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LE
NOVITA' DI APPLE IN
SCENA A
PARIGI
Ha
aperto i battenti
martedì mattina
la Apple Expo Paris, con
il discorso inaugurale
del CEO Steve Jobs,
appuntamento ricorrente
nel quale il numero uno
di Apple presenta le
principali
novità. E anche
questa volta non ha
smentito la tradizione,
anticipando che dal
gennaio 2003 tutti i
nuovi modelli di
Macintosh avranno il
sistema operativo Mac OS
X, pur mantenendo la
possibilità di
utilizzare le
applicazioni di Mac OS 9
attraverso un software
specifico, chiamato
"Classic". Nel
frattempo, sono oltre
4000 le applicazioni
create appositamente per
Mac OS X. "Ci aspettiamo
che già entro la
fine di quest'anno il
20% degli utenti Mac
avrà come sistema
operativo Mac OS X:
sarà la
più veloce
transizione nella storia
degli ultimi anni" ha
affermato Jobs. Secondo
le stime di Apple, gli
utilizzatori del nuovo
sistema operativo sono
già circa 3
milioni, che
diventeranno 5 alla fine
del 2002. Jobs ha
inoltre affermato che
è in forte
crescita il numero delle
aziende produttrici di
stampanti che stanno
adottando la tecnologia
di networking Rendevouz.
A Hewlett-Packard, Epson
e Lexmark, tra i primi a
supportare la
tecnologia, si sono
unite ora anche Philips,
Canon, Xerox, Sybase e
World Book. Infine, il
CEO di Apple ha
annunciato che è
finalmente disponibile
per il download, dal
sito della
società, il nuovo
programma iCal,
un'applicazione per
calendari personali che
consente di tener
traccia degli
appuntamenti e degli
eventi con calendari
multipli, che possono
essere segnalati con
diversi colori. "Gestire
i propri impegni non
è mai stato
così facile come
con iCal", ha commentato
Jobs.
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Steve
Jobs
CEO di
Apple
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UN
DOMINIO PER I MAORI
In
Nuova Zelanda, i Maori hanno
lanciato un nuovo 'dominio' web,
dedicato a tutte le popolazioni
indigene. Il suffisso è
maori.nz e sarà riservato
a individui, aziende, istituti
educativi ed enti governativi
legati ai maori o ad altre
popolazioni indigene.
CATALOGNA
INDIPENDENTE SUL WEB
Il
sito del governo regionale di
Barcellona ha abbandonato il
suffisso .es per passare a .net.
Motivazione ufficiale: la
volontà di dare
all'indirizzo (www.gencat.net)
una veste più
internazionale. In realtà
si tratta di un ripiego: la
Catalogna, non essendo una
nazione, ha dovuto infatti
rinunciare al
suffisso.
CALTANET
STAMPA CLANDESTINA?
Caltanet,
portale del gruppo Caltagirone
è stato denunciato
dall'Associazione Stampa Romana
perché non è mai
stato registrato in tribunale.
L'autorità giudiziaria
dovrà valutare se sussiste
il reato di stampa clandestina e
disporne il sequestro. Lo
comunicano con una nota congiunta
la FNSI e l'Associazione Stampa
Romana. "L'azione giudiziaria -
precisa la nota - si è
resa necessaria per garantire i
diritti basilari
dell'informazione e dei
giornalisti. Per due anni,
infatti, il sito di uno dei
maggiori editori di questo Paese
ha fatto informazione con una
redazione giornalistica assunta
con contratto metalmeccanico,
nonostante la legge sull'editoria
non lasci dubbi sul diritto dei
giornalisti ad avere il
riconoscimento professionale
qualunque sia il media
informativo".
