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ATOS
ORIGIN ACQUISTA DUE UNITA' DI KPMG
La
società di servizi informatici
franco-olandese Atos Origin ha firmato un
accordo di acquisizione di due
unità del gruppo KPMG Consulting,
nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, per un
importo di 657 milioni di euro. "Con una
previsione di fatturato totale annuo pari
a 600 milioni di euro ed un organico di
2.800 persone", l'acquisizione di queste
due società costituisce "una tappa
strategica" per l'attività del
gruppo, ha commentato in una nota Atos
Origin. L'operazione permetterà
alla società una forte presenza nel
Regno Unito. Atos sborserà 422
milioni di euro in contanti ed
emetterà 3,66 milioni di
obbligazioni rimborsabili in azioni. Un
anno dopo la finalizzazione della
transazione - approvata
all'unanimità dal consiglio di
sorveglianza del gruppo e che deve
ricevere il via libera dalle
autorità di tutela, dai soci e
dagli azionisti - queste obbligazioni
saranno convertite in altrettante azioni
nuove per un valore totale di 235 milioni
di euro. Al termine della transazione, la
parte del gigante olandese Philips,
principale azionista di Atos,
scenderà dal 48,6% al 44,9% del
capitale.
ALCATEL
OPTRONICS TAGLIA UN QUARTO DEI
DIPENDENTI
Per
dare una risposta alla crisi del mercato
dei componenti ottici, Alcatel Optronics
ha deciso di tagliare 455 posti di lavoro
entro fine anno, pari al 25% degli
effettivi. Il nuovo piano industriale
è stato presentato ai sindacati e
riguarda l'insieme dei siti di
fabbricazione della filiale dei componenti
ottici di Alcatel. Alla fine del 2002
Alcatel Optronics dovrebbe contare 1.350
dipendenti.
LO
STIPENDIO MILIARDARIO DI MESSIER
Un
documento trasmesso da Vivendi Universal
alla SEC, Commissione americana delle
operazioni di Borsa, informa che i redditi
di Jean Marie Messier, presidente francese
del colosso francese, sono arrivati a 5,12
milioni di euro nel 2001. Una cifra che
comprende il suo stipendio e i premi che
ha percepito.
JC
DECAUX VUOLE DSM
La
francese JC Decaux sarebbe interessata
alla società tedesca di
comunicazione esterna Deutsche
Städte-Medien (DSM), messa in vendita
dalle 28 città e
municipalità che la detengono. Il
leader mondiale della pubblicità
urbana non nasconde la sua volontà
di procedere alle acquisizioni in Germania
e di estendere la sua attuale
collaborazione con DSM. La società
francese potrebbe dunque fare un'offerta,
secondo fonti vicine alla direzione. Ma
non sarebbe la sola ad essere interessata.
Altri gruppi, tra cui i due concorrenti
americani Clear-Channel e Viacom,
sarebbero pronti a farsi
avanti.
MICROSOFT
AMMETTE LE RESPONSABILITA', LA SEC SCEGLIE
LA VIA AMMINISTRATIVA
Accordo
fatto tra Microsoft e SEC, la Security and
Exchange Commission, autorità di
borsa statunitense. Il colosso di Redmond
era stato accusato dalla commissione di
aver presentato risultati finanziari non
corretti al fine di accattivarsi la
benevolenza degli investitori di Wall
Street. Presentata in prima istanza nel
1999, la contestazione di addebiti di
natura civilistica per avere tenuto la
propria contabilità in maniera
inesatta è una violazione delle
norme considerata di minore rilievo. La
SEC ha annunciato che Microsoft ha
accettato di non riproporre le violazioni
contabili addebitate. Con l'ammissione
della propria condotta, il colosso di Bill
Gates ha evitato l'accusa di frode.
L'authority ha scelto il procedimento
amministrativo, in luogo del ricorso
civile e penale.
IL
GIUDICE CONCEDE RESPIRO A GLOBAL
CROSSING
La
giustizia salva momentaneamente Global
Crossing. Il giudice del tribunale
competente sulla bancarotta della
società di telecomunicazioni,
Robert E. Gerber, ha concesso tempo fino
al 16 settembre prossimo, prima della
scadenza del cosiddetto periodo di
esclusività, per preparare il piano
di ristrutturazione e cercare di uscire
dalla bancarotta. Secondo la legislazione
americana, durante questo periodo di
esclusività un debitore ha il
diritto esclusivo di dare il via al piano
di ristrutturazione senza interferenze
esterne. Global Crossing, che nella
richiesta di messa in bancarotta
presentata a gennaio scorso aveva indicato
debiti per 12,4 miliardi di dollari, sta
valutando se accettare una nuova offerta
di acquisto dopo che le trattative con
Hutchison Whampoa e Singapore Technologies
si sono arenate sull'offerta di 750
milioni di dollari in cambio di una quota
maggioritaria nella
società.
