo anche noi, perché è quello che avevamo chiesto. Ma, da quanto abbiamo potuto monitorare per ora, è l'intervento più significativo che la finanziaria ha riservato a questo settore. Per il resto, ci sono molti punti sui quali ci saremmo aspettati di più in base a quanto discusso nei mesi precedenti". Oltre ai contributi per i decoder e la banda larga, tra i principali provvedimenti della finanziaria 2003 relativi al settore Ict c'é il fondo per i finanziamenti di progetti di innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni, per il quale sono stati stanziati 100 milioni di euro (art 14 comma 1).

Sempre l'art 14, al comma 3, affronta il problema della diffusione della Carta di identità elettronica e della Carta Nazionale dei Servizi: le amministrazioni interessate potranno procurarsi i finanziamenti attraverso convenzioni con istituti di credito o sponsorizzazioni. La finanziaria 2003 ha poi richiesto alla Pubblica Amministrazione tagli delle spese pari al 10%: a pagarne le conseguenze potrebbero essere anche i sistemi informativi e i programmi di sviluppo di nuovi progetti. "Il quadro non è ancora ben delineato &endash; prosegue Barilli &endash; ma complessivamente riscontriamo un ridimensionamento rispetto alle nostre aspettative. E' vero che questo si è verificato anche per altri comparti, ma ritentiamo che il settore ICT sia strategicamente importante, quindi valeva la pena di investire rivolgendo più attenzione alle imprese e in particolare alle PMI, che stanno evidenziando una forte contrazione degli investimenti in tecnologie. I contributi per pay tv e banda larga sono corretti - clonclude Barilli - ma questa Finanziaria ha trascurato alcuni aspetti più strategici, confermando la scarsa cultura delle tecnolgie del nostro paese".


Fedetico Barilli, direttore Assinform

LA RESA DEI CONTI

Si chiude il terzo trimestre ed emergono i debiti non rimborsati dalle società di tlc alle banche. Una situazione critica in uno scenario pieno di incompetenti.


Sono scesi in campo i governi per salvare le aziende statali di tlc sull'orlo della bancarotta. Francia e Germania hanno sfiorato la crisi diplomatica per poi accordarsi su una ciambella di salvataggio da dieci miliardi di euro da lanciare a France Telecom e MobilCom. La britannica Marconi ha ceduto le azioni ai creditori lasciando all'asciutto i vecchi azionisti che ora hanno meno dell'1% della nuova società. Negli Usa, Lucent Technologies ha perso il 99% del valore in borsa e rischia di essere cancellata dal Nasdaq. Secondo un'analisi della J.P. Morgan Chase i crediti commerciali delle compagnie di Tlc sono saliti a 1,4 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre.

Molti soldi sono stati prestati durante il boom della new economy e ora le banche hanno paura di non riaverli più indietro.

Fanno bene ad avere paura perché nel migliore dei casi hanno sbagliato i tempi, ma sarebbe opportuno che anche gli istituti di credito si assumessero le loro responsabilità. Sì perché, va detto, in gran parte dei casi i veri colpevoli dei danni provocati della new economy sono stati loro, le banche e gli istituti di credito che non hanno capito nulla di quello che stava accadendo e hanno gettato i soldi al vento. Sono stati finanziati progetti insignificanti e manager incompetenti, e anche le esposizioni verso le grandi compagnie sono state esagerate. Oggi si tirano le somme. Con i bilanci del terzo trimestre si aprirà una crisi in tutto il settore delle tecnologie per la comunicazione. O meglio, si vedrà una crisi che già da oltre un anno si fa finta di non vedere, se non per fatti macroscopici come quelli già citati o la bancarotta di WorldCom. Questa diffusa incompetenza ha anche fatto sì che le idee davvero innovative non siano state quasi mai finanziate da parte di chi doveva scegliere i progetti giusti. Durante il boom della new economy si è visto che gli operatori finanziari non capivano quasi nulla né di tecnologie né di comunicazione. Che ora vengano a piangere lacrime da coccodrillo sui loro errori non è commuovente. Adesso, statene certi, gli stessi incompetenti metteranno in crisi anche quelle compagnie che possono diventare più redditizie dei pozzi petroliferi.

