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ORA
SI SBRANANO PER KIRCH MEDIA
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Dopo la dichiarazione di insolvenza della holding
KirchMedia, la pay-tv Premiere è diventata l'oggetto
più appetibile del gruppo bavarese.
Le banche creditrici si
avventano sul 25% di Telecinco. Intanto, le sorti della
holding che controlla il gruppo sono nelle mani del curatore
fallimentare nominato dal Tribunale di Monaco di Baviera,
Michael Jaffè, e del nuovo amministratore delegato
Wolfgang van Betteray. Quest'ultimo è stato nominato
tre giorni fa a capo del gruppo con l'unico scopo di salvare
KirchMedia. Secondo il "Financial Times Deutschland" tanto
Rupert Murdoch quanto Mediaset sarebbero in trattative
avanzate per rilevare il controllo della pay-tv Premiere.
Dall'Italia la società del Biscione, in una nota
ufficiale, ha smentito "ogni ipotesi di un proprio
coinvolgimento in qualsiasi piano relativo alla pay-tv
tedesca". Anche Murdoch aveva smentito ogni interessamento
attraverso la controllata inglese BSkyB, ma in casa
KirchMedia il magnate dei media australiano sembrerebbe in
pole position su Premiere, magari attraverso un intervento
diretto della sua holding News Corp. Ultimo anello di un
gruppo che vorrebbe essere salvato da tutti, ma che in
realtà sta andando verso lo smembramento è
Telecinco. La Dresdner Bank, dopo la scadenza di un credito
di 460 milioni di euro avvenuta in dicembre e procrastinata
fino a lunedì scorso, ha ottenuto in pegno un quarto
dell'emittente spagnola.
Le altre quattro banche
creditrici di Leo Kirch e impegnate nel salvataggio di
KirchMedia non hanno gradito l'operazione: per Hypovereins,
Commerz, Bayerische Landesbank e DZ Bank si è
espresso il portavoce Wolfgang Hartmann (di Commerz Bank),
che ha detto: "Siamo assolutamente convinti che i proventi
della vendita del pacchetto di Telecinco confluiranno
interamente ai creditori di KirchMedia". Convinzione
smentita subito dalla Dersdner Bank, che ha incaricato i
suoi avvocati di difendere quanto ottenuto.
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ROMITI
ACQUISTA LE ALLEANZE CON GLI
EDITORI
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In una
situazione finanziaria migliore dopo la vendita di
una parte della moda, HDP entra in Poligrafici
Editoriale per espandersi e trovare un alleato che
conosce il mestiere.
HDP, holding
guidata da Maurizio Romiti che controlla RCS e Il
Corriere della Sera, ha acquisito il 5% di
Poligrafici Editoriali per un valore tra i 19 ed i
20 milioni di euro. HDP, che ha pagato 3 euro per
azione, affianca così nella società
la bolognese Monrif di Maria Luisa Monti Riffeser e
di Andrea Riffeser. Inuna nota di HDP si legge:
"L'acquisizione di una partecipazione di minoranza
in Poligrafici Editoriale rappresenta l'occasione
per valutare e sviluppare congiuntamente possibili
future collaborazioni in nuove iniziative
editoriali". Si rafforza così l'alleanza tra
i due gruppi, che vogliono integrare le
attività legate all'internet: un progetto
che prevede l'ingresso di HDP nella fiorentina
Dada. Monrif comprende i quotidiani Il Resto del
Carlino, La Nazione e Il Giorno e pubblicazioni
specializzate.
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Maurizio Romiti
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VIVENDI
METTE IN VENDITA LA QUOTA IN
UCI
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Secondo il Financial Times,
Vivendi Universal sarebbe in trattative per cedere la sua
partecipazione nella UCI (United Cinemas International),
società che gestisce uno dei maggiori circuiti di
sale cinematografiche in tutto il mondo. Secondo il
giornale, l'operazione potrebbe essere conclusa per un
miliardo di euro. Interessata all'affare potrebbe essere la
Paramount Picture, con cui Vivendi divide la
proprietà di Uci. Il circuito di sale comprende 1.091
schermi in 120 sale cinematografiche distribuite in 12
Paesi, compresa l'Italia.
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LA
BANDA LARGA AIUTA LE IMPRESE A
RISPARMIARE
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Secondo una ricerca di Cisco
Systems, l'adozione delle nuove tecnologie e della banda
larga ha portato alle imprese americane risparmi per 155
miliardi di dollari in tre anni e aumenti di fatturato
stimati a 1.551 miliardi di dollari per il 2010. La ricerca
ha interessato 2.065 aziende Usa e 634 società di
Gran Bretagna, Francia e Germania. In Usa, il risparmio
potrebbe arrivare a 500 miliardi di dollari nel 2010. In
Europa, i risparmi totalizzati negli ultimi tre anni sono
stati di 9 miliardi di euro, con prospettive per altri 88,2
miliardi entro il 2010, quando il fatturato aumenterà
di 230 miliardi. Con la banda larga, l'aumento della
produttività è stato del 4%, contro il +1%
delle società che non usano le nuove tecnologie. La
produttività delle attività di telelavoro
aumenta del 270% con i sistemi di connessione
broadband.
