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NUMERO 191 DEL 04 APRILE 2002
ANNO VI

 

IPSE.COM: IN CRESCITA L'INFORMAZIONE ON LINE
Nonostante la crisi, il 2001 ha segnato lo sviluppo dell'informazione on line, con una crescita complessiva del 63% rispetto all'anno precedente. Tutti i quotidiani nazionali, esclusi Libero e Il Giornale, hanno ormai una presenza sul web: sono più di 100, infatti, i giornali venduti in edicola che hanno anche un proprio sito, nel quale vengono pubblicati gli articoli dell'edizione cartacea e offerti altri servizi. Se il 2000 è stato caratterizzato dalla nascita delle webzine - i siti di informazione presenti solo on line - l'anno successivo ha segnato l'esplosione dei website legati a riviste di tipo cartaceo. Comunque, anche le webzine sono cresciute nel corso del 2001, (+47%). Resta alto il tasso di mortalità delle iniziative editoriali sul web: lo scorso anno hanno chiuso 90 siti di riviste (8,5%) e 190 webzine (18%). Boom anche dei portali, maggiormente penalizzati, però, dalla crisi del settore, e delle concessionarie di pubblicità specializzate nell'on line. Tutti questi dati sono emersi dall'ultima rilevazione dell'Osservatorio informazione on line di Ispe.com.

E-MAIL VIA WEB VERSO IL SERVIZIO A PAGAMENTO
Negli Stati Uniti i messaggi di posta elettronica tramite web potrebbero diventare un servizio a pagamento. I portali Msn di Microsoft e Yahoo! stanno gradualmente aumentando il numero dei prodotti e dei servizi a pagamento per gli utenti delle e-mail. Yahoo! dal 24 aprile comincerà a far pagare il servizio che permette di dirottare la posta su un altro servizio di e-mail al costo di 29,99 dollari l'anno, con un offerta lancio di 19,99 dollari per chi si abbona prima del 24 aprile. Yahoo! offre anche la possibilità di incrementare a pagamento la capacità del servizio di e-mail, che fino a 6 Mb di spazio è gratuito. Anche Hotmail, servizio di Msn che annovera 110 milioni di utenti nel mondo, ha cominciato a chiedere 19,95 dollari per aumentare lo spazio disponibile per i messaggi, che attualmente sono gratuiti solo fino a 2 Mb. Le iniziative dei due portali potrebbero essere seguite da analoghe offerte di servizi "pay" da parte di Terra Lycos.

MOSTRA DI ANTIQUARIATO ON LINE
Sul nuovo sito "www.7-8novecento.it" è possibile visitare on line l'edizione primaverile della mostra di antiquariato "7.8.Novecento" in programma da oggi al 7 aprile a ModenaFiere.

HDP-DADA PRONTE ALLA FUSIONE PER PRIMEGGIARE IN EUROPA
HDP entra nel capitale sociale di Dada, internet company fiorentina quotata sul Nuovo Mercato. La quota che la holding rileverà sarà inferiore al 30%. Il piano di integrazione prevede il conferimento a Dada delle attività internet di HDP, gestite attualmente dalla controllata HdpNet. Secondo il progetto, Dada contribuirà allo sviluppo delle attività editoriali on line di HDP/RCS. La holding intende così proporsi come uno dei più importanti editori in Europa del settore internet-new media. La società fiorentina vede invece in HDP "un partner con una forza unica nel mercato della comunicazione tradizionale".

WASTE ITALIA LANCIA IL PROGETTO ECOMEDIA
Waste Italia ha presentato al Bica, la Biennale di comunicazione ambientale organizzata da Federambiente, Ecomedia, un nuovo progetto di comunicazione ambientale che ruota intorno all'idea dell'"Ecoteca". L'Ecoteca è un luogo di studio e confronto sui temi dell'ambiente, aperto al pubblico e dotato di servizi e supporti didattico-informativi multimediali. La prima Ecoteca sarà aperta a Monza, caso esemplare in Italia per quanto riguarda l'attività di riciclo dei rifiuti. Il progetto Ecomedia è costituito anche da Ecoteca Online (www.ecotecaonline.it), il portale di Wasteitalia.it, concepito come un vero e proprio magazine sulle tematiche ambientali. Waste Italia è il primo operatore italiano nel settore della raccolta e del riutilizzo dei rifiuti.

