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PRONTO
LO SPEZZATINO DI BLU
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Via libera dell'assemblea dei soci alla vendita
dei rami di azienda ai concorrenti. Il commissario
Monti promette una decisione rapida sul
"break-up".
TIM, Wind,
Vodafone Omnitel e H3G hanno presentato un'offerta
per i vari asset; TIM si farà anche carico
di parte del personale e del debito. L'assemblea ha
dato mandato al Cda di Blu per "rendere operativa
la cessione dei rami di azienda secondo il modello
a resto zero". In pratica, i soci hanno dato il
benestare all'operazione di break-up o
"spezzatino", dando anche il placet al
rifinanziamento di 320 milioni di euro, necessario
a rendere validi i contratti preliminari con gli
altri operatori. Il gruppo Caltagirone,
però, non ha sottoscritto il
rifinanziamento. Ieri da Bruxelles il commissario
europeo alla concorrenza, Mario Monti, ha fatto
sapere che la Commissione europea prenderà
una "decisione rapida" sulla richiesta di break-up
e di vendita degli asset di Blu agli altri
operatori di telefonia mobile avanzata da Edizione
Holding. "Secondo Edizione Holding - ha aggiunto
Monti &endash; la richiesta è giustificata
dal fatto che non sono state presentate offerte
accettabili per il suo possesso azionario in Blu e
che l'unica concreta alternativa al fallimento
della società sarebbe il 'break-up' degli
attivi fra gli altri operatori di telefonia mobile
italiani". Ha concluso Monti: "I miei servizi
stanno valutando se non esistano reali alternative
allo 'spezzatino' e se la modifica degli impegni
assunti da Edizione Holding non sollevi
preoccupazioni dal punto di vista della
concorrenza".
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CADONO
LE TESTE NEL SETTORE DEI
MEDIA
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Nelle
ultime settimane si é assistito a
un ricambio quasi completo ai vertici
delle grandi compagnie di media e tlc.
Dopo Vivendi e Telekom ora tocca a
AT&T.
Cadono
una dietro l'altra le teste dei top
manager dei colossi dei media e delle
telecomunicazioni. La causa principale
é il mercato divenuto scivoloso, ma
anche gli scandali e le operazioni
azzardate, magari per aggiudicarsi le
licenze UMTS. I grandi gruppi stentano a
convincere gli investitori, accusano
crolli nelle Borse, registrano malumori
all'interno delle compagini azionarie.
Ieri sera è stato nominato il nuovo
amministratore delegato di At&T:
è David Dorman che sostituisce
Michael Armstrong. Martedì è
caduto Ron Sommer, che ha dovuto lasciare
la presidenza di Deutsche Telekom: "Quando
un presidente non ha la piena fiducia del
consiglio di sorveglianza, le dimissioni
sono l'unico passo", aveva detto Sommer,
che è stato sostituito in via
provvisoria da Helmut Sihler, ex capo
proprio del consiglio di
sorveglianza.
Sihler
resterà in carica per un periodo di
transizione che durerà 6 mesi, ha
sottolineato il presidente del consiglio
di sorveglianza Hans-Dietrich Winkhaus. Al
suo fianco è stato nominato
vicepresidente Gerd Tenzer, responsabile
tecnico in seno al direttivo. Sommer non
aveva il sostegno neanche del Governo,
azionista di riferimento in Deutsche
Telekom con il 43%, tanto che ieri il
cancelliere Gerhard Schroeder era
visibilmente soddisfatto del cambio al
vertice. Il portavoce del Governo
Uwe-Karsten Heye ha detto: "Con ciò
sono state poste buone basi per proseguire
nell'opera di consolidamento e di
riduzione del debito". Il portavoce ha
aggiunto che Schroeder, così come
l'esecutivo tedesco, "non ha preso alcuna
decisione" sull'avvicendamento,
poiché il cancelliere ritiene che
le questioni di personale siano di
competenza del consiglio di sorveglianza.
