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ICE:
PIANO PROMOZIONALE 2002 ON LINE
Ogni
giorno l'Ice (Istituto per il Commercio
Estero) promuove tre iniziative per
valorizzare l'immagine del "made in Italy"
nel mondo. Il programma promozionale
2002-2003 dell'Ice, approvato di recente
dal ministero delle Attività
Produttive e disponibile sul sito internet
dell'Istituto, si propone di ampliare la
base esportativa nazionale, sostenere il
radicamento delle aziende italiane
all'estero e creare le condizioni
più favorevoli per attrarre gli
investitori esteri in Italia. Uno degli
obiettivi delle iniziative è quello
di incrementare la partecipazione delle
imprese italiane ai progetti di sviluppo
finanziati dagli organismi. Secondo
Gioacchino Gabbuti, direttore generale
dell'Ice, "per il terzo anno consecutivo
il programma promozionale prevede un
livello di programmazione pari a 77,5
milioni di euro, di cui 20,442 milioni
destinati agli accordi di programma con le
Regioni, ad accordi di settore con le
associazioni ed altre intese con il
sistema camerale, il sistema fieristico e
le Università. Si aggiungono i
fondi stanziati dalle imprese partecipanti
e da altri organismi, oltre 26 milioni di
euro, per un totale di 103.676.754 euro".
Quest'anno è previsto un ricorso
maggiore agli strumenti offerti dallo
sviluppo dell'Information and
Communication Technology, con
un'attenzione particolare al commercio
elettronico. Oltre ai tre progetti
speciali (moda, abitare, filmare)
già avviati nel biennio scorso, se
ne affiancheranno altri due dedicati alla
Meccanica e all'agroalimentare. "Da un
punto di vista generale - ha concluso
Gabbuti - l'89,1% delle risorse del
programma è destinato alla
promozione merceologica (prodotti
agroalimentari, beni di consumo, beni
strumentali, oltre alle attività
plurisettoriali), mentre il 10,9% viene
assorbito da forme di promozione
'indiretta', quali le attività
della formazione e quelle della
cooperazione".
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BIBLIOTECA
ALESSANDRINA NUOVO ARCHIVIO DEL WEB
La
nuova Biblioteca Alessandrina è
oggi la seconda sede dell'Archivio
Internazionale Internet. L'archivio,
denominato "Bibalex", comprende 10
miliardi di pagine web dal 1996 al 2001
provenienti da oltre 16 milioni di siti,
2000 ore di trasmissioni tv di Stati Uniti
ed Egitto, 108 Pterabytes di dati
conservati in 200 computers, un apparato
scanner per archiviare libri
arabi.
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IL
GARANTE ORDINA LA CANCELLAZIONE DI UNA
PAGINA WEB
Con
un provvedimento d'urgenza il Garante per
la privacy ha disposto l'immediata
cancellazione da un sito internet delle
informazioni sulle malattie di alcuni
alunni handicappati. Il Garante, su
segnalazione di alcuni genitori, è
intervenuto per bloccare l'ulteriore
diffusione di dati sanitari pubblicati sul
sito web di un centro di documentazione
didattica, che aveva sede presso la
succursale di una scuola media statale.
Consultando la pagina web, accessibile
attraverso il sito di un centro di
documentazione scolastico, erano
conoscibili, da chiunque, varie patologie
di persone individuate nominativamente o
appartenenti a classi, che venivano
citate, di istituti scolastici.
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L'83,9%
DEGLI UTENTI WEB UTILIZZA SERVIZI DELLA
P.A. ON LINE
Su
407 milioni di utenti internet nel mondo,
l'83,4% utilizza servizi della pubblica
amministrazione on line: lo dice una
ricerca presentata a Pechino da Giuseppe
Roma, direttore generale del Censis,
durante un forum Europa-Cina per la
società dell'informazione.
"L'e-government - ha spiegato - ha
l'effetto di rendere più moderno e
meno costoso l'apparato burocratico, e al
tempo stesso facilita gli altri settori
produttivi creando, attraverso le
tecnologie di internet, un contesto
più competitivo e favorevole allo
sviluppo".
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ALL'ASTA
SU INTERNET IL PRIMO COMPUTER APPLE
Un
rarissimo personal Apple di prima
generazione sarà messo all'asta su
internet. L'asta sarà condotta sul
sito del Vintage Computer Festival,
avrà inizio venerdì alle 20,
ora della Silicon Valley (in Italia le 5
di sabato) e resterà aperta fino
alle 17 di domenica. La macchina
sarà venduta con la motherboard, un
monitor da 9" in bianco e nero, la
tastiera e copie del software e del
manuale originale di istruzioni, stima
base d'asta 15-20 mila dollari
(18.750/25.000 euro), Apple I è la
macchina che a metà degli anni '70
diede inizio alla rivoluzione. Disegnati
ed assemblati a mano da Steve Wozniak e da
Steve Jobs , ne vennero realizzati 200
esemplari e l'impresa permise alla coppia
di Silicon Valley di fondare nel 1976 il
marchio della mela. Apple I era poco
più di una scheda madre a cui i
clienti dovevano aggiungere tastiera e
custodia, collegare il monitor e
programmarla. Il prezzo originario era di
666,66 dollari, una cifra che creò
ai due informatici dei grossi problemi con
i fondamentalisti cristiani, per i quali
la sequenza di sei aveva sinistri richiami
al numero di Satana.