PMI IN RETE MA SENZA E-COMMERCE
Sono in Rete le piccole e medie imprese italiane. Da due ricerche distinte, pubblicate la prima da I-Lab (Centro di ricerca sull'economia digitale dell'Università Bocconi) , la seconda da Mate (società di ricerca e consulenza nel settore Ict) e apparse sulla rivista Largo Consumo, emerge che le PMI in Italia sono in gran parte dotate delle infrastrutture necessarie per collegarsi a Internet e possiedono un proprio sito web. Solo una percentuale esigua ha però avviato progetti di e-commerce, per quanto le imprese ritengano il commercio elettronico una potenzialità interessante per il proprio business. La maggior parte dei piccoli imprenditori, inoltre, non conosce l'esistenza dei marketplace.

QUADRUPLICATI IN GERMANIA I SITI NEONAZISTI
In Germania i siti internet a contenuto neonazista e di estrema destra sono aumentati di quattro volte nell'ultimo anno. Fonti del governo regionale del Baden-Wuerttemberg a Stoccarda informano che i siti neonazisti sono saliti nel 2001 a mille, contro i 250 dell'anno precedente. Senza sostanziali modifiche, invece, il numero di quelli pornografici. E' stato precisato che in totale, nel 2001, la presenza di siti Internet ritenuti illeciti è cresciuta del 50%.

MOTONLINE.COM SI AFFIDA A E3
Motonline.com, portale verticale dedicato al mondo delle due ruote, ha affidato a E3, new media agency specializzata nel Search Engine Optimization e nel keyword advertising, il budget relativo alle attività di web marketing sui motori di ricerca. L'agenzia è già presente nell'automotive attraverso la gestione del budget di Inauto.com, il portale per la mobilità di Aci-Mondadori. I primi progetti su cui sarà operativa E3 sono il posizionamento dei domini www.motonline.com e www.worldsbk.com, il sito ufficiale del campionato mondiale SBK, di cui Motonline.com ha acquisito i diritti di traffico e gestione. Motonline.com ha chiuso il 2001 totalizzando una media di 2.800.000 pagine viste mensili, con 160 mila visitatori unici al mese e più di 43 mila utenti iscritti.

COME E' NATO IL WEB
E' in uscita in questi giorni "Come è nato il web", un saggio sulla nascita di internet e sui suoi pionieri, edito da Baldini & Castoldi. Scritto da James Gillies, giornalista, e da Robert Caillau, autore del lancio, nel 1990, del primo web site della storia, il libro racconta la storia della rivoluzione telematica dai suoi inizi, Arpenet, fino all'inglese Berners-Lee, ricercatore del Cern (il laboratorio europeo per la fisica delle particelle) e inventore del Mosaic browser che rivoluzionò l'utilizzo della rete.

Il fenomeno della pirateria satellitare sta aumentando. Numerosi siti internet offrono i codici di aggiornamento. Le autorità cercano di tenere sotto controllo gli hacker in Italia

