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OBBLIGATORIO
IL CONSENSO PER LE FOTO SU INTERNET
Il
Garante si pronuncia per la tutela della
privacy per quanto riguarda le fotografie
pubblicate su internet da laboratori
fotografici che offrono servizi ai clienti
riportando sul proprio sito le foto
realizzate. L'allarme è scattato
dopo il caso di una società che
pubblicava delle foto sul web permettendo
ai clienti, muniti di un codice personale,
di scaricarle, stamparle e addirittura
raccoglierle in album virtuali. Il
laboratorio fotografico, nel rispetto
della privacy del cliente ha l'obbligo di
acquisire il suo consenso nel mostrare
informazioni che potrebbero contenere dati
personali. Il rischio che il Garante deve
prevenire è quello che altri utenti
possano venire in possesso di informazioni
senza che ne sia autorizzato
l'accesso.
AL
QAEDA UTILIZZA MESSAGGI IN CODICE SUL
WEB
Il
settimanale "Newsweek" sostiene che i
terroristi di Al Qaeda utilizzino le
pagine web per comunicare mediante
varianti impercettibili di simboli e frasi
in codice. A confermare l'ipotesi
interviene l'intelligence USA che
chiarisce che talvolta i siti incriminati
non hanno alcun link di accesso e per
accedervi bisogna conoscere l' indirizzo
completo del sito. Altri metodi utilizzati
da Al Qaeda sono la criptazione e la
steganografia, in cui le frasi segrete
sono celate nelle immagini grafiche
visibili a tutti.
DATAMAT
DA' IL VIA ALL'HYPERWAVE IN ITALIA
Datamat
e la tedesca Hyperwave hanno siglato un
accordo triennale per la distribuzione,
installazione e fornitura in esclusiva sul
mercato italiano di prodotti e servizi
nell'area del Knowledge Menagement e
dell'e-learning. Tale accordo
permetterà a Datamat di investire
in attività commerciali e di
marketing supportate da professionisti
altamente specializzati con approfondite
conoscenze sia tecnologiche che
applicative per offrire soluzioni che
permettano profiqui guadagni ai
clienti.
IN
RETE MODULI E LETTERE PRONTE PER L'USO
Ecco
il vero ponte tra la old e la new economy,
il portale moduli.it. Quello che
c'è di più vecchio, statico
e noioso, il modulo appunto, inserito nel
contesto più moderno e interattivo
possibile. Il sito moduli.it propone
migliaia di lettere e formule pronte per
risolvere ogni situazione. E' una creatura
della Dimmidove, una società di
Pescara esperta in servizi alle pubbliche
amministrazioni. "L'idea di un portale
della modulistica è nata quando con
l'autocertificazione si è per
così dire liberalizzato il mondo
del certificato &endash; dice Stefano di
Lello, responsabile del portale -.
Inizialmente il nostro era un piccolissimo
sito con una lunga sequela di moduli di
autocertificazione in formato html e con
un layout di stampa che definirei orrendo.
Mano a mano ci siamo appassionati sempre
più e abbiamo cominciato ad
arricchire questo contenitore, è
stato creato un sw che genera in
automatico i file pdf e oggi quasi
cinquemila moduli risiedono sui nostri
server". Al sito accedono fasce di utenza
molto diverse, tutti coloro insomma che in
un momento della loro vita hanno bisogno
di un modulo o di un modello bello e
pronto. Ma quali sono i moduli più
richiesti? Ecco la classifica, con qualche
sorpresa. Al primo posto la lettera di
dimissioni, al secondo la dichiarazione
sostitutiva di atto notorio, e poi
nell'ordine, le condoglianze, lo stato di
famiglia, la compilazione del bollettino
ICI, lettera per il matrimonio e per il
compleanno. Tra i primi venti posti anche
i ricorsi per le multe, la disdetta a
Telecom, alla polizza RC Auto e
all'assicurazione in genere.
