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PER
LE AMMINISTRATIVE CHIESTA LA SOSPENSIONE
PER SANTORO
Ieri
la Casa delle Libertà ha presentato
in commissione di Vigilanza Rai una
mozione per chiedere "la sospensione dei
programmi Sciuscià, Porta a porta,
Il fatto e Primo piano" durante la
campagna elettorale per le elezioni
amministrative del prossimo 26 maggio. E'
scritto nella mozione: "Appare ipocrita e
incongruo impedire per legge alle forze
politiche la comunicazione diretta con i
cittadini e consentire, invece, che essa
venga esercitata soltanto mediante alcune
trasmissioni affidate a giornalisti che
non potrebbero in nessun caso raggiungere
l'obiettivo dell'imparzialità e
della correttezza informativa, anche ove
volessero essere formalmente rispettosi
dei principi e delle regole del
pluralismo. In realtà in molte
occasioni ciò non è
avvenuto, specie nel corso dell'ultima
campagna elettorale, durante la quale si
sono sicuramente manifestati episodi non
isolati di forte faziosità".
PAR
CONDICIO ANCHE PER LE TV LOCALI
In
seguito alla sentenza depositata dalla
Corte Costituzionale, Marco Rossignoli,
coordinatore dell'Aeranti-Corallo insiste
per l'approvazione rapida del disegno di
legge sulla "par condicio" fra le
emittenti radiotelevisive locali.
L'obiettivo primario che si pone
Rossignoli è far arrivare il
più velocemente possibile al
Parlamento la nuova proposta di legge
presentata dal ministro delle
Comunicazioni. Si tratta di affrettare il
processo di differenziazione per
l'emittenza locale in modo da evitare gli
ostacoli imposti dalla legge 28/2000. La
par condicio fra tv locali è per
altro già assicurata dalla gran
numero di esse, secondo Filippo
Rebecchini, presidente della FRT: con la
legge attuale viene negato il ruolo
pluralistico dell'emittenza locale.
MINACCIA
DI MULTE ALLA BBC
Il
ministro britannico della Cultura Tessa
Jowell sta elaborando un progetto per
porre la tv pubblica sullo stesso piano di
quella commerciale, la quale garantisce un
alto grado di qualità grazie alla
supervisione di un ente di controllo,
l'OFCOM. Le reti private lamentano la
disparità con quelle pubbliche
esigendo pari regolamentazione ad opera di
un comitato di controllo esterno
all'azienda. Jowell sostiene che "la
questione non è stata ancora
risolta perché nello studiare un
sistema di multe, bisogna tenere conto che
la BBC è finanziata con i soldi
degli abbonati".Le multe alle tv
commerciali sono abitualmente inflitte per
mancato rispetto degli standard di
qualità.
UNA
RAI FEDERALISTA SPAVENTA LE TV LOCALI
Marco
Rossignoli, coordinatore
dell'Aeranti-Corallo, rifiuta
categoricamente la proposta di una RAI
federalista. "La realizzazione di una Rai
federalista avrebbe come conseguenza
l'emarginazione dell'emittenza locale, con
grave danno per il pluralismo e la
libertà d'impresa", sostiene
amareggiato Rossignoli. E aggiunge che la
sua preoccupazione è rivolta "agli
editori radiotelevisivi locali in quanto
le attuali regole del sistema misto
pubblico-privato, nazionale-locale,
attribuiscono all'emittenza locale il
ruolo informativo in tale ambito".
TAGLIATI
I FONDI A LIBERTY TV
La
mancata erogazione di fondi da parte del
Dipartimento di Stato Americano, ha
causato la chiusura di Liberty Tv,
emittente televisiva dell'opposizione
irachena. Nonostante l'amministrazione del
presidente americano George W. Bush abbia
sostenuto la causa di Liberty Tv, il
Dipartimento di Stato ha sospeso i fondi
già a partire dal febbraio
scorso.