Sommer aveva provato a restare al suo
posto, così come aveva fatto Jean
Marie Messier fino a quando, due settimane
fa, ha dovuto abbandonare il timone di
Vivendi Universal, sostituito da
Jean-René Fortou. Venti giorni or
sono lo scandalo Worldcom aveva costretto
alle dimissioni il direttore finanziario,
Scott Sullivan, e il vicepresidente, David
Myers.
In
aprile aveva invece abbandonato la
presidenza Bernard J. Ebbers, quando
partì l'inchiesta interna. Ancora,
la caduta dell'impero Kirch, sui cui resti
si avventano i concorrenti. Si potrebbe
assistere ad un nuovo assesto del panorama
dei media e delle tlc. Dopo aver tanto
speso e investito, le società ora
cambiano strategia e cercano di far fronte
alle scadenze debitorie immediate cedendo
asset come ha fatto France Telecom, o come
Worldcom ieri sera ha dovuto promettere di
non fare, per evitare di abbattere il
patrimonio e quindi le garanzie pretese
dagli istituti di credito. Della
situazione prova ad approfittare Rupert
Murdoch, pronto ad entrare nel mercato
italiano delle tv a pagamento con
l'acquisizione di Tele+, ceduta da Vivendi
Universal. Il magnate australiano possiede
già il 50% di Stream attraverso
News Corporation, mentre l'altra
metà della piattaforma televisiva
digitale è in mano a Telecom
Italia. Anche Stream è stata
oggetto di cambiamenti al vertice. Per
sostituire Massimo Saverio Brunelli,
dimissionario dall'incarico di presidente
del Consiglio di amministrazione di
Stream, l'assemblea degli azionisti della
pay tv ha nominato uno dei due
amministratori delegati di Telecom, Enrico
Bondi. Domenico Labianca è il nuovo
direttore finanziario, anch'egli legato a
Telecom (è stato direttore gestione
credito e controllo della Seat-Pagine
gialle fino al 2001).
Il nuovo
amministratore delegato di Stream è
Marty Pompadour, vice presidente esecutivo
della News Corp. e presidente di News
Corp. Europe. Pompadur, che sostituisce
Lucia Morselli, è dunque un uomo di
fiducia di Murdoch. Altrettanto
interessante è l'ingresso diretto
di Bondi, che potrebbe rivelare
un'attenzione nuova da parte di Telecom
per le attività televisive. Telecom
Italia è stata indicata dai
commentatori di oltre oceano, in un
passato non tanto remoto, come una delle
realtà più solide nel
panorama mondiale delle tlc. Proprio per
questo Murdoch sta corteggiando da vicino
il socio in Stream, per non rischiare di
cadere come i suoi colleghi di Vivendi o
di KirchMedia. Il presidente di Telecom,
Marco Tronchetti Provera, aveva detto in
passato di non essere interessato al
mercato televisivo. Anche sulle proposte
di Murdoch gli uomini forti di Telecom si
sono rivelati piuttosto freddi o comunque
cauti. L'ingresso di Bondi in Stream
potrebbe significare la svolta.
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CALANO
UTILI IBM NEL SECONDO TRIMESTRE MA MEGLIO
DEL PREVISTO
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Ha tagliato 8.000 dipendenti ma alla fine il
risultato del trimestre per IBM è stato
migliore di quello atteso dagli analisti. L'utile
netto del primo produttore almondo dip c si
é assestato a 56 milioni di dollari pari a
tre centesimi per azione. Lo scorso anno nello
stesso periodo l'utile fu di 2,04 miliardi di
dollari pari a 1,15 dollari per azione.
