Numero 209 del 19 settembre 2002 - Anno VI
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ASPIRANTI SCRITTORI, TUTTI IN RETE!

Cresce sempre di più il fenomeno dell'editoria on-line, ma gli editori tradizionali non si lasciano spaventare, anzi la considerano un'integrazione dei propri servizi.

Pubblicare un libro, un racconto, una raccolta di poesie? Impresa certo non facile per gli aspiranti scrittori. Il primo ostacolo è destare interesse in un editore e il più delle volte gli scritti rimangono chiusi in un cassetto. Tuttavia una possibilità per dare visibilità alle proprie opere oggi c'è, grazie a internet. Recentemente sono nati diversi siti che danno la possibilità di pubblicare i propri lavori on-line. "La nostra finalità - spiega Marco Pezzotti, web Master di edizionicasamia.it - è consentire a giovani scrittori di farsi conoscere dal grande pubblico e di entrare nel mondo dell'editoria". Il sito ospita tutte le opere che vengono inviate alla redazione, filtrando eventuali lavori giudicati volgari od offensivi. In media le opere pubblicate ogni settimana sono cinque o sei, ripartite tra i vari generi. "Il nostro sito, che attualmente non prevede pubblicazioni cartacee - continua Pezzotti - si propone esclusivamente come vetrina. Non chiediamo contributi economici di alcun genere ai nostri utenti. Inoltre i lavori rimangono on-line per un periodo indefinito o fino al momento in cui gli autori stessi non chiedano di rimuoverli dal sito".

Diversamente accade per www.dominaeditrice.it., sito attivo da circa otto mesi, dove l'autore è chiamato a concorrere alle spese di pubblicazione. Daniela Dallara, responsabile grafica di Domina Editrice, spiega che il loro obiettivo è cercare scrittori emergenti per la pubblicazione di libri di qualità: "E' richiesta una quota di iscrizione stabilita in base alla grafica e al formato dell'opera stampata, concordati con l'autore. Il denaro versato viene poi recuperato tramite le royalties sulle vendite del libro distribuito, come prima edizione, in 1.500 copie su tutto il territorio nazionale". "Per ora &endash; continua Dallara &endash; abbiamo pubblicato sei opere e siamo in trattativa con altri autori per oltre 200 lavori. Il nostro compito è anche quello di valutare se un'opera può avere un buon riscontro di mercato, ed è questo il motivo per cui puntiamo più sulla qualità che sui numeri". Cosa spinge un'aspirante scrittore a rivolgersi alla rete? "Quando ho deciso di pubblicare on-line alcuni dei miei lavori &endash; racconta Gian Piero Bersani, autore di racconti e poesie &endash; volevo capire se quello che scrivevo era interessante per qualcuno, non cercavo un ipotetico editore. Ritengo sia difficile che case editrici di una certa importanza utilizzino questi siti per scoprire nuovi talenti". Una conferma ci arriva dalla casa editrice Guanda. "L'opportunità offerta dall'editoria on-line - afferma Daniela De Rosa, editor di Guanda - è importante perché rappresenta un primo confronto tra gli scrittori e un eventuale pubblico, prima ancora che l'autore si sottoponga al giudizio di un editore. Non credo però che internet sia un valido mezzo per scovare nuovi talenti. ".

Di diverso parere Andrea Bajani, responsabile del sito internet di Giulio Einaudi Editore: "L'editoria on-line, soprattutto nella sua attività di scouting è un fenomeno relativamente recente e in qualche modo alternativo all'universo cartaceo. Tuttavia non penso - continua Bajani - che il rapporto tra old e new editoria si configuri come conflittuale: internet viene a colmare un vuoto, quello della quantità di testi pubblicabili, non colmabile dall'editoria tradizionale. La Rete ha dato spazio a voci altrimenti destinate all'anonimato. L'editoria on line - spiega Bajani- sta vivendo un momento di transito. Internet ha comportato una diversa modalità di fruizione dei testi, e un conseguente adattamento degli scrittori al nuovo media. Non è raro che autori, già ampiamente affermati, decidano di cimentarsi anche sul web. Gli e-book, per esempio, uniscono trasversalmente editoria cartacea ed editoria on-line e sono una realtà concreta. Si tratta di un'offerta che il pubblico deve probabilmente ancora assimilare, ma che certamente apre prospettive interessanti nel campo editoriale".

