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MESSIER
CONVINCE I GRANDI AZIONISTI
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C'erano tutti i presupposti per un'assemblea tempestosa,
ma per il presidente di Vivendi è stata una
passeggiata.
Il presidente di Vivendi
Universal, secondo gruppo mediatico al modo, dopo avere
evitato una folla di manifestanti che gli dava del ladro ha
arringato gli azionisti, convincendoli, almeno quelli che
contano. Il gruppo non ha mai perso tanti soldi (13,6
miliardi di euro), ha un indebitamento record (17 miliardi
di euro solo per l'area media). Messier ha spiegato che ora
si è usciti da quel periodo che definisce
paradossale, in cui il gruppo, pur avendo prodotto buoni
risultati operativi, è finito nel profondo rosso. Una
situazione da paura che ha provocato la reazione dei piccoli
azionisti e il calo del titolo in borsa. Messier ha
annunciato che la politica delle grandi acquisizioni
è per il momento terminata, ma anche che non sono
previste né dismissioni né riduzioni
significative delle partecipazioni, come invece si riteneva
probabile per ripianere i debiti. I risultati trimestrali
sono migliori del previsto, ma la quotazione in borsa ieri
era scesa lo stesso. Un segnale di sfiducia del mercato
inequivocabile. Neanche una parola sulla fusione
Telepiù Stream, ma per il quotidiano Le Monde Vivendi
avrebbe intenzione di prendere a pretesto le richieste
dell'antitrust italiana per non dare seguito al progetto.
Del resto che su Telepiù qualcosa si debba fare
appare certo, visto che la pay tv italiana è il
maggiore peso finanziario per Canal Plus rappresentando una
buona quota dei 5 miliardi di debiti e dei 700 milioni di
euro di perdite. Per dare fiducia agli azionisti Messier ha
concluso l a relazione annunciando che il suo bonus lo
reinvestirà in azioni Vivendi.
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MEDIASET
NON SI IMPEGNA SUL FUTURO DI
KIRCH
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Il presidente
di Mediaset, Fedele Confalonieri, sta alla finestra
in attesa della sorte di Kirchmedia, e non prevede
al momento alcun intervento.
Fedele
Confalonieri, presidente di Mediaset, ha detto ieri
all'assemblea della società che per il
momento il suo gruppo sta a guardare cosa succede
di Krichmedia, l'impero mediatico su cui pende
l'istanza di insolvenza presentata lo scorso 8
aprile al tribunale di Monaco. Ora, ha ricordato
Confalonieri ci sono ''due mesi di tempo per
presentare il piano di ristrutturazione
finanziario. Dopo valuteremo''. Le perdite di
Kirch, secondo il presidente di Mediaset, sono da
attribuire ad "un management un po' avventuroso",
agli ''investimenti stellari'' sulla pay tv e
all'acquisizione dei diritti sportivi. Mediaset ha
intanto stanziato un fondo a tutela della propria
partecipazione (2,28%) per un ammontare di 171,9
milioni di euro. Ma soprattutto a Confalonieri
interessa la concessionaria del gruppo,
Publieuropa, che raccoglie 85 milioni di euro di
pubblicità per le reti Sat1 e ProSieben: i
gioielli di famiglia del gruppo Kirch.
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Fedele
Confalonieri
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SCHIZZA
L'UTILE NETTO DI SONERA NEL PRIMO
TRIMESTRE
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I primi tre mesi di Sonera
si sono conclusi con un utile netto di 270 milioni di euro,
con un incremento del 64% rispetto ai 165 milioni di euro
dello stesso periodo dell'anno precedente. La compagnia
telefonica finlandese è presente in Italia in Ipse
2000 ed è in procinto di essere integrata nella
svedese Telia. Sonera ha venduto assets per ridurre il
proprio indebitamento, sceso a 2.465 milioni di euro grazie
alle dismissioni dell'ungherese Pannon GSM, di Sonera Info
Communications e alla vendita del pacchetto di azioni DT. La
società ha registrato 279 milioni di euro di utili
prima delle tasse, superiori ai 245 milioni del 2001; le
vendite sono salite a 536 milioni di euro, in progresso del
2,1% rispetto ai 525 milioni del primo trimestre dell'anno
scorso.
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GASPARRI:
ABOLIRE IL CANONE RAI DANNEGGEREBBE I
GIORNALI
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Il ministro delle
Comunicazioni, Maurizio Gasparri, in occasione della
presentazione del Codice dell'informazione 2002 a Napoli, si
è detto contrario all'abolizione del canone Rai,
provvedimento che risulterebbe deleterio non tanto per
l'emittente pubblica, quanto per la carta stampata. "Il mio
partito - ha detto Gasparri - ha sempre espresso una
posizione molto ostile al canone. Ma se domani mattina lo
abolissimo, portando la raccolta pubblicitaria al livello di
affollamento del principale concorrente, non sarebbe la tv
pubblica a essere danneggiata: si toglierebbero invece
risorse ai giornali. Il canone diventa così una norma
di salvaguardia per la stampa".