Luciano Daffarra
segretario generale FAPAV

"Secondo le nostre stime in Italia ci sono circa due milioni di abbonati alle pay tv e altrettanti pirati che usufruiscono dei servizi delle tv satellitari senza pagare l'abbonamento". Lo afferma Luciano Daffarra, Segretario Generale della FAPAV, Federazione Anti-pirateria Audiovisiva. La pirateria satellitare non sembra essere diminuita con il decoder unico, diventa sempre più facile accedere ai codici criptati dagli hacker e creare una smart card pirata. Dice Daffarra: "Il problema è che la mentalità italiana è orientata verso la contraffazione e la pirateria satellitare non viene ancora percepita come un atto criminale. E' una pirateria 'home made', fatta sul proprio computer da casa, non si entra in contatto con la malavita". Trovare le card taroccate è facile, tanti dei rivenditori dei pacchetti pay tv le vendono sotto banco e, per chi volesse provare un pizzico di avventura, internet offre tutte le informazioni necessarie. Esistono infatti numerosi siti, come "liksang.com" o "rolia.da.ru", che contengono i codici aggiornati delle reti televisive. Per diventare un vero pirata satellitare basta comprare, in qualsiasi negozio di computer, un apparecchio programmatore, collegarlo al proprio computer, inserirvi la card da programmare e scaricare da internet i file che contengono i codici. Unico problema per l'hacker sono le misure di sicurezza introdotte dalle pay tv: i codici che permettono di ricevere il segnale satellitare vengono cambiati spesso, soprattutto prima delle partite di calcio importanti o i film in prima visione. Il pirata self-made inizia quindi una ricerca sfrenata sulla rete nella speranza di vedere almeno la fine della partita, chi ha acquistato la card in un negozio deve aspettare il lunedì. Da Telepiù commentano: "Cerchiamo di cambiare i codici prima di tutte le grandi partite, sperando che prima o poi gli hacker si stufino di dover aggiornare in continuazione le proprie card pirata. Collaboriamo inoltre a stretto contatto con la Polizia e la Guardia di Finanza". Altra notizia importante per il pirata novello: sebbene comprare e assemblare i vari pezzi che servono per creare la card non sia un atto illecito, il fenomeno diventa reato nel momento in cui la carta pirata è in condizioni di accedere ai servizi a pagamento. Il responsabile dell'unità antipirateria dell'Autorità delle telecomunicazioni, F. Dainotti dice: "Il problema è trovare i pirati: é praticamente impossibile individuare il privato che usa una card contraffatta. Per quanto riguarda i siti si trovano quasi tutti all'estero e non possiamo intervenire. Il cittadino deve essere rieducato, deve iniziare a percepire il fatto che sta comettendo un reato. I pirati diventano così potenziali clienti delle pay tv Continuiamo a effettuare controlli e alcuni risultati stanno arrivando: abbiamo chiuso una tv privata e alcuni siti internet italiani".

I TIPI DI CARD

La smart card é un supporto magentico dove vengono conservati i dati di identificazione dell'abbonato. Vengono consegnate dai gestori al momento della sottoscrizione del contratto. Possono essere divise in tre grandi categorie: solo memoria (documenti d'identità), memoria con logica di sicurezza (badge), memoria con CPU (sim-card). La wafer card é un circuito elettronico che deve essere inserito nel decoder. E' costituito da una scheda rigida, da una memoria (EEPROM) dove sono contenute le informazioni per far funzionare il circuito e un microprocessore (PIC), che consente di elaborare le informazioni contenute nella EEPROM per mettere in chiaro il segnale criptato.


Da sinistra: una Wafer Card e una Smart Card

- Katharina von Bruchhausen

Le aziende chiedono sempre meno figure professionali poco qualificate e sempre più si va alla ricerca di specialisti che coniughino competenze tecniche e attitudini manageriali.