DIMINUISCE
LA DIFFUSIONE DI SOFTWARE ILLEGALE IN
ITALIA
La
settima edizione dello studio IPR (
International Planning and Research
Corporation) commissionato annualmente
dalla Business Software Alliance ha
registrato un aumento della pirateria su
scala mondiale. I dati parlano di un
passaggio dal 37% del 2000 al 40% del
2001. In Europa la diffusione di software
pirata ha visto una crescita del 3%
rispetto al 2000 causando una perdita
economica nel settore di circa 2,7
miliardi di dollari. L'Italia,
contrariamente alla tendenza generale,
registra un lieve miglioramento, riducendo
la percentuale di software illegale dal
46% al 45%. Secondo questi dati positivi
il nostro Paese migliora la sua posizione
all'interno della graduatoria europea
degli Stati maggiormente colpiti dalla
pirateria informatica, posizionandosi al
quarto posto anzichè al terzo. In
Francia e in Germania il tasso è
notevolmente aumentato salendo a livello
+6%.
I
LAUREATI IN INFORMATICA PROTESTANO
I
laureati in informatica e scienze
dell'informazione denunciano " l'ingiusta
discriminazione legislativa, che impedisce
ai laureati in informatica e scienze
dell'informazione l'iscrizione all'esame
di Stato per ingegneri informatici."
Spiega il presidente nazionale uscente
dell'ALSI, l'Associazione Nazionale
Laureati in Informatica e Scienze
dell'Informazione, Enrico Bocci: "
L'iscrizione all'albo ingegneri, sezione
informatici è una
possibilità concessa ai nuovi
laureati in discipline informatiche dal
DPR 328 che però non tutela
giuridicamente i 25 mila 'vecchi' laureati
in Scienze dell'Informazione ed
Informatica". Questa situazione precaria
ha causato numerosi ricorsi ai tribunali
amministrativi regionali. Dice Bocci: "Si
arriva fino al paradosso per cui un
ingegnere civile, magari laureatosi 30
anni fa e quindi completamente ignaro di
competenze informatiche, firmi dei
progetti informatici, come prevede
l'articolo 49 del DPR 328".
MEDIALAW
OTTIENE IL PREMIO COME MIGLIOR SITO
GIURIDICO
Medialaw,
sito universitario italiano dedicato alla
ricerca nel campo del diritto dei mass
media e gestito dalla cattedra di diritto
dei mezzi di comunicazione della Luiss -
Guido Carli di Roma, è stato
nominato Best International Law School
Website 2002. L'iniziativa è stata
proposta da E-iure, uno dei più
importanti siti giuridici del mondo. Al
secondo e al terzo posto, nella scelta tra
i vari siti dedicati al diritto, si sono
classificati rispettivamente quelli
dell'Università di Madrid e Girona.
La premiazione si è basata sulla
qualità della grafica, sulla
navigabilità, la ricchezza dei
contenuti e l'opportunità da parte
dell'utente di accedere a testi tradotti
in varie lingue. Medialaw ha potuto
contare ,per ottenere tale successo, su
una ricca banca dati universitaria
contenente informazioni rivolte a diverse
professionalità e dedicate al
diritto d'autore, alla privacy, al diritto
del consumatore e all'editoria. Il premio
ottenuto da Medialaw sottolinea, ancora
una volta, la preminenza delle
università italiane nel campo della
ricerca.
ANONIMI
INVIANO IMMAGINI PORNOGRAFICHE ALLA
POLIZIA
Il
commissariato di Ventimiglia ha ricevuto
delle lettere anonime con stampe di siti
web destinati ai pedofili. Il vicequestore
aggiunto Giuseppe Mauceri commenta:
"Abbiamo ricevuto segnalazioni specifiche
da parte di internauti, che navigando
nella grande rete si sono imbattuti in
siti di provenienza sospetta. Ringraziamo
i cittadini per la loro collaborazione e
li invitiamo a segnalare tutti i casi
sospetti, via e-mail, al sito ufficiale
della Polizia di Stato. Nello stesso tempo
invitiamo anche i genitori dei più
piccoli a installare nei loro computer dei
filtri, che si possono scaricare
gratuitamente da internet, per impedire
l'accesso a domini di dubbia
natura".
