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ASPIRANTI SCRITTORI, TUTTI IN RETE! |
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Cresce sempre di più il fenomeno dell'editoria on-line, ma gli editori tradizionali non si lasciano spaventare, anzi la considerano un'integrazione dei propri servizi. Pubblicare un libro, un racconto, una raccolta di poesie? Impresa certo non facile per gli aspiranti scrittori. Il primo ostacolo è destare interesse in un editore e il più delle volte gli scritti rimangono chiusi in un cassetto. Tuttavia una possibilità per dare visibilità alle proprie opere oggi c'è, grazie a internet. Recentemente sono nati diversi siti che danno la possibilità di pubblicare i propri lavori on-line. "La nostra finalità - spiega Marco Pezzotti, web Master di edizionicasamia.it - è consentire a giovani scrittori di farsi conoscere dal grande pubblico e di entrare nel mondo dell'editoria". Il sito ospita tutte le opere che vengono inviate alla redazione, filtrando eventuali lavori giudicati volgari od offensivi. In media le opere pubblicate ogni settimana sono cinque o sei, ripartite tra i vari generi. "Il nostro sito, che attualmente non prevede pubblicazioni cartacee - continua Pezzotti - si propone esclusivamente come vetrina. Non chiediamo contributi economici di alcun genere ai nostri utenti. Inoltre i lavori rimangono on-line per un periodo indefinito o fino al momento in cui gli autori stessi non chiedano di rimuoverli dal sito". Diversamente accade per www.dominaeditrice.it., sito attivo da circa otto mesi, dove l'autore è chiamato a concorrere alle spese di pubblicazione. Daniela Dallara, responsabile grafica di Domina Editrice, spiega che il loro obiettivo è cercare scrittori emergenti per la pubblicazione di libri di qualità: "E' richiesta una quota di iscrizione stabilita in base alla grafica e al formato dell'opera stampata, concordati con l'autore. Il denaro versato viene poi recuperato tramite le royalties sulle vendite del libro distribuito, come prima edizione, in 1.500 copie su tutto il territorio nazionale". "Per ora &endash; continua Dallara &endash; abbiamo pubblicato sei opere e siamo in trattativa con altri autori per oltre 200 lavori. Il nostro compito è anche quello di valutare se un'opera può avere un buon riscontro di mercato, ed è questo il motivo per cui puntiamo più sulla qualità che sui numeri". Cosa spinge un'aspirante scrittore a rivolgersi alla rete? "Quando ho deciso di pubblicare on-line alcuni dei miei lavori &endash; racconta Gian Piero Bersani, autore di racconti e poesie &endash; volevo capire se quello che scrivevo era interessante per qualcuno, non cercavo un ipotetico editore. Ritengo sia difficile che case editrici di una certa importanza utilizzino questi siti per scoprire nuovi talenti". Una conferma ci arriva dalla casa editrice Guanda. "L'opportunità offerta dall'editoria on-line - afferma Daniela De Rosa, editor di Guanda - è importante perché rappresenta un primo confronto tra gli scrittori e un eventuale pubblico, prima ancora che l'autore si sottoponga al giudizio di un editore. Non credo però che internet sia un valido mezzo per scovare nuovi talenti. ". Di diverso parere
Andrea Bajani, responsabile del sito internet di
Giulio Einaudi Editore: "L'editoria on-line,
soprattutto nella sua attività di scouting
è un fenomeno relativamente recente e in
qualche modo alternativo all'universo cartaceo.
