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DA
VENERDI' OMNITEL VODAFONE CAMBIA NOME E
MARCHIO
Dal
primo di giugno Omnitel Vodafone cambia
denominazione sociale e marchio. Omnitel
Pronto Italia SpA diventa Vodafone Omnitel
SpA, mentre il nuovo brand mantiene
l'impostazione di affiancamento del
marchio Omnitel a quello della Capogruppo
(che controlla la società italiana
al 76,6%), invertendone le proporzioni e
le posizioni. Da ieri è partita una
campagna televisiva per lanciare il nuovo
brand dell'azienda. Lunedì prossimo
la campagna interesserà anche gli
altri media. Il gruppo Vodafone ha poi
annunciato i risultati annuali in Italia
relativi al periodo che va dal primo
aprile 2001 al 31 marzo 2002. I risultati
di Vodafone Omnitel vedono un
miglioramento di tutti i principali
indicatori economico-finanziari. I ricavi
totali ammontano a 6.042 milioni di euro,
i ricavi da servizi a 5.773 milioni di
euro, in crescita del 27%, principalmente
grazie all'incremento della base clienti.
I ricavi da SMS e dati sono aumentati
complessivamente dell'83%. Durante l'anno
sono stati introdotti nuovi servizi via
SMS, soprattutto nel campo
dell'informazione e dell'entertainment.
Vodafone Omnitel ha anche lanciato i
servizi GPRS sia per il mondo corporate
che consumer. L'EBITDA (utili prima degli
oneri finanziari, ammortamenti e tasse)
è aumentato del 24%, a quota 2.792
milioni di euro, pari al 46% dei ricavi
totali. La società in Italia ha
raggiunto i 17.711.000 clienti (+13%),
"confermandosi secondo operatore nel
mercato mobile italiano con una quota di
mercato del 34%. Nel periodo il churn rate
totale (tasso di abbandono dei clienti)
è passato dal 14% al 19% in linea
con le attese". Il personale di Vodafone
Omnitel è aumentato a 9.578
unità. L'amministratore delegato
Vittorio Colao ha escluso una eventuale
quotazione in Borsa di Omnitel ed ha
previsto che la società
vanterà mille antenne pronte per
l'UMTS entro settembre 2002 e 1.500 entro
marzo 2003. Il gruppo Vodafone ha invece
chiuso l'esercizio annuale con una perdita
netta consistente, pari a 16,15 miliardi
di sterline, circa 26 miliardi di euro,
contro un rosso di 9,88 miliardi di
sterline del precedente esercizio:
è il peggior risultato mai
registrato da una multinazionale europea.
In compenso è aumentato il
dividendo del 5%, mentre l'utile operativo
ed i ricavi sono superiori alle
previsioni. Il fatturato è
aumentato del 52% a 22,8 miliardi di
sterline, l'utile operativo del 35% a 7
miliardi.
VIVENDI
UNIVERSAL NON VENDERA' CEGETEL
Philippe
Germond, presidente di Cegetel, ha
dichiarato a "Le Figaro" che la filiale di
telefonia di Vivendi Universal non
sarà venduta dal colosso. Sulle
prossime mosse di Vivendi, Germond ha
chiarito: "Cederemo partecipazioni non
strategiche nelle telecom, ma non il
gruppo Cegetel né Marco Telecom
né Monaco Telecom". Il gruppo di
Germond controlla SFR, seconda
società francese di telefonia
mobile. Vivendi Universal controlla a sua
volta il 44% di Cegetel. Germond ha
aggiunto che Cegetel potrebbe riacquistare
il 50,1% detenuto dalle ferrovie francesi
SNCF in Telecom Developement, seconda rete
privata di telecomunicazioni in cui la
stessa Cegetel possiede il 49,9% del
capitale. Secondo il presidente, Cegetel
è in grado di finanziare
l'operazione, valutata da "Le Figaro" 460
milioni di euro, in quanto ha "un
indebitamento di soli 1,2 miliardi di
euro".
COMMESSA
MILIONARIA PER IBM
La
statunitense IBM si è aggiudicata
una commessa per 5 anni da 194 milioni di
dollari per potenziare il sistema
informatico di Total System Services,
seconda società americana di
elaborazione delle transazioni delle carte
di credito.
FISCHI
A SOMMER DAGLI AZIONISTI
Era
forte delle dichiarazioni del Governo
tedesco, che ha smentito di volerlo
rimuovere dall'incarico; ma Ron Sommer,
presidente di Deutsche Telekom, quando si
è presentato ai quasi 10 mila
azionisti riuniti in assemblea, è
stato accolto da una valanga di fischi.
