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NUMERO 199 DEL 30 MAGGIO 2002
ANNO VI

 

DA VENERDI' OMNITEL VODAFONE CAMBIA NOME E MARCHIO
Dal primo di giugno Omnitel Vodafone cambia denominazione sociale e marchio. Omnitel Pronto Italia SpA diventa Vodafone Omnitel SpA, mentre il nuovo brand mantiene l'impostazione di affiancamento del marchio Omnitel a quello della Capogruppo (che controlla la società italiana al 76,6%), invertendone le proporzioni e le posizioni. Da ieri è partita una campagna televisiva per lanciare il nuovo brand dell'azienda. Lunedì prossimo la campagna interesserà anche gli altri media. Il gruppo Vodafone ha poi annunciato i risultati annuali in Italia relativi al periodo che va dal primo aprile 2001 al 31 marzo 2002. I risultati di Vodafone Omnitel vedono un miglioramento di tutti i principali indicatori economico-finanziari. I ricavi totali ammontano a 6.042 milioni di euro, i ricavi da servizi a 5.773 milioni di euro, in crescita del 27%, principalmente grazie all'incremento della base clienti. I ricavi da SMS e dati sono aumentati complessivamente dell'83%. Durante l'anno sono stati introdotti nuovi servizi via SMS, soprattutto nel campo dell'informazione e dell'entertainment. Vodafone Omnitel ha anche lanciato i servizi GPRS sia per il mondo corporate che consumer. L'EBITDA (utili prima degli oneri finanziari, ammortamenti e tasse) è aumentato del 24%, a quota 2.792 milioni di euro, pari al 46% dei ricavi totali. La società in Italia ha raggiunto i 17.711.000 clienti (+13%), "confermandosi secondo operatore nel mercato mobile italiano con una quota di mercato del 34%. Nel periodo il churn rate totale (tasso di abbandono dei clienti) è passato dal 14% al 19% in linea con le attese". Il personale di Vodafone Omnitel è aumentato a 9.578 unità. L'amministratore delegato Vittorio Colao ha escluso una eventuale quotazione in Borsa di Omnitel ed ha previsto che la società vanterà mille antenne pronte per l'UMTS entro settembre 2002 e 1.500 entro marzo 2003. Il gruppo Vodafone ha invece chiuso l'esercizio annuale con una perdita netta consistente, pari a 16,15 miliardi di sterline, circa 26 miliardi di euro, contro un rosso di 9,88 miliardi di sterline del precedente esercizio: è il peggior risultato mai registrato da una multinazionale europea. In compenso è aumentato il dividendo del 5%, mentre l'utile operativo ed i ricavi sono superiori alle previsioni. Il fatturato è aumentato del 52% a 22,8 miliardi di sterline, l'utile operativo del 35% a 7 miliardi.

VIVENDI UNIVERSAL NON VENDERA' CEGETEL
Philippe Germond, presidente di Cegetel, ha dichiarato a "Le Figaro" che la filiale di telefonia di Vivendi Universal non sarà venduta dal colosso. Sulle prossime mosse di Vivendi, Germond ha chiarito: "Cederemo partecipazioni non strategiche nelle telecom, ma non il gruppo Cegetel né Marco Telecom né Monaco Telecom". Il gruppo di Germond controlla SFR, seconda società francese di telefonia mobile. Vivendi Universal controlla a sua volta il 44% di Cegetel. Germond ha aggiunto che Cegetel potrebbe riacquistare il 50,1% detenuto dalle ferrovie francesi SNCF in Telecom Developement, seconda rete privata di telecomunicazioni in cui la stessa Cegetel possiede il 49,9% del capitale. Secondo il presidente, Cegetel è in grado di finanziare l'operazione, valutata da "Le Figaro" 460 milioni di euro, in quanto ha "un indebitamento di soli 1,2 miliardi di euro".

COMMESSA MILIONARIA PER IBM
La statunitense IBM si è aggiudicata una commessa per 5 anni da 194 milioni di dollari per potenziare il sistema informatico di Total System Services, seconda società americana di elaborazione delle transazioni delle carte di credito.

