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NUMERO 198 DEL 23 MAGGIO 2002
ANNO VI

 

IN UN TRIMESTRE DEUTSCHE TELEKOM PERDE 1,8 MILIARDI DI EURO
Cattive notizie dalla trimestrale di Deutsche Telekom: nei primi tre mesi del 2002 il colosso tedesco ha accusato perdite per 1,8 miliardi di euro, oltre il quadruplo rispetto ai 358 milioni di euro persi nello stesso periodo del 2001. La compagnia attribuisce le perdite - superiori alle peggiori stime degli analisti che prevedevano 1,2 miliardi di rosso - al consolidamento dei nuovi settori. La scorsa settimana il "Financial Times Deutschland" aveva pubblicato la notizia che Deutsche Telekom avrebbe in programma fino a 30 mila esuberi. Almeno 20 mila posti di lavoro sarebbero a rischio nella divisione di telefonia fissa, che attualmente occupa 120 mila dipendenti. In totale il colosso impiega 265 mila persone. La decisione sarebbe stata presa per cercare di far fronte al pesante indebitamento, pari a 67,2 miliardi di euro, e al passivo accumulato nel 2001, pari a 4,5 miliardi.

CONFERMATO INTERESSE DI ENEL PER QUOTA FRANCESE IN WIND
"I colloqui sono in corso": con queste parole l'amministratore delegato di Wind, Tommaso Pompei, ha confermato le trattative tra la controllante Enel e France Telecom, per l'acquisto della partecipazione del 26,3% detenuta dai francesi in Wind. Roberto Colaninno, ex a.d. di Telecom Italia, indicato come uno degli interessati ad acquisire quote di minoranza in Wind, ha commentato secco: "Non posso assolutamente dire niente".

MONDADORI SCOMMETTE SUL RECUPERO DELLA PUBBLICITA'
Ottimista sull'ultima parte dell'anno, Mondadori prevede un recupero della raccolta pubblicitaria per i periodici del gruppo. Ha affermato l'amministratore delegato della casa editrice di Segrate, Maurizio Costa: "I segnali che abbiamo ci dicono che la seconda parte del 2002 dovrebbe prevedere un grosso recupero rispetto alla discesa della prima parte e quindi un anno che, salvo per qualche decimale, non si discosti dal 2001 che è stato comunque un anno molto importante".

RIDOTTE LE PERDITE DI KPN
Nel primo trimestre l'olandese KPN ha ridotto le perdite a 348 milioni di euro, in confronto ai 539 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso: risultato ottenuto grazie alla riduzione dei costi. Le perdite includono i costi, per 477 milioni di euro, affrontati per KPNQwest, la controllata internet che detiene la più grande rete in fibra ottica europea e che qualche giorno fa ha lanciato un allarme sulla propria situazione finanziaria.

NASCE WIRELESSPARK PER IL MOBILE INTERNET
Wirelesspark srl, nata dallo spin-off con Pixelpark (Schweiz) AG, (società del Gruppo Pixelpark, al 60,3% partecipato dal Gruppo Bertelsmann), seguirà le attività italiane legate al settore mobile finora coordinate dalla casa madre svizzera. L'attività sarà rilevata da Luca Paioni e Giovanni Giamminola, già manager responsabili per le attività Pixelpark (Schweiz) AG sul mercato italiano e ticinese. La nuova società ha sede a Milano ed è presente sul web all'indirizzo www.wirelesspark.it. Il core business è costituito dalla consulenza e sviluppo di soluzioni di "mobile internet" e tecnologie "wireless".

SIEMENS VENDE UNISPHERE A JUNIPER
Siemens ha ceduto la sua controllata nel settore tlc Unisphere a Juniper Networks. Il valore dell'operazione è di 740 milioni di dollari, 375 milioni di dollari cash e 36,5 milioni di azioni Juniper.

