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IPSE.COM:
IN CRESCITA L'INFORMAZIONE ON LINE
Nonostante
la crisi, il 2001 ha segnato lo sviluppo
dell'informazione on line, con una
crescita complessiva del 63% rispetto
all'anno precedente. Tutti i quotidiani
nazionali, esclusi Libero e Il Giornale,
hanno ormai una presenza sul web: sono
più di 100, infatti, i giornali
venduti in edicola che hanno anche un
proprio sito, nel quale vengono pubblicati
gli articoli dell'edizione cartacea e
offerti altri servizi. Se il 2000 è
stato caratterizzato dalla nascita delle
webzine - i siti di informazione presenti
solo on line - l'anno successivo ha
segnato l'esplosione dei website legati a
riviste di tipo cartaceo. Comunque, anche
le webzine sono cresciute nel corso del
2001, (+47%). Resta alto il tasso di
mortalità delle iniziative
editoriali sul web: lo scorso anno hanno
chiuso 90 siti di riviste (8,5%) e 190
webzine (18%). Boom anche dei portali,
maggiormente penalizzati, però,
dalla crisi del settore, e delle
concessionarie di pubblicità
specializzate nell'on line. Tutti questi
dati sono emersi dall'ultima rilevazione
dell'Osservatorio informazione on line di
Ispe.com.
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E-MAIL
VIA WEB VERSO IL SERVIZIO A PAGAMENTO
Negli
Stati Uniti i messaggi di posta
elettronica tramite web potrebbero
diventare un servizio a pagamento. I
portali Msn di Microsoft e Yahoo! stanno
gradualmente aumentando il numero dei
prodotti e dei servizi a pagamento per gli
utenti delle e-mail. Yahoo! dal 24 aprile
comincerà a far pagare il servizio
che permette di dirottare la posta su un
altro servizio di e-mail al costo di 29,99
dollari l'anno, con un offerta lancio di
19,99 dollari per chi si abbona prima del
24 aprile. Yahoo! offre anche la
possibilità di incrementare a
pagamento la capacità del servizio
di e-mail, che fino a 6 Mb di spazio
è gratuito. Anche Hotmail, servizio
di Msn che annovera 110 milioni di utenti
nel mondo, ha cominciato a chiedere 19,95
dollari per aumentare lo spazio
disponibile per i messaggi, che
attualmente sono gratuiti solo fino a 2
Mb. Le iniziative dei due portali
potrebbero essere seguite da analoghe
offerte di servizi "pay" da parte di Terra
Lycos.
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MOSTRA
DI ANTIQUARIATO ON LINE
Sul
nuovo sito "www.7-8novecento.it" è
possibile visitare on line l'edizione
primaverile della mostra di antiquariato
"7.8.Novecento" in programma da oggi al 7
aprile a ModenaFiere.
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HDP-DADA
PRONTE ALLA FUSIONE PER PRIMEGGIARE IN
EUROPA
HDP
entra nel capitale sociale di Dada,
internet company fiorentina quotata sul
Nuovo Mercato. La quota che la holding
rileverà sarà inferiore al
30%. Il piano di integrazione prevede il
conferimento a Dada delle attività
internet di HDP, gestite attualmente dalla
controllata HdpNet. Secondo il progetto,
Dada contribuirà allo sviluppo
delle attività editoriali on line
di HDP/RCS. La holding intende così
proporsi come uno dei più
importanti editori in Europa del settore
internet-new media. La società
fiorentina vede invece in HDP "un partner
con una forza unica nel mercato della
comunicazione tradizionale".
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WASTE
ITALIA LANCIA IL PROGETTO ECOMEDIA
Waste
Italia ha presentato al Bica, la Biennale
di comunicazione ambientale organizzata da
Federambiente, Ecomedia, un nuovo progetto
di comunicazione ambientale che ruota
intorno all'idea dell'"Ecoteca". L'Ecoteca
è un luogo di studio e confronto
sui temi dell'ambiente, aperto al pubblico
e dotato di servizi e supporti
didattico-informativi multimediali. La
prima Ecoteca sarà aperta a Monza,
caso esemplare in Italia per quanto
riguarda l'attività di riciclo dei
rifiuti. Il progetto Ecomedia è
costituito anche da Ecoteca Online
(www.ecotecaonline.it), il portale di
Wasteitalia.it, concepito come un vero e
proprio magazine sulle tematiche
ambientali. Waste Italia è il primo
operatore italiano nel settore della
raccolta e del riutilizzo dei
rifiuti.