IMMAGINI
PERICOLOSE SUL WEB
E'
polemica sulle immagini ad alta
risoluzione vendute sul web. La denuncia
arriva dal Ministero della difesa
britannico, il quale chiede che venga
proibita la vendita delle foto di luoghi a
rischio di attacchi terroristici. Sul sito
getmapping.com, autorizzato dal Ministero
della difesa, si trovano immagini
dettagliate prese da un satellite e
numerosi link a "siti segreti" dove, con
una spesa ridotta, si possono acquistare
foto dettagliate di luoghi quali impianti
nucleari, basi militari e della sede dei
servizi segreti. Commenta Charles
Shoebridge, un ex agente dei servizi
segreti: "Tutto questo può essere
'tremendamente utile' per i terroristi. In
queste foto si può vedere di tutto:
oledotti, costruzioni, depositi di
carburante. Si possono identificare
postazioni chiave e depositi di
munizioni." Shoebridge ha espresso anche
il suo disappunto per il fatto che
immagini del genere siano disponibili sul
libero mercato.
GLI
INGLESI SONO I PIU' NUMEROSI SUL SITO
DELLA FIFA
Fifaworldcup.yahoo.com,
sito ufficiale della Coppa del Mondo,
registra tra Francia, Italia e UK oltre
741045 contatti giornalieri. I paesi
monitorati dal sito sono in tutto 17, ma
quello in cui è stato maggiore l'
audience è l'Inghilterra, Paese che
ha registrato oltre 271444 contatti
giornalieri, seguito dalla Germania con
265260 accessi e dalla Francia con 172662.
In Italia le navigazioni sono state
minori, ma numerose, considerando che il
sito FIFA è privo di un' area in
italiano. Fuori d'Europa la Corea registra
il più alto numero di connessioni,
con 430 mila contatti. Nel Regno Unito,
durante la settimana del Giubileo della
Regina, si sono collegati al sito FIFA
dalla propria abitazione meno di 23 mila
inglesi, preferendo seguire la partita
dalla televisione. Le persone che
progressivamente hanno deciso di navigare
sul sito della FIFA sono state attratte
dalle informazioni del pre - partita,
dalle immagini del dopo-gara e
dall'aggiornamento in tempo reale di cui
fruire anche dai propri posti di
lavoro.
LA
RETE CERCA IL SUO SANTO PROTETTORE
Sul
sito www.santiebeati.it è stato
indetto il concorso per eleggere il Santo
protettore di internet. La scelta verte
principalmente su Sant'Alfonso Maria de'
Liguori, che si laureò
all'età di soli sedici anni
ottenendo il massimo dei voti, e,
diventato sacerdote, non si diede mai
pace, continuando a viaggiare per
diffondere il Vangelo. Poi su San Gabriele
Arcangelo, definito comunicatore e
annunciatore del divino per eccellenza e
su San Isidoro di Siviglia, autore di una
serie infinita di volumi che trattano
dello scibile umano. L'enciclopedia dei
Santi suggerisce inoltre di votare per San
Giovanni Bosco, promotore di nuove forme
di apostolato all'interno della Chiesa e
per San Pietro Regalado, dotato della
capacità di apparire
contemporaneamente in luoghi diversi.
Nella lista compare un'unica donna: Santa
Tecla di Iconio, che, come narra la
leggenda, per difendersi dall'attacco
nemico penetrò in una roccia che si
era rinchiusa su di lei. Per il pericolo
scampato potrebbe ritenersi la patrona
contro i virus che minacciano i nostri PC.
