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SU
WORLDCOM L' EFFETTO
ENRON
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Potrebbe essere la più grande frode
contabile nella storia degli Stati Uniti. Scoperte
irregolarità sui bilanci degli ultimi cinque
trimestri per 3,8 miliardi di
dollari
Una vicenda tanto
grave da spingere il presidente degli Usa, George
W. Bush, ad intervenire. "Indagheremo a fondo - ha
detto Bush - e faremo sì che la gente
risponda delle proprie responsabilità".
Worldcom, che ha un indebitamento di 30 miliardi di
dollari, conta 20 milioni di clienti e 80 mila
dipendenti, di cui 300 in Italia. La denuncia delle
irregolarità è arrivata dal
dipartimento di inchiesta interno e dalla
società di revisione KPMG LLP, subentrata da
poco alla Arthur Andersen. Due teste sono cadute:
la società ha licenziato il direttore
finanziario, Scott Sullivan, e il vice presidente
David Myers. Ieri il titolo Worldcom è stato
sospeso dalla quotazione sul Nasdaq, in seguito al
crollo in preapertura dell'88% a quota 10 centesimi
di dollaro, mentre l'altro ieri aveva chiuso in
caduta del 70%. L'azione nel giugno 1999 aveva
raggiunto un massimo di valutazione a 64,5 dollari.
Worldcom era sotto inchiesta da parte della SEC,
autorità di Borsa americana, per sospette
pratiche contabili. Lo scorso aprile si era dimesso
l'allora presidente Bernard J. Ebbers ed era
partita l'inchiesta interna che ha poi portato alla
scoperta della frode. Secondo quanto riferito da un
auditing interno, alcune spese operative relative
all'esercizio 2001 ed al primo trimestre 2002 per
un totale di 3,8 miliardi di dollari sarebbero
state riportate impropriamente come
investimenti.
KPMG dovrà
ora rivedere i conti di entrambi i periodi.
Worldcom ha già ammesso che l'EBITDA del
2001 sarebbe risultato ridotto a 6,34 miliardi di
dollari, quello del primo trimestre 2002 a 1,36
miliardi. Entrambi i periodi avrebbero accusato un
risultato netto negativo contro l'utile di 1,34
miliardi annunciato per il 2001 e quello di 130
milioni del trimestre in questione. L'attuale
amministratore delegato, John Sidmore, ha fatto
diffondere un comunicato stampa in cui dichiara: "I
vertici della compagnia sono sconvolti per quello
che è successo. Tutto ciò non
altererà tuttavia il mio compito di
perseguire gli obiettivi che mi sono prefissato
all'atto del mio insediamento". Il gruppo
proseguirà il già avviato processo di
ristrutturazione, compresa la riduzione della forza
lavoro di "17 mila unità, a cominciare da
questo venerdì, con un atteso risparmio
annuo di 900 milioni di dollari", spiega una nota
societaria. Worldcom sta negoziando per ottenere
una linea di credito di 5 miliardi per far fronte
alle scadenze più immediate. Ma la
comunità finanziaria è pessimista.
Jeff Halpern, analista della banca d'affari
Sandford C. Bernstein, ha commentato: "Con questo
il capitolo Worldcom è definitivamente
chiuso. Ai vertici della compagnia non rimane che
dichiarare il fallimento. Dopo questo scandalo, la
fiducia degli investitori è compromessa per
sempre. Vedo quindi molto difficile un salvataggio
da parte delle banche creditrici". Queste
dichiarazioni fanno seguito al tracollo che ha
coinvolto le borse di tutto il mondo, investendo
gli istituti finanziari coinvolti nel finanziamento
di Worldcom e anche gli operatori di telefonia di
tutto il mondo. Mentre Tokyo ha chiuso con una
flessione dei titoli del 4%, successivamente le
borse europee hanno lasciato sul campo 130 miliardi
di euro. In Italia è intervenuto il
presidente di Assogestioni, Guido Cammarano:
"Manderemo una lettera a Consob e Banca d'Italia
come appello perché le autorità
mettano in luce le profonde differenze tra il
sistema di regolamentazione italiano ed europeo e
quello americano. ci rivolgiamo alle
autorità perché sottolineino in tutte
le sedi che le regole del Vecchio continente
garantiscono in misura assai maggiore gli
investitori". Ci aspettiamo che le autorità
di vigilanza agiscano in un coordinamento
paneuropeo - ha aggiunto - per affermare fortemente
la robustezza della tutela del risparmiatore nel
nostro continente". Ultimo capitolo la Arthur
Andersen: già nell'occhio del ciclone per
aver certificato i bilanci di Enron, che
nascondevano debiti per più di un miliardo
di dollari, la Andersen è responsabile della
certificazione dei bilanci relativi ai cinque
trimestri di Worldcom. La Andersen questo mese
è stata condannata da un tribunale di
Houston per intralcio alla giustizia, poiché
i suoi dipendenti, agendo su istruzione del
quartier generale, hanno distrutto tonnellate di
documenti relativi ai bilanci Enron. Sulla vicenda
Worldcom la dirigenza di Andersen ha fatto sapere:
"Importanti informazioni riguardanti le spese sono
state nascoste ai nostri auditori da parte del
direttore finanziario della Worldcom".