Ci sono segnali di ripresa per i professionisti dell'ICT: dopo i drastici tagli del 2001, vero "annus horribilis" per le aziende della net economy, gli esperti sono ottimisti. Secondo Federcomin, la federazione nazionale di Confindustria che associa le maggiori aziende di telecomunicazioni, informatica e radiotelevisione, nonostante la crisi delle dotcom, il 2001 è stato un anno positivo per il mercato dell'information and communication technology, che ha registrato una crescita dell'8,7% rispetto all'anno precedente. "Le prospettive per il 2002-2004 - afferma Alberto Tripi, presidente di Federcomin - descrivono un mercato inizialmente stabile e poi in ripresa: il mercato ICT nel suo complesso crescerà nel 2002 dell'8,1% per poi fare segnare un +11,2% nel 2003 e un +13,5% nel 2004. Ci sarà quindi una migliore performance del mercato nei prossimi anni, che non può non tradursi in crescita occupazionale". Ma quali sono le prospettive immediate? Ne abbiamo parlato con Giovanna Guercilena, PR & Communication Manager di Jobpilot Italia (www.jobpilot.it), azienda multinazionale specializzata nella ricerca e offerta di lavoro online. "Il settore dell'ICT continua a trainare il mercato del lavoro, generando circa il 30% delle offerte pubblicate su jobpilot.it" Tuttavia, "è importante cogliere il cambiamento di tipo qualitativo che ha caratterizzato il recruiting di queste figure da parte delle aziende nel corso degli ultimi mesi. Sempre più, infatti, le aziende chiedono professionisti che non solo garantiscano una solida competenza tecnica, ma che siano in grado di sostenere i piani strategici aziendali e di gestire progetti complessi anche in termini di gestione delle risorse finanziarie e umane, con competenze, cioè, spiccatamente manageriali". Tra le figure professionali più richieste, spiccano gli esperti di web marketing, gli specialisti del networking e i sistemisti. Dopo l'11 settembre, e come conseguenza dei numerosi attacchi operati dagli hacker ai sistemi informatici, Jobpilot segnala anche il successo del security manager, un professionista ben retribuito, incaricato della progettazione e della gestione di soluzioni tecnologiche per la sicurezza delle infrastrutture informatiche aziendali. Calano, invece, le figure professionali più strettamente legate al web, e di minore specializzazione. A questo proposito, Tripi sottolinea come le nuove professionalità debbano "essere in grado di adattarsi, come in un processo darwiniano, alle mutevoli e sempre più sofisticate richieste del mercato". E' vero che "i creativi scontano forse al momento qualche difficoltà. Tuttavia, la dinamicità del settore non impedirà un recupero di queste figure". Inoltre, aggiunge il presidente di Federcomin, "nessuna azienda si può ormai sottrarre dall'investire nelle nuove tecnologie: questo è il futuro". Il problema è quindi quello della cosiddetta "skill shortage", la mancanza di figure professionali qualificate, mentre le imprese si fanno sempre più selettive e esigenti: "Le aziende - dice Giovanna Guercilena - hanno capito che internet può rivelarsi uno strumento straordinario, a patto che sia gestito con professionalità e con rigorosa coscienza delle strategie aziendali nel loro complesso" Alla "skill shortage" si può fare fronte solo con un'adeguata formazione. In questo senso, segnala Alberto Tripi, è fondamentale il dialogo fra enti di formazione, scuole, università e imprese. Federcomin-Anasin sta collaborando con il Ministero dell'Istruzione per individuare i fabbisogni formativi a livello nazionale nel settore dell'ICT e ha prodotto una dettagliata mappa di figure professionali cui gli enti di formazione possono fare riferimento per la progettazione di corsi locali.

I PIU' RICHIESTI

E' il momento degli specialisti SAP (Systems & Application Products), il sistema ERP più diffuso. I sistemi ERP (Enterprise Resource Planning), che sono in grado di gestire in un'ottica integrata tutti i processi aziendali,. si stanno diffondendo molto rapidamente, soprattutto nelle grandi imprese. Gli esperti SAP guadagnano dai 23 mila ai 55 mila euro lordi annui, a seconda del livello di competenza. Nelle aziende del comparto ICT sono molto gettonati i software developer, specializzati nello sviluppo e nella customizzazione di applicazioni software secondo le esigenze funzionali del cliente. Devono conoscere i linguaggi più diffusi (Java, C++, XML) e le piattaforme Microsoft, Unix, Oracle e Sun Solaris. Possono guadagnare anche 41 mila euro lordi annui. Fonte: Osservatorio Jobpilot.it

- Simona Silvestri

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