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PMI
IN RETE MA SENZA E-COMMERCE
Sono
in Rete le piccole e medie imprese
italiane. Da due ricerche distinte,
pubblicate la prima da I-Lab (Centro di
ricerca sull'economia digitale
dell'Università Bocconi) , la
seconda da Mate (società di ricerca
e consulenza nel settore Ict) e apparse
sulla rivista Largo Consumo, emerge che le
PMI in Italia sono in gran parte dotate
delle infrastrutture necessarie per
collegarsi a Internet e possiedono un
proprio sito web. Solo una percentuale
esigua ha però avviato progetti di
e-commerce, per quanto le imprese
ritengano il commercio elettronico una
potenzialità interessante per il
proprio business. La maggior parte dei
piccoli imprenditori, inoltre, non conosce
l'esistenza dei marketplace.
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QUADRUPLICATI
IN GERMANIA I SITI NEONAZISTI
In
Germania i siti internet a contenuto
neonazista e di estrema destra sono
aumentati di quattro volte nell'ultimo
anno. Fonti del governo regionale del
Baden-Wuerttemberg a Stoccarda informano
che i siti neonazisti sono saliti nel 2001
a mille, contro i 250 dell'anno
precedente. Senza sostanziali modifiche,
invece, il numero di quelli pornografici.
E' stato precisato che in totale, nel
2001, la presenza di siti Internet
ritenuti illeciti è cresciuta del
50%.
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MOTONLINE.COM
SI AFFIDA A E3
Motonline.com,
portale verticale dedicato al mondo delle
due ruote, ha affidato a E3, new media
agency specializzata nel Search Engine
Optimization e nel keyword advertising, il
budget relativo alle attività di
web marketing sui motori di ricerca.
L'agenzia è già presente
nell'automotive attraverso la gestione del
budget di Inauto.com, il portale per la
mobilità di Aci-Mondadori. I primi
progetti su cui sarà operativa E3
sono il posizionamento dei domini
www.motonline.com e www.worldsbk.com, il
sito ufficiale del campionato mondiale
SBK, di cui Motonline.com ha acquisito i
diritti di traffico e gestione.
Motonline.com ha chiuso il 2001
totalizzando una media di 2.800.000 pagine
viste mensili, con 160 mila visitatori
unici al mese e più di 43 mila
utenti iscritti.
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COME
E' NATO IL WEB
E'
in uscita in questi giorni "Come è
nato il web", un saggio sulla nascita di
internet e sui suoi pionieri, edito da
Baldini & Castoldi. Scritto da James
Gillies, giornalista, e da Robert Caillau,
autore del lancio, nel 1990, del primo web
site della storia, il libro racconta la
storia della rivoluzione telematica dai
suoi inizi, Arpenet, fino all'inglese
Berners-Lee, ricercatore del Cern (il
laboratorio europeo per la fisica delle
particelle) e inventore del Mosaic browser
che rivoluzionò l'utilizzo della
rete.
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Il
fenomeno della pirateria satellitare sta
aumentando. Numerosi siti internet offrono
i codici di aggiornamento. Le
autorità cercano di tenere sotto
controllo gli hacker in
Italia
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Luciano Daffarra
segretario generale
FAPAV
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"Secondo
le nostre stime in Italia ci sono circa
due milioni di abbonati alle pay tv e
altrettanti pirati che usufruiscono dei
servizi delle tv satellitari senza pagare
l'abbonamento". Lo afferma Luciano
Daffarra, Segretario Generale della FAPAV,
Federazione Anti-pirateria Audiovisiva. La
pirateria satellitare non sembra essere
diminuita con il decoder unico, diventa
sempre più facile accedere ai
codici criptati dagli hacker e creare una
smart card pirata. Dice Daffarra: "Il
problema è che la mentalità
italiana è orientata verso la
contraffazione e la pirateria satellitare
non viene ancora percepita come un atto
criminale. E' una pirateria 'home made',
fatta sul proprio computer da casa, non si
entra in contatto con la malavita".