FISCHI A SOMMER DAGLI AZIONISTI
Era forte delle dichiarazioni del Governo tedesco, che ha smentito di volerlo rimuovere dall'incarico; ma Ron Sommer, presidente di Deutsche Telekom, quando si è presentato ai quasi 10 mila azionisti riuniti in assemblea, è stato accolto da una valanga di fischi. Sommer ha spiegato ai convenuti &endash; senza però convincerli più di tanto &endash; il perché di una situazione tutt'altro che rosea in seno al colosso tlc, indebitato fortemente. Per giunta, la scorsa settimana il direttore finanziario di DT, Karl Gerhard Eick, aveva dichiarato che nel 2002 le perdite saliranno a 5,5 miliardi di euro dai 4,5 miliardi del 2001. Sommer si è detto ottimista su una risalita del titolo; riguardo l'indebitamento, ha spiegato che entro fine anno calerà di almeno 3 miliardi grazie alla vendita di proprietà immobiliari. Il presidente ha aggiunto che il fatturato aumenterà del 10% ed entro il 2004 saranno tagliati 30 mila posti di lavoro. Il taglio dei costi, infine permetterà di risparmiare 10 miiardi.

LE TRE OFFERTE PER BLU
Sono tre le offerte ricevute da Blu, uno dei quattro operatori di telefonia italiani. Il presidente del Consorzio Anthill, Nicola Picenna, ha presentato una formale offerta di acquisto. In una nota, Anthill ha spiegato che l'offerta "ha un carattere squisitamente unitario e, se accolta, manterrebbe in vita il progetto industriale di Blu, garantendo il mantenimento dell'attuale livello occupazionale", "a patto &endash; si legge ancora - che (gli azionisti) siano disposti a cedere almeno il 51% delle loro quote alla newco". Una seconda offerta viene dall'operatore telefonico svedese Tele2 e dal fondo di investimento inglese Star Capital Partners. In un comunicato delle due società viene chiarito il ruolo di Tele2, "partner tecnologico e industriale". L'operatore svedese "non prevede di fare un investimento significativo". "L'obiettivo di Tele2 - conclude la nota - è di diventare un Operatore Mobile Virtuale sulla rete di Blu". Blu ha reso nota una terza offerta da parte di E-Do ed ha spiegato che il processo di cessione "sarà nei prossimi giorni oggetto di attento studio, approfondimento e valutazione". L'amministratore delegato di Blu, Enrico Casini, ha commentato: "Valuteremo tutte le offerte con la stessa serietà e convinzione e nel giro di pochi giorni vedremo quale è più conveniente". Casini ha anche confermato che l'offerta TIM-Telecom Italia per il break-up degli asset a resto zero (che vede coinvolti anche Omnitel, Wind e H3G) "rimane sul tavolo degli azionisti, è una proposta come le altre. Siamo contenti che ci siano state queste offerte e le valuteremo nel giro di pochi giorni. Auspichiamo che ci sia la serietà che il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri ha chiesto in modo che siano rispettati i criteri minimi perché le licenze possano essere attribuite". Martedì scorso si è tenuta l'assemblea degli azionisti di Blu, che è stata aggiornata al 6 giugno. L'assemblea, assenti i gruppi Italgas e Caltagirone, ha approvato il bilancio chiuso al 31 dicembre 2001: il rinvio riguarda le decisioni sulla ricapitalizzazione, su eventuali procedure liquidatorie e fallimentari e sul processo di cessione di tutta o parte dell'azienda. Secondo fonti finanziarie, nei giorni scorsi il Consiglio di amministrazione aveva proposto ai soci di rifinanziare fino a 300 milioni di euro (o in conto capitale o con finanziamento soci) la società per accompagnare il processo di vendita. Proposta accettata dai soci presenti in assemblea ma dagli non azionisti assenti, Italgas e Caltagirone. Al 31 marzo 2002 "risulta un netto patrimoniale ridottosi a 41,6 milioni di euro dopo la copertura di tutte le perdite fino a quella data", ha specificato la società. Blu ha chiuso il bilancio 2001 con 727 milioni di euro di perdite, che tengono conto anche dei previsti oneri derivanti dal processo di cessione in corso.

