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NUMERO 201 DEL 13 GIUGNO 2002
ANNO VI

 

OBBLIGATORIO IL CONSENSO PER LE FOTO SU INTERNET
Il Garante si pronuncia per la tutela della privacy per quanto riguarda le fotografie pubblicate su internet da laboratori fotografici che offrono servizi ai clienti riportando sul proprio sito le foto realizzate. L'allarme è scattato dopo il caso di una società che pubblicava delle foto sul web permettendo ai clienti, muniti di un codice personale, di scaricarle, stamparle e addirittura raccoglierle in album virtuali. Il laboratorio fotografico, nel rispetto della privacy del cliente ha l'obbligo di acquisire il suo consenso nel mostrare informazioni che potrebbero contenere dati personali. Il rischio che il Garante deve prevenire è quello che altri utenti possano venire in possesso di informazioni senza che ne sia autorizzato l'accesso.

AL QAEDA UTILIZZA MESSAGGI IN CODICE SUL WEB
Il settimanale "Newsweek" sostiene che i terroristi di Al Qaeda utilizzino le pagine web per comunicare mediante varianti impercettibili di simboli e frasi in codice. A confermare l'ipotesi interviene l'intelligence USA che chiarisce che talvolta i siti incriminati non hanno alcun link di accesso e per accedervi bisogna conoscere l' indirizzo completo del sito. Altri metodi utilizzati da Al Qaeda sono la criptazione e la steganografia, in cui le frasi segrete sono celate nelle immagini grafiche visibili a tutti.

DATAMAT DA' IL VIA ALL'HYPERWAVE IN ITALIA
Datamat e la tedesca Hyperwave hanno siglato un accordo triennale per la distribuzione, installazione e fornitura in esclusiva sul mercato italiano di prodotti e servizi nell'area del Knowledge Menagement e dell'e-learning. Tale accordo permetterà a Datamat di investire in attività commerciali e di marketing supportate da professionisti altamente specializzati con approfondite conoscenze sia tecnologiche che applicative per offrire soluzioni che permettano profiqui guadagni ai clienti.

IN RETE MODULI E LETTERE PRONTE PER L'USO
Ecco il vero ponte tra la old e la new economy, il portale moduli.it. Quello che c'è di più vecchio, statico e noioso, il modulo appunto, inserito nel contesto più moderno e interattivo possibile. Il sito moduli.it propone migliaia di lettere e formule pronte per risolvere ogni situazione. E' una creatura della Dimmidove, una società di Pescara esperta in servizi alle pubbliche amministrazioni. "L'idea di un portale della modulistica è nata quando con l'autocertificazione si è per così dire liberalizzato il mondo del certificato &endash; dice Stefano di Lello, responsabile del portale -. Inizialmente il nostro era un piccolissimo sito con una lunga sequela di moduli di autocertificazione in formato html e con un layout di stampa che definirei orrendo. Mano a mano ci siamo appassionati sempre più e abbiamo cominciato ad arricchire questo contenitore, è stato creato un sw che genera in automatico i file pdf e oggi quasi cinquemila moduli risiedono sui nostri server". Al sito accedono fasce di utenza molto diverse, tutti coloro insomma che in un momento della loro vita hanno bisogno di un modulo o di un modello bello e pronto. Ma quali sono i moduli più richiesti? Ecco la classifica, con qualche sorpresa. Al primo posto la lettera di dimissioni, al secondo la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, e poi nell'ordine, le condoglianze, lo stato di famiglia, la compilazione del bollettino ICI, lettera per il matrimonio e per il compleanno. Tra i primi venti posti anche i ricorsi per le multe, la disdetta a Telecom, alla polizza RC Auto e all'assicurazione in genere.

DIMINUISCE LA DIFFUSIONE DI SOFTWARE ILLEGALE IN ITALIA
La settima edizione dello studio IPR ( International Planning and Research Corporation) commissionato annualmente dalla Business Software Alliance ha registrato un aumento della pirateria su scala mondiale. I dati parlano di un passaggio dal 37% del 2000 al 40% del 2001. In Europa la diffusione di software pirata ha visto una crescita del 3% rispetto al 2000 causando una perdita economica nel settore di circa 2,7 miliardi di dollari. L'Italia, contrariamente alla tendenza generale, registra un lieve miglioramento, riducendo la percentuale di software illegale dal 46% al 45%. Secondo questi dati positivi il nostro Paese migliora la sua posizione all'interno della graduatoria europea degli Stati maggiormente colpiti dalla pirateria informatica, posizionandosi al quarto posto anzichè al terzo. In Francia e in Germania il tasso è notevolmente aumentato salendo a livello +6%.