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INFORMAZIONE
SFIDA APERTA TRA TV E QUOTIDIANI
La
ricerca promossa da Avvenire e condotta da
Tnt Abacus su un campione di 750 lettori
di quotidiani ha registrato la
competitività su cui è
basato il rapporto fra stampa quotidiana e
informazione televisiva. Il motivo che ha
avviato lo studio è stato il
tentativo di ridefinire l'immagine di
Avvenire e quindi di far emergere le
aspettative del pubblico dei due diversi
media. La preferenza dei lettori è
in equilibrio tra l'informazione cartacea
e quella televisiva per quanto riguarda
competenza, autorevolezza e
tempestività; se invece si fa
riferimento all'obiettività e
affidabilità di entrambi i mezzi
viene espressa minore soddisfazione dal
campione esaminato. Capacità di
approfondimento e completezza sono
giudicate dal pubblico priorità sia
dei quotidiani che dei telegiornali. La
sostanziale differenza è costituita
dalla possibilità di selezionare le
notizie sui quotidiani, mentre per quanto
riguarda la televisione tale scelta non
è contemplata.
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VIA
AL NUOVO MASTER IN PROGRAMMAZIONE E
PRODUZIONE TELEVISIVA DI COSTANZO
A
partire da giugno avrà inizio
presso l'Università degli Studi "La
Sapienza" di Roma un master in
programmazione e produzione tv organizzato
dal Dipartimento di Sociologia e
Comunicazione che vedrà seduto in
cattedra Maurizio Costanzo. Le iscrizioni
sono gratuite poiché sono stati
stanziati dei fondi da parte della Regione
Lazio che ne copriranno integralmente i
costi. Ad intervenire durante le lezioni
saranno manager e professionisti del
settore televisivo e multimediale.
L'obiettivo sarà formare nuove
figure professionali legate al mondo
televisivo prestando una particolare
attenzione alle nuove tecnologie applicate
al giornalismo, alla fiction e
all'intrattenimento. Alle lezioni
seguirà uno stage presso Rai,
Mediaset o tv satellitari.
LA
"MALA-INFORMAZIONE" DI STRISCIA COLPISCE I
VETERINARI
I
medici veterinari di Roma e provincia
etichettano "Striscia la notizia" come
"antianimalista e contro i veterinari". E'
Tullio Scotti, presidente dell'Ordine dei
Medici Veterinari di Roma e provincia, ad
accendere la polemica riferendosi al
servizio mandato in onda da Striscia con
il titolo di "Bizzarro caso di
malasanità veterinaria". Parlando a
nome della categoria veterinaria, Scotti
si affretta a smentire le accuse del tg
satirico di Canale 5, secondo la quale
è abitudine di alcuni veterinari
prescrivere farmaci per uso umano con lo
scopo di far risparmiare i propri clienti
in farmacia. Scotti giustifica questo
comportamento affermando che "il
cosiddetto farmaco ad uso improprio ,
quello cioè destinato ad altre
specie, compreso l'uomo, è
regolamentato da leggi dello Stato ed
è un diritto-dovere del medico
veterinario prescrivere in scienza e
coscienza un qualsiasi farmaco per la cura
di un animale".
I
FANS DEI SIMPSON RIDANNO FIATO A
GROENING
Homer,
Marge, Bart e Lisa continueranno a far
sorridere gli italiani mettendo a nudo i
vizi e le virtù della famiglia
media americana. E' ormai certa la
notizia, rassicura lo stesso autore
storico del cartone Matt Groening, che i
Simpson non andranno in pensione, anche se
nei giorni scorsi il "Financial Times"
aveva affermato il contrario, pubblicando
un'intervista, nella quale lo stesso
Groening confessava di avere sterili idee
per il futuro del cartone. Alla furiosa
protesta dei numerosi fans, Groening ha
reagito smentendo le voci trapelate,
dichiarando: "Voglio rassicurare tutti che
i nuovi episodi della serie andranno in
onda ancora per parecchi anni". L'equivoco
che ha subito causato allarmismo tra i
fans è stato individuato nel
riferimento che Groening ha fatto alla
stanchezza che ormai avrebbe colpito da
tempo lo staff creativo del cartoon
affermando: "Incomincia ad essere
difficile dopo tredici generazioni creare
storie nuove, in tredici anni abbiamo
toccato tutti gli argomenti possibili,
abbiamo aperto persino un dibattito
sull'uso terapeutico della marijuana".