DALL'OCSE
NOVE PRICINCIPI DI SICUREZZA
INFORMATICA
L'Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo
economici (Ocse) ha pubblicato
una serie di raccomandazioni per
sensibilizzare Stati, governi,
imprese e utenti sulla
necessità di fare della
sicurezza delle reti informatiche
e telematiche un obiettivo
primario. I nove principi base
diffusi dall'Ocse sono: 1 -
Conoscenza dei rischi e delle
contromisure disponibili, anche
rispetto ai danni eventualmente
arrecabili a terzi. 2 -
Assunzione delle rispettive
responsabilità, in
rapporto al ruolo e alle funzioni
svolte, con particolare riguardo
(per chi progetta e fornisce
prodotti o servizi informatici e
telematici) all'informazione
tempestiva e aggiornata degli
utenti. 3 - Rapidità
nell'affrontare eventuali
problemi, attraverso un approccio
cooperativo fondato anche sulla
condivisione di informazioni, se
necessario fra Stati diversi. 4 -
Rispetto per gli interessi
legittimi dei terzi: la
Raccomandazione parla di un
"comportamento etico" da parte di
tutti i soggetti in causa
(governi, Stati, imprese). 5 -
Rispetto per i valori
riconosciuti dalle società
democratiche: sicurezza non deve
significare compressione della
libertà di espressione,
della circolazione delle
informazioni, della riservatezza
delle comunicazioni, della tutela
della privacy. 6 - Analisi dei
rischi, quale presupposto
fondamentale per individuare
pericoli e punti deboli. 7 -
Considerazione primaria degli
aspetti di sicurezza nella
progettazione e realizzazione di
sistemi informatici e telematici,
attraverso soluzioni che siano
proporzionate al valore delle
informazioni contenute nella rete
e/o nei sistemi del singolo
organismo. 8 - Adozione di un
approccio organico alla gestione
della sicurezza, fondato
sull'analisi dei rischi e su una
visione dinamica che tenga conto
di tutti i livelli di
attività e di tutte le
componenti delle singole
operazioni. 9 - Valutazione
periodica della sicurezza dei
sistemi informatici e telematici,
con attuazione delle modifiche
necessarie.
I
CONSUMATORI EUROPEI SI EDUCANO
ONLINE
E'
nato un nuovo portale europeo per
l'educazione al consumo
(www.ediconsumer.net), realizzato
dal Centro Tecnico Regionale di
Ricerca sul Consumo Europeo
(CTRRCE), associazione di
consumatori con sede a Bolzano,
in collaborazione con
Altroconsumo, Ministero
dell'Istruzione,
dell'Università e della
Ricerca, AQA &endash; Agenzia per
la Garanzia della Qualità
in agricoltura, Adiconsum
Regionale Lazio Onlus e
Cittadinanzattiva. Obiettivo del
sito è creare una rete di
scuole in Italia, Austria,
Portogallo, Belgio e Francia che
condividano progetti
sull'educazione al consumo. Il
sito organizzerà inoltre
corsi online per gli insegnanti
sulla sicurezza alimentare, sul
commercio elettronico e sulla
sicurezza più in generale
a casa, scuola, in auto, negli
ambienti di lavoro.
GLI
ITALIANI PREFERISCONO I MEDIA
TRADIZIONALI
Internet
e la posta elettronica non
raccolgono ancora i consensi e la
fiducia degli italiani: è
quanto emerge da una ricerca
condotta dall'Istituto Carlo
Cattaneo di Bologna per conto
dell'Associazione della
Comunicazione Pubblica e
Istituzionale. L'indagine ha
l'obiettivo di fotografare le
preferenze dei cittadini in
materia di comunicazione: dai
primi dati risulta che gli
italiani che utilizzano
unicamente i mezzi di
comunicazione tradizionali sono
ancora il 76,8%, contro il 13,1%
di chi preferisce le nuove
tecnologie e il 10,1% degli
eclettici. In particolare, per
avere informazioni dalla pubblica
amministrazione il 47,8% della
popolazione sceglie la posta. I
risultati saranno resi noti
integralmente in occasione del
Com-P.A., il salone della
comunicazione pubblica e dei
servizi al cittadino a Bologna
dal 18 al 20
settembre.
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SUL
WEB ARRIVANO ANCHE I
FILM FAMOSI
I
film si possono
scaricare anche dalla
rete, proprio come se
fossero un brano
musicale. Lo ha deciso
la Warner Bros che ha
siglato un accordo con
CinemaNow, un servizio
di video-on-demand, per
offrire agli utenti la
possibilità di
acquistare film
digitali, in modo
legale, direttamente dal
computer di casa. La
casa cinematografica
offrirà titoli
recenti, a partire dal
titolo di grande
successo 'Harry Potter e
la pietra filosofale', a
3.99 dollari, e vecchi
classici a 2.99 dollari.
Il film, grazie a un
sistema di sicurezza
messo a punto da
CinemaNow in
collaborazione con
Microsoft, potrà
essere utilizzato solo
per 24 ore e non
potrà essere
copiato o diffuso ad
altri utenti. L'unica
pecca è il tempo
necessario per scaricare
i file che pesano oltre
400 megabytes l'uno: per
acquisire un film
occorrono almeno due
ore.