Sommer ha spiegato ai convenuti &endash;
senza però convincerli più
di tanto &endash; il perché di una
situazione tutt'altro che rosea in seno al
colosso tlc, indebitato fortemente. Per
giunta, la scorsa settimana il direttore
finanziario di DT, Karl Gerhard Eick,
aveva dichiarato che nel 2002 le perdite
saliranno a 5,5 miliardi di euro dai 4,5
miliardi del 2001. Sommer si è
detto ottimista su una risalita del
titolo; riguardo l'indebitamento, ha
spiegato che entro fine anno calerà
di almeno 3 miliardi grazie alla vendita
di proprietà immobiliari. Il
presidente ha aggiunto che il fatturato
aumenterà del 10% ed entro il 2004
saranno tagliati 30 mila posti di lavoro.
Il taglio dei costi, infine
permetterà di risparmiare 10
miiardi.
LE
TRE OFFERTE PER BLU
Sono
tre le offerte ricevute da Blu, uno dei
quattro operatori di telefonia italiani.
Il presidente del Consorzio Anthill,
Nicola Picenna, ha presentato una formale
offerta di acquisto. In una nota, Anthill
ha spiegato che l'offerta "ha un carattere
squisitamente unitario e, se accolta,
manterrebbe in vita il progetto
industriale di Blu, garantendo il
mantenimento dell'attuale livello
occupazionale", "a patto &endash; si legge
ancora - che (gli azionisti) siano
disposti a cedere almeno il 51% delle loro
quote alla newco". Una seconda offerta
viene dall'operatore telefonico svedese
Tele2 e dal fondo di investimento inglese
Star Capital Partners. In un comunicato
delle due società viene chiarito il
ruolo di Tele2, "partner tecnologico e
industriale". L'operatore svedese "non
prevede di fare un investimento
significativo". "L'obiettivo di Tele2 -
conclude la nota - è di diventare
un Operatore Mobile Virtuale sulla rete di
Blu". Blu ha reso nota una terza offerta
da parte di E-Do ed ha spiegato che il
processo di cessione "sarà nei
prossimi giorni oggetto di attento studio,
approfondimento e valutazione".
L'amministratore delegato di Blu, Enrico
Casini, ha commentato: "Valuteremo tutte
le offerte con la stessa serietà e
convinzione e nel giro di pochi giorni
vedremo quale è più
conveniente". Casini ha anche confermato
che l'offerta TIM-Telecom Italia per il
break-up degli asset a resto zero (che
vede coinvolti anche Omnitel, Wind e H3G)
"rimane sul tavolo degli azionisti,
è una proposta come le altre. Siamo
contenti che ci siano state queste offerte
e le valuteremo nel giro di pochi giorni.
Auspichiamo che ci sia la serietà
che il ministro delle Comunicazioni
Maurizio Gasparri ha chiesto in modo che
siano rispettati i criteri minimi
perché le licenze possano essere
attribuite". Martedì scorso si
è tenuta l'assemblea degli
azionisti di Blu, che è stata
aggiornata al 6 giugno. L'assemblea,
assenti i gruppi Italgas e Caltagirone, ha
approvato il bilancio chiuso al 31
dicembre 2001: il rinvio riguarda le
decisioni sulla ricapitalizzazione, su
eventuali procedure liquidatorie e
fallimentari e sul processo di cessione di
tutta o parte dell'azienda. Secondo fonti
finanziarie, nei giorni scorsi il
Consiglio di amministrazione aveva
proposto ai soci di rifinanziare fino a
300 milioni di euro (o in conto capitale o
con finanziamento soci) la società
per accompagnare il processo di vendita.
Proposta accettata dai soci presenti in
assemblea ma dagli non azionisti assenti,
Italgas e Caltagirone. Al 31 marzo 2002
"risulta un netto patrimoniale ridottosi a
41,6 milioni di euro dopo la copertura di
tutte le perdite fino a quella data", ha
specificato la società. Blu ha
chiuso il bilancio 2001 con 727 milioni di
euro di perdite, che tengono conto anche
dei previsti oneri derivanti dal processo
di cessione in corso.
