Numero 206 del 18 luglio 2002 - Anno VI
Business & Mercato
Telecomunicazioni & Media
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Internet & Informatica
PRIMA PAGINA

PRONTO LO SPEZZATINO DI BLU
Via libera dell'assemblea dei soci alla vendita dei rami di azienda ai concorrenti. Il commissario Monti promette una decisione rapida sul "break-up".

 

 

 TIM, Wind, Vodafone Omnitel e H3G hanno presentato un'offerta per i vari asset; TIM si farà anche carico di parte del personale e del debito. L'assemblea ha dato mandato al Cda di Blu per "rendere operativa la cessione dei rami di azienda secondo il modello a resto zero". In pratica, i soci hanno dato il benestare all'operazione di break-up o "spezzatino", dando anche il placet al rifinanziamento di 320 milioni di euro, necessario a rendere validi i contratti preliminari con gli altri operatori. Il gruppo Caltagirone, però, non ha sottoscritto il rifinanziamento. Ieri da Bruxelles il commissario europeo alla concorrenza, Mario Monti, ha fatto sapere che la Commissione europea prenderà una "decisione rapida" sulla richiesta di break-up e di vendita degli asset di Blu agli altri operatori di telefonia mobile avanzata da Edizione Holding. "Secondo Edizione Holding - ha aggiunto Monti &endash; la richiesta è giustificata dal fatto che non sono state presentate offerte accettabili per il suo possesso azionario in Blu e che l'unica concreta alternativa al fallimento della società sarebbe il 'break-up' degli attivi fra gli altri operatori di telefonia mobile italiani". Ha concluso Monti: "I miei servizi stanno valutando se non esistano reali alternative allo 'spezzatino' e se la modifica degli impegni assunti da Edizione Holding non sollevi preoccupazioni dal punto di vista della concorrenza".

CADONO LE TESTE NEL SETTORE DEI MEDIA

Nelle ultime settimane si é assistito a un ricambio quasi completo ai vertici delle grandi compagnie di media e tlc. Dopo Vivendi e Telekom ora tocca a AT&T.

Cadono una dietro l'altra le teste dei top manager dei colossi dei media e delle telecomunicazioni. La causa principale é il mercato divenuto scivoloso, ma anche gli scandali e le operazioni azzardate, magari per aggiudicarsi le licenze UMTS. I grandi gruppi stentano a convincere gli investitori, accusano crolli nelle Borse, registrano malumori all'interno delle compagini azionarie. Ieri sera è stato nominato il nuovo amministratore delegato di At&T: è David Dorman che sostituisce Michael Armstrong. Martedì è caduto Ron Sommer, che ha dovuto lasciare la presidenza di Deutsche Telekom: "Quando un presidente non ha la piena fiducia del consiglio di sorveglianza, le dimissioni sono l'unico passo", aveva detto Sommer, che è stato sostituito in via provvisoria da Helmut Sihler, ex capo proprio del consiglio di sorveglianza.

Sihler resterà in carica per un periodo di transizione che durerà 6 mesi, ha sottolineato il presidente del consiglio di sorveglianza Hans-Dietrich Winkhaus. Al suo fianco è stato nominato vicepresidente Gerd Tenzer, responsabile tecnico in seno al direttivo. Sommer non aveva il sostegno neanche del Governo, azionista di riferimento in Deutsche Telekom con il 43%, tanto che ieri il cancelliere Gerhard Schroeder era visibilmente soddisfatto del cambio al vertice. Il portavoce del Governo Uwe-Karsten Heye ha detto: "Con ciò sono state poste buone basi per proseguire nell'opera di consolidamento e di riduzione del debito". Il portavoce ha aggiunto che Schroeder, così come l'esecutivo tedesco, "non ha preso alcuna decisione" sull'avvicendamento, poiché il cancelliere ritiene che le questioni di personale siano di competenza del consiglio di sorveglianza. Sommer aveva provato a restare al suo posto, così come aveva fatto Jean Marie Messier fino a quando, due settimane fa, ha dovuto abbandonare il timone di Vivendi Universal, sostituito da Jean-René Fortou. Venti giorni or sono lo scandalo Worldcom aveva costretto alle dimissioni il direttore finanziario, Scott Sullivan, e il vicepresidente, David Myers.

In aprile aveva invece abbandonato la presidenza Bernard J. Ebbers, quando partì l'inchiesta interna. Ancora, la caduta dell'impero Kirch, sui cui resti si avventano i concorrenti. Si potrebbe assistere ad un nuovo assesto del panorama dei media e delle tlc. Dopo aver tanto speso e investito, le società ora cambiano strategia e cercano di far fronte alle scadenze debitorie immediate cedendo asset come ha fatto France Telecom, o come Worldcom ieri sera ha dovuto promettere di non fare, per evitare di abbattere il patrimonio e quindi le garanzie pretese dagli istituti di credito. Della situazione prova ad approfittare Rupert Murdoch, pronto ad entrare nel mercato italiano delle tv a pagamento con l'acquisizione di Tele+, ceduta da Vivendi Universal. Il magnate australiano possiede già il 50% di Stream attraverso News Corporation, mentre l'altra metà della piattaforma televisiva digitale è in mano a Telecom Italia. Anche Stream è stata oggetto di cambiamenti al vertice. Per sostituire Massimo Saverio Brunelli, dimissionario dall'incarico di presidente del Consiglio di amministrazione di Stream, l'assemblea degli azionisti della pay tv ha nominato uno dei due amministratori delegati di Telecom, Enrico Bondi. Domenico Labianca è il nuovo direttore finanziario, anch'egli legato a Telecom (è stato direttore gestione credito e controllo della Seat-Pagine gialle fino al 2001).