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OTTIMISMO
DELL'INDUSTRIA PER LA NEW ECONOMY EUROPEA
NONOSTANTE LA PIRATERIA INFORMATICA
Da
uno studio presentato dalla Bsa (Business
software alliance), di cui fanno parte
Microsoft, Intel, Ibm ed Apple, risulta
che l'industria informatica mostra
ottimismo per il futuro della new economy
europea, nonostante siano ancora da
affrontare i nodi della pirateria e della
mancanza di sicurezza nel web. Dai dati
raccolti emerge che il costo della
pirateria dei programmi informatici
è stato di circa 3,4 miliardi di
euro nel 2000 ed il 34% dei software
scaricati da utilizzatori europei nello
stesso anno risulta essere stato copiato
illegalmente. "Il danno complessivo
causato dalla pirateria - sottolinea la
Bsa - è maggiore delle cifre
presentate, perché i dati raccolti
non includono i mancati introiti fiscali e
la perdita di opportunità di
lavoro". Secondo la Bsa l'industria
informatica, nonostante questo problema,
farà registrare nei prossimi 5 anni
un tasso di crescita del 14% annuo,
complessivamente il giro d'affari sul
mercato europeo dovrebbe passare dai 62
miliardi di euro del 2001 a quasi 110
miliardi nel 2005, con un incremento del
52% degli addetti entro il 2003. "Per
raggiungere tali obiettivi - ha rimarcato
Brad Smith, vicepresidente di Microsoft -
è indispensabile un intervento
deciso dell'Unione europea, per
armonizzare le regole sul diritto di
proprietà intellettuale in tutta
l'Ue Le leggi già esistenti in
materia di lotta alla pirateria vanno
applicate con maggiore rigore in Europa, e
bisogna cominciare a lavorare per creare
regole più attuali, capaci di far
fronte al continuo sviluppo del
settore".
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L'INFORMAZIONE
ON LINE NON SOSTITUISCE TV E GIORNALI
Da
un sondaggio condotto su 1024 italiani tra
i 18 e i 55 anni utenti di internet e
promosso dal quotidiano ".Com",
l'informazione on line è
considerata un approfondimento ma non
certo sostitutiva di giornali, radio e tv.
Secondo l'indagine un italiano su tre
è un cybernauta abituale tra le
pagine dell'informazione. Il 32% del
campione definisce interessanti i siti
informativi, per il 24% offrono un
servizio utile. Il 28% sostiene che
l'informazione in rete non sia ancora
pronta a sostituire la carta stampata
perché manca ancora di
autorevolezza. Per il 32% degli
intervistati "è la gratuità
dei servizi che distingue internet dagli
altri media".
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"AMORE
E SESSO AL TEMPO DI INTERNET"
E'
il titolo del volume curato da Giampaolo
Fabris (Franco Angeli editore) che
contiene saggi a firma di sociologi,
psicologi ed esperti della rete. Per
Vittorino Andreoli internet è "una
grande piazza della prostituzione,
un'offerta per il desiderio", ma anche uno
spazio nuovo per affetti normali e nuovi
sentieri dell'amore. Francesco Marciani,
nel capitolo "Irretire. Modalità di
cattura erotica in internet", descrive
come procedere e le modalità di
ricerca nel campo del porno sul web. "I
pornografici siti - dice - sono luoghi di
promesse. Ogni immagine, ogni frase, ogni
banner, ogni elemento che si affolla nelle
pagine è il titolo di un rimando a
qualcosa di più radicale, di
più esplicito, di più
completo e soddisfacente". Il volume
descrive la nascita dell'amore
tradizionale attaverso le chat line. Una
ricerca rivela che gli utilizzatori di
questo mezzo sono in genere persone tra i
16 ed i 34 anni, in prevalenza studenti
(54%) e lavoratori (32%).
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SU
INTERNET LA MOSTRA 'EVEREST': LE MONTAGNE
NELL'ARTE
In
occasione dell'inizio del 50° Film
festival internazionale della montagna
"Città di trento", sarà
possibile vedere le opere di oltre 50
artisti che dal '700 ad oggi hanno dipinto
montagne sul sito internet della rassegna
(www.mountainfilmfestival.trento.it). La
mostra, curata da Vittoria Coen, si
intitola "Everest. L'orizzonte curvo della
fantasia".