I LAUREATI IN INFORMATICA PROTESTANO
I laureati in informatica e scienze dell'informazione denunciano " l'ingiusta discriminazione legislativa, che impedisce ai laureati in informatica e scienze dell'informazione l'iscrizione all'esame di Stato per ingegneri informatici." Spiega il presidente nazionale uscente dell'ALSI, l'Associazione Nazionale Laureati in Informatica e Scienze dell'Informazione, Enrico Bocci: " L'iscrizione all'albo ingegneri, sezione informatici è una possibilità concessa ai nuovi laureati in discipline informatiche dal DPR 328 che però non tutela giuridicamente i 25 mila 'vecchi' laureati in Scienze dell'Informazione ed Informatica". Questa situazione precaria ha causato numerosi ricorsi ai tribunali amministrativi regionali. Dice Bocci: "Si arriva fino al paradosso per cui un ingegnere civile, magari laureatosi 30 anni fa e quindi completamente ignaro di competenze informatiche, firmi dei progetti informatici, come prevede l'articolo 49 del DPR 328".

MEDIALAW OTTIENE IL PREMIO COME MIGLIOR SITO GIURIDICO
Medialaw, sito universitario italiano dedicato alla ricerca nel campo del diritto dei mass media e gestito dalla cattedra di diritto dei mezzi di comunicazione della Luiss - Guido Carli di Roma, è stato nominato Best International Law School Website 2002. L'iniziativa è stata proposta da E-iure, uno dei più importanti siti giuridici del mondo. Al secondo e al terzo posto, nella scelta tra i vari siti dedicati al diritto, si sono classificati rispettivamente quelli dell'Università di Madrid e Girona. La premiazione si è basata sulla qualità della grafica, sulla navigabilità, la ricchezza dei contenuti e l'opportunità da parte dell'utente di accedere a testi tradotti in varie lingue. Medialaw ha potuto contare ,per ottenere tale successo, su una ricca banca dati universitaria contenente informazioni rivolte a diverse professionalità e dedicate al diritto d'autore, alla privacy, al diritto del consumatore e all'editoria. Il premio ottenuto da Medialaw sottolinea, ancora una volta, la preminenza delle università italiane nel campo della ricerca.

ANONIMI INVIANO IMMAGINI PORNOGRAFICHE ALLA POLIZIA
Il commissariato di Ventimiglia ha ricevuto delle lettere anonime con stampe di siti web destinati ai pedofili. Il vicequestore aggiunto Giuseppe Mauceri commenta: "Abbiamo ricevuto segnalazioni specifiche da parte di internauti, che navigando nella grande rete si sono imbattuti in siti di provenienza sospetta. Ringraziamo i cittadini per la loro collaborazione e li invitiamo a segnalare tutti i casi sospetti, via e-mail, al sito ufficiale della Polizia di Stato. Nello stesso tempo invitiamo anche i genitori dei più piccoli a installare nei loro computer dei filtri, che si possono scaricare gratuitamente da internet, per impedire l'accesso a domini di dubbia natura".

IMMAGINI PERICOLOSE SUL WEB
E' polemica sulle immagini ad alta risoluzione vendute sul web. La denuncia arriva dal Ministero della difesa britannico, il quale chiede che venga proibita la vendita delle foto di luoghi a rischio di attacchi terroristici. Sul sito getmapping.com, autorizzato dal Ministero della difesa, si trovano immagini dettagliate prese da un satellite e numerosi link a "siti segreti" dove, con una spesa ridotta, si possono acquistare foto dettagliate di luoghi quali impianti nucleari, basi militari e della sede dei servizi segreti. Commenta Charles Shoebridge, un ex agente dei servizi segreti: "Tutto questo può essere 'tremendamente utile' per i terroristi. In queste foto si può vedere di tutto: oledotti, costruzioni, depositi di carburante. Si possono identificare postazioni chiave e depositi di munizioni." Shoebridge ha espresso anche il suo disappunto per il fatto che immagini del genere siano disponibili sul libero mercato.