FRANCE
TELECOM POTREBBE TRATTENERE LA QUOTA IN
WIND
Sulla
cessione del 26,6% detenuto in Wind France
Telecom potrebbe ripensarci. In una
dichiarazione riportata dal Financial
Times, il presidente del colosso francese
Michel Bon ha detto: "Se decidono di
cambiare strategia, le cose allora
potrebbero essere differenti", riferendosi
ai nuovi vertici di Enel, che controlla
Wind.
EUTELSAT
NOMINA I COORDINATORI PER LA
QUOTAZIONE
Saranno
Lehman Brothers e Credit Suisse First
Boston i coordinatori globali per il
previsto collocamento in Borsa di
Eutelsat. La nomina dei coordinatori
è in linea con l'annuncio fatto in
febbraio dall'operatore satellitare di
portare a termine l'IPO (offerta pubblica
iniziale) entro la fine di quest'anno,
subordinatamente alle condizioni di
mercato.
NASCE
LA CASA DI PRODUZIONE CENTRAL GROUCHO
Una
fusione ha dato vita alla casa di
produzione Central Groucho Srl.
L'integrazione riguarda la Groucho Film e
Central Milano. Claudio Castellani, Pietro
Pareglio e Felice Rusconi, sono i i tre
soci della srl con quote paritetiche
(33,3% a testa). Claudio Castellani
è stato nominato presidente, Felice
Rusconi vicepresidente, Pietro Pareglio
amministratore delegato. Il fatturato 2001
di Central Milano è di circa 4,5
milioni di euro; per Groucho Film i ricavi
si aggirano intorno ai 2,8 milioni di
euro. "Entro la fine del 2002 &endash; ha
commentato Pareglio - considerato il
periodo d'assestamento e la crisi
persistente del settore, Central Groucho
dovrebbe raggiungere i 5 milioni di euro
di fatturato, mentre l'obiettivo per il
2003 è più ambizioso: 8
milioni di euro". Un altro obiettivo
è quello di posizionare stabilmente
Central Groucho tra le prime otto
società del settore della
produzione pubblicitaria.
KPNQWEST
CHIEDE LA BANCAROTTA
KPNQwest,
nata dalla joint venture tra l'olandese
KPN e l'americana Qwest e che detiene la
più grande rete in fibra ottica
europea, ha annunciato l'intenzione di
rivolgersi al tribunale di Haarlem in
Olanda per chiedere la messa in
bancarotta. Stessa sorte anche per alcune
società sussidiarie negli altri
Paesi europei, eccetto KPNQwest Italia e
KPNQwest Portugal Telecomunicaoes.
L'azienda, che corre il rischio di non
poter far fronte alle proprie scadenze
debitorie, prosegue i negoziati con i
possibili acquirenti per la vendita di una
"parte sostanziale" degli assets. Riguardo
l'Italia, KPNQwest ha riferito che
continuerà ad assicurare i servizi
di connettività. Ha spiegato il
Business Development Director Ermanno
Delia: "La società italiana trae le
sue radici da Comm2000... lo stesso
management che ha assicurato a Comm2000
quindici anni di bilanci in crescita, in
attivo e senza ricorso ad indebitamento,
si impegna a mantenere i massimi livelli
di qualità e continuità di
servizio".
UN
QUINTO DEI LAVORATORI OMNITEL ADERISCE
ALLO SCIOPERO
Per
la prima volta da quando l'azienda di
Ivrea è nata, uno sciopero di otto
ore ha interessato tutte le sedi di
Vodafone Omnitel. Lo sciopero è
stato indetto lunedì scorso da FIM,
FIOM e UILM, per l'atteggiamento della
società, giudicato in maniera
negativa, rispetto ad alcune decisioni
prese per le fasce orarie del part time,
per la rete e nell'ambito della trattativa
sugli orari del corporate. Secondo Omnitel
Vodafone, lo sciopero generale ha
registrato a livello nazionale un'adesione
complessiva inferiore al 20%, sui circa 10
mila dipendenti del gruppo. Nei call
center il dato complessivo sul territorio
é stato contenuto e non ha
mediamente superato valori superiori al
30%. Occorre sottolineare che oltre il 90%
dei dipendenti nei call center è
costituito da lavoratori con contratto a
tempo indeterminato e formazione lavoro.