L'innovazione tecnologica è una scelta strategica a breve termine in tutto il mondo, tranne che in Italia dove la nuova finanziaria prevede invece un taglio dei fondi. Per dirla con le parole del Ministro Stanca: "L'innovazione tecnologica non scatena le piazze e il governo dà la precedenza a questioni più calde". I temi da affrontare e finanziare sono due: le reti e i contenuti. Sull'utilizzo delle infrastrutture si rischia di sbagliare i tempi, di forzare la mano quando le tecnologie non sono ancora pronte. L'obiettivo di incanalare tutti i contenuti sulle reti IP non è così a portata di mano. Un punto fondamentale sarà la disponibilità di banda, la cui richiesta cresce esponenzialmente. In un futuro non lontano le guerre si faranno per la posatura dei cavi di connessione invece che per gli oleodotti. Sul fronte dei contenuti, i finanziamenti sono stati quasi nulli, il che ha dell'incredibile da un punto di vista speculativo. Un po' come se installassimo i trasmettitori di una rete televisiva senza preoccuparci di chi fa i programmi. Assurdo? Mica tanto, è quello che stanno facendo molti istituti di credito (sempre loro!) che si fanno affascinare dai mezzi e dopo, solo dopo, si chiedono come usarli. E in Italia è andata peggio perché il monopolio dei media ha provocato un danno anche in un settore libero e accessibile come quello di internet. Fatta eccezione per Mondadori, un caso a parte perché del monopolio fa parte, gli altri editori, come De Agostini, HDP, Hachette Rusconi, ecc. non hanno ancora capito che cosa farsene di internet. Hanno buttato tanti soldi affidando progetti e gestione di aree strategiche a persone che spesso non sapevano e non sanno nulla di quello che stanno facendo. Ci sono decine di piccole strutture in Italia con potenzialità enormi, progettualmente e strutturalmente all'avanguardia, che lavorano solo con l'estero o non lavorano per niente, talvolta sono già fallite. E questo perché nel mondo finanziario, e altrettanto spesso tra gli editori, le persone competenti sui temi delle comunicazioni e delle tecnologie sono rare come i panda. La crisi di fine anno del settore sarà una drammatica, gravissima e prevedibile dimostrazione di come l'evoluzione tecnologica corra più veloce di quella della specie, una crisi in cui i carnefici faranno le vittime.

• Giorgio Tedeschi

ALCUNI TITOLI DELLA SETTIMANA

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SPRINGER VA ALL'ASTA
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BUSINESS & MERCATI
TELECOMUNICAZIONI & MEDIA

-LA PIATTAFORMA UNICA SI CHIAMERA' SKY ITALIA
-SPRINGER VA ALL'ASTA
-TRENTA NOMINATION PER EUROPRIX 2002
-LICENZIAMENTI IN VISTA IN DEUTSCHE TELECOM
-CHIP IN CRESCITA AD AGOSTO
-CONTENT SI AGGIUDICA L'80% DI FREEDOMLAND
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-UTET HA UN NUOVO DIRETTORE
-EPLANET RIDUCE LE PERDITE
-FASTWEB CRESCE NEL PRIMO SEMESTRE 2002
-TAGLI IN VISTA PER CNBC EUROPE
-SOFTPEOPLE ACQUISISCE MP ESPERIA
-BT FA RISPARMIARE CON IL WEB
-SERVIZI PIU' FORTI IN SYMANTEC
-WE@SERVICE E DOUWANTIT.COM INSIEME PER L'E-COMMERCE--REPLY CRESCE NEL PRIMO SEMESTRE
-FILM ON DEMAND CON EUTELSAT

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-THIERRY BRETON NUOVO PRESIDENTE DI FRANCE TELECOM?
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-ARRIVA LA PRIMA RILEVAZIONE NAZIONALE SUI SERVIZI PUBBLICI
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-A HDP IL 10% DI POLIGRAFICI EDITORIALE
-IN SVEZIA NO AL RINVIO DELL'UMTS
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-TRENTA NOMINATION PER EUROPRIX 2002
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-MARTE DEBUTTA ONLINE
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-INTERNET CRESCE ANCORA
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-IL SITO DELLA SETTIMANA a cura di Katharina v. Bruchhausen
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