ROMITI CONFERMA INTERESSE DEL PATTO HDP PER QUOTA VALINT
L'amministratore delegato di HdP, Maurizio Romiti, interviene sulla vicenda Valint, intenzionata quest'ultima ad uscire dalla holding. Ha chiarito Romiti: "Innanzitutto occorrerà verificare la volontà di Valint di cedere. Se la metteranno in vendita, la loro quota è meno dell'1,2% e per quanto ne so io gli altri membri del sindacato sono tutti d'accordo nel rilevarla". "Se la metteranno in vendita &endash; ha poi precisato - non ci saranno difficoltà ad assorbirla all'interno del patto". Sull'eventuale ingresso di nuovi soci, Romiti ha detto: "Non ho informazioni a questo proposito". Sul patto di sindacato, ha aggiunto l'a.d.: "Credo che la dichiarazione di Lucchini di mantenimento di stabilità, anche a seguito della lettera di Gianni Agnelli che è malauguratamente finita sui giornali, sia quella di confermare questo gruppo che sta seguendo quest'azienda da oltre 20 anni". Sulla quotazione di RCS, Romiti ha precisato: "Alla lunga non si capisce bene quale significato potrebbe avere". Infine, sulla trattativa per la cessione di Fila, Romiti ha confermato che il fondo Americano Golden Gate affiancherà il fondo Continental.

SOCPRESSE ENTRA IN EDITORIALE IN VISTA DI SINERGIE CON MONTI E HDP
Il gruppo editoriale francese SocPresse (editore di "Le Figaro") ha acquisito l'1% di Poligrafici al prezzo di 3 euro ad azione. La società transalpina affiancherà la famiglia Monti Riffeser e HdP, entrata di recente in Poligrafici Editoriale. L'ingresso di Socpresse può essere una base per una collaborazione futura a tre. La quota è stata acquistata "per poter fare delle sinergie", ha commentato l'amministratore delegato di Poligrafici, Andrea Riffeser Monti, in Francia e "anche in Italia". L'amministratore delegato ha paventato collaborazioni future con HdP, holding di controllo di RCS. "Il primo gruppo francese, il primo gruppo italiano e il terzo gruppo italiano - ha ricordato Riffeser Monti - è sicuramente un crocevia importante per realizzare qualcosa". Il gruppo francese ha rilevato l'1% direttamente dalla holding di famiglia, la Monrif, che aveva già ceduto il 5% del capitale di Poligrafici ad HdP, sempre a 3 euro per azione. HdP possiede il 7,6% e potrebbe salire al 10%.

GNUDI E SCARONI PRESIDENTE E A.D. DEL NUOVO CDA ENEL
Piero Gnudi è il nuovo presidente di Enel, Paolo Scaroni l'amministratore delegato. Subentrano rispettivamente a Chicco Testa e Franco Tatò. Il nuovo Consiglio è stato nominato dall'assemblea ed entrano a farvi parte anche Mauro Miccio, Fernando Napolitano e Gianfranco Tosi in rappresentanza dell'azionista Tesoro, mentre Franco Morganti e Francesco Taranto sono entrambi riconfermati in rappresentanza dei fondi azionisti. Il Cda resterà in carica per i prossimi tre anni. Franco Tatò ha lasciato l'incarico salutando l'assemblea e ricevendo un applauso lungo un minuto da parte degli azionisti. E' "una miniera d'oro", quella che lascia, ha voluto ricordare. Il gruppo Enel, ha detto, vale oggi 40 miliardi di euro rispetto al valore di 25 miliardi del 1996, quando assunse l'incarico. Il gruppo conta oggi su una previsione di crescita del margine operativo dell'8% annuo fino al 2006. Tatò ha anche difeso la sua strategia di diversificazione, culminata in particolare nella nascita di Wind-Infostrada, "un'occasione unica per il nostro Paese &endash; così l'ha definita - per avere un vero operatore alternativo" a Telecom Italia. Quest'anno per Wind finirà la fase di start up e dal 2005 la nuova società, che già registra un MOL positivo, inizierà a produrre utili. L'andamento del titolo Enel, ha aggiunto Tatò, è in linea con quello del settore. L'andamento del titolo ha comunque deluso, ricorda il presidente uscente Chicco Testa, e rappresenta il principale "rammarico" del proprio mandato. Testa ha sottolineato che sull'azione Enel "pesa l'incertezza del quadro normativo" e che le potenzialità ci sono.