GLI INGLESI SONO I PIU' NUMEROSI SUL SITO DELLA FIFA
Fifaworldcup.yahoo.com, sito ufficiale della Coppa del Mondo, registra tra Francia, Italia e UK oltre 741045 contatti giornalieri. I paesi monitorati dal sito sono in tutto 17, ma quello in cui è stato maggiore l' audience è l'Inghilterra, Paese che ha registrato oltre 271444 contatti giornalieri, seguito dalla Germania con 265260 accessi e dalla Francia con 172662. In Italia le navigazioni sono state minori, ma numerose, considerando che il sito FIFA è privo di un' area in italiano. Fuori d'Europa la Corea registra il più alto numero di connessioni, con 430 mila contatti. Nel Regno Unito, durante la settimana del Giubileo della Regina, si sono collegati al sito FIFA dalla propria abitazione meno di 23 mila inglesi, preferendo seguire la partita dalla televisione. Le persone che progressivamente hanno deciso di navigare sul sito della FIFA sono state attratte dalle informazioni del pre - partita, dalle immagini del dopo-gara e dall'aggiornamento in tempo reale di cui fruire anche dai propri posti di lavoro.

LA RETE CERCA IL SUO SANTO PROTETTORE
Sul sito www.santiebeati.it è stato indetto il concorso per eleggere il Santo protettore di internet. La scelta verte principalmente su Sant'Alfonso Maria de' Liguori, che si laureò all'età di soli sedici anni ottenendo il massimo dei voti, e, diventato sacerdote, non si diede mai pace, continuando a viaggiare per diffondere il Vangelo. Poi su San Gabriele Arcangelo, definito comunicatore e annunciatore del divino per eccellenza e su San Isidoro di Siviglia, autore di una serie infinita di volumi che trattano dello scibile umano. L'enciclopedia dei Santi suggerisce inoltre di votare per San Giovanni Bosco, promotore di nuove forme di apostolato all'interno della Chiesa e per San Pietro Regalado, dotato della capacità di apparire contemporaneamente in luoghi diversi. Nella lista compare un'unica donna: Santa Tecla di Iconio, che, come narra la leggenda, per difendersi dall'attacco nemico penetrò in una roccia che si era rinchiusa su di lei. Per il pericolo scampato potrebbe ritenersi la patrona contro i virus che minacciano i nostri PC.

SERVONO PIU' CONTROLLI SU INTERNET
Niente più privacy su internet. La struttura di coordinamento delle polizie dell'Unione europea, Europol, ha elaborato un progetto secondo il quale la polizia e i servizi segreti potranno accedere e controllare tutte le informazioni trasmesse via web, e-mail incluse. Secondo il settimanale britannico, l'Observer, in possesso di una bozza del documento, sarà richiesta la collaborazione delle società telefoniche per raccogliere i dati e per contribuire in questo modo alla lotta contro il terrorismo internazionale, al traffico di droga e a prevenire l'uso criminale della rete. Le società che gestiscono siti internazionali dovranno registrare le password usate dagli utenti, gli indirizzi che sono stati visitati, informazioni su ogni carta di credito e conto bancario usato per abbonamenti. Si dice preoccupato Ian Brown, esperto sulla privacy dei dati e direttore della fondazione per la ricerca sulla politica nell'informazione, il quale ricorda che nel 99 per cento dei casi i dati saranno usati in modo corretto ma si chiede preoccupato che cosa succederà per il rimanente un per cento."

11 SETTEMBRE: POCHI INTERNAUTI USANO IL WEB
Da una ricerca realizzata da da Pew Internet and American Life Project è emerso che soltanto il 3% dei internauti americani è venuto a conoscenza degli atti terroristici dell'11 settembre attraverso internet, l'81% l'ha appreso dalla tv e l'11% dalla radio. Commenta Sebastiano Bagnara, docente di psicologia cognitiva, in occasione del forum sulla Comunicazione di crisi e di emergenza: "La ricerca dimostra che Internet è più un mezzo di comunicazione che di informazione." Dallo studio emerge anche che l'11 settembre soltanto il 15% degli americani ha mandato un e-mail ai parenti, mentre il 51% ha telefonato alla famiglia e il 40% agli amici. "Questo perché &endash; sottolinea Bagnaro- gli utenti volevano capire cosa era accaduto. La comunità virtuale fa ricorso a internet più per condividere o per consolarsi che per ricercare informazioni, che su internet sono prive di controllo."Il docente di psicologia ha poi approfondito la problematica delle comunità virtuali: "Le comunità virtuali condividono sensazioni e sentimenti, mentre la comunità reale partecipa alla vita di tutti i giorni. Ma proprio la comunità virtuale ha maggiori capacità di aggredire le comunità stabili, procurando effetti dirompenti. Un esempio il delitto di Cogne, nel quale la comunità globale virtuale dei media ha condizionato in negativo le relazioni sociali degli abitanti di questo Paese."

Sbarca in Italia un nuovo imperatore dei media. L'incognita è: c'è un accordo con quello che già abbiamo o entra in concorrenza.