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IL
BRASILE SI DA' NUOVE REGOLE NELLA
TELEFONIA CELLULARE
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Il
Brasile avrà presto nuove regole nella
disciplina della telefonia mobile. E' quanto
riferisce il "Financial Times". Domani la locale
autorità per le telecomunicazioni, l'Anatel,
annuncerà i nuovi criteri di
regolamentazione della telefonia cellulare,
finalizzati a svilupparne il mercato e gli
investimenti. Lo scopo della riforma è
quello di sviluppare una competizione senza eccessi
e di consentire integrazioni tra operatori di
telefonia mobile. L'Authority brasiliana ha deciso
di mettere mano alla riforma in seguito alle
critiche di alcune società su misure
giudicate eccessivamente restrittive e
potenzialmente scoraggianti sul fronte degli
investimenti. Anatel prevede che detti investimenti
raggiungeranno i 10 miliardi di euro entro il 2005,
con una crescita delle linee a 58 milioni dalle
attuali 30,6 milioni. In Brasile TIM si è
aggiudicata tre licenze di telefonia mobile GSM ed
è da lungo tempo in attesa
dell'autorizzazione all'avvio del servizio da parte
della stessa Anatel. La situazione è in fase
di revisione.
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FREEDOMLAND
RIMANDA AL MITTENTE L'OFFERTA DI
INTERACTIVE
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Sono
pochi 11 euro ad azione: per acquisire Freedomland.
E' quanto ha deciso il Consiglio di amministrazione
della società, che ha giudicato inadeguata
l'offerta di Interactive Group. Freedomland ha
spiegato che il prezzo è inferiore a quello
che risulterebbe in caso di OPA (offerta pubblica
di acquisto) obbligatoria dopo l'acquisizione di
una partecipazione rilevante a 11 euro. Infatti, il
prezzo risulterebbe di 11,5 euro per azione,
risultante dei 12 euro della media degli ultimi 12
mesi e gli 11 dell'eventuale acquisizione.
L'offerta è anche inferiore al valore del
patrimonio netto contabile per azione (15,32 euro)
e alla posizione finanziaria netta per azione
(13,65 euro) di fine marzo. L'interesse per
Freedomland è puramente speculativo.
L'azienda ha una cassaforte con centinaia di
miliardi frutto della fortunata quotazione avvenuta
nel periodo d'oro della new economy. Il fondatore
Virgilio Degiovanni ha commentato: "Per quanto mi
riguarda, Freedomland vale almeno 19 euro per
azione considerando la cassa, i crediti fiscali, il
magazzino, il credito d'IVA e quant'altro " Un
prezzo da pagare inizialmente troppo alto", ha
chiarito Degiovanni, che ha avanzato l'ipotesi di
versare inizialmente tra i 12 ed i 14 euro ad
azione ed ha aggiunto: "Accanto a questo potrebbe
esserci un meccanismo, ad esempio un bonus che
preveda, sulla base delle performance raggiunte
dalla società nell'arco dei prossimi tre
anni, il versamento di altri 5-6 euro per azione".
Un interessamento del Gruppo Profit con una contro
Opa non è stato confermato.
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LE
BANCHE VOGLIONO BLOCCARE IL DENARO
PRESTATO A WORLDCOM
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Venticinque
delle 27 banche creditrici di Worldcom potrebbero
firmare un accordo per bloccare il denaro prestato
alla società di tlc. In totale gli istituti
di credito hanno prestato a Worldcom la cifra di
2,5 miliardi di dollari. Uno dei legali delle
banche ha detto: "Il processo è molto ben
avviato". I 25 istituti sono stati chiamati davanti
al giudice distrettuale di New York, Jed Rakoff,
che sta seguendo la vicenda giudiziaria di
Worldcom. Il patto tra le banche congelerebbe ogni
possibilità di manovra per la
società, riducendola alla bancarotta. Se il
giudice non avallasse il patto, le banche hanno
deciso di chiedere un'ordinanza restrittiva
sull'uso dei fondi prestati a Worldcom.