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GOOGLE
CENSURATO IN CINA
Il
motore di ricerca più
famoso del mondo è stato
bloccato da sabato scorso dal
governo cinese. Gli oltre 45
milioni di navigatori cinesi non
possono più accedere al
sito, che forniva una versione
molto popolare in lingua locale.
Le restrizioni ai contenuti web
sarebbero state operate dalle
autorità in vista del
congresso del Partito comunista
del prossimo 8 novembre che
dovrà nominare i nuovi
dirigenti.
NICK
CARTER FESTEGGIA TRENT'ANNI SUL
WEB
Il
14 settembre del 1972 su Raidue
arrivavano le strisce di Nick
Carter con 'Gulp! I fumetti in
tv'. Il celebre detective nato
dalla penna di Bonvi arriva anche
sul web all'indirizzo
www.nickcarter.it. A partire da
sabato sarà online
l'episodio pilota 'Il mistero dei
dieci dollari'.
SUL
WEB FINANZA BATTE CALCIO
Italiani
popolo di sportivi virtuali? Non
proprio, almeno secondo la
ricerca "La navigazione su
internet" promossa da Colt,
società europea
specializzata nei servizi di
telecomunicazione e internet a
banda larga per imprese, ed
elaborata da Lexis su un campione
di 300 intervistati tra manager e
impiegati (età media 38
anni). Dallo studio emerge
infatti che il 41% dei soggetti
intervistati dichiara di visitare
abitualmente siti finanziari
contro il 20% che afferma di aver
visitato siti calcistici durante
lo scorso campionato del mondo. I
siti dedicati alla finanza sono
visitati per cercare
aggiornamenti di borsa ( 71%),
notizie (58%), articoli (23%),
curiosità (21%), mentre i
siti calcistici sono frequentati
per consultare news (68%),
curiosità (28%), articoli
(24%), foto (24%). I soggetti
intervistati sono soddisfatti dei
siti finanziari ai quali danno
una valutazione media pari a 6,9
(su una scala da 1 a 10). Non
raggiungono la sufficienza i siti
calcistici che si devono
accontentare di un 5,65.
IL
SITO DELLA SETTIMANA (a cura di
Katharina v. Bruchhausen)
UN WEBSITE DEDICATO AI
SINGLE
Le
vacanze sono finite e per chi non
ha trovato l'anima gemella in
spiaggia
www.vitadasingle.net
è l'indirizzo web giusto.
"Il portale unisex per vivere
meglio la condizione di single"
offre numerose iniziative e
rubriche curiose per i cuori
solitari. Nato due anni fa come
guida web per i single , "nel
giro di poche settimane -
racconta il responsabile del
sito, Marco Lucagreppi - il sito
ha registrato un boom di accessi
ed è nata una comunity con
migliaia di utenti. Oggi
vitadasingle.net è una
specie di contenitore di eventi
creati e dedicati a persone
sole." I particolari delle
iniziative proposte dal team del
website sono raccolte nella
sezione "Coming soon". Spiega
Lucagreppi: "Organizziamo cene,
eventi, giochi e spettacoli in
tutta Italia. L'iscrizione
è aperta a tutti i single,
basta registrarsi attraverso il
sito. Quest'anno ho organizzato
anche una vacanza di una
settimana, è stato un
grande successo". Un'altra
sezione del sito è
dedicata al cabaret: oltre a
organizzare spettacoli con noti
cabarettisti italiani in diverse
città, il sito ospita una
rubrica nella quale il
cabarettista Claudio Zucca
propone storie divertenti sulla
vita da single. Marco Lucagreppi
ha tanti progetti per il
futuro:"Sto lavorando alla
realizzazione di un gioco, che
vorrei portare in giro per
l'Italia, un gioco che
favorirà l'incontro tra le
persone.....!"
|
LA
PAGELLA
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Idea
*****
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Utilità
****
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Grafica
**
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Funzionalità
**
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Velocità
****
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Completezza
***
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Legenda
|
ottimo
*****
|
buono
****
|
discreto
***
|
sufficiente
**
|
insuffiente
*
|

Fare
i giornalisti nei territori
occupati della Palestina,
cioè in Cisgiordania
(Al-Dafah Al-Gharbiya, ovvero
West Bank) e nella Striscia di
Gaza (Qita'a Ghaza) è al
tempo stesso molto facile e molto
difficile. Molto facile
perché, soprattutto a
seguito del coprifuoco, nelle
città della Cisgiordania,
non si lavora più, almeno
nel senso stretto del termine;
molto difficile perché i
giornalisti, anche quelli
palestinesi non riescono a
raggiungere località e
persone, rischiano l'arresto o la
vita ogni volta che cercano di
lavorare. A parte il coprifuoco,
il mestiere del giornalista
è diventato difficile
dall'inizio della seconda
Intifada, cioè dal 28
settembre del 2000.