SERVONO
PIU' CONTROLLI SU INTERNET
Niente
più privacy su internet. La
struttura di coordinamento delle polizie
dell'Unione europea, Europol, ha elaborato
un progetto secondo il quale la polizia e
i servizi segreti potranno accedere e
controllare tutte le informazioni
trasmesse via web, e-mail incluse. Secondo
il settimanale britannico, l'Observer, in
possesso di una bozza del documento,
sarà richiesta la collaborazione
delle società telefoniche per
raccogliere i dati e per contribuire in
questo modo alla lotta contro il
terrorismo internazionale, al traffico di
droga e a prevenire l'uso criminale della
rete. Le società che gestiscono
siti internazionali dovranno registrare le
password usate dagli utenti, gli indirizzi
che sono stati visitati, informazioni su
ogni carta di credito e conto bancario
usato per abbonamenti. Si dice preoccupato
Ian Brown, esperto sulla privacy dei dati
e direttore della fondazione per la
ricerca sulla politica nell'informazione,
il quale ricorda che nel 99 per cento dei
casi i dati saranno usati in modo corretto
ma si chiede preoccupato che cosa
succederà per il rimanente un per
cento."
11
SETTEMBRE: POCHI INTERNAUTI USANO IL
WEB
Da
una ricerca realizzata da da Pew Internet
and American Life Project è emerso
che soltanto il 3% dei internauti
americani è venuto a conoscenza
degli atti terroristici dell'11 settembre
attraverso internet, l'81% l'ha appreso
dalla tv e l'11% dalla radio. Commenta
Sebastiano Bagnara, docente di psicologia
cognitiva, in occasione del forum sulla
Comunicazione di crisi e di emergenza: "La
ricerca dimostra che Internet è
più un mezzo di comunicazione che
di informazione." Dallo studio emerge
anche che l'11 settembre soltanto il 15%
degli americani ha mandato un e-mail ai
parenti, mentre il 51% ha telefonato alla
famiglia e il 40% agli amici. "Questo
perché &endash; sottolinea Bagnaro-
gli utenti volevano capire cosa era
accaduto. La comunità virtuale fa
ricorso a internet più per
condividere o per consolarsi che per
ricercare informazioni, che su internet
sono prive di controllo."Il docente di
psicologia ha poi approfondito la
problematica delle comunità
virtuali: "Le comunità virtuali
condividono sensazioni e sentimenti,
mentre la comunità reale partecipa
alla vita di tutti i giorni. Ma proprio la
comunità virtuale ha maggiori
capacità di aggredire le
comunità stabili, procurando
effetti dirompenti. Un esempio il delitto
di Cogne, nel quale la comunità
globale virtuale dei media ha condizionato
in negativo le relazioni sociali degli
abitanti di questo Paese."
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Sbarca
in Italia un nuovo imperatore dei media.
L'incognita è: c'è un
accordo con quello che già abbiamo
o entra in concorrenza.