LE E-MAIL E INTERNET PRESTO AFFOSSERANNO I "VECCHI" FAX
L'e-mail presto darà il colpo di grazia al fax. Secondo il sociologo del lavoro Domenico De Masi "fax e fotocopiatrici faranno la fine delle carrozze, chiuse in un magazzino in attesa di essere rottamate. Da una parte il mercato è saturo, quasi tutti hanno già questi apparecchi e dall'altro internet ha trasformato completamente la comunicazione. Io ricevevo 10-15 fax al giorno, ora ne ricevo circa uno ogni due-tre giorni ma mi arrivano 40 e-mail". Il commento di De Masi si basa sugli ultimi dati della Federmeccanica sulla produzione delle "macchine per ufficio", crollata nei primi tre mesi del 2002 del 27,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Sui vantaggi dell'e-mail ha detto il sociologo: "Non esiste più la comunicazione da punto a punto. Posso mandare una e-mail ovunque, c'è più privacy e ci si mette meno tempo piuttosto che inviare un fax e la posso mandare a più persone contemporaneamente".

BOOM DELLE VENDITE PER HOME SHOPPING EUROPE
Nel primo trimestre 2002 Home Shopping Europe, leader delle vendite in tv e on line attivo anche in Italia dal dicembre del 2000, ha registrato vendite per 6,24 milioni di euro, rispetto ai 5,2 milioni del trimestre precedente (+20%) ed ai 720 mila del periodo gennaio-marzo 2001. Le vendite sono state trainate dall'aumento dei nuovi clienti e dall'incremento degli acquisti dei "repeat customer". I nuovi clienti sono passati dai 10 mila del primo trimestre 2001 ai 76 mila di quest'anno, portando il numero totale ad oltre 200 mila. In aumento la percentuale dei clienti di sesso maschile, passata dal 36% al 43%. Le chiamate al call center sono passate dalle 22 mila del 2001 alle 152 mila di quest'anno; le spedizioni hanno raggiunto quota 85 mila contro le 10 mila dello stesso periodo del 2001. Home Shopping Europe opera attraverso cinque canali televisivi (tedesco, francese, italiano, olandese/fiammingo ed inglese). Il servizio e-commerce è presente all'indirizzo internet www.hse.it.

CDC REGISTRA UTILI CONSOLIDATI A 2,6 MILIONI DI EURO
La pisana CDC, leader in Italia nella produzione e distribuzione di prodotti di information technology per il segmento consumer Soho, ha registrato nel primo trimestre chiuso a marzo utili consolidati prima delle imposte pari a 2,6 milioni di euro. La società, quotata sul Nuovo Mercato, prevede a fine 2002 un utile consolidato di 10 milioni di euro. Nel primo trimestre i ricavi di vendita del gruppo sono stati pari a 141,1 milioni di euro (+2,9%), mentre ad aprile CDC ha registrato un fatturato pari a 36 milioni di euro, in crescita dell'8,5% rispetto ad aprile 2001.

STRATEGIC COMMUNICATIONS IN ODORE DI QUOTAZIONE
La settimana scorsa Marconi PLC ha annunciato un'offerta pubblica di vendita alla Borsa di Milano del gruppo Strategic Communications, che fa capo a Marconi Mobile. Strategic Communications conta circa 4 mila dipendenti in Italia, Gran Bretagna, Germania e Turchia, progetta, produce e fornisce sistemi di comunicazione e IT principalmente per la difesa e la sicurezza. Nell'esercizio concluso lo scorso 31 marzo il gruppo ha incassato ricavi per circa 500 milioni di euro, circa il 17% in più rispetto all'esercizio precedente. Remo Pertica, amministratore delegato di Strategic Communications, ha detto: "La storia di Strategic Communications, fatta di una crescita continua e di un servizio di eccellenza ai nostri clienti, ci permette ora di puntare alla quotazione indipendente sul mercato finanziario". Alla vendita frazionata di Marconi Mobile si oppongono Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Spiega un comunicato emesso ieri: "La decisione di quotare in Borsa solo Strategic significa vendita frazionata. Non eravamo e non siamo d'accordo. Le altre divisioni PMR e UMTS, che occupano 1.000 lavoratori, non possono fare a meno delle sinergie tecniche e finanziarie con Strategic". "La quotazione in Borsa, cosi come ci è stata descritta nella riunione dell'osservatorio strategico, non garantisce sull'esito finale della proprietà", concludono i sindacati che hanno chiesto un incontro con il presidente del Consiglio.