Nella notizia che vi abbiamo dato in anteprima la scorsa settimana sul nuovo coinvolgimento della News Corp. di Murdoch nella tv italiana mancava un dato che è stato anche successivamente poco considerato. E cioè che Tele+ non possiede solo i canali via satellite, ma anche due concessioni terrestri. Licenze un po' particolari che secondo indicazioni più volte mutate sarebbero dovute diventare disponibili. Fatto è che quelle due concessioni sono valide e operative e che hanno un valore straordinario. Perché l'eventuale rilancio di Tele+ in Italia nella cordata News Corp-Telecom porterebbe l'editore ad avere tre concessioni, come Rai e Mediaset potendo contare anche sulla concessione de La 7. A Murdoch i contenuti per la televisione non mancano e trasformare i segnali criptati in segnali in chiaro richiede circa quattro secondi di lavoro e nessuno obbliga Tele+ a trasmettere sul terrestre le stesse cose che trasmette via satellite. Per capire le ragioni di un presunto investimento di tale entità (un miliardo di euro da parte di un socio significa che l'altro socio o ci mette una cifra analoga o scende nella partecipazione azionaria) su una società che perde decine di milioni di euro ogni anno bisogna ragionare alla grande e, come spesso non si fa mai nel nostro Paese, sul lungo periodo. Pensare ad esempio che cosa significhi avere tre concessioni terrestri quando fra qualche anno il passaggio al digitale consentirà di trasformare ogni rete in sei/otto canali. Pensare a cosa si saranno detti Murdoch e Berlusconi in quegli incontri che tutti pensavamo servissero a cedere quote di Mediaset, e forse non era così. Un intervento di Murdoch in Italia nella tv generalista come è visto da Presidente del consiglio e imperatore dei media? Da un lato potrebbe essere la svolta per mettere una pietra sopra al conflitto di interessi, sostenendo che ora c'è un terzo polo (che per organizzarsi ci metterà almeno due anni); dall'altro Murdoch ha la forza di portare in Italia una televisione di qualità, diciamo così, in grado di far concorrenza alle reti di Berlusconi. Allora perché non pensare ad un'alleanza a tutto campo tra News Corp. &endash; Telecom e Mediaset (Telecom non ha ancora detto che cosa vuole fare, ma Murdoch prema perché ci metta anche lei i soldi), soprattutto in un momento in cui l'intento di tutti, da sinistra e da destra, è quello di ristrutturare la Rai trasformandola in un vero servizio pubblico? Sono certamente le regole del mercato, ma se ci si pensa bene sono in contrasto con le regole della democrazia. L'abbandono di Vivendi del mercato italiano a favore di un altro condottiero come Murdoch non è un bel segnale, soprattutto nel sospetto che i due condottieri siano d'accordo. L'altro grande gruppo dei media europeo, RTL Group, ha già detto esplicitamente che fino a che in Italia c'è Berlusconi loro non investiranno un euro nel nostro Paese, l'unico dell'Europa occidentale e balcanica a non vedere la presenza del gruppo tedesco. Il solo limite possibile all'operazione è proprio la posizione di Telecom che avendo già la concessione per La 7 potrebbe spingere l'antitrust a bloccare l'acquisizione di Tele+. Ma se Telecom, come probabile, scenderà di quote sarà difficile per l'antitrust dire perché Mediaset e Rai possono avere tre licenze e Murdoch no.

Che sarà di Stream? Fusa dentro Tele+ per evitare la somma di problemi per le licenze e anche l'accumulo di perdite. E de La 7? Se dovesse tornare in vendita gli acquirenti potenziali non mancano, ma dipenderà dal prezzo. Maurizio Romiti ha ribadito che HDP vuole entrare nel mercato televisivo, e chissà mai che questa volta lo faccia davvero. Insomma, forse l'arrivo di Murdoch non solo non risolve l'anomalia italiana, ma la aggrava.

MURDOCH PREME SU TELECOM

Rupert Murdoch ora fa pressioni sul socio in Stream, Telecom Italia, perché partecipi all'operazione di acquisizione di Tele+. Il magnate australiano paventa all'operatore di telefonia l'eventuale fallimento di Stream, qualora l'operazione Tele+ non andasse in porto. Stream, infatti, rischierebbe il fallimento e Telecom si troverebbe schiacciata da un debito compreso tra i 500 milioni ed il miliardo di euro. La News Corp. di Murdoch ha firmato sabato scorso un accordo preliminare con Vivendi Universal per la cessione della controllata Tele+ per un miliardo di euro. Intanto il direttore generale della Rai, Agostino Saccà, ha reso noto che l'azienda pubblica deciderà solo tra un paio d'anni se cedere il suo 2% in Tele+ o raddoppiare la quota.

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