Numero 203 del 27 giugno 2002 - Anno VI
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PRIMA PAGINA

SU WORLDCOM L' EFFETTO ENRON
Potrebbe essere la più grande frode contabile nella storia degli Stati Uniti. Scoperte irregolarità sui bilanci degli ultimi cinque trimestri per 3,8 miliardi di dollari

 

Una vicenda tanto grave da spingere il presidente degli Usa, George W. Bush, ad intervenire. "Indagheremo a fondo - ha detto Bush - e faremo sì che la gente risponda delle proprie responsabilità". Worldcom, che ha un indebitamento di 30 miliardi di dollari, conta 20 milioni di clienti e 80 mila dipendenti, di cui 300 in Italia. La denuncia delle irregolarità è arrivata dal dipartimento di inchiesta interno e dalla società di revisione KPMG LLP, subentrata da poco alla Arthur Andersen. Due teste sono cadute: la società ha licenziato il direttore finanziario, Scott Sullivan, e il vice presidente David Myers. Ieri il titolo Worldcom è stato sospeso dalla quotazione sul Nasdaq, in seguito al crollo in preapertura dell'88% a quota 10 centesimi di dollaro, mentre l'altro ieri aveva chiuso in caduta del 70%. L'azione nel giugno 1999 aveva raggiunto un massimo di valutazione a 64,5 dollari. Worldcom era sotto inchiesta da parte della SEC, autorità di Borsa americana, per sospette pratiche contabili. Lo scorso aprile si era dimesso l'allora presidente Bernard J. Ebbers ed era partita l'inchiesta interna che ha poi portato alla scoperta della frode. Secondo quanto riferito da un auditing interno, alcune spese operative relative all'esercizio 2001 ed al primo trimestre 2002 per un totale di 3,8 miliardi di dollari sarebbero state riportate impropriamente come investimenti.

KPMG dovrà ora rivedere i conti di entrambi i periodi. Worldcom ha già ammesso che l'EBITDA del 2001 sarebbe risultato ridotto a 6,34 miliardi di dollari, quello del primo trimestre 2002 a 1,36 miliardi. Entrambi i periodi avrebbero accusato un risultato netto negativo contro l'utile di 1,34 miliardi annunciato per il 2001 e quello di 130 milioni del trimestre in questione. L'attuale amministratore delegato, John Sidmore, ha fatto diffondere un comunicato stampa in cui dichiara: "I vertici della compagnia sono sconvolti per quello che è successo. Tutto ciò non altererà tuttavia il mio compito di perseguire gli obiettivi che mi sono prefissato all'atto del mio insediamento". Il gruppo proseguirà il già avviato processo di ristrutturazione, compresa la riduzione della forza lavoro di "17 mila unità, a cominciare da questo venerdì, con un atteso risparmio annuo di 900 milioni di dollari", spiega una nota societaria. Worldcom sta negoziando per ottenere una linea di credito di 5 miliardi per far fronte alle scadenze più immediate. Ma la comunità finanziaria è pessimista. Jeff Halpern, analista della banca d'affari Sandford C. Bernstein, ha commentato: "Con questo il capitolo Worldcom è definitivamente chiuso. Ai vertici della compagnia non rimane che dichiarare il fallimento. Dopo questo scandalo, la fiducia degli investitori è compromessa per sempre. Vedo quindi molto difficile un salvataggio da parte delle banche creditrici". Queste dichiarazioni fanno seguito al tracollo che ha coinvolto le borse di tutto il mondo, investendo gli istituti finanziari coinvolti nel finanziamento di Worldcom e anche gli operatori di telefonia di tutto il mondo. Mentre Tokyo ha chiuso con una flessione dei titoli del 4%, successivamente le borse europee hanno lasciato sul campo 130 miliardi di euro. In Italia è intervenuto il presidente di Assogestioni, Guido Cammarano: "Manderemo una lettera a Consob e Banca d'Italia come appello perché le autorità mettano in luce le profonde differenze tra il sistema di regolamentazione italiano ed europeo e quello americano. ci rivolgiamo alle autorità perché sottolineino in tutte le sedi che le regole del Vecchio continente garantiscono in misura assai maggiore gli investitori". Ci aspettiamo che le autorità di vigilanza agiscano in un coordinamento paneuropeo - ha aggiunto - per affermare fortemente la robustezza della tutela del risparmiatore nel nostro continente". Ultimo capitolo la Arthur Andersen: già nell'occhio del ciclone per aver certificato i bilanci di Enron, che nascondevano debiti per più di un miliardo di dollari, la Andersen è responsabile della certificazione dei bilanci relativi ai cinque trimestri di Worldcom. La Andersen questo mese è stata condannata da un tribunale di Houston per intralcio alla giustizia, poiché i suoi dipendenti, agendo su istruzione del quartier generale, hanno distrutto tonnellate di documenti relativi ai bilanci Enron. Sulla vicenda Worldcom la dirigenza di Andersen ha fatto sapere: "Importanti informazioni riguardanti le spese sono state nascoste ai nostri auditori da parte del direttore finanziario della Worldcom".