La società, infatti, non utilizza i
collaboratori con contratti coordinati e
continuativi, detti "cococo". Il
segretario nazionale della FIM-CILS, Bruno
Vitali, ha detto inuna nota che la
protesta "dimostra la necessità di
concordare con il sindacato i
miglioramenti organizzativi anche nelle
aziende della net economy. Con gradi
diversi di successo si sono evidenziate
alcune zone d'ombra nell'adesione alla
lotta sindacale, che dimostrano come sia
necessario un impegno più attento e
coerente di tutto il sindacato, anche
nelle sue strutture di base. Particolare
attenzione andrà fatta, quindi, in
vista dell'apertura della contrattazione
aziendale, alle forme di lotta, che devono
essere maggiormente efficaci e condivise.
Il nostro prossimo impegno sarà una
campagna straordinaria che dovrà
risolvere aspetti importanti riguardo alla
qualità della vita lavorativa in
Omnitel".
ADELPHIA
FUORI DAL NASDAQ
Per
la incerta posizione finanziaria della
società, il titolo Adelphia
è stato cancellato dal listino
statunitense Nasdaq. La società
attiva nel settore delle televisioni via
cavo, prossima alla bancarotta, è
sottoposta a controlli da parte
dell'autorità di borsa SEC
(Security and exchange commission) e del
Dipartimento della Giustizia. Il
"delisting" di Adelphia, si legge in una
nota del listino dei titoli tecnologici,
"è basato sulle mancanze
manifestate dall'azienda nel fornire
tempestivamente periodici rapporti alla
SEC, come richiesto dalle normative del
Nasdaq, e sul fatto che la materia ricopre
un interesse di carattere pubblico".
Infine, diversi sono i possessori di
obbligazioni della società, per un
totale di 1,4 miliardi di dollari, cui una
clausola statutaria, permette di reclamare
il proprio credito subito e in
contanti.
IN
CALO IL FATTURATO DI STAMPANTI E
SERVER
In
Europa si vendono meno stampanti. Nel
primo trimestre dell'anno si è
registrato un calo del 7%, secondo quanto
rilevato dall'istituto di ricerca Gartner,
che aggiunge come la crescita in Europa
orientale (+27%) e in Africa (+19%) non
sia riuscita a compensare il calo dei
ricavi in Europa occidentale (-13%). Le
società leader nel settore hanno
tutte accusato la flessione: Hewlett
Packard del 3,7%, Lexmark del 7,6%, Canon
del 18,8%, Brother del 23,1%. Crescita del
giro d'affari solo per Epson, le cui
vendite sono aumentate del 5,1%. In calo
anche il mercato dei server, che nei primi
tre mesi del 2002 ha subito una flessione
del 5%. Segno negativo per Compaq, IBM,
Hewlett-Packard, Fujitsu e tutte le altre
società del comparto; la sola Dell
ha registrato un aumento del
3%.
THOMSON
MULTIMEDIA ACQUISISCE DIS
Thomson
Multimedia ha acquisito Digital Intermedia
Systems, il polo decodificatori della
tedesca Grundig. Il gruppo francese,
numero quattro mondiale dell'elettronica
di consumo, non ha fornito i dettagli
finanziari dell'operazione.
PIU'
PUBBLICITA' PER TV E STAMPA
Il
previsto recupero del mercato
pubblicitario italiano nell'ultima parte
del 2002 interesserà essenzialmente
la televisione e la stampa, mentre per
radio, cinema e affissioni ci sarà
ancora da soffrire. Secondo una ricerca di
Nielsen Media Research Italia, si
registrerà una flessione del 24%
nel comparto delle telecomunicazioni,
dell'11% nella finanza, del 19%
nell'editoria. Saranno più o meno
stabili, considerando anche l'inflazione,
gli investimenti pubblicitari in largo
consumo (alimentari +3% e prodotti per la
casa +7%), nell'auto (+2%) e saranno in
forte crescita la cosmetica (+13%) e
alcuni segmenti legati alla cura della
persona (+20% i prodotti dietetici).
L'incremento più consistente
riguarderà la pubblicità
locale. Il mercato internazionale dovrebbe
registrare una crescita negli Stati Uniti,
mentre l'Europa attende ancora un anno di
moderata flessione con punte negative
massime in Germania (-5%) e minime nel
Regno Unito (-1%), Nel 2001 il mercato
pubblicitario globale si è chiuso
in flessione del 10%.
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