Come dar torto alle affermazioni di
Groening, il cartone infatti nel corso di
tutti questi anni non ha smesso mai di
affrontare tematiche scottanti come
l'embargo a Cuba o la Guerra del
Golfo.
GRANDI
INTERVISTE SU LA7
LA7
e VENTIQUATTRORE.TV hanno raggiunto un
accordo sulla distribuzione di"Leader, le
grandi interviste",appuntamento ciclico
collocato all'interno del format
"Omnibus", in onda tutti i venerdì
alle ore 18 a partire dal 3 maggio su LA7.
Le interviste in questione avranno , fra
gli altri, come protagonisti personaggi
del calibro di Gianni Agnelli, Gilberto
Benetton, Franco Bernabè, Massimo
Capuano, Fedele Confalonieri, Cesare
Romiti e Marco Tronchetti
Provera.
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PRIMO
CIACK PER LA FICTION SU CINECITTA'
Hanno
avuto inizio le riprese della serie
dedicata a Cinecittà, che
arriverà sugli schermi nel novembre
prossimo Tra i protagonisti figurano
Barbara De Rossi, Giuliana Lojodice,
Claudio Bigagli, Flavia Vento, Alvaro
Vitali, Eleonora Brigliadori e Corinne
Clery. Prodotta da Lantia cinema per Rai
Fiction, la fiction vuole rendere
familiare al pubblico italiano l'ambiente
di Cinecittà spesso visto troppo
lontano e popolato da star inarrivabili.
Questo luogo di set leggendari, di ricordi
e di illusioni farà da sfondo ad
una storia di sentimenti. Le protagoniste
della fiction sono tre donne: nonna,
figlia e giovane nipote, appartenenti al
mondo dello spettacolo. La trama è
arricchita dalle loro aspirazioni, dalle
loro speranze continuamente disilluse,
dalla loro ansia di successo e dalle loro
vicissitudini sentimentali. In queste tre
figure femminili si riflette il conflitto
generazionale rappresentato dai rapporti
tra l'anziana, appartenente alla
generazione del Dopoguerra, con la figlia,
dall'identità traballante e
costantemente in cerca di punti di
riferimento, e con la nipote,ancora ferma
nelle sue illusioni.
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I
PUBBLICITARI: NO AL NUDO IN TV
Sono
i pubblicitari a lamentare l'abuso di nudo
in tv soprattutto in prima serata. La
situazione è tesa tanto che gli
inserzionisti minacciano uno sciopero
contro la violenza e la volgarità
televisive. Le principali associazioni
degli inserzionisti bocciano le
rappresentazioni gratuite di nudo nel
prime time, chiedendo di spostarle nella
fascia oraria dopo le 23. Tale slittamento
del palinsesto potrebbe però
causare un vertiginoso crollo di ascolti.
"Marketing e tv" ha intervistato a
proposito oltre cento direttori marketing
di importanti aziende. Di questi il 66% si
è detto favorevole alla proposta di
posticipare le rappresentazioni di nudo,
il 42% approverebbe un miglioramento della
qualità dei programmi che
però non vada ad intaccare gli
ascolti. "Marketing e tv" ha rilevato dati
interessanti sulle icone tv femminili: la
Serendova, soubrette di Panariello,
è considerata dal 45% degli sponsor
troppo svestita, la Marcuzzi è
bocciata dal 38%, Sabrina Ferilli definita
scostumata dal 36% e infine Michelle
Hunziker eccessivamente volgare per il
35%.