http://www.worldcom.com/about_the_company/press_releases/display.phtml?cr/20020625

L'AFFARE TELECOM, UNA PUBLIC COMPANY MANCATA

La ricostruzione di come si sia evoluto uno dei più importanti gruppi italiani in un libro a tratti coraggioso che ripropone la storia del gruppo dal 1992 a oggi

"L'affare Telecom",edito dalla Sperling &Kupfer e scritto da Giuseppe Oddo e Giovanni Pons, fa parte della tradizione dei testi "storici" sulla società telefonica italiana. Il libro sviluppa un'inchiesta dedicata alle vicende politiche e finanziarie che hanno concorso a formare l'assetto societario di uno dei più redditizi e potenti gruppi italiani, Telecom appunto. Si tratta di una versione molto corretta e coraggiosa del percorso che ha compiuto Telecom a partire dal 1992, anno in cui è stato approvato l'operatore unico, per proseguire con la fase di privatizzazione del 1997, e finire con la gestione di Tronchetti Provera. Pons ha spiegato che dal suo libro emerge come "il nostro cuore batte per la public company", e ha aggiunto: "Se il modello si fosse affermato nel nostro Paese il governo avrebbe saputo come procedere sulla privatizzazione dell'ENI".

ERRATA CORRIGE
Per un errore in sede di impaginazione, nella notizia pubblicata a pagina 13 del numero scorso e intitolata "Icann troppo lento - necessita una modifica" si evince che i nomi a dominio in Italia sarebbero registrati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). In realtà il sistema dei nomi a dominio è regolamentato dalle norme stabilite dalla Naming Authority italiana (www.nic.it/NA), mentre il registro dei nomi è operato dalla Registration Authority italiana (www.nic.it/RA). Ce ne scusiamo con i lettori e con gli interessati.

CASO WORLDCOM E LE BANCHE ITALIANE
Diversi istituti bancari italiani sono rimasti coinvolti dal ciclone Worldcom. Il gruppo Bancaroma ha reso noto che "relativamente alle notizie riguardanti Worldcom, l'esposizione ammonta a 50 milioni di dollari dovuta alla partecipazione in un revolving credit facility, con scadenza giugno 2003". Il gruppo Generali ha fatto sapere di essere esposto per 40 milioni di euro, attraverso il possesso di titoli obbligazionari. Il più esposto appare il gruppo IntesaBci: 150 milioni di dollari, quale quota di partecipazione di un prestito sindacato di complessivi 2.600 milioni di dollari contratto dalla società americana. Bank of America, agente del prestito sindacato, sta negoziando con Worldcom, per conto delle banche, il rifinanziamento dell'operazione con garanzia sugli assets della società. Il gruppo milanese conta anche un'esposizione di 11 milioni di euro per un titolo obbligazionario acquistato da Bankhaus Loebbeke. Solo l'euro ha tratto giovamento dalla vicenda Worldcom. Ieri la moneta unica europea era scambiata a 99 centesimi di dollaro.

 

ZANDA INVOCA UN CDA URGENTE: "LA RAI SI DIA UNA STRUTTURA INDUSTRIALE"
Una struttura industriale per risollevare la Rai dalla crisi: è quanto ha proposto ieri il consigliere di amministrazione Luigi Zanda, che ha detto: "La Rai è in crisi. Una crisi molto seria (…) la Rai deve fare servizio pubblico e competere sul mercato. Le serve, quindi, una struttura industriale adeguata ai suoi obiettivi, in grado di produrre informazione, cultura e spettacolo di qualità e di successo". Zanda, con il collega Carmine Donzelli, ha chiesto una convocazione straordinaria del Cda. Dello stesso avviso il consigliere Marco Staderini, che ha detto: "Confermo di essermi associato alla richiesta di convocazione urgente del Consiglio Rai, avanzata dai Consiglieri Zanda e Donzelli". Ha aggiunto Zanda: "La crisi della Rai coincide con una vistosa omologazione della produzione ai 'generi' e agli 'stili' Mediaset. Ma se la Rai accetta che la competizione avvenga su un terreno che non è il suo, è fatale che sia sempre Mediaset a prevalere". Per il consigliere, il servizio pubblico deve puntare "sulla qualità dei suoi prodotti e sulla mescolanza delle idee, deve saper restituire interesse ed appeal alla sua produzione, deve garantire la presenza nei propri programmi di voci e di idee diverse (ed anche scomode) da quelle della maggioranza". Zanda fa riferimento ai dati Auditel, spiegando "come a fine maggio del 2002 (prima dell'inizio dei campionati mondiali di calcio), la Rai, come gruppo, mantenga la leadership (46,6%) su Mediaset (43,3%) ma anche come entrambe perdano limitate quote di mercato". Le quote sono state guadagnate dalle reti minori, che raggiungono l'8,4% del mercato, con un aumento dell'1,6%. "Sono dichiarazioni di assoluto buon senso &endash; ci ha spiegato il diessino Giuseppe Giulietti - perché la crisi della Rai è dovuta ad un motivo ovvio: il presidente del Consiglio è nella pratica il proprietario delle tv. In questo momento almeno due reti Rai hanno la stessa filosofia, la stessa cultura e talvolta le stesse facce del concorrente". "La Rai è la figliastra di Berlusconi, la figlia meno amata", ha aggiunto Giulietti.