ROMITI
CONFERMA INTERESSE DEL PATTO HDP PER QUOTA
VALINT
L'amministratore
delegato di HdP, Maurizio Romiti,
interviene sulla vicenda Valint,
intenzionata quest'ultima ad uscire dalla
holding. Ha chiarito Romiti: "Innanzitutto
occorrerà verificare la
volontà di Valint di cedere. Se la
metteranno in vendita, la loro quota
è meno dell'1,2% e per quanto ne so
io gli altri membri del sindacato sono
tutti d'accordo nel rilevarla". "Se la
metteranno in vendita &endash; ha poi
precisato - non ci saranno
difficoltà ad assorbirla
all'interno del patto". Sull'eventuale
ingresso di nuovi soci, Romiti ha detto:
"Non ho informazioni a questo proposito".
Sul patto di sindacato, ha aggiunto
l'a.d.: "Credo che la dichiarazione di
Lucchini di mantenimento di
stabilità, anche a seguito della
lettera di Gianni Agnelli che è
malauguratamente finita sui giornali, sia
quella di confermare questo gruppo che sta
seguendo quest'azienda da oltre 20 anni".
Sulla quotazione di RCS, Romiti ha
precisato: "Alla lunga non si capisce bene
quale significato potrebbe avere". Infine,
sulla trattativa per la cessione di Fila,
Romiti ha confermato che il fondo
Americano Golden Gate affiancherà
il fondo Continental.
SOCPRESSE
ENTRA IN EDITORIALE IN VISTA DI SINERGIE
CON MONTI E HDP
Il
gruppo editoriale francese SocPresse
(editore di "Le Figaro") ha acquisito l'1%
di Poligrafici al prezzo di 3 euro ad
azione. La società transalpina
affiancherà la famiglia Monti
Riffeser e HdP, entrata di recente in
Poligrafici Editoriale. L'ingresso di
Socpresse può essere una base per
una collaborazione futura a tre. La quota
è stata acquistata "per poter fare
delle sinergie", ha commentato
l'amministratore delegato di Poligrafici,
Andrea Riffeser Monti, in Francia e "anche
in Italia". L'amministratore delegato ha
paventato collaborazioni future con HdP,
holding di controllo di RCS. "Il primo
gruppo francese, il primo gruppo italiano
e il terzo gruppo italiano - ha ricordato
Riffeser Monti - è sicuramente un
crocevia importante per realizzare
qualcosa". Il gruppo francese ha rilevato
l'1% direttamente dalla holding di
famiglia, la Monrif, che aveva già
ceduto il 5% del capitale di Poligrafici
ad HdP, sempre a 3 euro per azione. HdP
possiede il 7,6% e potrebbe salire al
10%.
GNUDI
E SCARONI PRESIDENTE E A.D. DEL NUOVO CDA
ENEL
Piero
Gnudi è il nuovo presidente di
Enel, Paolo Scaroni l'amministratore
delegato. Subentrano rispettivamente a
Chicco Testa e Franco Tatò. Il
nuovo Consiglio è stato nominato
dall'assemblea ed entrano a farvi parte
anche Mauro Miccio, Fernando Napolitano e
Gianfranco Tosi in rappresentanza
dell'azionista Tesoro, mentre Franco
Morganti e Francesco Taranto sono entrambi
riconfermati in rappresentanza dei fondi
azionisti. Il Cda resterà in carica
per i prossimi tre anni. Franco
Tatò ha lasciato l'incarico
salutando l'assemblea e ricevendo un
applauso lungo un minuto da parte degli
azionisti. E' "una miniera d'oro", quella
che lascia, ha voluto ricordare. Il gruppo
Enel, ha detto, vale oggi 40 miliardi di
euro rispetto al valore di 25 miliardi del
1996, quando assunse l'incarico. Il gruppo
conta oggi su una previsione di crescita
del margine operativo dell'8% annuo fino
al 2006. Tatò ha anche difeso la
sua strategia di diversificazione,
culminata in particolare nella nascita di
Wind-Infostrada, "un'occasione unica per
il nostro Paese &endash; così l'ha
definita - per avere un vero operatore
alternativo" a Telecom Italia. Quest'anno
per Wind finirà la fase di start up
e dal 2005 la nuova società, che
già registra un MOL positivo,
inizierà a produrre utili.
L'andamento del titolo Enel, ha aggiunto
Tatò, è in linea con quello
del settore. L'andamento del titolo ha
comunque deluso, ricorda il presidente
uscente Chicco Testa, e rappresenta il
principale "rammarico" del proprio
mandato. Testa ha sottolineato che
sull'azione Enel "pesa l'incertezza del
quadro normativo" e che le
potenzialità ci sono.