Trovare le card taroccate è facile,
tanti dei rivenditori dei pacchetti pay tv
le vendono sotto banco e, per chi volesse
provare un pizzico di avventura, internet
offre tutte le informazioni necessarie.
Esistono infatti numerosi siti, come
"liksang.com" o "rolia.da.ru", che
contengono i codici aggiornati delle reti
televisive. Per diventare un vero pirata
satellitare basta comprare, in qualsiasi
negozio di computer, un apparecchio
programmatore, collegarlo al proprio
computer, inserirvi la card da programmare
e scaricare da internet i file che
contengono i codici. Unico problema per
l'hacker sono le misure di sicurezza
introdotte dalle pay tv: i codici che
permettono di ricevere il segnale
satellitare vengono cambiati spesso,
soprattutto prima delle partite di calcio
importanti o i film in prima visione. Il
pirata self-made inizia quindi una ricerca
sfrenata sulla rete nella speranza di
vedere almeno la fine della partita, chi
ha acquistato la card in un negozio deve
aspettare il lunedì. Da
Telepiù commentano: "Cerchiamo di
cambiare i codici prima di tutte le grandi
partite, sperando che prima o poi gli
hacker si stufino di dover aggiornare in
continuazione le proprie card pirata.
Collaboriamo inoltre a stretto contatto
con la Polizia e la Guardia di Finanza".
Altra notizia importante per il pirata
novello: sebbene comprare e assemblare i
vari pezzi che servono per creare la card
non sia un atto illecito, il fenomeno
diventa reato nel momento in cui la carta
pirata è in condizioni di accedere
ai servizi a pagamento. Il responsabile
dell'unità antipirateria
dell'Autorità delle
telecomunicazioni, F. Dainotti dice: "Il
problema è trovare i pirati:
é praticamente impossibile
individuare il privato che usa una card
contraffatta. Per quanto riguarda i siti
si trovano quasi tutti all'estero e non
possiamo intervenire. Il cittadino deve
essere rieducato, deve iniziare a
percepire il fatto che sta comettendo un
reato. I pirati diventano così
potenziali clienti delle pay tv
Continuiamo a effettuare controlli e
alcuni risultati stanno arrivando: abbiamo
chiuso una tv privata e alcuni siti
internet italiani".
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I
TIPI DI CARD
La smart
card é un supporto magentico dove
vengono conservati i dati di
identificazione dell'abbonato. Vengono
consegnate dai gestori al momento della
sottoscrizione del contratto. Possono
essere divise in tre grandi categorie:
solo memoria (documenti
d'identità), memoria con logica di
sicurezza (badge), memoria con CPU
(sim-card). La wafer card é un
circuito elettronico che deve essere
inserito nel decoder. E' costituito da una
scheda rigida, da una memoria (EEPROM)
dove sono contenute le informazioni per
far funzionare il circuito e un
microprocessore (PIC), che consente di
elaborare le informazioni contenute nella
EEPROM per mettere in chiaro il segnale
criptato.
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Da sinistra: una Wafer Card e una Smart
Card
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Katharina von Bruchhausen
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Le
aziende chiedono sempre meno figure
professionali poco qualificate e sempre
più si va alla ricerca di
specialisti che coniughino competenze
tecniche e attitudini
manageriali.
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Ci sono
segnali di ripresa per i professionisti
dell'ICT: dopo i drastici tagli del 2001,
vero "annus horribilis" per le aziende
della net economy, gli esperti sono
ottimisti. Secondo Federcomin, la
federazione nazionale di Confindustria che
associa le maggiori aziende di
telecomunicazioni, informatica e
radiotelevisione, nonostante la crisi
delle dotcom, il 2001 è stato un
anno positivo per il mercato
dell'information and communication
technology, che ha registrato una crescita
dell'8,7% rispetto all'anno precedente.