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I
SOCI DI MINORANZA DEL "GAZZETTINO"
IMPUGNANO IL BILANCIO
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I
soci di minoranza della Società Editoriale
Pana Sep hanno impugnato davanti al giudice il
bilancio 2001. La holding del gruppo che edita il
quotidiano "Il Gazzettino" ha concluso lo scorso
anno con una perdita di 35 milioni di euro. I 14
soci che rappresentano il 31% del capitale
contestano la mancata comunicazione dei risultati
dei bilanci delle società controllate che
hanno causato il rosso. In una nota dei ricorrenti
si legge: "L'impugnazione riguarda anche l'aumento
di capitale per circa 16 milioni di euro approvato
nella stessa dibattutissima assemblea durata circa
8 ore e conclusasi nella tarda notte del 10 giugno
scorso, nella quale è stato approvato il
bilancio con il 58,62% dei voti". "Inoltre la
maggioranza - continua il documento - è
stata denunciata di abusare della sua posizione di
forza nell'effettuare la rivalutazione della
partecipazione della società editrice del
'Gazzettino', attribuendo un valore non
corrispondente alla realtà".
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PARTITI
I LAVORI DELLA COMMISSIONE TELEKOM
SERBIA
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La
Commissione bicamerale d'inchiesta sulla vicenda
Telekom Serbia dovrà accertare se il Governo
italiano fu informato della trattativa avviata da
Telecom Italia per l'acquisizione di una quota
della società serba. Ieri la commissione ha
avviato i lavori. Il presidente Enzo Trantino di An
ha commentato: "Prudenza e rigore saranno le
linee-guida della Commissione bicamerale di
inchiesta sull'affare Telekom Serbia".
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PAGINE
BIANCHE A ROMA E BARI
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I
cittadini di Roma e Bari saranno i primi a poter
consultare le "Pagine Bianche", i primi elenchi
telefonici universali, contenenti anche i numeri
dei cellulari. L'Autorità per le garanzie
nelle comunicazioni intendono far partire il
servizio nelle due città dal 2003.
L'Authority ha richiesto in proposito un parere
alla Commissione europea, se sia possibile
"esperire una gara per l'assegnazione
dell'erogazione di un servizio che non genera
costi" e se sia possibile utilizzare il profitto,
che "eventualmente si genera a seguito della
fornitura di un particolare servizio compreso nel
servizio universale, per ripianare gli altri costi
generati dalla fornitura dello stesso servizio
universale". L'Authority scrive: "Per quanto
riguarda la fornitura dell'elenco telefonico
generale, tenendo conto della complessità
delle diverse procedure, si può ipotizzare
che già gli elenchi del 2003 di Roma e Bari
saranno redatti seguendo i nuovi criteri". Non
resta che emanare i "meccanismi di gara per
l'affidamento del servizio di elenco abbonati e del
servizio informazioni abbonati".
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ALCUNI
TITOLI DELLA SETTIMANA
NO
DI FREEDOMLAND ALL' OFFERTA
INTERACTIVE
LE BANCHE VOGLIONO BLOCCARE IL DENARO PRESTATO A
WORLDCOM
PARTITI I LAVORI DELLA
COMMISSIONE
TELEKOM SERBIA
VIVENDI UNIVERSAL NON SARA'
SMANTELLATA
FT VUOLE USCIRE DA EUTELSAT
VINTA LA BATTAGLIA CON RTI
SULL'ELETTROSMOG
FRANCE2 RIMANE PUBBLICA
AUDITEL: L'ORA, CATTIVA DEI TELEFILM
AMERICANI
TELEDIPENDENZA UN MALE CHE COLPISCE GLI
ANZIANI
NAPOLI E GENOVA INSIEME PER
L'E-GOVERNEMENT
PAYPAL CITATA DALLA PROCURA DI NEW
YORK
AUMENTANO GLI INTERNAUTI IN ITALIA E NEL
MONDO
PRODOTTI BIOLOGICI SUL WEB
IL SITO DELLA SETTIMANA: FIORI E PIANTE PER TUTTI I
GUSTI
SERVIZIO:
FORMAT, C'E' POSTO IN TV PER LE NUOVE
IDEE?
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