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(a
cura di Giorgio
Bellocci)
AUDITEL
- I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio
Bellocci)
DA
BISCARDI UN SEGNALE, DA TELELOMBARDIA UNA
CONFERMA
Alla
fine ci é riuscito anche
quest'anno, muovendosi con la consueta
disinvoltura tra le polemiche che hanno
interessato sia il campionato di calcio,
sia la difficile crescita de La 7. Aldo
Biscardi é riuscito a imporre i
buoni ascolti del suo "processo" come
indelebile traccia nella tribolata
stagione dell'emittente controllata da
Tronchetti Provera: la media di 1 milione
di telespettatori rappresenta di per
sé un piccolo miracolo, a fronte di
obiettivi e mezzi necessariamente di basso
profilo. Ma lunedì 6 maggio,
complice anche il finale thriller del
campionato, gli ascolti dell'ultima
puntata de "Il processo di Biscardi" sono
addiritura schizzati a quota 1.470 000
telespettatori (lo share del 6.29% attesta
l'affermazione su Retequattro). Un segnale
forte, lanciato non solo ai dirigenti
dell'ex Telemontecarlo, ma a tutti coloro
che gravitano intorno a palinsesti e
investimenti...se il marchio é
forte, con vent'anni di militanza, resiste
ad attacchi e critiche (anche
giustificate, considerato il format che
sovente si tramuta in rissa da bar, se non
peggio). A proposito di "marchi" e calcio,
registriamo lo scontatissimo successo
ottenuto, domenica 5 maggio, dall'ultima
puntata di "Novantesimo minuto" (6.246.000
utenti). In tema di programmi di "nicchia"
legati al calcio, ci piace invece
ricordare il grande risultato ottenuto da
"Qui studio a voi stadio" su
Telelombardia, network privato visibile in
gran parte del nord Italia. Il
contenitore, alla pari di altri programmi
concorrenti, fa vivere al tifoso le
partite in diretta, con interventi di
ospiti in studio e collegamenti esterni
con i campi di calcio. Un appuntamento
messo in atto, in tutt'Italia, da un
elevato numero di network regionali. Ma
"Qui studio a voi stadio", ottimamente
condotto dal competente e brillante
Giovanni Guardalà, emerge come
leader del genere, vantando anche un ampio
raggio di diffusione. "L'ultima domenica
di campionato - conferma Guardalà -
ci ha fruttato 2 milioni di contatti. Un
risultato eccezionale, in linea con la
media dell'intera stagione". Dati che
sottolineano come l'avvento della "pay per
view" per le partite del campionato non
abbia ridimensionato l'esistenza dei
programmi domenicali rivolti ai calciofili
più accaniti. Oggi, al contrario,
il fenomeno della "pay-tv" vive un
difficile momento. "L'arrivo della 'pay
per view'- prosegue Guardalà -
aveva suscitato qualche preoccupazione tra
gli addetti ai contenitori come il nostro;
ma se si eslude una leggera diminuzione
degli ascolti, il contraccolpo é
stato assorbito piuttosto bene.
Riferendoci alla situazione odierna, fermo
restando il valore di programmi come 'Qui
studio a voi stadio', penso però
che la conclamata crisi della 'pay tv' sia
da attribuire soprattutto al proliferare
delle tessere pirata".
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Aldo
Biscardi
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Gli
ascolti di lunedì 6 maggio (ore
21.00-23.00)
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RETE
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AM
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SHARE
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Raiuno
('La guerra è finita' -
miniserie)
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8.655
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31.84
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Raidue
(Convenscion - show)
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2.352
|
8.74
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Raitre
(Alle falde del... -
rotocalco)
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2.412
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9.23
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Canale
5 ('Big Daddy' film)
|
5.584
|
20.60
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Italia
1 ('Distretto di polizia'-
serie)
|
3.062
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10.79
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Retequattro
(I sette vizi capitali-film tv)
|
1.469
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5.82
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La
7 (Il processo di Biscardi-sport)
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1.470
|
6.29
|
Am=
ascolto medio espresso in migliaia Fonte:
AUDITEL
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