L'editoria on-line, nonostante sia un fenomeno piuttosto recente, sembra già destinata a integrarsi e a interagire con l'editoria tradizionale, fornendo maggiori opportunità agli scrittori emergenti e più visibilità a quelli già affermati.

• Paola Trinchero

• Roberta Bertazzi

 

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MMS ALLA CONQUISTA DEL MERCATO
Sono oltre un milione e mezzo i messaggi multimediali spediti quest'estate e il vero boom é atteso per Natale. Ma sorge qualche problema dal punto di vista della privacy.

L'estate 2002 ci ha portato, almeno sugli schermi televisivi, il tormentone degli MMS, i nuovi messaggini multimediali che consentono agli utenti di inviare e ricevere foto, immagini, video, audio e testo, anche combinati fra loro, tramite telefono cellulare. Le campagne pubblicitarie dei tre principali operatori italiani, Tim, Vodafone Omnitel e Wind, hanno puntato molto su questo servizio che è rivolto in particolar modo a un pubblico giovane. Che si trattasse dei ragazzi di "Saranno Famosi" o della famiglia che festeggia il Natale sulla spiaggia piuttosto che della sempiterna Megan Gale, tutti erano pronti a scattare foto e a inviarle dal cellulare ad amici e parenti lontani. Insomma, quegli apparecchi misteriosi a cui ci aveva abituati James Bond sono ormai d'uso comune non solo in Italia, ma anche in diversi paesi europei, nelle, Filippine e a Singapore.

Il mondo reale però è ancora lontano dalla fantascienza. Innanzitutto i terminali che supportano questa tecnologia sono pochi (Nokia 7650 e Sony Ericsson T68i) e il costo è elevato, siamo su una media di 600 euro ad apparecchio. In Italia i servizi sono partiti effettivamente all'inizio dell'estate 2002 ed è ancora presto per tracciare un bilancio. Secondo Vodafone Omnitel entro la fine dell'estate saranno stati inviati oltre 500.000 MMS con la previsione di raggiungere quota due milioni entro la fine dell'anno, quando i clienti abilitati saranno circa 300.000. I terminali venduti al primo settembre sono 20.000. Le cifre raddoppiano per Tim: un milione di messaggi inviati a fine agosto, di cui 160mila spediti nelle prime due settime di servizio. Il vero boom è atteso per il prossimo Natale, quando anche altre aziende inizieranno a mettere in commercio telefoni abilitati e quando gli operatori torneranno a bombardare i potenziali utenti con nuovi spot.

ERICSSON T68i

GLI MMS IN BREVE

*Gli MMS (Multimedia Message Service) consentono di inviare ad un altro cellulare fotografie, immagini animate, suonerie e file audio. Lo standard supporta diversi formati multimediali comuni, come JPEG, GIF, testo, voce AMR e altri.

*Il numero di foto e file audio che si possono mandare con un MMS dipende dalle capacità del modello di telefono. La compatibilità tra cellulari MMS di marche diverse è garantita fino ad un massimo di 30 kb.

*Per inviare un MMS occorre avere un cellulare abilitato e configurato.

*Per La ricezione non è necessario avere un cellulare predisposto: TIM e Vodafone Omnitel mettono a disposizione sui rispettivi siti un'apposita area dove è possibile visualizzare gli MMS, dopo aver ricevuto un SMS di notifica sul proprio telefono cellulare.

Molto più ghiotte le cifre annunciate da Ovum, società di ricerca specializzata nel settore TLC. Entro il 2007 i ricavi annuali da MMS raggiungeranno i 70 miliardi di dollari, 31 dei quali derivanti dai servizi person-to-person, cioè da un terminale all'altro, e 39 da servizi machine-to-person, da contenuti informativi o di intrattenimento con supporto audio e video.

Il futuro degli MMS, almeno in Italia, è legato anche al problema della protezione della privacy e dei dati personali (una foto è considerata dato personale). I messaggi con immagini infatti possono essere inviati a diverse persone, anche all'insaputa dell'interessato, e questo violerebbe la legge sul diritto d'autore del 1941 che può essere applicata anche alle immagini sul web, televisive e, di conseguenza agli MMS. Una diffusione ampia, infatti, presuppone il consenso degli interessati, a meno che la foto non ritragga situazioni di interesse pubblico, non abbia scopi scientifici o non ritragga scene pubbliche. Il Garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà, dovrebbe prendere in considerazione la questione MMS alla fine dell'estate, quando saranno disponili più dati.

• Simona Montella

• Laura Buraschi

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