PICCIONI NUOVO COUNTRY MANAGER DI EBAY ITALIA
Andrea Piccioni sostituirà Andrea Di Giovanni nella carica di country manager in eBay Italia. Andrea Piccioni ha 35 anni, è nato a Roma e proviene da Reckitt-Benckiser.

FRANCE TELECOM POTREBBE CEDERE CASEMA
France Telecom è in trattative esclusive con Liberty Media per la cessione dell'operatore olandese Casema. La vendita dell'operatore cavi potrebbe portare a France Telecom 800 milioni di euro.

NEL TRIMESTRE WIND CRESCONO RICAVI E MOL
Il Consiglio di amministrazione di Wind ha esaminato il bilancio del primo trimestre 2002. Il Gruppo ha ottenuto importanti risultati di crescita, grazie anche al conferimento da parte di Enel delle attività di Infostrada, a partire da fine luglio 2001, e della conseguente fusione per incorporazione in Wind dal primo gennaio 2002. Al 31 marzo 2002 i ricavi consolidati sono saliti a 920 milioni di euro, con una crescita del 20% circa rispetto allo stesso periodo del 2001. Il margine operativo lordo, coerentemente con i piani di sviluppo della società, è positivo per 116 milioni di euro, contro il risultato negativo per 99 milioni di euro del primo trimestre 2001, ed è pari al 12,6% dei ricavi. In un anno la perdita netta del Gruppo si è dimezzata a 143 milioni di euro. Gli investimenti del trimestre ammontano a 335 milioni di euro, di cui 270 milioni di euro in investimenti tecnologici. I clienti hanno raggiunto quota 25,2 milioni, di cui 8 milioni nella telefonia mobile, 7,2 milioni nella telefonia fissa e 10 milioni nel settore internet.

I TEDESCHI DI BERTELSMANN DANNO NUOVA VITA A NAPSTER
Napster è stata acquisita dal gruppo tedesco Bertelsmann, che metterà a disposizione 8 milioni di dollari per i creditori del sito di scambio on line di files musicali. L'operazione giunge a sorpresa dopo che le trattative erano state interrotte e prevede inoltre che l'attuale Ceo (chief executive officer) di Napster, Konrad Hilbers, rimanga in carica insieme al Ceo Shawn Fanning. Bertelsmann ha acquistato Napster incamerandone anche i debiti. Gli 8 milioni di dollari che occorreranno alla definizione dell'acquisizione si aggiungono agli 85 milioni di dollari già prestati alla compagnia. Dopo la rottura dei negoziati, la scorsa settimana si erano dimessi i massimi dirigenti di Napster, compreso il fondatore Shawn Fanning. Dimissioni ora rientrate. "Non accettare l'offerta della Bertelsmann sarebbe stato un grosso errore", ha commentato Konrad Hilbers, amministratore delegato di Napster. Era da luglio dello scorso anno che Napster aveva cessato la sua attività su internet, dopo una serie di sconfitte in tribunale per violazione del diritto d'autore. Il sito era stato tenuto in vita da un prestito di 85 milioni di dollari da parte della Bertelsmann, che due settimane fa aveva offerto di acquistare la compagnia aggiungendo altri 16,5 milioni di dollari. Ma il Consiglio di amministrazione di Napster, a causa di dissidi interni, aveva bocciato l'offerta.

WORLDCOM SPOSTA L'ASSEMBLEA ANNUALE DEGLI AZIONISTI
La statunitense WorldCom, secondo operatore Usa di telefonia a lunga distanza, ha rinviato la data dell'incontro annuale con gli azionisti, che si sarebbe dovuto svolgere giovedì prossimo. L'appuntamento è previsto per il 14 giugno ed il rinvio ha lo scopo di dare agli azionisti maggiori informazioni circa le dimissioni dalla carica di Ceo del fondatore Bernie Ebbers. L'ex numero uno di Worldcom aveva lasciato l'incarico il mese scorso, dopo che gli utili erano crollati e l'indebitamento era aumentato a 30,2 miliardi di dollari. WorldCom è anche oggetto di un'inchiesta che verte su alcuni problemi contabili e su finanziamenti personali concessi a suo tempo allo stesso Ebbers. La società resta temporaneamente a galla grazie ad un accordo raggiunto con alcune banche per un prestito di 1,5 miliardi di dollari, che le permette di far fronte ai debiti a breve scadenza.