DIMINUISCE
L'UTILE RAI NEL 2001
Dopo
lo scontro in sede di Consiglio di
amministrazione Rai avvenuto la settimana
scorsa, arrivano le scuse per il
consigliere Luigi Zanda. In una nota
ufficiale di viale Mazzini si legge: "Il
presidente Rai Antonio Baldassarre si
è formalmente scusato con il
consigliere Luigi Zanda". I lavori del Cda
sono poi ripresi ed è stato
approvato il bilancio consuntivo relativo
al 2001; in riunione non è stata
fatta alcuna nomina, come invece si
attendeva. Il bilancio è stato
approvato con quattro voti favorevoli e
l'astensione di Zanda. Il 2001 si è
concluso per la Rai con un utile netto di
3,9 milioni di euro: risultato
sensibilmente inferiore rispetto ai 40,7
milioni registrati nel 2000. Il calo
risente della congiuntura negativa del
mercato della pubblicità, che dopo
anni di crescita rilevante ha mostrato
l'anno scorso una decisa inversione di
tendenza che interessa, con impatti
differenziati, tutti i principali Paesi
occidentali ed i diversi media. Flessione
del mercato che è ancora in atto.
Il volume complessivo dei ricavi ammonta a
2.546 milioni di euro (-3,6%). I ricavi
pubblicitari sono pari a 1.027 milioni di
euro, in diminuzione del 12% rispetto al
2000; gli introiti da canone si attestano
sui 1.350 milioni di euro, con un
incremento del 3% rispetto all'anno
precedente, in parte dovuto all'aumento
del canone ed in parte all'incremento del
numero degli abbonati e al contenimento
del fenomeno della morosità. Nel
complesso gli abbonati iscritti al ruolo
superano i 16,1 milioni di unità
(+0,7%).
PROFITTI
ANNUALI A +40% PER ASEM SPA
ASEM
SpA di Buia (Udine), specializzata in PC
industriali, ha concluso il 2001 con un
utile netto di 1,489 milioni di euro, pari
al 6,54% dei ricavi, con un incremento del
+39,68% rispetto al 2000. Il fatturato
ammonta a 22,777 milioni di euro, con un
aumento dell'11,99% sull'anno precedente.
L'EBITDA è pari a 2,627 milioni di
euro (l'11,97% dei ricavi), in
progressione rispetto al 2000 del 14,22%;
l'EBIT ammonta a 2,432 milioni di euro,
pari al 10,68% dei ricavi (+1,97% su base
annua). Le scelte strategiche hanno
portato la società a focalizzare i
propri investimenti nella progettazione e
produzione di computer industriali basati
sull'architettura PC.
IL
CALO DELLA PUBBLICITA' MANDA LE MONDE IN
PERDITA
Il
rallentamento delle entrate pubblicitarie
ha causato al gruppo "Le Monde" una
perdita netta di 13,1 milioni di euro nel
2001; il gruppo nel 2000 registrò
profitti per 7,4 milioni di euro. Il
fatturato del gruppo è aumentato di
69,7 milioni di euro, da 334,2 milioni nel
2000 a 403,9 milioni nel 2001. Le Monde
sottilinea che la progressione del
fatturato "integra la presa in conto
dell'intero anno di Midi Libre", di cui
nel 2000 erano stati considerati solo sei
mesi. La diffusione a pagamento dei
quotidiani e settimanali del gruppo
è aumentata del 3% per Le Monde,
dell'1,4% per i quotidiani del "Midi
Libre", del 21,2% per "Courrier
international" e del 10,2% per "Le Monde
Diplomatique". Per il gruppo Midi Libre il
risultato netto è passato da una
perdita di 4,6 milioni di euro nel 2000 a
+3 milioni nel 2001. Il mensile "Le Monde
2" ha raggiunto l'equilibrio economico ad
un anno dal suo lancio. In sei mesi di
esercizio, Courrier International ha
registrato un risultato positivo per 394
mila euro.
BRUXELLES
IN AIUTO DELLE REGIONI POVERE PER LA
DIFFUSIONE DELL'INTERNET VELOCE
Secondo
il "Financial Times", la Commissione
europea starebbe mettendo in piedi un
piano di finanziamento di parecchi
miliardi di euro per sviluppare l'internet
veloce nelle regioni più povere
dell'unione. Questa somma proverrebbe dai
fondi strutturali di cui una parte
è dedicata già all'alta
tecnologia. Una proposta combattuta
dall'OCSE, che stima questo tipo di aiuti
governativi inefficace.