http://www.worldcom.com/about_the_company/press_releases/display.phtml?cr/20020625

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L'AFFARE
TELECOM, UNA PUBLIC COMPANY
MANCATA
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La
ricostruzione di come si sia evoluto uno
dei più importanti gruppi italiani
in un libro a tratti coraggioso che
ripropone la storia del gruppo dal 1992 a
oggi
"L'affare
Telecom",edito dalla Sperling &Kupfer
e scritto da Giuseppe Oddo e Giovanni
Pons, fa parte della tradizione dei testi
"storici" sulla società telefonica
italiana. Il libro sviluppa un'inchiesta
dedicata alle vicende politiche e
finanziarie che hanno concorso a formare
l'assetto societario di uno dei più
redditizi e potenti gruppi italiani,
Telecom appunto. Si tratta di una versione
molto corretta e coraggiosa del percorso
che ha compiuto Telecom a partire dal
1992, anno in cui è stato approvato
l'operatore unico, per proseguire con la
fase di privatizzazione del 1997, e finire
con la gestione di Tronchetti Provera.
Pons ha spiegato che dal suo libro emerge
come "il nostro cuore batte per la public
company", e ha aggiunto: "Se il modello si
fosse affermato nel nostro Paese il
governo avrebbe saputo come procedere
sulla privatizzazione
dell'ENI".
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Per
un errore in sede di impaginazione, nella notizia
pubblicata a pagina 13 del numero scorso e
intitolata "Icann troppo lento - necessita una
modifica" si evince che i nomi a dominio in Italia
sarebbero registrati dal Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR). In realtà il sistema dei
nomi a dominio è regolamentato dalle norme
stabilite dalla Naming Authority italiana
(www.nic.it/NA), mentre il registro dei nomi
è operato dalla Registration Authority
italiana (www.nic.it/RA). Ce ne scusiamo con i
lettori e con gli interessati.
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CASO
WORLDCOM E LE BANCHE
ITALIANE
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Diversi
istituti bancari italiani sono rimasti coinvolti
dal ciclone Worldcom. Il gruppo Bancaroma ha reso
noto che "relativamente alle notizie riguardanti
Worldcom, l'esposizione ammonta a 50 milioni di
dollari dovuta alla partecipazione in un revolving
credit facility, con scadenza giugno 2003". Il
gruppo Generali ha fatto sapere di essere esposto
per 40 milioni di euro, attraverso il possesso di
titoli obbligazionari. Il più esposto appare
il gruppo IntesaBci: 150 milioni di dollari, quale
quota di partecipazione di un prestito sindacato di
complessivi 2.600 milioni di dollari contratto
dalla società americana. Bank of America,
agente del prestito sindacato, sta negoziando con
Worldcom, per conto delle banche, il
rifinanziamento dell'operazione con garanzia sugli
assets della società. Il gruppo milanese
conta anche un'esposizione di 11 milioni di euro
per un titolo obbligazionario acquistato da
Bankhaus Loebbeke. Solo l'euro ha tratto giovamento
dalla vicenda Worldcom. Ieri la moneta unica
europea era scambiata a 99 centesimi di
dollaro.
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ZANDA
INVOCA UN CDA URGENTE: "LA RAI SI DIA UNA
STRUTTURA INDUSTRIALE"
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Una
struttura industriale per risollevare la Rai dalla
crisi: è quanto ha proposto ieri il
consigliere di amministrazione Luigi Zanda, che ha
detto: "La Rai è in crisi. Una crisi molto
seria (
) la Rai deve fare servizio pubblico e
competere sul mercato. Le serve, quindi, una
struttura industriale adeguata ai suoi obiettivi,
in grado di produrre informazione, cultura e
spettacolo di qualità e di successo". Zanda,
con il collega Carmine Donzelli, ha chiesto una
convocazione straordinaria del Cda. Dello stesso
avviso il consigliere Marco Staderini, che ha
detto: "Confermo di essermi associato alla
richiesta di convocazione urgente del Consiglio
Rai, avanzata dai Consiglieri Zanda e Donzelli". Ha
aggiunto Zanda: "La crisi della Rai coincide con
una vistosa omologazione della produzione ai
'generi' e agli 'stili' Mediaset. Ma se la Rai
accetta che la competizione avvenga su un terreno
che non è il suo, è fatale che sia
sempre Mediaset a prevalere". Per il consigliere,
il servizio pubblico deve puntare "sulla
qualità dei suoi prodotti e sulla mescolanza
delle idee, deve saper restituire interesse ed
appeal alla sua produzione, deve garantire la
presenza nei propri programmi di voci e di idee
diverse (ed anche scomode) da quelle della
maggioranza". Zanda fa riferimento ai dati Auditel,
spiegando "come a fine maggio del 2002 (prima
dell'inizio dei campionati mondiali di calcio), la
Rai, come gruppo, mantenga la leadership (46,6%) su
Mediaset (43,3%) ma anche come entrambe perdano
limitate quote di mercato". Le quote sono state
guadagnate dalle reti minori, che raggiungono
l'8,4% del mercato, con un aumento dell'1,6%. "Sono
dichiarazioni di assoluto buon senso &endash; ci ha
spiegato il diessino Giuseppe Giulietti -
perché la crisi della Rai è dovuta ad
un motivo ovvio: il presidente del Consiglio
è nella pratica il proprietario delle tv. In
questo momento almeno due reti Rai hanno la stessa
filosofia, la stessa cultura e talvolta le stesse
facce del concorrente". "La Rai è la
figliastra di Berlusconi, la figlia meno amata", ha
aggiunto Giulietti.