A
Nablus, la seconda città
più grande della
Cisgiordania, proprio durante il
coprifuoco, ho incontrato tre
giornalisti: un fotoreporter
della Reuters, un giornalista
radiofonico e il corrispondente
dell'Associated Press Television
News. Abed Omar Qusini, photo
journalist della Reuters, lo
incontro all'Hotel Jasmeen, uno
dei punti di ritrovo della
stampa. Ha l'aria abbastanza
rassegnata. E' di Nablus. "Quando
giro in macchina - mi spiega -
chiedo agli amici, che abitano
nella zona dove devo andare, di
dirmi se ci sono pericoli. Mia
moglie e mia madre mi chiamano
sul cellulare ogni mezzora.
Lavoro, certo. Ho fatto dei
servizi anche la scorsa
settimana. Ma è veramente
difficile rispetto a prima. Non
si tratta solo del pericolo dei
soldati israeliani, ma anche
delle condizioni economiche". Le
redazioni lavorano con il
personale più che
dimezzato; le banche sono chiuse.
Sulla macchina Abed ha un'enorme
scritta: "Press Reuters". Gli
chiedo se è un buon
lasciapassare. "No - mi risponde
subito - ai check point spesso mi
fermano e mi trattengono apposta
per farmi perdere tempo. Si
mettono a controllare tutto il
motore. Due settimane fa hanno
lanciato un masso sulla portiera
di destra mentre mi ero fermato a
parlare al cellulare".
"Mia
moglie e mia madre mi chiamano
sul cellulare ogni
mezzora"

Abed
Khabeisa, giornalista
dell'Associated Press Television
è di un paese vicino a
Nablus, ma non vede la famiglia
da sei mesi. Fa questo mestiere
da dieci anni, anche se è
laureato in ingegneria
informatica. Per lui le
posibilità di lavorare
sono cambiate quando è
riuscito ad ottenere la tessera
di giornalista dall'ordine
israeliano. L'ha chiesta
più di una volta, ma
trovavano una scusa per non
rilasciargliela. Il vero problema
per lui è rappresentato
dal coprifuoco, perché per
muoversi con relativa sicurezza
deve restare a Nablus, mentre
prima lavorava anche nella
provincia di Ramallah.
Nablus
non ha un quotidiano locale. In
tutta la Cisgiordania i
quotidiani sono solo tre: Al-
Quds di Gerusalemme, Al-Ayyam e
Al-Hayat Al-Jadida di Ramallah.
Durante il coprifuoco arrivano
molto raramente, e soprattutto
vengono stampati in
quantità molto minori. I
canali televisivi sono sei, ma
durante il coprifuoco trasmettono
solo pubblicità, video
musicali e vecchi film o immagini
di repertorio dei combattimenti.
Le notizie le prendono dai canali
satellitari, come Al-Jazeera e
Abu Dhabi Channel. Le emittenti
radiofoniche di Nablus sono tre:
una dedicata alla lettura del
Corano, Holy Quran Radio, Radio
Tareeq-el-Mahabah (letteralmente
"La via dell'amore") e Radio
Nablus. Alaa Badarneh è il
caporedattore di Radio
Tareeq-el-Mahabah. Mi invita a
visitare gli studi. Si trovano al
settimo piano di uno dei palazzi
del centro. Da due anni alla
radio lavorano solo in tre: il
caporedattore e due tecnici del
suono. Senza stipendio.
Tareeq-el-Mahabah trasmette
soprattutto programmi musicali,
anche per bambini, mi spiega. "Il
palinsesto originario prevedeva
sedici programmi settimanali, ma
ora ne viene diffuso solo uno".
Gli chiedo quando. Sorride.
"Quando non c'è il
coprifuoco", risponde. Mi mostra
i fori dei proiettili che hanno
attraversato il vetro e due muri.
"Ad aprile ho passto i sette
giorni più brutti della
mia vita - mi dice-. Ho dormito
con i due tecnici negli studi,
vivendo d'acqua. Non so se
andrò avanti a fare questo
lavoro. Sono due anni che non
vedo mia madre e mia
sorella".