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Nella notizia che vi abbiamo dato in
anteprima la scorsa settimana sul nuovo
coinvolgimento della News Corp. di Murdoch
nella tv italiana mancava un dato che
è stato anche successivamente poco
considerato. E cioè che Tele+ non
possiede solo i canali via satellite, ma
anche due concessioni terrestri. Licenze
un po' particolari che secondo indicazioni
più volte mutate sarebbero dovute
diventare disponibili. Fatto è che
quelle due concessioni sono valide e
operative e che hanno un valore
straordinario. Perché l'eventuale
rilancio di Tele+ in Italia nella cordata
News Corp-Telecom porterebbe l'editore ad
avere tre concessioni, come Rai e Mediaset
potendo contare anche sulla concessione de
La 7. A Murdoch i contenuti per la
televisione non mancano e trasformare i
segnali criptati in segnali in chiaro
richiede circa quattro secondi di lavoro e
nessuno obbliga Tele+ a trasmettere sul
terrestre le stesse cose che trasmette via
satellite. Per capire le ragioni di un
presunto investimento di tale
entità (un miliardo di euro da
parte di un socio significa che l'altro
socio o ci mette una cifra analoga o
scende nella partecipazione azionaria) su
una società che perde decine di
milioni di euro ogni anno bisogna
ragionare alla grande e, come spesso non
si fa mai nel nostro Paese, sul lungo
periodo. Pensare ad esempio che cosa
significhi avere tre concessioni terrestri
quando fra qualche anno il passaggio al
digitale consentirà di trasformare
ogni rete in sei/otto canali. Pensare a
cosa si saranno detti Murdoch e Berlusconi
in quegli incontri che tutti pensavamo
servissero a cedere quote di Mediaset, e
forse non era così. Un intervento
di Murdoch in Italia nella tv generalista
come è visto da Presidente del
consiglio e imperatore dei media? Da un
lato potrebbe essere la svolta per mettere
una pietra sopra al conflitto di
interessi, sostenendo che ora c'è
un terzo polo (che per organizzarsi ci
metterà almeno due anni);
dall'altro Murdoch ha la forza di portare
in Italia una televisione di
qualità, diciamo così, in
grado di far concorrenza alle reti di
Berlusconi. Allora perché non
pensare ad un'alleanza a tutto campo tra
News Corp. &endash; Telecom e Mediaset
(Telecom non ha ancora detto che cosa
vuole fare, ma Murdoch prema perché
ci metta anche lei i soldi), soprattutto
in un momento in cui l'intento di tutti,
da sinistra e da destra, è quello
di ristrutturare la Rai trasformandola in
un vero servizio pubblico? Sono certamente
le regole del mercato, ma se ci si pensa
bene sono in contrasto con le regole della
democrazia. L'abbandono di Vivendi del
mercato italiano a favore di un altro
condottiero come Murdoch non è un
bel segnale, soprattutto nel sospetto che
i due condottieri siano d'accordo. L'altro
grande gruppo dei media europeo, RTL
Group, ha già detto esplicitamente
che fino a che in Italia c'è
Berlusconi loro non investiranno un euro
nel nostro Paese, l'unico dell'Europa
occidentale e balcanica a non vedere la
presenza del gruppo tedesco. Il solo
limite possibile all'operazione è
proprio la posizione di Telecom che avendo
già la concessione per La 7
potrebbe spingere l'antitrust a bloccare
l'acquisizione di Tele+. Ma se Telecom,
come probabile, scenderà di quote
sarà difficile per l'antitrust dire
perché Mediaset e Rai possono avere
tre licenze e Murdoch no.
Che
sarà di Stream? Fusa dentro Tele+
per evitare la somma di problemi per le
licenze e anche l'accumulo di perdite. E
de La 7? Se dovesse tornare in vendita gli
acquirenti potenziali non mancano, ma
dipenderà dal prezzo. Maurizio
Romiti ha ribadito che HDP vuole entrare
nel mercato televisivo, e chissà
mai che questa volta lo faccia davvero.
Insomma, forse l'arrivo di Murdoch non
solo non risolve l'anomalia italiana, ma
la aggrava.
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MURDOCH
PREME SU TELECOM
Rupert
Murdoch ora fa pressioni sul socio in
Stream, Telecom Italia, perché
partecipi all'operazione di acquisizione
di Tele+. Il magnate australiano paventa
all'operatore di telefonia l'eventuale
fallimento di Stream, qualora l'operazione
Tele+ non andasse in porto. Stream,
infatti, rischierebbe il fallimento e
Telecom si troverebbe schiacciata da un
debito compreso tra i 500 milioni ed il
miliardo di euro. La News Corp. di Murdoch
ha firmato sabato scorso un accordo
preliminare con Vivendi Universal per la
cessione della controllata Tele+ per un
miliardo di euro. Intanto il direttore
generale della Rai, Agostino Saccà,
ha reso noto che l'azienda pubblica
deciderà solo tra un paio d'anni se
cedere il suo 2% in Tele+ o raddoppiare la
quota.
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