Tuttavia non penso - continua Bajani - che il
rapporto tra old e new editoria si configuri come
conflittuale: internet viene a colmare un vuoto,
quello della quantità di testi pubblicabili,
non colmabile dall'editoria tradizionale. La Rete
ha dato spazio a voci altrimenti destinate
all'anonimato. L'editoria on line - spiega Bajani-
sta vivendo un momento di transito. Internet ha
comportato una diversa modalità di fruizione
dei testi, e un conseguente adattamento degli
scrittori al nuovo media. Non è raro che
autori, già ampiamente affermati, decidano
di cimentarsi anche sul web. Gli e-book, per
esempio, uniscono trasversalmente editoria cartacea
ed editoria on-line e sono una realtà
concreta. Si tratta di un'offerta che il pubblico
deve probabilmente ancora assimilare, ma che
certamente apre prospettive interessanti nel campo
editoriale". L'editoria
on-line, nonostante sia un fenomeno piuttosto
recente, sembra già destinata a integrarsi e
a interagire con l'editoria tradizionale, fornendo
maggiori opportunità agli scrittori
emergenti e più visibilità a quelli
già affermati. Paola Trinchero Roberta Bertazzi
L'estate 2002 ci
ha portato, almeno sugli schermi televisivi, il
tormentone degli MMS, i nuovi messaggini
multimediali che consentono agli utenti di inviare
e ricevere foto, immagini, video, audio e testo,
anche combinati fra loro, tramite telefono
cellulare. Le campagne pubblicitarie dei tre
principali operatori italiani, Tim, Vodafone
Omnitel e Wind, hanno puntato molto su questo
servizio che è rivolto in particolar modo a
un pubblico giovane. Che si trattasse dei ragazzi
di "Saranno Famosi" o della famiglia che festeggia
il Natale sulla spiaggia piuttosto che della
sempiterna Megan Gale, tutti erano pronti a
scattare foto e a inviarle dal cellulare ad amici e
parenti lontani. Insomma, quegli apparecchi
misteriosi a cui ci aveva abituati James Bond sono
ormai d'uso comune non solo in Italia, ma anche in
diversi paesi europei, nelle, Filippine e a
Singapore. Il mondo reale
però è ancora lontano dalla
fantascienza. Innanzitutto i terminali che
supportano questa tecnologia sono pochi (Nokia 7650
e Sony Ericsson T68i) e il costo è elevato,
siamo su una media di 600 euro ad apparecchio. In
Italia i servizi sono partiti effettivamente
all'inizio dell'estate 2002 ed è ancora
presto per tracciare un bilancio. Secondo Vodafone
Omnitel entro la fine dell'estate saranno stati
inviati oltre 500.000 MMS con la previsione di
raggiungere quota due milioni entro la fine
dell'anno, quando i clienti abilitati saranno circa
300.000. I terminali venduti al primo settembre
sono 20.000. Le cifre raddoppiano per Tim: un
milione di messaggi inviati a fine agosto, di cui
160mila spediti nelle prime due settime di
servizio. Il vero boom è atteso per il
prossimo Natale, quando anche altre aziende
inizieranno a mettere in commercio telefoni
abilitati e quando gli operatori torneranno a
bombardare i potenziali utenti con nuovi spot.
ERICSSON
T68i *Gli MMS (Multimedia Message Service) consentono di inviare ad un altro cellulare fotografie, immagini animate, suonerie e file audio. Lo standard supporta diversi formati multimediali comuni, come JPEG, GIF, testo, voce AMR e altri. *Il numero di foto e file audio che si possono mandare con un MMS dipende dalle capacità del modello di telefono. La compatibilità tra cellulari MMS di marche diverse è garantita fino ad un massimo di 30 kb. *Per inviare un MMS occorre avere un cellulare abilitato e configurato. *Per La ricezione non è necessario avere un cellulare predisposto: TIM e Vodafone Omnitel mettono a disposizione sui rispettivi siti un'apposita area dove è possibile visualizzare gli MMS, dopo aver ricevuto un SMS di notifica sul proprio telefono cellulare. Molto più
ghiotte le cifre annunciate da Ovum, società
di ricerca specializzata nel settore TLC. Entro il
2007 i ricavi annuali da MMS raggiungeranno i 70
miliardi di dollari, 31 dei quali derivanti dai
servizi person-to-person, cioè da un
terminale all'altro, e 39 da servizi
machine-to-person, da contenuti informativi o di
intrattenimento con supporto audio e video.
Il futuro degli
MMS, almeno in Italia, è legato anche al
problema della protezione della privacy e dei dati
personali (una foto è considerata dato
personale). I messaggi con immagini infatti possono
essere inviati a diverse persone, anche
all'insaputa dell'interessato, e questo violerebbe
la legge sul diritto d'autore del 1941 che
può essere applicata anche alle immagini sul
web, televisive e, di conseguenza agli MMS. Una
diffusione ampia, infatti, presuppone il consenso
degli interessati, a meno che la foto non ritragga
situazioni di interesse pubblico, non abbia scopi
scientifici o non ritragga scene pubbliche. Il
Garante per la protezione dei dati personali,
Stefano Rodotà, dovrebbe prendere in
considerazione la questione MMS alla fine
dell'estate, quando saranno disponili più
dati. Laura Buraschi |
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