"In
tutta la Cisgiordania i
quotidiani sono solo tre. Durante
il coprifuoco escono molto
raramente"
Cinzia Polino

Lunedì
3 settembre una sentenza
pronunciata dalla Corte
fallimentare di Wilmington ha
messo la parola fine sulla
vicenda di Napster, il programma
di file sharing inventato dal
giovanissimo Shawn Fanning, messo
sotto accusa dalle case
discografiche. L'ultima
possibilità di salvezza
arrivava dal colosso mediatico
tedesco Bertelsmann (in passato
tra i cinque accusatori di
Napster), che aveva annunciato
l'intenzione di acquistare gli
asset di Napster per 92 milioni
di dollari. Le autorità
giudiziarie statunitensi hanno
però messo in discussione
la buona fede del gruppo tedesco,
sospettato di conflitto di
interesse. L'attuale numero uno
di Napster, Konrad Hilbers, ha
ricoperto infatti ruoli
manageriali per Bertelsmann prima
di andare a dirigere il sito. Ora
Napster passerà nelle mani
di un curatore fallimentare che
si occuperà di vendere gli
asset per soddisfare i creditori.
La
vicenda giunge al termine dopo
due anni travagliati: nel luglio
del 2000 Napster viene portata in
tribunale dalla Riaa, Recording
Industry Association of America,
che rappresenta Universal Music,
Sony Music, Time Warner, Emi e la
stessa Bertelsmann Bmg. Il motivo
dell'accanimento è
semplice: Napster, fornendo ai
navigatori la possibilità
di scaricare gratuitamente file
musicali in formato mp3,
compromette seriamente le vendite
e i fatturati delle case
discografiche. O almeno
così la pensavano le
cinque grandi sorelle della
discografia, poiché, a
conti fatti, i numeri non
sembrano sostenere questa tesi.
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Nel
2001, quando già
Napster era azzoppato
dai limiti imposti dalle
autorità
giudiziarie e perdeva
utenti a migliaia, il
fatturato mondiale delle
vendite di dischi
risultava in calo del 5%
(fonte: IFPI,
organizzazione che
rappresenta l'industria
discografica mondiale),
cifra che si era
già presentata
nella prima metà
dell'anno, quando il
sito di file sharing
aveva oltre 60 milioni
di utenti. Molto simile
la situazione italiana:
nei primi sei mesi del
2002 il mercato
discografico è
risultato in calo del
6,96% per unità
vendute e del 9,58% per
valore. Inoltre, alcune
ricerche realizzate in
Canada e negli Stati
Uniti nel periodo d'oro
di Napster hanno
dimostrato che il
servizio non danneggiava
il settore, ma che gli
utenti che scaricavano
file musicali dalla rete
acquistavano addirittura
più dischi degli
altri
consumatori.
Insomma,
da quando è
iniziato il declino di
Napster la situazione
non è affatto
cambiata, né sul
fronte delle vendite
delle case
discografiche, né
per quanto riguarda la
possibilità di
scaricare dalla rete
file musicali, e non
solo. I programmi di
file sharing si sono
moltiplicati: da Kazaa a
Winmx, passando per
DirecConnet, Edonkey,
Imesh. Senza contare i
programmi che si basano
su Gnutella, tecnologia
inventata da Justin
Frankel, già noto
per aver firmato il
celebre Winamp. Tra
questi, alcuni sono
utilizzabili su PC, come
Morpheus, BearShar,
Gnucleus, altri sono
appositamente studiati
per Macintosh e Linux.
Si differenzia LimeWire,
l'unico che può
essere utilizzato da
tutti i sistemi
operativi, conquistando
una fetta di utenti
sempre più
ampia.. Nascerà
un nuovo caso
Napster?
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LE
DATE CHIAVE DI
NAPSTER
Dicembre
1999: a pochi mesi
dalla nascita, Napster
conta 200.000
utenti
Luglio
2000: la Riaa porta
Napster in tribunale per
violazione dei diritti
d'autore. Gli utenti
sono 20 milioni.
Ottobre
2000: Bertelsmann
ritira la denuncia in
seguito a un accordo in
base al quale Napster si
impegan a pagare i
diritti d'autore. Gli
utenti sono 40
milioni.
Febbraio
2001: la corte
d'appello stabilisce che
Napster potrà
rimanere attivo fino a
nuova sentenza. Gli
utenti sono quasi 60
milioni.
Maggio
2001: a due mesi
dall'introduzione di
filtri per impedire agli
utenti di scaricare file
protetti da copyright,
il traffico su Napster
è calato del
40%.
Giugno
2001: anche Emi e
Warner scendono a patti
con Napster, che sta
studiando una nuova
formula a
pagamento.
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