Il nuovo amministratore delegato di Stream è Marty Pompadour, vice presidente esecutivo della News Corp. e presidente di News Corp. Europe. Pompadur, che sostituisce Lucia Morselli, è dunque un uomo di fiducia di Murdoch. Altrettanto interessante è l'ingresso diretto di Bondi, che potrebbe rivelare un'attenzione nuova da parte di Telecom per le attività televisive. Telecom Italia è stata indicata dai commentatori di oltre oceano, in un passato non tanto remoto, come una delle realtà più solide nel panorama mondiale delle tlc. Proprio per questo Murdoch sta corteggiando da vicino il socio in Stream, per non rischiare di cadere come i suoi colleghi di Vivendi o di KirchMedia. Il presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera, aveva detto in passato di non essere interessato al mercato televisivo. Anche sulle proposte di Murdoch gli uomini forti di Telecom si sono rivelati piuttosto freddi o comunque cauti. L'ingresso di Bondi in Stream potrebbe significare la svolta.

CALANO UTILI IBM NEL SECONDO TRIMESTRE MA MEGLIO DEL PREVISTO
Ha tagliato 8.000 dipendenti ma alla fine il risultato del trimestre per IBM è stato migliore di quello atteso dagli analisti. L'utile netto del primo produttore almondo dip c si é assestato a 56 milioni di dollari pari a tre centesimi per azione. Lo scorso anno nello stesso periodo l'utile fu di 2,04 miliardi di dollari pari a 1,15 dollari per azione.

 

 

IL BRASILE SI DA' NUOVE REGOLE NELLA TELEFONIA CELLULARE
Il Brasile avrà presto nuove regole nella disciplina della telefonia mobile. E' quanto riferisce il "Financial Times". Domani la locale autorità per le telecomunicazioni, l'Anatel, annuncerà i nuovi criteri di regolamentazione della telefonia cellulare, finalizzati a svilupparne il mercato e gli investimenti. Lo scopo della riforma è quello di sviluppare una competizione senza eccessi e di consentire integrazioni tra operatori di telefonia mobile. L'Authority brasiliana ha deciso di mettere mano alla riforma in seguito alle critiche di alcune società su misure giudicate eccessivamente restrittive e potenzialmente scoraggianti sul fronte degli investimenti. Anatel prevede che detti investimenti raggiungeranno i 10 miliardi di euro entro il 2005, con una crescita delle linee a 58 milioni dalle attuali 30,6 milioni. In Brasile TIM si è aggiudicata tre licenze di telefonia mobile GSM ed è da lungo tempo in attesa dell'autorizzazione all'avvio del servizio da parte della stessa Anatel. La situazione è in fase di revisione.

 

 

FREEDOMLAND RIMANDA AL MITTENTE L'OFFERTA DI INTERACTIVE
Sono pochi 11 euro ad azione: per acquisire Freedomland. E' quanto ha deciso il Consiglio di amministrazione della società, che ha giudicato inadeguata l'offerta di Interactive Group. Freedomland ha spiegato che il prezzo è inferiore a quello che risulterebbe in caso di OPA (offerta pubblica di acquisto) obbligatoria dopo l'acquisizione di una partecipazione rilevante a 11 euro. Infatti, il prezzo risulterebbe di 11,5 euro per azione, risultante dei 12 euro della media degli ultimi 12 mesi e gli 11 dell'eventuale acquisizione. L'offerta è anche inferiore al valore del patrimonio netto contabile per azione (15,32 euro) e alla posizione finanziaria netta per azione (13,65 euro) di fine marzo. L'interesse per Freedomland è puramente speculativo. L'azienda ha una cassaforte con centinaia di miliardi frutto della fortunata quotazione avvenuta nel periodo d'oro della new economy. Il fondatore Virgilio Degiovanni ha commentato: "Per quanto mi riguarda, Freedomland vale almeno 19 euro per azione considerando la cassa, i crediti fiscali, il magazzino, il credito d'IVA e quant'altro " Un prezzo da pagare inizialmente troppo alto", ha chiarito Degiovanni, che ha avanzato l'ipotesi di versare inizialmente tra i 12 ed i 14 euro ad azione ed ha aggiunto: "Accanto a questo potrebbe esserci un meccanismo, ad esempio un bonus che preveda, sulla base delle performance raggiunte dalla società nell'arco dei prossimi tre anni, il versamento di altri 5-6 euro per azione". Un interessamento del Gruppo Profit con una contro Opa non è stato confermato.