A
FINE ANNO FUSIONE EDISONTEL-ATLANET
Edison
porta avanti il piano industriale che
porterà il gruppo a fine anno a
concentrarsi solo sul core business
dell'energia. A maggio è stato
raggiunto il 60% del beneficio finanziario
atteso dall'intero programma di vendita di
asset non strategici: su circa 7 miliardi
di euro di miglioramento della posizione
finanziaria netta consolidata atteso per
la fine del 2002 dal piano, ne sono
già stati realizzati 4,11 miliardi
di euro. Per quel che riguarda le
telecomunicazioni, entro l'anno è
previsto un accordo di joint venture per
l'integrazione fra EdisonTel e Atlanet,
azienda partecipata dal gruppo Fiat,
Telefonica e Acea. Edison avrà il
40% del capitale. Intanto, la stessa
Edison vara la fusione in Italenergia,
holding destinata a sostituirla,
prendendone il nome, a Piazza Affari ai
primi di novembre.
E.BISCOM
NON E' INTERESSATA A WIND
Silvio
Scaglia, amministratore delegato di
e.Biscom, ha smentito qualsiasi interesse
ad entrare nel capitale Wind, l'operatore
di telefonia controllato da Enel. Per
Scaglia si tratta solo di "tante
chiacchiere, ma non c'è
assolutamente nulla". "Noi &endash; ha
proseguito - siamo focalizzati sulle
nostre attività giorno per giorno e
non abbiamo nessuna intenzione di cambiare
le strategie che abbiamo oggi". Quanto ad
un interesse opposto, di Wind per
e.Biscom, l'a.d. ha girato la domanda alla
società di Enel: "Questo bisogna
chiederlo a Wind". Su un presunto incontro
suo e di Francesco Micheli con i vertici
Enel, ha risposto: "Garantisco che non ho
mai incontrato il top management di
Enel".
ADELPHIA
COMMUNICATIONS SULL'ORLO DEL BARATRO
L'operatore
via cavo Adelphia Communications (Usa)
è in difficoltà finanziarie.
Il gruppo, controllato dalla famiglia
Rigas e dal cofondatore di Microsoft Paul
Allen, potrebbe presto richiedere la
protezione del capitolo 11 della legge
americana sui fallimenti. Numerosi
creditori del gruppo, tra cui Bank of
America, non sono riusciti ancora a
raggiungere un'intesa su una
ristrutturazione: i debiti contratti da
Adelphia ammontano a 7 miliardi di
dollari.
MIGLIORANO
LE CIFRE DI T-ONLINE NEL PRIMO
TRIMESTRE
Nel
primo trimestre 2002 T-Online, internet
service provider di Deutsche Telekom, ha
registrato un fatturato in crescita del
30,5% a 365,7 milioni di euro. L'EBITDA
è ancora negativo per 14 milioni di
euro, ma in miglioramento del 78,9%. In
diminuzione (del 25,9%) anche la perdita
netta, che ammonta a 89,7
milioni.
ENTRO
GIUGNO QWEST VEDERA' LE YELLOW PAGES
Il
CEO Joseph Nacchio ha annunciato che Qwest
Communications venderà il ramo di
attività operativo nelle "Pagine
Gialle" entro il prossimo giugno. Nacchio
ha precisato che ci sono sei proposte di
acquisto per le "Yellow Pages". La vendita
porterà la liquidità
necessaria a Qwest per far fronte al
pressante indebitamento.
CRESCONO
I RICAVI DI FININVEST SCENDE L'UTILE A
CAUSA DI KIRCH
Aumentano
i ricavi e cala l'utile di Fininvest
nell'anno 2001. I ricavi netti consolidati
sono cresciuti del 5% rispetto al 2000, a
quota 4,244 miliardi di euro; il risultato
operativo sale dello 0,7% a 590 milioni;
l'utile netto ammonta a 72 milioni, in
calo rispetto ai 327 milioni
dell'esercizio precedente, a causa
dell'accantonamento di 331 milioni dovuto
al deterioramento della situazione
finanziaria del gruppo KirchMedia
partecipato indirettamente al 4,76%. Il
margine operativo lordo si attesta a
livello consolidato a 1,494 miliardi di
euro, in aumento del 3,5% su base annua,
l'incidenza sui ricavi netti è del
35,2%. La redditività operativa
è del 13,9%, in linea con
l'esercizio 2000. Il risultato netto 2001
è stato ottenuto dopo aver
stanziato ammortamenti per complessivi 935
milioni di euro e riconosciuto utili di
competenza di terzi azionisti per 165
milioni. La posizione finanziaria netta
consolidata al 31 dicembre presenta un
saldo negativo pari a 1,022 miliardi (495
milioni nel 2000).
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