DIMINUISCE L'UTILE RAI NEL 2001
Dopo lo scontro in sede di Consiglio di amministrazione Rai avvenuto la settimana scorsa, arrivano le scuse per il consigliere Luigi Zanda. In una nota ufficiale di viale Mazzini si legge: "Il presidente Rai Antonio Baldassarre si è formalmente scusato con il consigliere Luigi Zanda". I lavori del Cda sono poi ripresi ed è stato approvato il bilancio consuntivo relativo al 2001; in riunione non è stata fatta alcuna nomina, come invece si attendeva. Il bilancio è stato approvato con quattro voti favorevoli e l'astensione di Zanda. Il 2001 si è concluso per la Rai con un utile netto di 3,9 milioni di euro: risultato sensibilmente inferiore rispetto ai 40,7 milioni registrati nel 2000. Il calo risente della congiuntura negativa del mercato della pubblicità, che dopo anni di crescita rilevante ha mostrato l'anno scorso una decisa inversione di tendenza che interessa, con impatti differenziati, tutti i principali Paesi occidentali ed i diversi media. Flessione del mercato che è ancora in atto. Il volume complessivo dei ricavi ammonta a 2.546 milioni di euro (-3,6%). I ricavi pubblicitari sono pari a 1.027 milioni di euro, in diminuzione del 12% rispetto al 2000; gli introiti da canone si attestano sui 1.350 milioni di euro, con un incremento del 3% rispetto all'anno precedente, in parte dovuto all'aumento del canone ed in parte all'incremento del numero degli abbonati e al contenimento del fenomeno della morosità. Nel complesso gli abbonati iscritti al ruolo superano i 16,1 milioni di unità (+0,7%).

PROFITTI ANNUALI A +40% PER ASEM SPA
ASEM SpA di Buia (Udine), specializzata in PC industriali, ha concluso il 2001 con un utile netto di 1,489 milioni di euro, pari al 6,54% dei ricavi, con un incremento del +39,68% rispetto al 2000. Il fatturato ammonta a 22,777 milioni di euro, con un aumento dell'11,99% sull'anno precedente. L'EBITDA è pari a 2,627 milioni di euro (l'11,97% dei ricavi), in progressione rispetto al 2000 del 14,22%; l'EBIT ammonta a 2,432 milioni di euro, pari al 10,68% dei ricavi (+1,97% su base annua). Le scelte strategiche hanno portato la società a focalizzare i propri investimenti nella progettazione e produzione di computer industriali basati sull'architettura PC.

IL CALO DELLA PUBBLICITA' MANDA LE MONDE IN PERDITA
Il rallentamento delle entrate pubblicitarie ha causato al gruppo "Le Monde" una perdita netta di 13,1 milioni di euro nel 2001; il gruppo nel 2000 registrò profitti per 7,4 milioni di euro. Il fatturato del gruppo è aumentato di 69,7 milioni di euro, da 334,2 milioni nel 2000 a 403,9 milioni nel 2001. Le Monde sottilinea che la progressione del fatturato "integra la presa in conto dell'intero anno di Midi Libre", di cui nel 2000 erano stati considerati solo sei mesi. La diffusione a pagamento dei quotidiani e settimanali del gruppo è aumentata del 3% per Le Monde, dell'1,4% per i quotidiani del "Midi Libre", del 21,2% per "Courrier international" e del 10,2% per "Le Monde Diplomatique". Per il gruppo Midi Libre il risultato netto è passato da una perdita di 4,6 milioni di euro nel 2000 a +3 milioni nel 2001. Il mensile "Le Monde 2" ha raggiunto l'equilibrio economico ad un anno dal suo lancio. In sei mesi di esercizio, Courrier International ha registrato un risultato positivo per 394 mila euro.

BRUXELLES IN AIUTO DELLE REGIONI POVERE PER LA DIFFUSIONE DELL'INTERNET VELOCE
Secondo il "Financial Times", la Commissione europea starebbe mettendo in piedi un piano di finanziamento di parecchi miliardi di euro per sviluppare l'internet veloce nelle regioni più povere dell'unione. Questa somma proverrebbe dai fondi strutturali di cui una parte è dedicata già all'alta tecnologia. Una proposta combattuta dall'OCSE, che stima questo tipo di aiuti governativi inefficace.

