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SPROFONDANO
GLI UTILI DI PROSIEBENSAT 1
Brutta
botta agli utili di ProSiebenSat 1 Media,
la maggiore tv tedesca controllata dal
gruppo KirchMedia. I profitti sono
diminuiti del 65% nel primo trimestre
2002, a causa del calo della
pubblicità. Gli utili ammontano a
5,7 milioni di euro, contro i 16,4 milioni
dei primi tre mesi del 2001 e le
previsioni degli analisti, che stimavano
profitti per 11,4 milioni di euro. L'utile
operativo è calato a 21,6 milioni
di euro, contro i 39,1 milioni
dell'analogo periodo dell'anno scorso,
mentre l'utile pre-tasse è
diminuito a 8,5 milioni, dai 28,6 del
primo trimestre 2001. Il fatturato
è sceso del 5% a 489,3 milioni di
euro. Per fine 2002 la società
è ottimista, prevedendo un EBITDA
(utili prima di tasse e ammortamenti)
equivalente a quello del 2001.
Soprattutto, la società ha
annunciato di voler continuare a mantenere
il suo legame con il principale azionista
e fornitore di programmi, il magnate
bavarese Leo Kirch.
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BANCA
INTESABCI DETIENE IL 2,08% DI TIM
Le
comunicazioni della Consob sulle
partecipazioni rilevanti (obbligatorie al
superamento della soglia del 2%)rivelano
che Banca IntesaBCI possiede il 2,076% di
TIM. La quota è detenuta sia
direttamente che attraverso societa'
controllate e per lo 0,061% a titolo di
pegno.
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HDP
SALE IN POLIGRAFICI EDITORIALE
HDP
di Maurizio Romiti è salita in
Poligrafici Editoriale, hodling del gruppo
Monti-Riffeser (Carlino, Nazione, Giorno).
La partecipazione di HDP è ora al
7,002%, dal precedente 5%. L'assemblea
ordinaria ha approvato il bilancio 2001,
chiuso in perdita per 18 milioni di euro a
causa delle società francesi Presse
Alliance/Regie Print. L'amministratore
delegato Andrea Riffeser ha anche
preannunciato una prossima convocazione
per l'ingresso di un rappresentante di HDP
nel Consiglio di amministrazione della
Poligrafici, i cui componenti dovrebbero
aumentare a 7 o 9 persone. Riffeser ha poi
sostenuto che, dopo il perfezionamento
dell'accordo con Dada per creare un
portale dell'informazione sulla rete,
entro il 2002 ci saranno altre sinergie
"su altri settori. Ci sono interessi
all'estero, sui periodici". Riffeser ha
ipotizzato sinergie in Francia, dove la
Poligrafici edita "France Soir". "Hdp ha
fatto un grosso investimento in Francia
con la casa editrice Flammarion", ha
detto. Poi riffeser ha fatto riferimento
all'attività del gruppo come
stampatore per conto terzi: "Noi abbiamo
un grosso stabilimento in Toscana e HDP
potrebbe aver bisogno di stampare in
quelle zone". In questo contesto,
l'amministratore delegato ha annunciato
che da domani cambierà l'accordo
con il gruppo Caltagirone per la stampa
del quotidiano gratuito "Leggo", che
salirà da 100 mila a 155 mila
copie.
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LA
TRIMESTRALE SORRIDE A CHARTER
COMMUNICATIONS
Charter
Communications, quarto operatore via cavo
degli Stati Uniti, ha registrato perdite
nette trimestrali inferiori allo stesso
periodo dell'anno precedente. Gli abbonati
via cavo sono aumentati, così come
quelli dei servizi internet ad alta
velocità. Charter ha dichiarato una
perdita netta di 174,9 milioni di dollari
(59 cents per azione), contro i 280,7
milioni (1,20 dollari per azione) del
primo trimestre 2001. Il cash flow
operativo è aumentato del 10,4%, a
449,2 milioni di dollari, contro i 406,9
milioni dell'analogo periodo dell'anno
scorso. Il fatturato è aumentato
del 13%, a 1,08 miliardi di dollari,
contro i precedenti 953,1
milioni.
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IL
RITORNO DI COLANINNO
Già
amministratore delegato di Telecom Italia
(fino a nove mesi fa), Roberto Colaninno,
sarebbe in procinto di ritornare nella
grande industria. Ad inizio settimana
Colaninno ha fatto visita per circa un'ora
a Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli,
residenza privata del premier italiano, ma
dei contenuti dell'incontro non si sa
nulla. Berlusconi ha commentato
così: "Ogni tanto sento esponenti
del mondo del lavoro per informarmi in
presa diretta sull'economia e su come
stanno andando le cose". Lo scorso marzo
Colaninno aveva accennato ad un suo
ritorno con "un'impresa di altissima
qualità, coerente con quanto ho
fatto finora". Appare invece poco
probabile una sua nomina ai vertici di una
società pubblica. Piuttosto,
Colaninno si era detto interessato alla
privatizzazione dell'Acquedotto Pugliese,
o potrebbe rientrare nell'ipotesi di una
privatizzazione dell'Italgas. E c'è
chi lo vedrebbe coinvolto nell'eventuale
processo di quotazione di Wind.