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LEGITTIMO
IL CANONE, DICE LA
CONSULTA
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La
Corte Costituzionale ha confermato la
legittimità del Canone Rai, in quanto
"prestazione tributaria" che "consente ed impone"
la diversificazione delle scelte di programmazione
Rai rispetto a quelle di "soggetti privati che
operano nel ristretto ed imperfetto mercato
radiotelevisivo". La questione di
costituzionalità era stata sollevata dal
tribunale di Milano.
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CHE
CI FA LA CANCELLIERI AL
TG3
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"Una
domanda: si porta ancora l'arroganza, e
l'educazione fa chic o fa trash?". Intanto le
domande sono due, e poi è possibile che il
tg più 'impegnato' della tv pubblica ospiti
servizi con quesiti di tale interesse (TG3 di
martedì)? La domanda ossessiona e affligge i
telespettatori del TG3 ogni volta che ci sono le
sfilate, uomo o donna, e l'inviata Rosanna
Cancellieri ci dimostra la sua insaziabile sete di
teatro, che poco ha a che fare con il lavoro per
cui risulta essere pagata. Teatrale nella voce, nei
testi, e anche nei gesti, perché la nostra
Rosanna non può fare a meno di farsi
riprendere mentre a quarantadue denti ci rifila
poco comprensibili e spesso noiose filastrocche
modaiole. Soprattutto, non c'entra proprio nulla
col format del telegiornale e non si capisce per
quale motivo sia l'unica giornalista che ha una
linea sua, sempre che non faccia lei stessa
confusione tra la linea editoriale e quella del
sarto di turno. Perché non cederla a
Nonsolomoda? o tutt'al più alla televisione
di Jo Squillo? No, povera Jo, non si merita anche
questo
E ci sorge spontanea la domanda:
possibile che in Rai vadano in video e vengano
promossi giornalisti come Rosanna Cancellieri e
Anna La Rosa (Telecamere), e vengano bocciati Biagi
e Santoro?
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ATTIVO
IL NUOVO SITO DEI TRASPORTI IN
LOMBARDIA
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E' stato
inaugurato il sito dei trasporti della Regione
Lombardia alla presenza dell'Assessore regionale
alle Infrastrutture e Mobilità Massimo
Corsaro. L'indirizzo, www.regione. lombardia.it,
fornisce gli orari del servizio trasporti
regionale, sia dei treni che degli aerei e
traghetti e anche cartine stradali e percorsi
consigliati. Il sito contiene anche le leggi
regionali ed i documenti riguardanti le
infrastrutture e mobilità della Regione.
Corsaro è fiero del nuovo sito e ha spiegato
che risulta "un punto di incontro tra cittadini e
Regione Lombardia, per far conoscere quello che si
sta facendo per migliorare i servizi, potenziare la
rete e collaboarre con gli utenti affinchè
possano viaggiare e muoversi con maggiori garanzie
e certezze". Il sito è composto da una ricca
home page con l'opzione di sette menù. Uno
dedicato alle informazioni per muoversi in
Lombardia; gli altri ad aree tematiche,
all'organizzazione delle competenze, al focus, agli
ambiti locali, ai documenti ed infine alla
comunicazione.
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ALCUNI
TITOLI DELLA SETTIMANA
ZANDA INVOCA UN CDA RAI
URGENTE
MURDOCH VUOLE CHIUDERE ENTRO FINE ANNO PER
TELE+
TF1 INTERESSATA A CANAL
+
QWEST NEL MIRINO
SEC
REUTERS TAGLIA ALTRI 650 POSTI DI
LAVORO
L'ANTITRUST TORNERA' SU
ENEL-INFOSTRADA
TITOLO FRANCE TELECOM ANCORA NEI
GUAI
IPOTESI DI INSIDER TRADING SU AZIONI
TELECOM
CONSUMATORI CONTRO OMNITEL PER IL CAMBIO DELLE
TARIFFE
GASPARRI: SI' ALL' AUTHORITY EUROPEA SULLE
TLC
RAI : FUORI BIAGI SANTORO, DENTRO BENIGNI
GUZZANTI
TELEVENDITE: AUTHORITY AVVIA CONSULTAZIONE PUBBLICA
AUDITEL - I NUMERI DELLA TV: SE BISCARDI VA IN
GOAL
TRADUTTORE SENZA FILI PER NON UDENTI CON
BLUETOOT
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