A FINE ANNO FUSIONE EDISONTEL-ATLANET
Edison porta avanti il piano industriale che porterà il gruppo a fine anno a concentrarsi solo sul core business dell'energia. A maggio è stato raggiunto il 60% del beneficio finanziario atteso dall'intero programma di vendita di asset non strategici: su circa 7 miliardi di euro di miglioramento della posizione finanziaria netta consolidata atteso per la fine del 2002 dal piano, ne sono già stati realizzati 4,11 miliardi di euro. Per quel che riguarda le telecomunicazioni, entro l'anno è previsto un accordo di joint venture per l'integrazione fra EdisonTel e Atlanet, azienda partecipata dal gruppo Fiat, Telefonica e Acea. Edison avrà il 40% del capitale. Intanto, la stessa Edison vara la fusione in Italenergia, holding destinata a sostituirla, prendendone il nome, a Piazza Affari ai primi di novembre.

E.BISCOM NON E' INTERESSATA A WIND
Silvio Scaglia, amministratore delegato di e.Biscom, ha smentito qualsiasi interesse ad entrare nel capitale Wind, l'operatore di telefonia controllato da Enel. Per Scaglia si tratta solo di "tante chiacchiere, ma non c'è assolutamente nulla". "Noi &endash; ha proseguito - siamo focalizzati sulle nostre attività giorno per giorno e non abbiamo nessuna intenzione di cambiare le strategie che abbiamo oggi". Quanto ad un interesse opposto, di Wind per e.Biscom, l'a.d. ha girato la domanda alla società di Enel: "Questo bisogna chiederlo a Wind". Su un presunto incontro suo e di Francesco Micheli con i vertici Enel, ha risposto: "Garantisco che non ho mai incontrato il top management di Enel".

ADELPHIA COMMUNICATIONS SULL'ORLO DEL BARATRO
L'operatore via cavo Adelphia Communications (Usa) è in difficoltà finanziarie. Il gruppo, controllato dalla famiglia Rigas e dal cofondatore di Microsoft Paul Allen, potrebbe presto richiedere la protezione del capitolo 11 della legge americana sui fallimenti. Numerosi creditori del gruppo, tra cui Bank of America, non sono riusciti ancora a raggiungere un'intesa su una ristrutturazione: i debiti contratti da Adelphia ammontano a 7 miliardi di dollari.

MIGLIORANO LE CIFRE DI T-ONLINE NEL PRIMO TRIMESTRE
Nel primo trimestre 2002 T-Online, internet service provider di Deutsche Telekom, ha registrato un fatturato in crescita del 30,5% a 365,7 milioni di euro. L'EBITDA è ancora negativo per 14 milioni di euro, ma in miglioramento del 78,9%. In diminuzione (del 25,9%) anche la perdita netta, che ammonta a 89,7 milioni.

ENTRO GIUGNO QWEST VEDERA' LE YELLOW PAGES
Il CEO Joseph Nacchio ha annunciato che Qwest Communications venderà il ramo di attività operativo nelle "Pagine Gialle" entro il prossimo giugno. Nacchio ha precisato che ci sono sei proposte di acquisto per le "Yellow Pages". La vendita porterà la liquidità necessaria a Qwest per far fronte al pressante indebitamento.

CRESCONO I RICAVI DI FININVEST SCENDE L'UTILE A CAUSA DI KIRCH
Aumentano i ricavi e cala l'utile di Fininvest nell'anno 2001. I ricavi netti consolidati sono cresciuti del 5% rispetto al 2000, a quota 4,244 miliardi di euro; il risultato operativo sale dello 0,7% a 590 milioni; l'utile netto ammonta a 72 milioni, in calo rispetto ai 327 milioni dell'esercizio precedente, a causa dell'accantonamento di 331 milioni dovuto al deterioramento della situazione finanziaria del gruppo KirchMedia partecipato indirettamente al 4,76%. Il margine operativo lordo si attesta a livello consolidato a 1,494 miliardi di euro, in aumento del 3,5% su base annua, l'incidenza sui ricavi netti è del 35,2%. La redditività operativa è del 13,9%, in linea con l'esercizio 2000. Il risultato netto 2001 è stato ottenuto dopo aver stanziato ammortamenti per complessivi 935 milioni di euro e riconosciuto utili di competenza di terzi azionisti per 165 milioni. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 dicembre presenta un saldo negativo pari a 1,022 miliardi (495 milioni nel 2000).

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