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SI
DOVRA' RIFARE L'ASSEMBLEA GENERALE DI
VIVENDI
Annullata
la seduta del 24 aprile scorso per un
sabotaggio ai sistemi di voto, l'assemblea
generale di Vivendi Universal dovrà
essere rifatta 'il prima possibile",
scrive l'azienda. Con la nuova assemblea,
Pierre Lescure potrebbe chiedere la
reintegrazione come presidente di Canal
Plus, forte della contestazione dei
dipendenti della pay-tv nei confronti del
numero uno del colosso, Jean Marie
Messier. La compagnia ha annunciato che
durante la scorsa assemblea la verifica
dei voti espressi per via elettronica ha
messo in luce una "disfunzione sistematica
degli strumenti di voto dei principali
azionisti". Si parla "verosimilmente" di
un atto di pirateria. Recita una nota di
Vivendi: "Questa manipolazione dei voti
rende necessaria la convocazione di una
nuova assemblea generale il prima
possibile".
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QWEST
AL VAGLIO DELL'ANTITRUST USA
Secondo
quanto riporta il sito internet del Wall
Street Journal, l'Antitrust statunitense
avrebbe avviato un'indagine su Qwest
Communications, maggior provider di
telefonia locale in 14 Stati Usa, per aver
stretto accordi sotterranei con le
società concorrenti: i competitors
non avrebbero dovuto interferire nei piani
di espansione di Qwest nella telefonia a
lunga distanza. Qwest Communications
avrebbe convinto alcune aziende
concorrenti a non ostacolarla promettendo
migliori condizioni di noleggio per
l'accesso alla rete. Alle compagnie
telefoniche regionali che hanno una
posizione dominante non è permessa
l'attività nella lunga distanza se
non attenendosi alle condizioni disposte
dal governo federale, dopo aver sentito il
parere delle autorità locali e
consultato le altre ditte di telefonia
presenti sul mercato. Qwest ha respinto
ogni addebito.
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MICHELI
CEDE IL 2,3% DI QUOTA E.BISCOM A
ISTITUZIONI
Il
2,3% di e.Biscom è stato ceduto "ad
istituzioni" dallo stesso presidente
Francesco Micheli. Ha spiegato il numero
uno della società: "Si tratta di
una leggerissima diversificazione legata a
investimenti collegati in qualche modo al
settore in cui operiamo. In ogni caso non
è avvenuta sul mercato ma su
istituzioni che non avrebbero comprato
questi titoli". Ha poi aggiunto: "E'
praticamente come un concambio e non
incide minimamente sul mio impegno in
questa società".
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AUMENTA
IL FATTURATO DI DADA NEL PRIMO TRIMESTRE
2002
Fatturato
consolidato a circa 7,4 milioni di euro
nel primo trimestre dell'anno per Dada,
quotata sul Nuovo Mercato; lo scorso anno,
nei primi tre mesi i ricavi consolidati
ammontavano a 6,6 milioni di euro. Il
margine operativo lordo consolidato
è stato negativo per 1,7 milioni di
euro, in miglioramento rispetto al quarto
trimestre 2001 (-2,2 milioni di euro). La
posizione finanziaria netta del gruppo
risulta positiva per circa 20 milioni di
euro. Il gruppo conta 170
dipendenti.
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TELECOM
VA AVANTI NELLA RISTRUTTURAZIONE
Prosegue
il progetto di ristrutturazione di Telecom
Italia. Lo ha detto lo stesso presidente
del primo operatore di telefonia italiano,
Marco Tronchetti Provera. "La
ristrutturazione della Telecom va avanti
&endash; ha spiegato Tronchetti Provera -
attraverso le dismissioni che abbiamo
attuato nelle attività non
strategiche di cui avevamo delle
partecipazioni, di fatto, finanziarie".
"Guardando all'interno dell'azienda
&endash; ha aggiunto il presidente di
Telecom - trovo le risorse sia umane sia
tecniche adeguate, la struttura
patrimoniale dell'azienda è in
continuo miglioramento, l'assetto che
stiamo dando alla ricerca e alla
formazione è tale da garantire
forti investimenti in queste
aree".
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TAGLI
NELLE TLC
Con
i bilanci in rosso, in tutto il mondo le
società di telecomunicazioni stanno
cercando di risanare i conti a suon di
esuberi. Negli Stati Uniti JDS Uniphase,
il maggiore produttore di apparecchiature
in fibra ottica, ha annunciato nel
trimestre conclusosi a marzo una perdita
di 4,34 miliardi di dollari. Pertanto,
dopo aver già ridotto il personale
di 18 mila unità nel 2001, la
società si appresta a tagliare
altri 2 mila posti di lavoro. In Giappone
Hitachi, colosso attivo nel settore dei
chip, ha registrato perdite semestrali
pari a 373 miliardi di yen (2,91 miliardi
di dollari) ed ha annunciato ulteriori
tagli occupazionali, allo scopo di
ritornare all'utile nel 2003. Al 31 marzo
scorso, il colosso delle tlc Matsushita ha
annunciato perdite annuali per 431
miliardi di yen (3,4 miliardi di dollari).
La società, che aveva tagliato 13
mila posti, ha accusato un calo delle
vendite del 10%. In Europa, la tedesca
Siemens ha annunciato 6.500 esuberi nel
settore reti fisse; la svedese Ericsson ha
annunciato una ristrutturazione che
interesserà 17 mila dipendenti
entro il 2003.
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