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L'interattività porta cambiamenti nei palinsesti e nei format delle tv generaliste. Si integrano mezzi e professionalità: il conduttore Carlo Pizzati diventa responsabile contenuti internet di Seat Pagine Gialle. La televisione cambia linguaggio e lo fa adeguandosi ai canoni di comunicazione imposti dalle nuove tecnologie. Pubblico più esigente, palinsesti che hanno esaurito le proprie risorse creative, scarsità di format originali: sono le concause che hanno costretto la vecchia televisione generalista a rinnovarsi. Tutti noi siamo testimoni di fronte ai numerosi tentativi da parte delle reti di offrire un tipo di intrattenimento in cui il pubblico sia sempre più coinvolto, e la formula sembra funzionare. Basti pensare al "Grande Fratello", un evento mediatico che ha certamente stravolto i normali canoni di utenza televisiva e a "Saranno Famosi", il cui claudicante esordio è caduto nell'oblio di fronte ai livelli di audience raggiunti quando il pubblico poteva votare per l'eliminazione dei partecipanti. Sulla stessa onda viaggia la discussa e discutibile "Operazione Trionfo", una sorta di unione tra "Grande Fratello" e "Saranno Famosi". In questo caso il sito internet della trasmissione è un chiaro esempio di come la rete contribuisca ad aumentare l'interesse da parte degli spettatori, i quali possono trovare curiosità inedite che il mezzo televisivo non può offrire. La parola d'ordine è coinvolgimento. Nessuno può esimersi, neanche il format televisivo per eccellenza: il quiz. Per provare l'emozione (fittizia ) di essere milionario basta visitare il sito www.milionario.tv, e acquistare un codice pin che permette di giocare al famoso gioco del piccolo schermo presentato da Gerry Scotti, "Chi vuol essere milionario". Un altro noto personaggio televisivo che ha intuito le potenzialità del web è Maurizio Costanzo. Il sito del Maurizio Costanzo Show offre spazi per esprimere commenti, richiedere informazioni, e scambiare opinioni all'interno del forum dedicato ai temi discussi durante le trasmissioni. Porta sempre la firma di Costanzo il sito www.ilmuro.it, sul quale vengono registrati gli interventi dei telespettatori poi riproposti durante "Buona Domenica" in diretta. Qualcuno si è spinto oltre. Ricordiamo infatti la curiosità che aveva suscitato Freedomland, più di due anni fa, con il progetto che dava la possibilità a chi non aveva un computer di utilizzare internet attraverso il televisore. Fu il primo esempio di multimedialità con grandi potenzialità non sviluppate in pieno a causa dei tempi prematuri. Anche il campo
dell'informazione e dell'approfondimento sta
scoprendo i vantaggi dell'interattività con
i nuovi media. Sulla scia della trasmissione di
Santoro 'Il raggio verde', durante la quale gli
interventi inviati via e-mail alla trasmissione
venivano letti in diretta, stanno nascendo altri
programmi che seguono la stessa filosofia. "Omnibus
è un contenitore di informazione in onda
tutti i giorni dalle 7,15 alle 9,35 su la7", spiega
Carlo Pizzati, conduttore e autore della
trasmissione. "Le rubriche all'interno di Omnibus
hanno un indirizzo e-mail a cui le persone possono
scrivere per esprimere le proprie opinioni o per
porre domande. Le risposte vengono fornite in tempo
reale". "Inoltre &endash; continua Pizzati, che da
pochissimo ricopre anche il ruolo di responsabile
dei contenuti internet di Seat Pagine Gialle -
"Omnibus interagisce con Virgilio, portale con il
quale stiamo elaborando numerosi progetti che
tendono proprio ad aumentare il grado di
interattività tra il pubblico e la
trasmissione. Per fare un esempio, verso le 19,00
Virgilio mette on line un sondaggio legato al tema
di approfondimento che verrà trattato nella
puntata di Omnibus del giorno dopo. In questo modo
gli spettatori possono inviare i propri contributi
attraverso la votazione sulla rete. I 24 mila voti
registrati questa settimana sono già una
valida testimonianza di come il fenomeno
dell'interattività tra televisione e
internet stia diventando sempre più
importante". In questo panorama multimediale anche
le emittenti più piccole si danno da fare,
tendenza che emerge soprattutto nei talk show
politici delle emittenti private: Telelombardia con
"Iceberg", Antenna 3 con "Silenzio Stampa", Odeon
con "Funari news". Interattività
a tutti i costi, verrebbe da pensare. Soprattutto
perché più il pubblico ha la
possibilità di interagire con la televisione
più l'audience aumenta. E' quanto pensa
Carlo Panzeri, responsabile area logistica di RTI,
che dice: "La nostra esperienza mostra che
l'integrazione di un programma con un sito da
risultati decisamente soddisfacenti. Il fatto di
avere una parte attiva all'interno di una
trasmissione rende il pubblico più attento.
Il segreto sta nel meccanismo di immedesimazione
che si innesca con il reality show." La televisione
tradizionale è quindi destinata a
soccombere? "Non parlerei in termini così
drastici. Di sicuro la tv generalista a cui siamo
abituati è giunta a un punto di saturazione,
tutti i programmi di varietà sono stati
sfruttati fino all'osso. Inoltre negli anni passati
il pubblico era meno esigente, si accontentava di
assistere ai programmi che gli venivano proposti
senza avvertire l'esigenza di intervenire. Oggi-
continua Panzeri- questo non può più
accadere.". Sembra che
interagire con i programmi televisivi abbia qualche
cosa di irrestistibile, come se ci fosse un
richiamo ai famosi "quindici minuti di
celebrità" di cui parlava Andy Warhol. Ed
é proprio questo sogno che le reti
televisive stanno rincorrendo, creando una
realtà parallela. Per quanto riguarda i
programmi d'informazione, telegiornali, talk-show o
simili, il passo verso la multimedialità
è stato decisivo e lo sarà sempre di
più. Essere aggiornati in qualsiasi momento,
ricevere notizie da tutte le parti del mondo senza
costi elevati, poter interagire in diretta con
giornalisti e inviati; tutto questo é una
grande conquista, e alla portata di
molti.
Katharina v. Bruchhausen Paola Trinchero |
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