 

LEGITTIMO IL CANONE, DICE LA CONSULTA
La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità del Canone Rai, in quanto "prestazione tributaria" che "consente ed impone" la diversificazione delle scelte di programmazione Rai rispetto a quelle di "soggetti privati che operano nel ristretto ed imperfetto mercato radiotelevisivo". La questione di costituzionalità era stata sollevata dal tribunale di Milano.

 

CHE CI FA LA CANCELLIERI AL TG3
"Una domanda: si porta ancora l'arroganza, e l'educazione fa chic o fa trash?". Intanto le domande sono due, e poi è possibile che il tg più 'impegnato' della tv pubblica ospiti servizi con quesiti di tale interesse (TG3 di martedì)? La domanda ossessiona e affligge i telespettatori del TG3 ogni volta che ci sono le sfilate, uomo o donna, e l'inviata Rosanna Cancellieri ci dimostra la sua insaziabile sete di teatro, che poco ha a che fare con il lavoro per cui risulta essere pagata. Teatrale nella voce, nei testi, e anche nei gesti, perché la nostra Rosanna non può fare a meno di farsi riprendere mentre a quarantadue denti ci rifila poco comprensibili e spesso noiose filastrocche modaiole. Soprattutto, non c'entra proprio nulla col format del telegiornale e non si capisce per quale motivo sia l'unica giornalista che ha una linea sua, sempre che non faccia lei stessa confusione tra la linea editoriale e quella del sarto di turno. Perché non cederla a Nonsolomoda? o tutt'al più alla televisione di Jo Squillo? No, povera Jo, non si merita anche questo… E ci sorge spontanea la domanda: possibile che in Rai vadano in video e vengano promossi giornalisti come Rosanna Cancellieri e Anna La Rosa (Telecamere), e vengano bocciati Biagi e Santoro?

 

ATTIVO IL NUOVO SITO DEI TRASPORTI IN LOMBARDIA
E' stato inaugurato il sito dei trasporti della Regione Lombardia alla presenza dell'Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro. L'indirizzo, www.regione. lombardia.it, fornisce gli orari del servizio trasporti regionale, sia dei treni che degli aerei e traghetti e anche cartine stradali e percorsi consigliati. Il sito contiene anche le leggi regionali ed i documenti riguardanti le infrastrutture e mobilità della Regione. Corsaro è fiero del nuovo sito e ha spiegato che risulta "un punto di incontro tra cittadini e Regione Lombardia, per far conoscere quello che si sta facendo per migliorare i servizi, potenziare la rete e collaboarre con gli utenti affinchè possano viaggiare e muoversi con maggiori garanzie e certezze". Il sito è composto da una ricca home page con l'opzione di sette menù. Uno dedicato alle informazioni per muoversi in Lombardia; gli altri ad aree tematiche, all'organizzazione delle competenze, al focus, agli ambiti locali, ai documenti ed infine alla comunicazione.

ALCUNI TITOLI DELLA SETTIMANA

• ZANDA INVOCA UN CDA RAI URGENTE
• MURDOCH VUOLE CHIUDERE ENTRO FINE ANNO PER TELE+
• TF1 INTERESSATA A CANAL +
• QWEST NEL MIRINO SEC
• REUTERS TAGLIA ALTRI 650 POSTI DI LAVORO
• L'ANTITRUST TORNERA' SU ENEL-INFOSTRADA
• TITOLO FRANCE TELECOM ANCORA NEI GUAI
• IPOTESI DI INSIDER TRADING SU AZIONI TELECOM
• CONSUMATORI CONTRO OMNITEL PER IL CAMBIO DELLE TARIFFE
• GASPARRI: SI' ALL' AUTHORITY EUROPEA SULLE TLC
• RAI : FUORI BIAGI SANTORO, DENTRO BENIGNI GUZZANTI
• TELEVENDITE: AUTHORITY AVVIA CONSULTAZIONE PUBBLICA
• AUDITEL - I NUMERI DELLA TV: SE BISCARDI VA IN GOAL
• TRADUTTORE SENZA FILI PER NON UDENTI CON BLUETOOT

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-ICON MEDIALAB STIMA RICAVI ANNUALI PER 5 MILIONI DI EURO
-ALCATEL LANCIA PROFIT WARNING
-L'ANTITRUST TORNERA' A PRONUNCIARSI SU ENEL-INFOSTRADA
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