"Le prospettive per il 2002-2004 - afferma
Alberto Tripi, presidente di Federcomin -
descrivono un mercato inizialmente stabile
e poi in ripresa: il mercato ICT nel suo
complesso crescerà nel 2002
dell'8,1% per poi fare segnare un +11,2%
nel 2003 e un +13,5% nel 2004. Ci
sarà quindi una migliore
performance del mercato nei prossimi anni,
che non può non tradursi in
crescita occupazionale". Ma quali sono le
prospettive immediate? Ne abbiamo parlato
con Giovanna Guercilena, PR &
Communication Manager di Jobpilot Italia
(www.jobpilot.it), azienda multinazionale
specializzata nella ricerca e offerta di
lavoro online. "Il settore dell'ICT
continua a trainare il mercato del lavoro,
generando circa il 30% delle offerte
pubblicate su jobpilot.it" Tuttavia,
"è importante cogliere il
cambiamento di tipo qualitativo che ha
caratterizzato il recruiting di queste
figure da parte delle aziende nel corso
degli ultimi mesi. Sempre più,
infatti, le aziende chiedono
professionisti che non solo garantiscano
una solida competenza tecnica, ma che
siano in grado di sostenere i piani
strategici aziendali e di gestire progetti
complessi anche in termini di gestione
delle risorse finanziarie e umane, con
competenze, cioè, spiccatamente
manageriali". Tra le figure professionali
più richieste, spiccano gli esperti
di web marketing, gli specialisti del
networking e i sistemisti. Dopo l'11
settembre, e come conseguenza dei numerosi
attacchi operati dagli hacker ai sistemi
informatici, Jobpilot segnala anche il
successo del security manager, un
professionista ben retribuito, incaricato
della progettazione e della gestione di
soluzioni tecnologiche per la sicurezza
delle infrastrutture informatiche
aziendali. Calano, invece, le figure
professionali più strettamente
legate al web, e di minore
specializzazione. A questo proposito,
Tripi sottolinea come le nuove
professionalità debbano "essere in
grado di adattarsi, come in un processo
darwiniano, alle mutevoli e sempre
più sofisticate richieste del
mercato". E' vero che "i creativi scontano
forse al momento qualche
difficoltà. Tuttavia, la
dinamicità del settore non
impedirà un recupero di queste
figure". Inoltre, aggiunge il presidente
di Federcomin, "nessuna azienda si
può ormai sottrarre dall'investire
nelle nuove tecnologie: questo è il
futuro". Il problema è quindi
quello della cosiddetta "skill shortage",
la mancanza di figure professionali
qualificate, mentre le imprese si fanno
sempre più selettive e esigenti:
"Le aziende - dice Giovanna Guercilena -
hanno capito che internet può
rivelarsi uno strumento straordinario, a
patto che sia gestito con
professionalità e con rigorosa
coscienza delle strategie aziendali nel
loro complesso" Alla "skill shortage" si
può fare fronte solo con
un'adeguata formazione. In questo senso,
segnala Alberto Tripi, è
fondamentale il dialogo fra enti di
formazione, scuole, università e
imprese. Federcomin-Anasin sta
collaborando con il Ministero
dell'Istruzione per individuare i
fabbisogni formativi a livello nazionale
nel settore dell'ICT e ha prodotto una
dettagliata mappa di figure professionali
cui gli enti di formazione possono fare
riferimento per la progettazione di corsi
locali.
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I
PIU' RICHIESTI
E' il
momento degli specialisti SAP (Systems
& Application Products), il sistema
ERP più diffuso. I sistemi ERP
(Enterprise Resource Planning), che sono
in grado di gestire in un'ottica integrata
tutti i processi aziendali,. si stanno
diffondendo molto rapidamente, soprattutto
nelle grandi imprese. Gli esperti SAP
guadagnano dai 23 mila ai 55 mila euro
lordi annui, a seconda del livello di
competenza. Nelle aziende del comparto ICT
sono molto gettonati i software developer,
specializzati nello sviluppo e nella
customizzazione di applicazioni software
secondo le esigenze funzionali del
cliente. Devono conoscere i linguaggi
più diffusi (Java, C++, XML) e le
piattaforme Microsoft, Unix, Oracle e Sun
Solaris. Possono guadagnare anche 41 mila
euro lordi annui. Fonte: Osservatorio
Jobpilot.it
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Simona Silvestri
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