ADELPHIA SOTTO INCHIESTA DI DUE GRAN GIURI'
Adelphia Communications, sesta maggiore tv via cavo in Usa, è finita sotto inchiesta da parte di due gran giurì, rispettivamente del distretto meridionale di New York e del distretto centrale della Pensylvania. Gli inquirenti indagano su alcuni aspetti dell'attività della televisione via cavo. La società ha fatto sapere che sta dando la massima collaborazione all'indagine. Nei giorni scorsi il fondatore, presidente e Ceo di Adelphia, John Rigas, aveva dato le dimissioni. Anche l'autorità della borsa statunitense, la SEC, aveva aperto un'inchiesta. La famiglia Rigas ha quindi deciso di abbandonare il board di Adelphia e di trasferire all'azienda asset per un valore complessivo di quasi 2 miliardi di dollari. L'operazione compenserebbe i finanziamenti concessi dalla stessa tv ai Rigas, per un importo di circa 2,3 miliardi di dollari. Proprio su questo prestito stava indagando la SEC. Infine, Adelphia Communications è a rischio di "delisting", ovvero la messa fuori listino da parte del Nasdaq Stock Market.

BELLSOUTH ANNUNCIA 4-5 MILA ESUBERI
Bellsouth, attiva negli Stati Uniti nella telefonia regionale, taglierà tra i 4 mila e i 5 mila posti di lavoro. La società intende così ridurre i costi operativi. BellSouth ha precisato di attendersi oneri per 250-300 milioni di dollari al netto delle tasse, collegati a quest'operazione.

IL SETTORE TLC COMUNICA IN TV
Per comunicare i propri prodotti, le offerte commerciali o il marchio, le imprese di telecomunicazioni prediligono il mezzo televisivo. Nei primi due mesi del 2002 i primi 10 investitori delle tlc hanno destinato il 77,7% dei budget alla televisione; al secondo posto con l'11,3% ci sono i quotidiani mentre le affissioni sono relegate all'ultimo posto con l'1,6%. E' il risultato di una ricerca di AcNielsen, riportata dal settimanale Pubblicità Italia. Telecom Italia è il primo "spender" seguito da Omnitel Vodafone, TIM, Tele2, Infostrada e Wind. Wind è l'operatore che ha investito maggiormente nella tv con il 91% del suo budget, Tiscali è in coda con il 6,7% degli investimenti, escluse sono Albacom e Blu che hanno pianificato al 100% sui quotidiani. Su radio e periodici le società hanno investito in media rispettivamente il 5,1% ed il 4,2%. Sulle affissioni, tra i primi 10 spender solo Telecom Italia ha pianificato (il 5,8% dl budget). Chi crede di più nella radio è Omnitel (9,1%), chi ha investito maggiormente sui periodici è Tiscali (15,1%).

EBITDA NEGATIVO PER TELIA IC
Telia IC, che fa capo alla compagnia telefonica svedese Telia e gestisce la rete in fibra ottica internazionale, ha concluso i primi tre mesi del 2002 con un EBITDA negativo per 331 milioni di corone svedesi, pari a circa 32 milioni di euro. Il negativo del primo trimestre 2001 era stato pari a 265 milioni di corone svedesi. "Ci aspettavamo un dato negativo - ha detto il presidente di Telia IC, Erik Heilborn - considerato l'andamento generale del settore. Prevediamo comunque il break-even già alla fine di quest'anno e una profittabilità a partire dal prossimo anno". Il fatturato nel primo trimestre ammonta a 1.195 milioni di corone svedesi, circa 114 milioni di euro, rispetto ai 984 milioni di corone svedesi dello stesso periodo dell'anno precedente. In Italia l'ultimo accordo di Telia è stato raggiunto con Albacom: per l'operatore Telia fornirà una connettività internet a 150 Mb/s. Intanto, il colosso annuncia che prima dell'estate potrebbe essere portato a compimento il processo di fusione per incorporazione con la finlandese Sonera. Telia avrà il 64% della nuova società per circa 10 miliardi di euro, inclusa l'assunzione del debito di Sonera. L'operazione aspetta il benestare dell'Unione europea e delle due assemblee degli azionisti, atteso nelle prossime quattro-cinque settimane.