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Attacchi
virali e intromissioni nei sistemi
informatici delle aziende sono sempre
più diffusi. La legge tutela le
vittime ma non si può prescindere
da efficaci sistemi di
sicurezza.
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La
contaminazione della rete progredisce
implacabile: sono sempre più
frequenti i messaggi in posta elettronica
"infetti", ossia portatori di virus in
grado di distruggere interamente l'hard
disk dei computer. Il problema è
anche e soprattutto economico
poiché, accanto al grande business
che ruota attorno ai sistema di sicurezza
informatica e ai numerosi antivirus in
commercio, sulle aziende incombe il
pericolo della perdita di informazioni,
dei danni ai sistemi informatici che si
tramutano in ingenti perdite.
"Negli
ultimi anni - ci conferma Paolo Ardemagni,
vicepresidente per l'area del Sud-Europa
di Symantec - il numero e la
complessità dei virus, e delle
e-mail che li contengono, è
aumentato esponenzialmente: nel 1999 si
trovava un virus ogni 1.400 mail, nel 2000
ogni 700 mail, nel 2001 ogni 300 e le
previsioni per il 2004 sono addirittura di
un virus ogni 10 mail. Questo incremento
è dovuto al proliferare dei mezzi
che supportano internet: i cybernauti sono
in continuo aumento e i nuovi prodotti
diffusi dalle società hi-tech, come
i palm computer e il wireless, sono
altrettanti veicoli per i
virus".
Che cosa
si sta facendo per difendere la rete dai
virus di nuova generazione che la
attaccano ormai da tutti i fronti?
"Abbiamo centri di ricerca, i cosiddetti
security centre, in ogni continente -
continua Ardemagni - nei quali i nostri
tecnici sono impegnati 24 ore su 24 nella
lotta contro i virus. Il nostro sistema
operativo ci permette analizzare gli
eventuali virus, per poi poter aggiornare
in tempo reale il nostro software"
Diffondere
virus nella rete è naturalmente
reato, come ci conferma il professor
Giuseppe Corasaniti, direttore
responsabile dell'Unità
Antipirateria dell'Autorità delle
telecomunicazioni: "Se l'invio del virus
è un atto volontario scatta il
reato di cui all'art. 615 quinquies della
legge 547/1993 sulla criminalità
informatica (Diffusione di programmi
diretti a danneggiare o interrompere un
sistema informatico): chiunque diffonda,
comunichi o consegni un programma
informatico da lui stesso o da altri
redatto, avente per scopo o per effetto il
danneggiamento di un sistema informatico o
telematico, dei dati o dei programmi in
esso contenuti o a esso pertinenti, ovvero
l'interruzione, totale o parziale, o
l'alterazione del suo funzionamento,
è punito con la reclusione sino a
due anni e con la multa sino a lire 20
milioni".
Giuseppe Corasaniti
Il
problema della sicurezza informatica non
si ferma ai virus trasmessi via e-mail. Le
aziende, in particolare, sono
quotidianamente minacciate da intrusioni
nei propri sistemi informatici. Queste
aggressioni non costituiscono una
categoria omogenea: esistono diverse
tipologie di accesso abusivo: vi sono i
casi di "hackeraggio semplice" per scopi
ludici, accessi abusivi cui conseguono la
distruzione o sottrazione dei contenuti e
dei sistemi o, ancora, violazioni della
corrispondenza e frodi. La legge italiana
sanziona tutti questi casi, riconducibili
al reato di accesso abusivo e di
danneggiamento informatico previsto
dall'art. 615 ter del codice di procedura
penale che punisce "chiunque abusivamente
si introduce in un sistema informatico o
telematico protetto da misure di sicurezza
ovvero vi si mantiene contro la
volontà espressa o tacita di chi ha
il diritto di escluderlo".
Il
legislatore, insomma, ha fatto la sua
parte. Alle aziende ora il compito di
denunciare questi reati, ma soprattutto di
difendersi adottando misure di sicurezza
adeguate in grado di arginare questo
allarmante fenomeno: secondo uno studio
commissionato dal Gruppo Eurosystem in
Italia, l'anno scorso circa l'80% delle
aziende è stata attaccata da virus
informatici e l'11% ha subito
intromissioni non autorizzate nei database
aziendali.
"Per
essere veramente 'sicuri' - suggerisce
Ardemagni - bisogna ricorrere a un vero e
proprio hardware che contenga sia un
programma antivirus, sia un intrusion
detector, oltre a un firewall (programma
che monitora l'accesso al computer da
parte di qualsiasi persona fisica o
software) e un VPN, il virtual private
network, utile per garantire la sicurezza
durante le transazioni in
internet".
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Katharina von Bruchhausen
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Sonia Sassella
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