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NUOVE
REGOLE PER LO SVILUPPO EUROPEO DELLA
COMUNICAZIONE
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Per Enrico Manca, presidente
dell'ISIMM, "all'Europa non mancano risorse e tecnologie.
Basta solo avere il coraggio di introdurre davvero, e in
fretta, le regole necessarie nei settori della tecnologia e
della comunicazione di massa". "Una totale deregulation
all'americana - ha aggiunto Manca - rischierebbe di bloccare
lo sviluppo invece di favorirlo, e un'assenza totale di
protezione nei mercati nazionali si tradurrebbe in un
rallentamento dei processi di privatizzazione degli
operatori monopolistici tradizionali". L'istituto ha
costituito una consulta giuridico-istituzionale formata da
29 esperti e giuristi, per contribuire a definire le nuove
regole per la comunicazione. L'obiettivo è di
"favorire una crescita armonica del sistema italiano ed
europeo delle comunicazioni", che permetterà "ai
giganti europei di competere con gli Stati Uniti. Una
competizione possibile solo attraverso la liberalizzazione
del mercato e il conseguente sviluppo" delle
imprese.
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POCHE
SODDISFAZIONI PER L'ITALIA A "CARTOONS ON THE
BAY"
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E' stato un po' magro per
l'Italia il bottino di premi a "Cartoon on the bay", il
festival dedicato all'animazione tv, svoltosi dal 18 al 22
aprile a Positano. Pur essendo entrata in diverse
nominations, l'Italia ha portato a casa il premio Pulcinella
per il miglior programma web "Taki" e una menzione speciale
per la tecnica innovativa di "Taco e Paco "di Francesco
Misseri realizzato in 'papermotion'. I veri vincitori sono
gli inglesi con il tv movie d'animazione premiato come
programma dell'anno: si tratta di "War Games" il cui
contenuto è un messaggio di pace. Delusi anche i
favoriti nella categoria dei cartoni animati: nessun premio
per "Mr.Bean", le avventure di 'Jacques Cousteau",
"Futurama" e "I gemelli Cramp".
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VITA:
DELEGA SULLE TLC CHIESTA DAL GOVERNO E' "COLPO DI
MANO"
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''La delega sulle
telecomunicazioni chiesta dal governo rappresenta un
ennesimo grave esautoramento del dibattito su temi che vanno
ben al di la' del recepimento delle direttive comunitarie''.
Lo dichiara il Ds Vincenzo Vita. "In presenza dell'irrisolto
conflitto d'interessi - continua Vita - e di fronte agli
attacchi in corso alla liberta' d'informazione, si puo'
davvero parlare di 'un colpo di mano".
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SOCIETA'
TLC USA IN BANCAROTTA
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Dopo Global Crossing e Flag
Telecom, ha chiesto la protezione del Chapter 11, ovvero lo
stato di bancarotta, un'altra società di
telecomunicazioni statunitense. E' Williams Communications,
azienda in crisi a causa degli ingenti investimenti operati
per realizzare una rete di collegamento in fibra ottica.
L'indebitamento per la realizzazione dell'infrastruttura
supera i 7 miliardi di dollari. Williams Communications
convertirà i debiti in azioni, mentre il controllo
sarà assunto dai creditori e dai possessori di bonds.
Williams Communications è nata da uno spin-off
operato in aprile 2001 dalla società madre, Williams
Cos. Quest'ultima ha un debito di 2,3 miliardi di dollari
nei confronti della società tlc scorporata. A
febbraio scorso Williams Communications aveva fruito di 975
milioni di dollari grazie alla linea di credito che le era
stata messa a disposizione dalle banche, per complessivi 1,5
miliardi di dollari. Prima di presentare domanda di
bancarotta, la società aveva rimborsato 200 milioni
di dollari.
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ALCUNI TITOLI
DELLA SETTIMANA
NUOVE REGOLE PER LO
SVILUPPO EUROPEO DELLA COMUNICAZIONE
EUTELSAT
DIVENTA PRIMO AZIONISTA DI HISPASAT
-PER
GASPARRI RETE4 NON DEVE ANDARE SUL SATELLITE
-PROVE
DI TRASMISSIONE PER GAY.TV
-IL
PRIMO CARTONE ANIMATO SULLA PEDOFILIA
-ICE:
PIANO PROMOZIONALE 2002 ON LINE
SERVIZIO:VIRUS
E HACKER I NEMICI MORTALI DELL'IMPRESA
AVVISO
IL PROSSIMO NUMERO DI B&V
SARA' DISTRIBUITO MERCOLEDI' 1° MAGGIO
e avrà una foliazione ridotta a causa della
feste
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