LE MONDE PRONTO A RISALIRE LA CHINA
Il direttore di "Le Monde", Jean-Marie Colombani, ha detto che la quotazione in borsa del 20-25% del quotidiano potrebbe portare "un centinaio di milioni di euro" nelle casse del giornale. "Quelle risorse serviranno a perfezionare lo sviluppo del gruppo", ha detto Colombani. L'annuncio della volontà di quotare parte di Le Monde era stato dato dal direttore-manager lo scorso luglio. Allora Colombani parlava di un miliardo di euro, oggi il gruppo ha dovuto rivedere al ribasso quella stima. Colombani non ha fornito con precisione i tempi dell'operazione: l'ingresso in borsa dovrebbe avvenire entro la fine del 2003. Colpito duramente dal forte calo della pubblicità lo scorso anno, il quotidiano dovrebbe ritornare in equilibrio finanziario nel 2004. Incoraggiato dal successo del website "Le Monde Interactif", da aprile in parte accessibile solo a pagamento, Colombani ha aggiunto che il suo giornale è ritornato sopra la barra delle 400 mila copie vendute al giorno e "intende rimanerci".

CROLLANO GLI UTILI DI TELEFONICA PER LA CRISI ARGENTINA
La crisi argentina ha comportato un calo degli utili alla spagnola Telefonica nel primo trimestre 2002. Il colosso delle telecomunicazioni, presente in Italia con Ipse attraverso Telefonica Moviles, ha registrato una diminuzione dei profitti del 72%, passando dai 432 milioni di euro dello stesso periodo del 2001 ai 121,1 milioni del 2002. Il risultato è comunque migliore delle aspettative, che stimavano utili a 92 milioni di euro. Telefonica riferisce che le attività in Argentina hanno comportato perdite per 1,1 miliardi di euro. Nel complesso, le vendite sono calate del 2,4% a 7,42 miliardi di euro, in linea con le previsioni; l'EBITDA è sceso del 2,7%, a 3 miliardi di euro.

MOL E UTILE NETTO IN AUMENTO PER CALTAGIRONE NEL 2001
In crescita le voci di bilancio relative all'anno 2001 della holding Caltagirone SpA, cui fanno capo le attività dei settori dei grandi lavori, del cemento, immobiliare, finanziario e dell'editoria. L'assemblea dei soci, presieduta da Francesco Gaetano Caltagirone, ha deciso un dividendo in aumento di 5 centesimi di euro (+12%). Lo stacco della cedola del dividendo è già avvenuto e il pagamento è previsto per oggi. Il margine operativo lordo del Gruppo ha raggiunto i 99,74 milioni di euro (+15%), l'utile netto i 21,57 milioni di euro. Il patrimonio netto ammonta a 563,20 milioni di euro.

BRITISH TELECOM RIDUCE LE PERDITE TRIMESTRALI
Nonostante un indebitamento ancora consistente, British Telecom ha ridotto le perdite trimestrali: nel quarto trimestre dell'esercizio 2001- 2002, concluso il 31 marzo scorso, il gruppo britannico ha registrato una perdita di 2,6 miliardi di sterline, pari a circa 4,15 miliardi di euro, rispetto al rosso di 2,95 miliardi di sterline dell'analogo periodo dell'esercizio 2000- 2001. Nei tre mesi i ricavi del gruppo sono calati del 29%, a 5,5 miliardi di sterline. Inoltre, il management ha annunciato che riprenderà a pagare il dividendo; i pagamenti erano stati sospesi lo scorso anno. L'ammontare del dividendo è pari a 2 pence ad azione, sotto le stime degli analisti finanziari che prevedevano una forchetta di 3,2-3,4 pence ad azione. L'indebitamento del gruppo si è finora ridotto della metà nel giro di un anno, a quota 13,7 miliardi di sterline. Risultato ottenuto grazie alla separazione dalla divisione mobile (quotata in Borsa) ed alla vendita di gran parte delle divisioni estere; BT si è concentrata sulla telefonia fissa e su internet.

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