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PASSAVA
ANCHE PER INTERNET UNA SERIE DI TRUFFE MILIARDARIE
SCOPERTE DALLA GUARDIA DI FINANZA; OGGI I
PARTICOLARI
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Una grossa operazione
denominata "London", che scaturisce da un'indagine
internazionale, ha portato il GICO (gruppo investigativo
criminalità organizzata) della Guardia di Finanza a
scoprire una serie di truffe compiute ad società
attraverso intermediazione finanziaria e raccolte di
credito, attività pubblicizzata anche attraverso
internet. Stamattina a Roma le Fiamme Gialle forniranno in
conferenza stampa i dettagli di un'operazione che ha portato
a sette ordinanze di custodia cautelare, numerose
perquisizioni in diverse città italiane,
all'oscuramento di un sito internet ed al sequestro di
titoli obbligazionari per un valore di 49 milioni di
dollari, di valuta e denaro contanti per circa 136 mila euro
e di immobili di prestigio.
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IL
SENATO PRONTO A ESAMINARE LA SITUAZIONE IN IPSE
2000
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La
commissione Lavori Pubblici ha accolto la richiesta del
senatore DS Antonello Falomi di ascoltare gli amministratori
e i sindacati di Ipse 2000 per esaminare lo stato di blocco
delle attività societarie e il pericolo che grava
sugli occupati. Dice Falomi: "Si tratta di una decisione che
può aiutare a fare luce su questa vicenda che vede al
momento messi a rischio molti posti di lavoro. Anche il
ministro Gasparri ha dato la sua disponibilità per
venire a riferire in commissione allo scopo di esaminare lo
stato di attuazione degli obblighi assunti da Blu e da Ipse
2000 sui piani industriali, sugli investimenti e sui livelli
occupazionali definiti al momento del rilascio delle
autorizzazioni e concessioni governative a utilizzare le
frequenze GSM e UMTS".
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PER
LE NOMINE IN RAI E' TUTTO RINVIATO A
OGGI
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Per le nomine Rai tutto
bisognerà aspettare oggi pomeriggio. Il Consiglio di
amministrazione avrebbe deciso ieri per il rinvio
soprattutto il rifiuto dei consiglieri di opposizione,
Carmine Donzelli e Luigi Zanda, di prendere in
considerazione le proposte sottoposte al Cda dal direttore
generale, Agostino Saccà, per le direzioni delle reti
e dei tg. I due consiglieri avrebbero minacciato le
dimissioni qualora le proposte fossero state messe ai voti.
Proteste sono arrivate da Rutelli e Fassino, che vedono
minacciato il pluralismo dell'informazione. Le indiscrezioni
di ieri riferivano di Clemente Mimun al Tg1, Mauro Mazza al
Tg2, la conferma di Antonio Di Bella al Tg3, lo scorporo
della testata per l'informazione regionale, da affidare a
Romano Bracalini, ex giornalista della Rai di Milano gradito
alla Lega, Sergio De Luca a Raiuno, Angela Buttiglione a
Raidue, Giovanni Minoli a Raitre, Massimo Magliaro al Gr,
Gianfranco Comanducci alla Divisione Uno, Giuseppe Cereda
alla Divisione Due.
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ALCUNI TITOLI
DELLA SETTIMANA
-PER LE NOMINE IN RAI
TUTTO RINVIATO A OGGI
-SENATO PRONTO A ESAMINARE
LA SITUAZIONE IPSE 2000
-STREAM-TELE+
L'ANTITRUST ANCORA NON DECIDE
-CONSOB:
TLC NON ANCORA FUORI DALLA CRISI
-A
RISCHIO I POSTI DI LAVORO IN SITCOM
-WIRELESS
LOCAL LOOP: RICHIESTE 153 LICENZE
-ANTITRUST:
AL VIA LA NUMBER PORTABILITY
-GIULIETTI:
DIRETTIVA EUROPEA SUL CONFLITTO D'INTERESSI
-OCCORRONO
VOLTI NUOVI PER I TG
-UNA
CATENA DI ATOMI PER I NUOVI MICROCOMPUTER
SERVIZI:
-NUOVE
FRONTIERE DELLA POSTA ELETTRONICA
-PIRATERIA
VIA SATELLITE SI ACCENDE IL
DIBATTITO
REDAZIONE
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