 

 

LE BANCHE VOGLIONO BLOCCARE IL DENARO PRESTATO A WORLDCOM
Venticinque delle 27 banche creditrici di Worldcom potrebbero firmare un accordo per bloccare il denaro prestato alla società di tlc. In totale gli istituti di credito hanno prestato a Worldcom la cifra di 2,5 miliardi di dollari. Uno dei legali delle banche ha detto: "Il processo è molto ben avviato". I 25 istituti sono stati chiamati davanti al giudice distrettuale di New York, Jed Rakoff, che sta seguendo la vicenda giudiziaria di Worldcom. Il patto tra le banche congelerebbe ogni possibilità di manovra per la società, riducendola alla bancarotta. Se il giudice non avallasse il patto, le banche hanno deciso di chiedere un'ordinanza restrittiva sull'uso dei fondi prestati a Worldcom.

 

 

I SOCI DI MINORANZA DEL "GAZZETTINO" IMPUGNANO IL BILANCIO
I soci di minoranza della Società Editoriale Pana Sep hanno impugnato davanti al giudice il bilancio 2001. La holding del gruppo che edita il quotidiano "Il Gazzettino" ha concluso lo scorso anno con una perdita di 35 milioni di euro. I 14 soci che rappresentano il 31% del capitale contestano la mancata comunicazione dei risultati dei bilanci delle società controllate che hanno causato il rosso. In una nota dei ricorrenti si legge: "L'impugnazione riguarda anche l'aumento di capitale per circa 16 milioni di euro approvato nella stessa dibattutissima assemblea durata circa 8 ore e conclusasi nella tarda notte del 10 giugno scorso, nella quale è stato approvato il bilancio con il 58,62% dei voti". "Inoltre la maggioranza - continua il documento - è stata denunciata di abusare della sua posizione di forza nell'effettuare la rivalutazione della partecipazione della società editrice del 'Gazzettino', attribuendo un valore non corrispondente alla realtà".

 

 

PARTITI I LAVORI DELLA COMMISSIONE TELEKOM SERBIA
La Commissione bicamerale d'inchiesta sulla vicenda Telekom Serbia dovrà accertare se il Governo italiano fu informato della trattativa avviata da Telecom Italia per l'acquisizione di una quota della società serba. Ieri la commissione ha avviato i lavori. Il presidente Enzo Trantino di An ha commentato: "Prudenza e rigore saranno le linee-guida della Commissione bicamerale di inchiesta sull'affare Telekom Serbia".

 

 

PAGINE BIANCHE A ROMA E BARI
I cittadini di Roma e Bari saranno i primi a poter consultare le "Pagine Bianche", i primi elenchi telefonici universali, contenenti anche i numeri dei cellulari. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni intendono far partire il servizio nelle due città dal 2003. L'Authority ha richiesto in proposito un parere alla Commissione europea, se sia possibile "esperire una gara per l'assegnazione dell'erogazione di un servizio che non genera costi" e se sia possibile utilizzare il profitto, che "eventualmente si genera a seguito della fornitura di un particolare servizio compreso nel servizio universale, per ripianare gli altri costi generati dalla fornitura dello stesso servizio universale". L'Authority scrive: "Per quanto riguarda la fornitura dell'elenco telefonico generale, tenendo conto della complessità delle diverse procedure, si può ipotizzare che già gli elenchi del 2003 di Roma e Bari saranno redatti seguendo i nuovi criteri". Non resta che emanare i "meccanismi di gara per l'affidamento del servizio di elenco abbonati e del servizio informazioni abbonati".

 

ALCUNI TITOLI DELLA SETTIMANA

•NO DI FREEDOMLAND ALL' OFFERTA INTERACTIVE

• LE BANCHE VOGLIONO BLOCCARE IL DENARO PRESTATO A WORLDCOM

• PARTITI I LAVORI DELLA

COMMISSIONE TELEKOM SERBIA

• VIVENDI UNIVERSAL NON SARA' SMANTELLATA

• FT VUOLE USCIRE DA EUTELSAT

• VINTA LA BATTAGLIA CON RTI SULL'ELETTROSMOG

• FRANCE2 RIMANE PUBBLICA

• AUDITEL: L'ORA, CATTIVA DEI TELEFILM AMERICANI

• TELEDIPENDENZA UN MALE CHE COLPISCE GLI ANZIANI

• NAPOLI E GENOVA INSIEME PER L'E-GOVERNEMENT

• PAYPAL CITATA DALLA PROCURA DI NEW YORK

• AUMENTANO GLI INTERNAUTI IN ITALIA E NEL MONDO

• PRODOTTI BIOLOGICI SUL WEB

• IL SITO DELLA SETTIMANA: FIORI E PIANTE PER TUTTI I GUSTI

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BUSINESS & MERCATI
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- VIVENDI UNIVERSAL NON SARA' SMANTELLATA
-PERDITA RECORD MA TRIMESTRALE BUONA PER MOTOROLA
-CALA DEL 48% IL PROFITTO TRIMESTRALE DI APPLE
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